Tra bicchieri di vino cresce un amore 3' Capitolo

di
genere
incesti

3° CAPITOLO
Era giorno, il sole aveva già salutato il mondo.
Marco aveva deciso di ritornare a Gambellara per andare a fare un giro alla Cantina Sociale del Paese, famosa per i buonissimi vini che vendeva, per rendersi conto quanto erano importanti i vini di sua sorella.
Una volta arrivata alla Cantina, si recò presso l’ufficio del Direttore.
Quando usciva dalla sua tenuta vestiva sempre al massimo.
Tirata come non mai.
Gli uomini dovevano essere estasiati, non affascinati da lei, dovevano sentirsi stregati perchè più facilmente sarebbero stati più propensi a comprare il suo vino ed accettare le sue proposte.
Vi assicuro che il vino di Anna era, comunque, veramente buono, impareggiabile.
Aveva dei vini amabili rossi incredibili.
Tutti prodotti in maniera biologica.
Comunque, la nostra signora si era messa un vestito nero aderente senza spalline che partiva da sotto le scapole e terminava con una minigonna a metà coscia.
Le gambe erano coperte da dei collant color pelle abbronzata e ai piedi aveva delle scarpe con tacchi di 5 centimetri nere patinate.
Anna amava vestire in nero.
Il rossetto era color vinaccia, non era viola, ne rosso.
Molto caldo.
Insomma, la nostra Anna puntava molto sul vendere la sua immagine per vendere il vino.
Ancor più attraente era il pensare che una donna del genere, tolti gli abiti da super gnocca, vestiva una tuta da meccanico e saliva su un trattore per lavorare.
Sconvolgente.
Entrò nell’ufficio del Direttore della Cantina per chiacchierare ed una volta uscita si recò allo spaccio per vedere se i suoi vini erano posizionati bene sugli scaffali.
Oddio, gli introiti dalla vendita di vino nello spaccio della cantina, non erano di certo le entrate più consistenti, anzi era una presenza per rappresentanza.
Anna, il grosso, per non dire tutto, lo vendeva a casa, dove riceveva i clienti e portava a casa i contratti migliori, quelli che l’avevano fatta arrivare dov’era.
Entrata nello spaccio si mise a girare tra gli scaffali e a parlare con le commesse.
All’interno dello spaccio era entrato anche Marco, che se ne stava a gironzolare cercando di capire se e come era in vendita, il vino della sorella.
Vide Anna e rimase folgorato.
Non poteva essere sua sorella quella vestita così provocante ed elegante nello stesso tempo.
Fu Anna, che spronata dalla commessa, gli si avvicinò, mossa dal fatto che Marco era un bel tipo.
Anna: “Buongiorno fratellone che fai da queste parti?.”
Marco: “Buongiorno a lei. Non sono io il fratellone, ma lei la sorellona. Sono qui per vedere il tuo vino in vendita.”
Anna: “Potevi dirmi che venivi.”
Marco: “Ti avrei chiamata per venire da te.”
Anna: “Ascolta, in realtà finito qui devo andare fuori paese, non riesco a dedicarti il giusto tempo e non so se riesco di oggi.”
Marco: “E’ colpa mia che sono venuto senza preavviso, quasi a farti un’imboscata.”
Anna: “E’ stata una sorpresa e mi è piaciuta, ma non posso fare altro.”
Marco: “Ok! Allora esco e mi incammino verso casa.”
Anna e Marco uscirono dall’emporio e si diressero verso le loro auto.
Marco senza tanti pensieri la seguì con gli occhi fissi sul suo fondo schiena che sculettava sinuosamente grazie ad un passo da modella.
Era sua sorella, era sua sorella, ma che stra fica che era.
Arrivata ora di cena, Marco, si preparò la carne ai ferri e si mise a mangiare gustandosi il vino di Anna, poi, durante il dopo cena si mise in giardino a riflettere sul da farsi, scrivendo dei versi di poesia.
Una coppietta di fidanzatini, si erano appartati vicino la casa, e la musica latino americana che stavano ascoltando echeggiava e risuonava intorno, facendo da sottofondo a chi si stava riposando, dopo le fatiche del giorno, nel proprio giardino.
Anche Anna, stava riposando fuori, bevendo un mojto, sapientemente preparato.
Era fresco, gelato.
Era li che rifletteva sul da farsi.
Volevano assolutamente conoscersi meglio, troppo tempo era passato, troppo avevano perso della loro vita.
Marco prese in mano la situazione e telefonò alla sorella.
Anna: “Pronto fratellino?”
Marco: “Fratellino? Abbiamo un anno di differenza ed io sono più alto e più muscoloso di te.”
Anna: “Si! Onestamente hai un gran bel corpo.”
Marco: “Complimenti anche tu.”
Anna: “Porco, hai notato le mie tette. Lo sai? Quando mi parlavano di te pensavo al fratello della mia amica.”
Marco: “Come è?”
Anna: “Non è bellissimo.”
Marco: “Quindi sono nei tuoi pensieri? Mi vuoi un pò di bene?”
Anna: “Bene te ne ho sempre voluta, è che eravamo lontani. Non pensavo di avere un fratello simile ad un mandingo nero.””
Marco: “Ma dai, ma come mi descrivi.”
Anna: “Scusami, ma un matrimonio finito male e i miei 30 e passa anni, mi fanno parlare così.”
Marco: “Ascolta, come pensi di risolvere i problemi economici che hai?”
Anna: “Penso di chiedere un prestito e di rateizzare il tutto.”
Marco: “Ascolta, voglio aiutarti, come posso fare?”
Anna: “In realtà non avrei bisogno, ma se per la vendemmia, mi vieni ad aiutare con i tuoi dipendenti diminuiranno le spese.”
Marco: “Ti aiuto con i dipendenti, con le riparazioni delle rotture, con il gasolio e altre cose ok? Ma soprattutto per farti svagare.”
Anna: “OK! Ti va se ci vediamo domani?”
Marco: “Vedo come va e ti dico.”
Anna: “Va benissimo.”
Marco: “Io vado a dormire”
Anna: “Anche io.”
Marco si addormentò e risognò la sorella.

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Fernando Online - Diretto da Zorzella Fernando
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scritto il
2026-04-06
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