Tra bicchieri di vino cresce un amore ° Capitolo

di
genere
incesti

Le ore passavano, più velocemente, più Marco si teneva occupato.
Stava preparando il viaggio che avrebbe fatto verso Camposilvano la sera stessa.
A fatica, riusciva a tenere segreto ciò che aveva scoperto, ma era fondamentale.
Si recò a casa sua a Mantova, fece il punto della situazione con i suoi dipendenti e poi entrò in casa.
La prima cosa che fece, in casa, fu controllare dalle telecamere chi poteva aver scattato quelle foto, nel telefono di Gemma.
Di solito non era abituato a controllare le telecamere se non c’era un vero ed importante furto, ma questa volta era il caso di controllare.
Accese il pc e aprì il programma che gestiva le telecamere e con grande sorpresa vide che a scattare le foto era stato proprio Fabio.
Cavoli, quindi Gemma sapeva di più di quello che faceva pensare, ma lo teneva ben nascosto.
Perchè non lo aiutava?
Perchè non aiutava sua nipote, che poteva trovarsi in pericolo?
Ok! Per proteggere Anna, si doveva gestire tutto con i guanti.
Prese e andò ad aprire l’armadio dei fucili e prese una doppietta con alcune cartucce.
Lo nascose nel baule e ritornò a casa di Anna.
Gemma se n’era già andata, così lui si mise a riposare, in attesa che arrivasse la sera.
Si mise a dormire e sognò ancora una volta Anna.
Si trovavano in spiaggia.
Anna aveva notato qualcosa di strano nel suo corpo, il seno era più grosso tondo e duro, aveva il latte.
Marco era stato molto tempo con amici conosciuti sul posto a giocare a palla, mentre lei da sola e con le sue amiche.
Alle 12 terminate le partite Marco si era andato a fare la doccia nel box prenotato con l’ombrellone.
Il pacchetto in spiaggia comprendeva, ombrellone, lettini, box privato per mettere al sicuro averi e doccia personale.
Mentre si risciacquava, Anna, entrò nel box.
Aveva indossato il costume a due pezzi, in cui il reggiseno era sostenuto da due cordini legati dietro e gli slip che erano sostenuti da due cordini legati lateralmente.
Lui smise di farsi la doccia e si asciugò.
Anna: “Hai visto cosa mi è successo?”
Marco: “Cavoli che tette.”
Anna: “Ho il latte, senza avere figli.”
Marco: “E’ fantastico.”
Le si avvicinò e le sciolse i lacci del reggiseno, lasciandolo cadere e lasciando le tette libere.
Marco: "Che tette stupende."
Prese e le accarezzo, si sentivano belle dure e piene.
Marco: "Sei una stra fica."
Si inginocchiò davanti a lei e tenendole le braccia bloccate dietro al corpo, cominciò a succhiarle per bene.
Anna: "Cazzo mi stai mungendo? Sto allattando mio fratello di 30 anni, ma che cazzo."
Marco: "Si è una cosa grandiosa, lasciati mungere, cazzo che capezzoli che hai."
Prese con le mani i seni e si mise a succhiare avidamente, passando da un capezzolo all’altro, mentre Anna gli accarezzava la nuca.
Sentiva Marco dissetarsi succhiata dopo succhiata.
Anna: “Bevi piccolo mio, bevi, sono tua, succhiami l’anima.”
Marco succhiava forte e Anna si eccitava, alzando la testa verso l’alto e poi abbassandola guardando suo fratello.
Alle 20 si svegliò, fece una cena fugace e leggera e poi partì alla volta di Camposilvano.
Camposilvano è una località di montagna, dopo Velo Veronese.
E’ alle porte di quella zona montuosa chiamata Lessinia, ottima per realizzare grossi pascoli di bestiame, soprattutto d’estate.
L’erba è ottima, fresca e sana.
Anna aveva da poco mangiato, quello che gli aveva portato Fabio.
Scambiavano qualche parola, per lo più, Anna, cercava di tenerlo calmo e sereno, le aveva per fino promesso una scopata quella stessa sera.
Arrivarono tra una cosa e l’altra le 22.15, il buio regnava ovunque, si vedeva luce solo dove c’era grazie ad una casa o ad un’auto che si avvicinava.
Fabio uscì fuori per recarsi verso la casa, ma dopo poco Anna sentì 2 colpi di fucile e poi il silenzio.
Saltò su in piedi con un balzo, l’adrenalina era a mille, le inondava le arterie e le vene, si mise a gridare: “Aiuto! Aiutoooooo” Aiutooooo sono prigioniera! Aiutooooo!”
Marco la sentì e la raggiunse subito.
Appena entrato nella stalla, Anna si mise ad urlare: “Marco, Marco, ti amo ti amo, grazie grazie.”
Marco la raggiunse e la abbracciò stretta e la baciò.
Anna si mise a piangere.
Marco: “Per fortuna ti ho trovata, per fortuna sei viva.”
La guardò e la vide nuda.
Marco: “Cosa ti ha fatto quell’animale?”
Anna: “Ascolta, dove è Fabio?”
Marco: “Non pensarci più, non devi pensarci più.”
Anna: “Dove si trova Fabio?”
Marco: “Ascolta Anna, non devi pensarci più, tutti i tuoi segreti sono al sicuro, nessuno saprà niente e tu mi devi ascoltare nei prossimi giorni.”
Anna si mise a piangere perchè aveva trasformato il fratello appena ritrovato in un omicida.
Anna: “Non volevo, non volevo, non doveva andare così.”
Marco: “Voglio sapere cosa ti ha fatto.”
Anna: “Mi ha solo toccata e stimolata, niente di più, non preoccuparti.”
Marco: “Ora torniamo a casa.”
Mentre dalla stalla, si recarono alla macchina di Marco, Anna cercava Fabio, ma non lo vedeva.
Marco: “Vieni, non pensarci. ………… Ora alla macchina ti vesti con una tuta che ho portato per te.”
Anna: “Ok!”
Anna si tolse i vestiti che Fabio, le aveva strappato e indossò altri vestiti, poi salirono in auto e tornarono verso casa.
Dopo Velo Veronese, sulla strada che scende verso la pianura, Marco fermò l’auto in un punto in cui si vedeva dall’alto tutta Verona.
Accompagnò Anna un pò per ammirare il panorama notturno e la abbracciò da dietro.
Verona da quel punto si vedeva tutta, e chi la conosce bene riesce anche a riconoscere i vari luoghi e simboli.
In quel momento, in quella sera sicuramente all’Arena davano uno degli ultimi spettacoli della stagione lirica.
Marco: “Respira a pieni polmoni, sei libera.”
Anna: “Sono libera grazie a te.”, poi effettivamente fece alcuni respiri profondi.
Poi si voltò verso Marco.
Anna: “Non voglio che ci separiamo più.”
Marco: “Non c’è nessun motivo per separarci, anzi, ce ne sono molti per stare assieme.”
Anna: “Assieme come lo siamo ora. Con tutti i benefit.”
Marco: “Ok! Se lo vuoi tu sia così. Però, voglio che te ne vada qualche giorno via a rilassarti.”
Anna: “Perchè?”
Marco: “Perchè quello che ti è successo è grave e voglio che te ne vai via un pò di giorni.”
Anna: “Me ne andrò ad Abano Terme con una mia amica, va bene?”
Marco: “Ok! Anche Zia Gemma, deve lasciare la cantina alcuni giorni.”
Anna: “Ok! Le dirò di andare a fare un giro.”
Marco: “Ho una casa a Lignano Sabbiadoro, la porterò io la.”
Anna: “La convincerò. Ma perchè vuoi che ce ne andiamo?”
Marco: “Per staccare la spina alcuni giorni e starvene lontane l’una dall’altra.”
Anna: “Va bene come vuoi tu.”
Marco: “Voglio che ti dimentichi di Fabio.”
Anna: “Ne parliamo domani, va bene?”
Marco: “Ok! Torniamo allora?”
Anna: “Torniamo.”
Risalirono in auto e proseguirono il viaggio di ritorno.
Per strada, Anna, grazie ad alcuni trucchi che Marco aveva portato via si diede una sistemata e arrivò presentabile.
All’arrivo l’accoglienza fu alle stelle, nel giro di poco tempo si sviluppò una festa per salutare la Regina la loro padrona.
Marco per un bel pò di tempo si mise da parte per lasciare spazio ai dipendenti perchè potessero esternare l’amore che provavano per Anna.
Venne spiegato a tutti che Anna era stata rapita da Fabio, ma poi in preda al panico questo era scappato e, poi, grazie a Marco era stata liberata.
Zia Gemma ad un certo punto se ne ritornò a casa.

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scritto il
2026-05-18
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