Tra bicchieri di vino cresce un amore 8° Capitolo
di
Nandostar
genere
incesti
Nel frattempo, Anna, dormendo, riprese il sogno.
Il lupo con il muso le andò tra le gambe e cominciò a leccarle la passera, facendo sì che il vestito salisse rimanendo con il perineo scoperto.
Sentiva la grossa lingua passarle tutta la figa ripetutamente, e velocemente, mentre lei continuava a muovere il pube come per scacciarlo, ma lui era li ben piantato che leccava aumentando il ritmo, perchè i suoi ferrormoni aumentavano.
Poi, ad un tratto ebbe un orgasmo e gridò, mentre il lupo continuava a leccarla.
Anna: “Basta, basta, va via.”
Il lupo, a questo punto, fece due passi avanti e con i denti le strappò il vestito, lasciandola completamente nuda.
Lupo: “Lasciami fare ed io ti aiuterò, poi sarai tu che verrai a trovarmi ancora.”
Cercava di tenere le gambe chiuse, ma non ci riusciva, perchè il lupo si strusciava sulle grandi labbra.
Cominciò a salire e leccarle i seni e i capezzoli, nonchè il collo ed il viso, ritornando sui capezzoli poi.
Cominciò a sentire il grosso pene del lupo duro e caldo.
Anna: “No, no cosa vuoi fare?”
Lpo: “Vedrai mi ringrazierai.”
Il lupo si sollevò bene sulle quattro gambe come per stirarsi, indietreggiò un pò, come per staccarsi da lei, per alcuni secondi e poi puntando il pene sulla gattina cominciò a spingere.
Anna: “No no! E’ troppo grosso no, per piacere no. È più grosso di Marco.”
La vagina lo lasciò entrare, lentamente, avvolgendolo stretto.
Anna: “Aaaaaaaaaaaaaaaaaa”
Lo sentiva entrare centimetro dopo centimetro e lo sentì pulsare ritmicamente.
Anna rumoreggiava si lamentava, ma la figa si divertiva, il serpente del lupo era ben piantato dentro lo senti pulsare aumentando e diminuendo la larghezza.
Si sentiva smontare dal piacere.
Il lupo le leccava le tette in continuazione.
Il pene cominciò a scivolare dentro e fuori ad una velocità costante, si muoveva dentro di lei a volte pochi centimetri a volte di più.
Il lupo era preso dal piacere.
Anna venne liberata, ma avvolta da un dolce profumo, e presa dal piacere, si aggrappo al pelo del lupo e chiuse le gambe per trattenerlo.
Il lupo si fermò e finchè non sentì il seme riversarsi dentro.
Era tanto liquido caldo.
Lei cercava di muovere il bacino come per sfilarlo, ma era piantato bene dentro.
Il lupo continuava a leccarla mentre si svuotava del tutto.
Anna, ritornò vedere buio dopo un orgasmo molto intenso.
Una volta rientrato in casa, Marco si mise a pensare.
Il rapporto che aveva iniziato con Anna, era chiaro che fosse un rapporto strano, ma in fondo non si erano mai frequentati, non erano mai stati fratello e sorella.
Le mancava, si vedevano da poco, ma le stava mancando.
Anna era una favola, aveva un corpo bellissimo.
Formosa, muscolosa al punto giusto, il lavoro l’aveva perfettamente modellata.
Era operaia instancabile, manager precisa e un’amante indomabile era una musa.
Avrebbe voluto saperla in compagnia con qualche amante appassionato e non in pericolo.
Per cercare di ingannare il tempo si mise a rovistare in mezzo ai libri che c’erano ben disposti nella libreria.
C’erano libri di vario genere e c’erano vecchi fumetti che, molto probabilmente, aveva acquistato da giovane ed aveva tenuto come ricordo.
Spostando alcuni libri si accorse che dietro, nascosta, c’era una cartellina nera.
Dei segreti?
Anna aveva dei segreti?
Decise di osare, era li in casa da solo, nessuno l’avrebbe visto, così spostò i libri e prese la cartellina.
La appoggiò sul tavolino davanti al divano e cominciò a sfogliarla.
Appena aperta, sobalzò dallo spavento.
Una foto grande come un foglio A4 ritraeva Anna, con il viso tumefatto.
Poi, proseguendo, ancora un’altra e poi un’altra ancora.
Ora, 3 certificati di accesso al Pronto Soccorso di San Bonifacio.
In questi certificati erano descritti eventi di percosse e violenze.
Anna, era stata picchiata nella vita, e maltratta.
Poi, proseguendo a sfogliare i documenti che conteneva la cartellina, emerse la ricetta di un farmaco “LA DIGITALE”.
La Digitale, è un farmaco che usato in maniera in proprio può far male al cuore, provocando anche la morte.
La ricetta portava il nome del marito di Gemma.
Proseguendo con i documenti, emerse il certificato di morte del marito di Anna.
Marito che quando era stato male, era morto in casa ed Anna, non aveva voluto che fosse portato in Pronto Soccorso.
Era stato rianimato molto tempo a casa, ma poi era stato lasciato li a casa.
Marco si fermò, si alzò e si mise a riflettere.
Può essere che fosse il marito di Anna a picchiarla?
Può essere che sia stata Anna a farlo morire?
Si rimise seduto, e proseguì.
I fogli che seguivano erano lettere d’amore di Fabio verso Anna, poi seguì un disegno fatto a mano.
Un progetto preciso che riguardava la zona dove, nel giardino si trovava la madonnina con un angolo fiorito.
Il progetto metteva in evidenza la presenza sotto la madonnina di una struttura in cemento che lasciava uno spazio libero.
Ovvero, c’era la madonnina con l’aiuola fiorita, sotto c’era un metro di terra, sotto ancora questa struttura, sotto la struttura un’intercapedine di aria e sotto terra ancora.
Possibile?
Possibile che Anna, avesse ucciso il marito e Fabio l’avesse aiutata a farlo sparire?
Possibile che tra Fabio ed Anna avessero vissuto un periodo di intimità, anche per ripagare lui per l’aiuto che le aveva dato e ora fosse geloso ed arrabbiato.
C’era da capire una cosa.
Marco telefonò a Gemma.
Marco: “Gemma, scusa il disturbo per l’ora tarda.”
Gemma: “Sono tua Zia figliuolo, chiamami pure.”
Marco: “Dimmi tutto quello che sai sul marito di Anna.”
Gemma: “Guarda, sono vostra Zia, ma non ne so molto. So che è morto a casa ed io ho cominciato a lavorare per Anna, dopo che sono rimasta vedova anche io.”
Marco: “Dove è sepolto il marito di Anna?”
Gemma: “Non lo so. Ha fatto un funerale molto intimo e privato, non so niente. Io come tutti si siamo concentrati a tenerla su di morale.”
Marco dentro di sè, pensava, che anche Fabio aveva fatto di tutto per consolarla, tanto che adesso vedeva lui, Marco, come un nemico, sicuramente.
Marco: “E su Fabio cosa mi puoi dire di più?”
Gemma: “Quello che ti ho detto è tutto quello che so.”
Marco: “Ok! Grazie! Bisogna trovare assolutamente Fabio.”
Gemma: “Dai forza cercate.”
Marco: “Tu vieni qui domani mattina?”
Gemma: “Cerco caro mio che vengo.”
Marco: “Grazie.”
Anna si era fatta aiutare da Fabio, per nascondere il corpo e sotto quella madonnina c’era sicuramente una tomba.
Ovviamente non bisognava dire niente a nessuno, non era chiaro quante persone sapevano questo segreto.
Ma dove l’aveva portata?
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IN PIU’, SE AVETE IDEE PER QUESTO RACCONTO, SCENE CHE VORRESTE VEDERE DESCRITTE, SCRIVETEMI TUTTO NELLA MIA MAIL fernandozorzell@gmail.com , VI RISPONDERO’ MOLTO VOLENTIERI, TENENTE PRESENTE CHE IO HO MOLTE PUNTATE GIA’ PRONTE, MA VEDRO’ DI PRENDERE SPUNTO DALLE VOSTRE IDEE.
UN ABBRACCIO A TUTTI!
SONO MOLTO RISPETTOSO DI CHI VIVE AMORI PARTICOLARI.
Se qualcuno si vuole raccontare mi scriva pure, sarò molto rispettoso.
Il lupo con il muso le andò tra le gambe e cominciò a leccarle la passera, facendo sì che il vestito salisse rimanendo con il perineo scoperto.
Sentiva la grossa lingua passarle tutta la figa ripetutamente, e velocemente, mentre lei continuava a muovere il pube come per scacciarlo, ma lui era li ben piantato che leccava aumentando il ritmo, perchè i suoi ferrormoni aumentavano.
Poi, ad un tratto ebbe un orgasmo e gridò, mentre il lupo continuava a leccarla.
Anna: “Basta, basta, va via.”
Il lupo, a questo punto, fece due passi avanti e con i denti le strappò il vestito, lasciandola completamente nuda.
Lupo: “Lasciami fare ed io ti aiuterò, poi sarai tu che verrai a trovarmi ancora.”
Cercava di tenere le gambe chiuse, ma non ci riusciva, perchè il lupo si strusciava sulle grandi labbra.
Cominciò a salire e leccarle i seni e i capezzoli, nonchè il collo ed il viso, ritornando sui capezzoli poi.
Cominciò a sentire il grosso pene del lupo duro e caldo.
Anna: “No, no cosa vuoi fare?”
Lpo: “Vedrai mi ringrazierai.”
Il lupo si sollevò bene sulle quattro gambe come per stirarsi, indietreggiò un pò, come per staccarsi da lei, per alcuni secondi e poi puntando il pene sulla gattina cominciò a spingere.
Anna: “No no! E’ troppo grosso no, per piacere no. È più grosso di Marco.”
La vagina lo lasciò entrare, lentamente, avvolgendolo stretto.
Anna: “Aaaaaaaaaaaaaaaaaa”
Lo sentiva entrare centimetro dopo centimetro e lo sentì pulsare ritmicamente.
Anna rumoreggiava si lamentava, ma la figa si divertiva, il serpente del lupo era ben piantato dentro lo senti pulsare aumentando e diminuendo la larghezza.
Si sentiva smontare dal piacere.
Il lupo le leccava le tette in continuazione.
Il pene cominciò a scivolare dentro e fuori ad una velocità costante, si muoveva dentro di lei a volte pochi centimetri a volte di più.
Il lupo era preso dal piacere.
Anna venne liberata, ma avvolta da un dolce profumo, e presa dal piacere, si aggrappo al pelo del lupo e chiuse le gambe per trattenerlo.
Il lupo si fermò e finchè non sentì il seme riversarsi dentro.
Era tanto liquido caldo.
Lei cercava di muovere il bacino come per sfilarlo, ma era piantato bene dentro.
Il lupo continuava a leccarla mentre si svuotava del tutto.
Anna, ritornò vedere buio dopo un orgasmo molto intenso.
Una volta rientrato in casa, Marco si mise a pensare.
Il rapporto che aveva iniziato con Anna, era chiaro che fosse un rapporto strano, ma in fondo non si erano mai frequentati, non erano mai stati fratello e sorella.
Le mancava, si vedevano da poco, ma le stava mancando.
Anna era una favola, aveva un corpo bellissimo.
Formosa, muscolosa al punto giusto, il lavoro l’aveva perfettamente modellata.
Era operaia instancabile, manager precisa e un’amante indomabile era una musa.
Avrebbe voluto saperla in compagnia con qualche amante appassionato e non in pericolo.
Per cercare di ingannare il tempo si mise a rovistare in mezzo ai libri che c’erano ben disposti nella libreria.
C’erano libri di vario genere e c’erano vecchi fumetti che, molto probabilmente, aveva acquistato da giovane ed aveva tenuto come ricordo.
Spostando alcuni libri si accorse che dietro, nascosta, c’era una cartellina nera.
Dei segreti?
Anna aveva dei segreti?
Decise di osare, era li in casa da solo, nessuno l’avrebbe visto, così spostò i libri e prese la cartellina.
La appoggiò sul tavolino davanti al divano e cominciò a sfogliarla.
Appena aperta, sobalzò dallo spavento.
Una foto grande come un foglio A4 ritraeva Anna, con il viso tumefatto.
Poi, proseguendo, ancora un’altra e poi un’altra ancora.
Ora, 3 certificati di accesso al Pronto Soccorso di San Bonifacio.
In questi certificati erano descritti eventi di percosse e violenze.
Anna, era stata picchiata nella vita, e maltratta.
Poi, proseguendo a sfogliare i documenti che conteneva la cartellina, emerse la ricetta di un farmaco “LA DIGITALE”.
La Digitale, è un farmaco che usato in maniera in proprio può far male al cuore, provocando anche la morte.
La ricetta portava il nome del marito di Gemma.
Proseguendo con i documenti, emerse il certificato di morte del marito di Anna.
Marito che quando era stato male, era morto in casa ed Anna, non aveva voluto che fosse portato in Pronto Soccorso.
Era stato rianimato molto tempo a casa, ma poi era stato lasciato li a casa.
Marco si fermò, si alzò e si mise a riflettere.
Può essere che fosse il marito di Anna a picchiarla?
Può essere che sia stata Anna a farlo morire?
Si rimise seduto, e proseguì.
I fogli che seguivano erano lettere d’amore di Fabio verso Anna, poi seguì un disegno fatto a mano.
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Il progetto metteva in evidenza la presenza sotto la madonnina di una struttura in cemento che lasciava uno spazio libero.
Ovvero, c’era la madonnina con l’aiuola fiorita, sotto c’era un metro di terra, sotto ancora questa struttura, sotto la struttura un’intercapedine di aria e sotto terra ancora.
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Possibile che Anna, avesse ucciso il marito e Fabio l’avesse aiutata a farlo sparire?
Possibile che tra Fabio ed Anna avessero vissuto un periodo di intimità, anche per ripagare lui per l’aiuto che le aveva dato e ora fosse geloso ed arrabbiato.
C’era da capire una cosa.
Marco telefonò a Gemma.
Marco: “Gemma, scusa il disturbo per l’ora tarda.”
Gemma: “Sono tua Zia figliuolo, chiamami pure.”
Marco: “Dimmi tutto quello che sai sul marito di Anna.”
Gemma: “Guarda, sono vostra Zia, ma non ne so molto. So che è morto a casa ed io ho cominciato a lavorare per Anna, dopo che sono rimasta vedova anche io.”
Marco: “Dove è sepolto il marito di Anna?”
Gemma: “Non lo so. Ha fatto un funerale molto intimo e privato, non so niente. Io come tutti si siamo concentrati a tenerla su di morale.”
Marco dentro di sè, pensava, che anche Fabio aveva fatto di tutto per consolarla, tanto che adesso vedeva lui, Marco, come un nemico, sicuramente.
Marco: “E su Fabio cosa mi puoi dire di più?”
Gemma: “Quello che ti ho detto è tutto quello che so.”
Marco: “Ok! Grazie! Bisogna trovare assolutamente Fabio.”
Gemma: “Dai forza cercate.”
Marco: “Tu vieni qui domani mattina?”
Gemma: “Cerco caro mio che vengo.”
Marco: “Grazie.”
Anna si era fatta aiutare da Fabio, per nascondere il corpo e sotto quella madonnina c’era sicuramente una tomba.
Ovviamente non bisognava dire niente a nessuno, non era chiaro quante persone sapevano questo segreto.
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