Tra bicchieri di vino cresce un amore 5° Capitolo
di
Nandostar
genere
incesti
CAPITOLO 5°
Anna era sdraiata nuda piegata sul lato sinistro del corpo, Marco era dietro di lei nudo, nella stessa posizione che la guardava.
Anna: “Sei felice?”
Marco: “Si! Sono felice per tutto quello che sto vivendo da quando ho cominciato a frequentarti.”
Anna: “Sono tua sorella! Non provi ribrezzo, non provi disgusto?”
Marco: “Provo un grande senso di eccitazione. Sei bella, sei una musa, hai un corpo bellissimo e ho desiderato possederlo, dal primo momento che ti ho visto. Ho voglia di aiutarti ad affrontare ogni problema che verrà.”
Anna: “Ora mi metto a dormire, mi hai fatto un pò di male. Mi raccomando si delicato, perchè ce l’hai grosso.”
Marco non sapeva cosa rispondere.
Alla fine si mise a dormire anche lui.
Si svegliarono alle 5 e 30 del mattino, erano girati l’una verso l’altro, Marco non sapeva cosa dire, si sentiva svuotato.
Avrebbe voluto possedere ancora quella donna, anche ora in quel momento, ma aveva paura.
Anna ad un certo punto si sollevò e si avvicinò a Marco, lo baciò delicatamente, arrivando a inserirgli la lingua nella bocca.
Marco la lasciò fare.
Poi, Anna, con la mano sinistra prese in mano il pene di Marco e cominciò a segarlo.
Marco rimase in silenzio.
Anna a questo punto prese in bocca il pene di Marco e cominciò a farlo scorrere molto lentamente.
Dentro e fuori, dentro e fuori, Anna era inesorabile, finchè Marco non le esplose in bocca.
Marco, completamente sdraiato nel pavimento: “Cazzo che figa che sei, sorellona mia, senti che bocca spettacolare. E’ tuo amore mio, questo paletto è tuo.”
Anna dopo aver bevuto tutto, lo percorse per tutta la lunghezza con le labbra e arrivata alle palle cominciò a succhiarle per bene, mentre con la mano sinistra lo teneva delicatamente rivolto verso l'alto.
Era bellissimo, lungo, dritto, grosso duro, pensare che la sera prima le era scivolato dentro
Poi si staccò.
Anna: “Hai un cazzo spettacolare. ………… Bè diciamo che ho risposto in maniera esaustiva a tutte le domande che normalmente vengono in mente a voi uomini.”
Marco: “Tipo?”
Anna: “Ti è piaciuto? Lo facciamo ancora? Quando usciremo ancora? Penso di aver risposto ampiamente a queste domande.”
A questo punto si alzò dal letto e andò a farsi una doccia.
Anche Marco si preparò per tornarsene a casa.
Anna: “Stai attento per strada, perchè ce n’è.”
Marco: “Prendo l’autostrada qui alla fabbrica di farmaci ed esco a Mantova Sud…………………. Non so se riesco a venire stasera.”
Anna: “Hai molto da fare?”
Marco: “Devo spargere il liquame, erpicare e prepara il terreno per il cinquantino.”
Anna: “Se ti va vengo io.”
Marco: “Ma c’è molta strada.”
Anna: “A te non è pesato venire qui. ……….. Lo hai fatto solo per montarmi?”
Marco: “No, assolutamente. …….. Non vorrei che tu fossi mia sorella, perchè provo qualcosa che non è normale.”
Anna: “Ti piace montarmi?”
Marco: “Cavoli che parole che usi.”
Anna: “Ti è piaciuto montarmi? Scoparmi? Possedermi? Ti è piaciuto stare tra le mie gambe?”
Marco: “Si! Mi è piaciuto farti mia.”
Anna: “Allora stasera vengo io e parliamo ancora.”
Marco: “Parliamo.”
Anna: “Certo. ……. Parliamo.”
Marco e Anna si salutarono e poi ogni uno andò verso le proprie strade.
Non si scambiarono nessun bacio e nessuna effusione.
La giornata lavorativa iniziò li alla tenuta di Anna e come i dipendenti anche Zia Gemma arrivò e si mise al lavoro.
Zia Gemma, come già detto era la governante, quindi si mise a risistemare casa.
Nel svolgere le varie mansioni, quando arrivò al salotto, o entrata della casa, trovò gli slip di Anna.
A Zia Gemma, subito, passò inosservata la cosa, ma poi riflettendoci bene si mise a riflettere, su come degli slip, potevano trovarsi li in quel posto.
Un’altra cosa notò, ovvero il disordine, dei divani e dei teli posti sopra i divani.
Decise di attendere che Anna venisse a pranzare per chiederle alcune cose.
Anna, invece, si trovava nel suo ufficio, dopo aver fatto un giro nei campi e aver dato alcuni ordini in merito alla vendemmia, in corso.
La porta bussò e quando lei diede l’ordine di entrare, si vide davanti Fabio.
Lei era seduta, mentre lui rimase in piedi davanti alla scrivania.
Anna: “Ciao Fabio, come va? Ti serve qualcosa?”
Fabio: “Anna, volevo chiederti, se ti andrebbe di uscire a cena fuori.”
Anna: “Mi dispiace, ma devo dirti di no.”
Fabio: “Qualche mese fa, tra noi due c’era qualcosa, mi piacerebbe sondare quel qualcosa ancora.”
Anna: “Io ti ringrazio, Fabio e ti ringrazierò sempre per ciò che hai fatto per me,ma mi sembra di averti sufficientemente pagato.”
Fabio: “Per te era solo un pagarmi? Mi facevi capire che poteva esserci altro.”
Anna: “Lo so, hai ragione, ma ho pensato, che più per me è meglio per te guardare da altre parti. Poi come ho detto, mi sembra di averti pagato a sufficienza.”
Fabio: “Io ti sono grato veramente, ma speravo che quei momenti si potessero vivere ancora.”
Anna: “Hai 25 anni Fabio ed io 31, mi dispiace.”
Fabio se ne andò, a questo punto, senza fare storie.
Si notava che in visa era deluso dalle risposte di Anna.
Cosa era successo tra loro due? Non lo sappiamo.
Arrivò quindi il momento del pranzo, ed Anna si trasferì in cucina dove Zia Gemma aveva sapientemente preparato un’ottimo pranzo estivo e fresco.
Zia Gemma: “Ti ho preparato un pranzo leggero, visto che ieri sera sei uscita a cena con Marco.”
Anna: “Grazie Zia ne avevo bisogno.”
Zia Gemma: “Si è fermato anche in casa o se ne è andato subito?”
Anna: “E’ entrato e tra una chiacchiera e l’altra ha dormito qui ed è tornato a casa stamane.”
Zia Gemma: “Dove avete dormito?”
Anna: “In salotto, è stato bellissimo, ho conosciuto lati, di mio fratello che non conoscevo. E’ stato un bel momento.”
Zia Gemma: “Ho trovato i tuoi slip sotto il divano.”
Anna rimase un attimo in silenzio.
Anna: “Scusami Zia, me li sono tolti stamattina prima di farmi la doccia e li avrò fatti cadere sul pavimento.”
Zia Gemma: “E’ molto attraente Marco.”
Anna: “Si! Se non fosse mio fratello ti assicuro che me lo sarei cavalcato.”
Zia Gemma: “Ma come parli?”, disse, mettendosi a ridere.
Anna: “Ho passa 30 anni, non sono più una bambina. Anzi sai cosa ti dico?”
Zia Gemma: “Dimmi? Ha dormito in boxer e cavoli, che attrezzo che ha?”
Anna: “E’ dotato bene?”
Zia Gemma: “E’ si!”, mettendosi a ridere ancora.
Parlarono ancora del più e del meno e di tutte le cose fatte la sera prima.
Quando Anna, ritornò al lavoro, Zia Gemma ritornò in salotto, che già aveva riordinato e si mise a riflettere su come aveva trovato le varie cose.
Guardò scrupolosamente ogni cosa, tanto da accorgersi che in uno dei teli che i due amanti avevano usato per coprirsi, c’erano della macchie.
Le annusò, e rimase impietrita, ……………… le macchie emanavano il tipico odore di urina, o sperma, comunque l’odore di chi si è asciugato le zone perianali.
Che cosa era successo in quel salotto?
Due ragazzi belli e molto attraenti, avevano dormito insieme.
Può essere?
Riprese le pulizie ed il riordino della casa.
Anna, nel pomeriggio si era dedicata alla campagna, rimanendo in mezzo ai suoi dipendenti per incoraggiarli, finchè proseguivano con la vendemmia.
Aveva indossato una canottiera aderente, con un reggiseno leggero, e una tuta color blu da meccani, con la patta davanti sorretta dalle tiracche.
Era molto provocante.
Tra i dipendenti c’era anche Fabio.
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Fernando Online - Diretto da Zorzella Fernando
UN ABBRACCIO A TUTTI!
SONO MOLTO RISPETTOSO DI CHI VIVE AMORI PARTICOLARI.
Anna era sdraiata nuda piegata sul lato sinistro del corpo, Marco era dietro di lei nudo, nella stessa posizione che la guardava.
Anna: “Sei felice?”
Marco: “Si! Sono felice per tutto quello che sto vivendo da quando ho cominciato a frequentarti.”
Anna: “Sono tua sorella! Non provi ribrezzo, non provi disgusto?”
Marco: “Provo un grande senso di eccitazione. Sei bella, sei una musa, hai un corpo bellissimo e ho desiderato possederlo, dal primo momento che ti ho visto. Ho voglia di aiutarti ad affrontare ogni problema che verrà.”
Anna: “Ora mi metto a dormire, mi hai fatto un pò di male. Mi raccomando si delicato, perchè ce l’hai grosso.”
Marco non sapeva cosa rispondere.
Alla fine si mise a dormire anche lui.
Si svegliarono alle 5 e 30 del mattino, erano girati l’una verso l’altro, Marco non sapeva cosa dire, si sentiva svuotato.
Avrebbe voluto possedere ancora quella donna, anche ora in quel momento, ma aveva paura.
Anna ad un certo punto si sollevò e si avvicinò a Marco, lo baciò delicatamente, arrivando a inserirgli la lingua nella bocca.
Marco la lasciò fare.
Poi, Anna, con la mano sinistra prese in mano il pene di Marco e cominciò a segarlo.
Marco rimase in silenzio.
Anna a questo punto prese in bocca il pene di Marco e cominciò a farlo scorrere molto lentamente.
Dentro e fuori, dentro e fuori, Anna era inesorabile, finchè Marco non le esplose in bocca.
Marco, completamente sdraiato nel pavimento: “Cazzo che figa che sei, sorellona mia, senti che bocca spettacolare. E’ tuo amore mio, questo paletto è tuo.”
Anna dopo aver bevuto tutto, lo percorse per tutta la lunghezza con le labbra e arrivata alle palle cominciò a succhiarle per bene, mentre con la mano sinistra lo teneva delicatamente rivolto verso l'alto.
Era bellissimo, lungo, dritto, grosso duro, pensare che la sera prima le era scivolato dentro
Poi si staccò.
Anna: “Hai un cazzo spettacolare. ………… Bè diciamo che ho risposto in maniera esaustiva a tutte le domande che normalmente vengono in mente a voi uomini.”
Marco: “Tipo?”
Anna: “Ti è piaciuto? Lo facciamo ancora? Quando usciremo ancora? Penso di aver risposto ampiamente a queste domande.”
A questo punto si alzò dal letto e andò a farsi una doccia.
Anche Marco si preparò per tornarsene a casa.
Anna: “Stai attento per strada, perchè ce n’è.”
Marco: “Prendo l’autostrada qui alla fabbrica di farmaci ed esco a Mantova Sud…………………. Non so se riesco a venire stasera.”
Anna: “Hai molto da fare?”
Marco: “Devo spargere il liquame, erpicare e prepara il terreno per il cinquantino.”
Anna: “Se ti va vengo io.”
Marco: “Ma c’è molta strada.”
Anna: “A te non è pesato venire qui. ……….. Lo hai fatto solo per montarmi?”
Marco: “No, assolutamente. …….. Non vorrei che tu fossi mia sorella, perchè provo qualcosa che non è normale.”
Anna: “Ti piace montarmi?”
Marco: “Cavoli che parole che usi.”
Anna: “Ti è piaciuto montarmi? Scoparmi? Possedermi? Ti è piaciuto stare tra le mie gambe?”
Marco: “Si! Mi è piaciuto farti mia.”
Anna: “Allora stasera vengo io e parliamo ancora.”
Marco: “Parliamo.”
Anna: “Certo. ……. Parliamo.”
Marco e Anna si salutarono e poi ogni uno andò verso le proprie strade.
Non si scambiarono nessun bacio e nessuna effusione.
La giornata lavorativa iniziò li alla tenuta di Anna e come i dipendenti anche Zia Gemma arrivò e si mise al lavoro.
Zia Gemma, come già detto era la governante, quindi si mise a risistemare casa.
Nel svolgere le varie mansioni, quando arrivò al salotto, o entrata della casa, trovò gli slip di Anna.
A Zia Gemma, subito, passò inosservata la cosa, ma poi riflettendoci bene si mise a riflettere, su come degli slip, potevano trovarsi li in quel posto.
Un’altra cosa notò, ovvero il disordine, dei divani e dei teli posti sopra i divani.
Decise di attendere che Anna venisse a pranzare per chiederle alcune cose.
Anna, invece, si trovava nel suo ufficio, dopo aver fatto un giro nei campi e aver dato alcuni ordini in merito alla vendemmia, in corso.
La porta bussò e quando lei diede l’ordine di entrare, si vide davanti Fabio.
Lei era seduta, mentre lui rimase in piedi davanti alla scrivania.
Anna: “Ciao Fabio, come va? Ti serve qualcosa?”
Fabio: “Anna, volevo chiederti, se ti andrebbe di uscire a cena fuori.”
Anna: “Mi dispiace, ma devo dirti di no.”
Fabio: “Qualche mese fa, tra noi due c’era qualcosa, mi piacerebbe sondare quel qualcosa ancora.”
Anna: “Io ti ringrazio, Fabio e ti ringrazierò sempre per ciò che hai fatto per me,ma mi sembra di averti sufficientemente pagato.”
Fabio: “Per te era solo un pagarmi? Mi facevi capire che poteva esserci altro.”
Anna: “Lo so, hai ragione, ma ho pensato, che più per me è meglio per te guardare da altre parti. Poi come ho detto, mi sembra di averti pagato a sufficienza.”
Fabio: “Io ti sono grato veramente, ma speravo che quei momenti si potessero vivere ancora.”
Anna: “Hai 25 anni Fabio ed io 31, mi dispiace.”
Fabio se ne andò, a questo punto, senza fare storie.
Si notava che in visa era deluso dalle risposte di Anna.
Cosa era successo tra loro due? Non lo sappiamo.
Arrivò quindi il momento del pranzo, ed Anna si trasferì in cucina dove Zia Gemma aveva sapientemente preparato un’ottimo pranzo estivo e fresco.
Zia Gemma: “Ti ho preparato un pranzo leggero, visto che ieri sera sei uscita a cena con Marco.”
Anna: “Grazie Zia ne avevo bisogno.”
Zia Gemma: “Si è fermato anche in casa o se ne è andato subito?”
Anna: “E’ entrato e tra una chiacchiera e l’altra ha dormito qui ed è tornato a casa stamane.”
Zia Gemma: “Dove avete dormito?”
Anna: “In salotto, è stato bellissimo, ho conosciuto lati, di mio fratello che non conoscevo. E’ stato un bel momento.”
Zia Gemma: “Ho trovato i tuoi slip sotto il divano.”
Anna rimase un attimo in silenzio.
Anna: “Scusami Zia, me li sono tolti stamattina prima di farmi la doccia e li avrò fatti cadere sul pavimento.”
Zia Gemma: “E’ molto attraente Marco.”
Anna: “Si! Se non fosse mio fratello ti assicuro che me lo sarei cavalcato.”
Zia Gemma: “Ma come parli?”, disse, mettendosi a ridere.
Anna: “Ho passa 30 anni, non sono più una bambina. Anzi sai cosa ti dico?”
Zia Gemma: “Dimmi? Ha dormito in boxer e cavoli, che attrezzo che ha?”
Anna: “E’ dotato bene?”
Zia Gemma: “E’ si!”, mettendosi a ridere ancora.
Parlarono ancora del più e del meno e di tutte le cose fatte la sera prima.
Quando Anna, ritornò al lavoro, Zia Gemma ritornò in salotto, che già aveva riordinato e si mise a riflettere su come aveva trovato le varie cose.
Guardò scrupolosamente ogni cosa, tanto da accorgersi che in uno dei teli che i due amanti avevano usato per coprirsi, c’erano della macchie.
Le annusò, e rimase impietrita, ……………… le macchie emanavano il tipico odore di urina, o sperma, comunque l’odore di chi si è asciugato le zone perianali.
Che cosa era successo in quel salotto?
Due ragazzi belli e molto attraenti, avevano dormito insieme.
Può essere?
Riprese le pulizie ed il riordino della casa.
Anna, nel pomeriggio si era dedicata alla campagna, rimanendo in mezzo ai suoi dipendenti per incoraggiarli, finchè proseguivano con la vendemmia.
Aveva indossato una canottiera aderente, con un reggiseno leggero, e una tuta color blu da meccani, con la patta davanti sorretta dalle tiracche.
Era molto provocante.
Tra i dipendenti c’era anche Fabio.
QUESTO NUOVO RACCONTO E’ COMPLETAMENTE DIVERSO DAGLI ALTRI CHE HO PRESENTATO, SE VI PIACE ANDATE A VISITARE IL MIO BLOG: “FERNANDO ONLINE” E RILASSATEVI CON TANTI ALTRI RACCONTI!
Fernando Online - Diretto da Zorzella Fernando
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