Tra bicchieri di vino cresce un amore 12° Capitolo
di
Nandostar
genere
incesti
Mancavano un pò di giorni alla partenza, giorni di duro lavoro per tutti.
Marco ed Anna passarono poco tempo assieme, ovvero solo per un drink dopo cena.
Ricordiamoci che siamo a Settembre mese durissimo per tutti gli agricoltori, di ogni tipo e per ogni coltivazione.
Marco, sfruttò questo tempo per prepararsi a fare una cosa che mantenne segreta a tutti.
Anna, invece, ricevette in questi giorni una telefonata particolare.
Erano le 17 di mercoledì pomeriggio.
Fu un avvocato a telefonare ad Anna.
Avvocato: “Anna? Scusami.”
Anna: “Dimmi pure, Ezio.”
Avvocato: “Come va con tuo fratello?”
Anna: “Benissimo, devo dire proprio bene, ho scoperto d’avere un fratello veramente top, invidiabile.”
Avvocato: “Sono contento.”
Anna: “Poi, è single, non ha rapporti, quindi me lo posso godere fino in fondo.”
Ovviamente Anna non intendeva con la parole godere ad un rapporto morale o sociale, ma ad altro, però per fortuna per lei l’avvocato non comprese la metafora e si mise a ridere, felice di quello che Anna gli stava dicendo.
Invece, a noi, non interessa il fatto che l’Avvocato chiedesse ad Anna notizie sul rapporto con Marco, ma interessa sapere che diede un’informazione ad Anna molto particolare ed importante.
Anna rimase un pò turbata per questa cosa quando chiuse la telefonata, però decise di tenerla segreta e di indagare meglio.
Il primo momento per indagare, arrivò, proprio la sera prima di partire per il maxi week end, ovvero il mercoledì sera, perchè Anna e Marco non si videro, ma si telefonarono.
Marco: “Eccomi amore mio.”
Anna: “Mi fai morire quando mi chiami amore mio.”
Marco: “Perchè?”
Anna: “Perchè sono tua sorella?”
Marco: “Dai non dire minchiate. Ascolta, sei pronta a partire?”
Anna: “Si sono super pronta, a dire il vero ne ho proprio voglia. Vado con la mia amica Clara, te lo detto.”
Marco: “Siiii, che me lo hai detto. Immagino che sarà un week end, in cui non passerà minuto in cui dei maschi super arrapati a fine vita ci proveranno.”
Anna: “Ma come consideri le terme?”
Marco: “Considero le terme di Abano, come un posto, in cui la gente va per rilassarsi e dimenticare che esiste una morale ed una decenza.”
Anna: “Ma dai, ma non dirlo neanche. Non fare l’agricoltore bigotto e medioevale per piacere, io e la mia amica ci andiamo spesso per rilassarci e farci belle.”
Marco: “Bella ci sei già, non hai bisogno di terme.”
Anna: “Guarda che hai insistito tu che ci vada, quindi se qualche vecchiotto m presenta il suo arnese color blu per tutto il viagra che ha ingerito è colpa tua e non mia.”
Marco: “Va bene, va bene, non preoccuparti, mi interessa che tu vada a rilassarti, dopo quello che hai passato.”
Anna: “Ce l’hai il tempo per portare la Zia a Lignano Sabbiadoro? Altrimenti chiedo ad un mio dipendente.”
Marco: “No, no ce l’ho.”
Anna: “Ascolta, volevo chiederti una cosa, visto che quando lo facciamo non usi mai il preservativo, tu non vai a prostitute vero?”
Marco: “Che domanda mi fai?”
Anna: “No, è che sei single, bello, non hai rapporti fissi, hai un bel cazzone e magari ti piace infilarlo dentro a ragazze giovani per percepire nuove sensazioni ogni volta.”
Marco: “Ma non dirlo neanche per scherzo Anna, io sono uno che usa molto il cuore nei rapporti e la testa, quindi niente puttane. ……………. Guarda Anna, è vero sei mia sorella, ma quando ti ho visto la prima volta sono rimasto folgorato, sono folgorato. Sei bellissima e sembri disegnata dalle mani di Dio in persona, hai un corpo da favola, io ne starei male se volessi interrompere il nostro rapporto.”
Anna: “Uao, i miei pompini ti hanno veramente disintegrato il cervello.”
Marco: “Il cuore, amore mio, il cuore, parliamo di cuore.”
La telefonata, proseguì, ma il fatto che Marco avesse detto ad Anna che non andava a puttane, non aveva risposto precisamente a quello che veramente voleva sapere Anna, ma non poteva chiedere di più, ma doveva indagare di persona.
Le ore passarono e arrivò il momento della partenza sia per Anna che per Zia Gemma.
Era una giornata calda e soleggiata.
Marco, accompagnò Zia Gemma a Lignano Sabbiadoro, partendo verso le 15.
Erano in auto che parlavano del più e del meno, quando Zia Gemma, abbassò il sedile un pò e si mise con le gambe sopra il pianale davanti dell’auto per prendere il sole alle gambe.
Marco le aveva detto di si, quindi lei si sistemò, facendo salire la minigonna fino a far intravedere gli slip bianchi che indossava.
Zia Gemma: “Non ti scandalizzi vero?”
Marco: “No, no, anzi, sei una bellissima donna, hai saputo fare un bel lavoro con il tuo corpo.”
Zia Gemma: “Grazie!”
Marco a questo punto fu diretto.
Marco: “Come reputi il rapporto, tra me e Anna?”
Zia Gemma: “Non dovresti scopartela.”
Marco: “Perchè è mia sorella?”
Zia Gemma: “Si!”
Marco: “Io sono rimasto folgorato da lei, è una potenza e una bellezza che lascia senza fiato.”
Zia Gemma: “E’ TUA SORELLA, PUNTO E BASTA. Ti immagini se si spargesse la voce, ti immagini se la gente capisse che scopate che le dai? I dipendenti della cantina sanno che siete fratello e sorella e anche Fabio lo sapeva. Per fortuna che ha lasciato Anna libera ed è scappato, sai cosa le poteva fare?”
Marco: “Fabio era malato, mentre io sono innamorato.”
Zia Gemma: “DI TUA SORELLA, RIPETO.”
Marco: “Non è che sei gelosa? Da quanto tempo non stai con un uomo?”
Zia Gemma: “Ma che domande sono?”
Marco: “Domande.”
A questo punto scese un pò il silenzio, era chiaro, dal tono di voce della Zia, che in realtà, non si andava ad affrontare bene il discorso dal verso giusto.
Zia Gemma aveva chiuso gli occhi ed aveva aperto un pò le gambe.
Marco, sicuro di quello che voleva fare, decise di ricominciare il discorso andandoci giù pesante.
Con la mano destra, si posò tra le gambe della Zia e velocemente si intrufolò con due dita dentro le mutandine.
La Zia aprì subito gli occhi e mise una mano sopra quella di Marco, ma lui con le dita era già dentro che rovistava e lei in quella posizione non riusciva tanto a muoversi.
Zia Gemma: “Lasciami, che fai? Rischiamo di fare un incidente.”
Marco: “Assolutamente no, ho la guida perfetta, volevo capire se ti piaceva oppure no.”
Le dita di Marco si muovevano veloci dentro la Zia, che muoveva il pube per toglierle e per contorcersi dal piacere.
Zia Gemma: “Marco dai, per piacere, per piacere. Che fai?”
Zia senza volerlo si sistemò meglio ed aprì di più le gambe.
Marco: “Da quando non ti fai scopare da qualcuno.”
Zia Gemma: “Dalla morte di tuo zio ……. mmmmmmmmmmm ………….. Marco dai basta …….. mmmmmmmm ………….mmmmmmmmmmmm”
Marco: “Voglio sentirti venire.”
La mano di Marco era forte e ferma, tra le gambe di Gemma, che con tutte e due le mani cercava di toglierlo, ma non ci riusciva, finchè esplose ed ebbe un primo orgasmo.
Zia Gemma: “Aaaaaaaaaaaaaaaaa ………….. aaaaaaaaaaaaaaaaa”
Marco: “Ti piacerebbe avere il mio bel cazzone dentro?”
Cominciò con due dita andare su e giù, dentro e fuori la Zia.
Zia Gemma: “Dai basta per piacere, dai basta, ti sporco tutto il sedile.”
Marco si fermò quando sentì che Zia aveva avuto il suo secondo orgasmo.
Passarono alcuni minuti in cui Zia si sistemò e si sedette bene sul sedile.
Marco: “Ti piacerebbe avere un figlio?”
Zia Gemma: “Mi sarebbe piaciuto avere un figlio. Soprattutto per amarlo di più di come siete stati amati tu ed Anna. Pensa che ho ancora le mestruazioni.”
Marco: “Alla tua età?”
Zia Gemma: “Si. Non preoccuparti non mi offendo, per la battuta di merda che hai appena fatto. ”
Marco: “Non era una battuta offensiva. Ti assicuro che per avere 50 anni sei una donna che tiene testa a molte ragazze e devo dire che la tua gattina potrebbe spappolare molti cuori ancora.”
Zia Gemma: “Si di gente che ha gli spermatozoi morti, ormai. Se faccio un pompino ad uno della mia età esce la marcia funebre, non uno spruzzo di vita.”
Marco: “Bè, non occorre spappolare il cuore di quelli della tua età. Ora ti porto a Lignano, quindi puoi cercare.”
Zia Gemma: “Si! In un Week end?”
Marco: “Bè, quella è casa mia, ci puoi rimanere il tempo che serve. MI ha detto Anna che è da molto tempo che non fai ferie.”
Zia Gemma: “Mi vuoi lontano da Anna?”
Marco: “No assolutamente voglio che pensi a te stessa.”
Zia Gemma: “Ok! Vediamo.”
Zia Gemma, sorrise, e si guardò in giro mentre la macchina viaggiava veloce.
Ogni tanto, guardava Marco e con la mano sinistra lo accarezzava.
Accarezzava la spalla, assaggiava i suoi bicipiti e i muscoli dell’avambraccio, poi chiudeva gli occhi ed immaginava lei giovane seduta sopra a Marco, seduto anche lui mentre si abbracciavano ed amoreggiavano.
Arrivato a Lignano Sabbiadoro, Marco fece il cicerone di Casa, e quando la Zia si mise a proprio agio, lui se ne andò.
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UN ABBRACCIO.
Marco ed Anna passarono poco tempo assieme, ovvero solo per un drink dopo cena.
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Anna, invece, ricevette in questi giorni una telefonata particolare.
Erano le 17 di mercoledì pomeriggio.
Fu un avvocato a telefonare ad Anna.
Avvocato: “Anna? Scusami.”
Anna: “Dimmi pure, Ezio.”
Avvocato: “Come va con tuo fratello?”
Anna: “Benissimo, devo dire proprio bene, ho scoperto d’avere un fratello veramente top, invidiabile.”
Avvocato: “Sono contento.”
Anna: “Poi, è single, non ha rapporti, quindi me lo posso godere fino in fondo.”
Ovviamente Anna non intendeva con la parole godere ad un rapporto morale o sociale, ma ad altro, però per fortuna per lei l’avvocato non comprese la metafora e si mise a ridere, felice di quello che Anna gli stava dicendo.
Invece, a noi, non interessa il fatto che l’Avvocato chiedesse ad Anna notizie sul rapporto con Marco, ma interessa sapere che diede un’informazione ad Anna molto particolare ed importante.
Anna rimase un pò turbata per questa cosa quando chiuse la telefonata, però decise di tenerla segreta e di indagare meglio.
Il primo momento per indagare, arrivò, proprio la sera prima di partire per il maxi week end, ovvero il mercoledì sera, perchè Anna e Marco non si videro, ma si telefonarono.
Marco: “Eccomi amore mio.”
Anna: “Mi fai morire quando mi chiami amore mio.”
Marco: “Perchè?”
Anna: “Perchè sono tua sorella?”
Marco: “Dai non dire minchiate. Ascolta, sei pronta a partire?”
Anna: “Si sono super pronta, a dire il vero ne ho proprio voglia. Vado con la mia amica Clara, te lo detto.”
Marco: “Siiii, che me lo hai detto. Immagino che sarà un week end, in cui non passerà minuto in cui dei maschi super arrapati a fine vita ci proveranno.”
Anna: “Ma come consideri le terme?”
Marco: “Considero le terme di Abano, come un posto, in cui la gente va per rilassarsi e dimenticare che esiste una morale ed una decenza.”
Anna: “Ma dai, ma non dirlo neanche. Non fare l’agricoltore bigotto e medioevale per piacere, io e la mia amica ci andiamo spesso per rilassarci e farci belle.”
Marco: “Bella ci sei già, non hai bisogno di terme.”
Anna: “Guarda che hai insistito tu che ci vada, quindi se qualche vecchiotto m presenta il suo arnese color blu per tutto il viagra che ha ingerito è colpa tua e non mia.”
Marco: “Va bene, va bene, non preoccuparti, mi interessa che tu vada a rilassarti, dopo quello che hai passato.”
Anna: “Ce l’hai il tempo per portare la Zia a Lignano Sabbiadoro? Altrimenti chiedo ad un mio dipendente.”
Marco: “No, no ce l’ho.”
Anna: “Ascolta, volevo chiederti una cosa, visto che quando lo facciamo non usi mai il preservativo, tu non vai a prostitute vero?”
Marco: “Che domanda mi fai?”
Anna: “No, è che sei single, bello, non hai rapporti fissi, hai un bel cazzone e magari ti piace infilarlo dentro a ragazze giovani per percepire nuove sensazioni ogni volta.”
Marco: “Ma non dirlo neanche per scherzo Anna, io sono uno che usa molto il cuore nei rapporti e la testa, quindi niente puttane. ……………. Guarda Anna, è vero sei mia sorella, ma quando ti ho visto la prima volta sono rimasto folgorato, sono folgorato. Sei bellissima e sembri disegnata dalle mani di Dio in persona, hai un corpo da favola, io ne starei male se volessi interrompere il nostro rapporto.”
Anna: “Uao, i miei pompini ti hanno veramente disintegrato il cervello.”
Marco: “Il cuore, amore mio, il cuore, parliamo di cuore.”
La telefonata, proseguì, ma il fatto che Marco avesse detto ad Anna che non andava a puttane, non aveva risposto precisamente a quello che veramente voleva sapere Anna, ma non poteva chiedere di più, ma doveva indagare di persona.
Le ore passarono e arrivò il momento della partenza sia per Anna che per Zia Gemma.
Era una giornata calda e soleggiata.
Marco, accompagnò Zia Gemma a Lignano Sabbiadoro, partendo verso le 15.
Erano in auto che parlavano del più e del meno, quando Zia Gemma, abbassò il sedile un pò e si mise con le gambe sopra il pianale davanti dell’auto per prendere il sole alle gambe.
Marco le aveva detto di si, quindi lei si sistemò, facendo salire la minigonna fino a far intravedere gli slip bianchi che indossava.
Zia Gemma: “Non ti scandalizzi vero?”
Marco: “No, no, anzi, sei una bellissima donna, hai saputo fare un bel lavoro con il tuo corpo.”
Zia Gemma: “Grazie!”
Marco a questo punto fu diretto.
Marco: “Come reputi il rapporto, tra me e Anna?”
Zia Gemma: “Non dovresti scopartela.”
Marco: “Perchè è mia sorella?”
Zia Gemma: “Si!”
Marco: “Io sono rimasto folgorato da lei, è una potenza e una bellezza che lascia senza fiato.”
Zia Gemma: “E’ TUA SORELLA, PUNTO E BASTA. Ti immagini se si spargesse la voce, ti immagini se la gente capisse che scopate che le dai? I dipendenti della cantina sanno che siete fratello e sorella e anche Fabio lo sapeva. Per fortuna che ha lasciato Anna libera ed è scappato, sai cosa le poteva fare?”
Marco: “Fabio era malato, mentre io sono innamorato.”
Zia Gemma: “DI TUA SORELLA, RIPETO.”
Marco: “Non è che sei gelosa? Da quanto tempo non stai con un uomo?”
Zia Gemma: “Ma che domande sono?”
Marco: “Domande.”
A questo punto scese un pò il silenzio, era chiaro, dal tono di voce della Zia, che in realtà, non si andava ad affrontare bene il discorso dal verso giusto.
Zia Gemma aveva chiuso gli occhi ed aveva aperto un pò le gambe.
Marco, sicuro di quello che voleva fare, decise di ricominciare il discorso andandoci giù pesante.
Con la mano destra, si posò tra le gambe della Zia e velocemente si intrufolò con due dita dentro le mutandine.
La Zia aprì subito gli occhi e mise una mano sopra quella di Marco, ma lui con le dita era già dentro che rovistava e lei in quella posizione non riusciva tanto a muoversi.
Zia Gemma: “Lasciami, che fai? Rischiamo di fare un incidente.”
Marco: “Assolutamente no, ho la guida perfetta, volevo capire se ti piaceva oppure no.”
Le dita di Marco si muovevano veloci dentro la Zia, che muoveva il pube per toglierle e per contorcersi dal piacere.
Zia Gemma: “Marco dai, per piacere, per piacere. Che fai?”
Zia senza volerlo si sistemò meglio ed aprì di più le gambe.
Marco: “Da quando non ti fai scopare da qualcuno.”
Zia Gemma: “Dalla morte di tuo zio ……. mmmmmmmmmmm ………….. Marco dai basta …….. mmmmmmmm ………….mmmmmmmmmmmm”
Marco: “Voglio sentirti venire.”
La mano di Marco era forte e ferma, tra le gambe di Gemma, che con tutte e due le mani cercava di toglierlo, ma non ci riusciva, finchè esplose ed ebbe un primo orgasmo.
Zia Gemma: “Aaaaaaaaaaaaaaaaa ………….. aaaaaaaaaaaaaaaaa”
Marco: “Ti piacerebbe avere il mio bel cazzone dentro?”
Cominciò con due dita andare su e giù, dentro e fuori la Zia.
Zia Gemma: “Dai basta per piacere, dai basta, ti sporco tutto il sedile.”
Marco si fermò quando sentì che Zia aveva avuto il suo secondo orgasmo.
Passarono alcuni minuti in cui Zia si sistemò e si sedette bene sul sedile.
Marco: “Ti piacerebbe avere un figlio?”
Zia Gemma: “Mi sarebbe piaciuto avere un figlio. Soprattutto per amarlo di più di come siete stati amati tu ed Anna. Pensa che ho ancora le mestruazioni.”
Marco: “Alla tua età?”
Zia Gemma: “Si. Non preoccuparti non mi offendo, per la battuta di merda che hai appena fatto. ”
Marco: “Non era una battuta offensiva. Ti assicuro che per avere 50 anni sei una donna che tiene testa a molte ragazze e devo dire che la tua gattina potrebbe spappolare molti cuori ancora.”
Zia Gemma: “Si di gente che ha gli spermatozoi morti, ormai. Se faccio un pompino ad uno della mia età esce la marcia funebre, non uno spruzzo di vita.”
Marco: “Bè, non occorre spappolare il cuore di quelli della tua età. Ora ti porto a Lignano, quindi puoi cercare.”
Zia Gemma: “Si! In un Week end?”
Marco: “Bè, quella è casa mia, ci puoi rimanere il tempo che serve. MI ha detto Anna che è da molto tempo che non fai ferie.”
Zia Gemma: “Mi vuoi lontano da Anna?”
Marco: “No assolutamente voglio che pensi a te stessa.”
Zia Gemma: “Ok! Vediamo.”
Zia Gemma, sorrise, e si guardò in giro mentre la macchina viaggiava veloce.
Ogni tanto, guardava Marco e con la mano sinistra lo accarezzava.
Accarezzava la spalla, assaggiava i suoi bicipiti e i muscoli dell’avambraccio, poi chiudeva gli occhi ed immaginava lei giovane seduta sopra a Marco, seduto anche lui mentre si abbracciavano ed amoreggiavano.
Arrivato a Lignano Sabbiadoro, Marco fece il cicerone di Casa, e quando la Zia si mise a proprio agio, lui se ne andò.
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