Tra bicchieri di vino cresce un amore 9° Capitolo
di
Nandostar
genere
incesti
CAPITOLO 9°
La notte calò sul mondo e prima o poi tutti si addormentarono.
Gemma, Zia Gemma ci mise un pò di più.
Controllava a guardare, sul cellulare le foto che un numero sconosciuto le aveva mandato.
Come poteva succedere, che tra fratello e sorella si arrivasse a tanto?
Però, cavoli, che fisico, che maschio era Marco, sembrava un Dio greco.
Come poteva una donna resistergli?
Ora comunque, occorreva trovarla.
Quando il sole risalutò il mondo le ricerche di Anna ricominciarono da parte di tutti i dipendenti.
Gemma arrivò a casa di Anna, dove era presente anche Marco.
Marco si era fatto una doccia, e girava per casa con il torace nudo ed era coperto solo di un asciugamano.
Gemma arrivò vestita con dei pantaloni sportivi aderenti e una maglietta molto aderente che metteva in mostra una bella terza, ben sostenuta dal reggiseno.
In fondo Zia Gemma, non aveva 20 anni.
Era bionda con i capelli lunghi mossi, e piaceva cercare di assomigliare a Marylin Monroe.
Marco: “Ciao Zia, come hai passato la notte?”
La zia lo guardò compiaciuta.
Gemma: “Non ho dormito molto, tu?”
Marco: “Io mi sono addormentato per lo sfinimento.”
Gemma: “Ci sono stati progressi?”
Marco: “Per ora no!”, rispose, senza dire niente.
Gemma si mise a fare le pulizie al bagno, Marco vide che aveva lasciato il cellulare sul tavolo della cucina, così con l’intenzione di vedere se la Zia aveva qualche foto di lei poco vestita, prese e guardò la galleria di foto.
Le gallerie di foto dei cellulari, fatto vedere tutte le foto presenti nel cellulare, così, subito, vide la foto che ritraeva lui mentre scopava Anna.
Zia Gemma sapeva tutto, quindi.
Sapeva che tra lui e Anna si era instaurato un rapporto un pò troppo serio.
Non aveva detto però.
Ma chi gli aveva spedito questa foto?
Scoprì inoltre che la Zia, aveva un rapporto con una donna.
Dopo essere rimasta vedova aveva iniziato un rapporto piccante con una donna.
Senza troppe scuse raggiunse la Zia per parlare.
Gemma: “Tutto bene?”
Marco: “Stavo guardando e mi sto rendendo conto che il tempo non ti ha scalfito.”
Gemma: “Ti ringrazio Marco, ma ti assicuro che è tutto grazie alle creme e a qualche punturina.”
Marco: “Sei una bella donna.”
Gemma: “Grazie, ma mettiti gli occhiali, per piacere.”
Marco: “Non ne ho bisogno. Invece, con chi passi la vita? Ti sei fatta un’altra vita?”
Gemma: “A dire il vero si, ma con una donna, non ho voluto incasinarmi con un uomo.”
Marco: “Lo Zio come era?”
Gemma: “A dire il vero avevate due zii, uno era mio marito e l’altro non so che fine abbia fatto.”
Marco: “Non ne so niente anche io. Comunque, l’importante è che tu stia bene con questa persona con cui ti frequenti.”
Gemma: “Dai, fai colazione e poi mettiti a cercare tua sorella.”
Dopo aver fatto colazione, Marco si mise in ufficio da Anna, per riflettere e cercare informazioni su Fabio.
Trovò, cercando il fascicolo personale, che ogni buon datore di lavoro, tiene, dei suoi dipendenti.
Cominciò a sfogliarlo e dentro vi trovò un contratto di acquisto per un casolare a Camposilvano, in montagna, dopo Velo Veronese.
Al casolare era collegata anche una stalla.
Il contratto era stato redatto da Anna, in favore di Fabio e assieme a questo c’erano anche delle poesie e lettere d’amore.
Tutto era più chiaro ed era li che Fabio teneva nascosta Anna.
Bingo!
Sicuramente era li.
Ora che fare?
Anna, nascondeva un segreto che l’avrebbe di sicuro messa nei casini, se fosse emerso, occorreva mantenerlo segreto e molto probabilmente nessuno sapeva dei trascorsi di Anna e Fabio.
Forse Zia Gemma?
Come stava tenendo nascoste le foto di lui che scopava sua sorella, magari sapeva tutto e lo teneva nascosto.
Decise di andare da Zia Gemma e tastarle in bocca.
La trovò intenta a spolverare il salotto con la scopa elettrica.
Marco: “Zia?”
La zia spense la scopa elettrica.
Gemma: “Dimmi?”
Marco: “Cosa pensi, del rapporto tra me e Anna, visto che non ci vediamo e frequentiamo da una vita?”
Gemma: “Sono contenta del fatto che vi siete avvicinati e che vi stiate conoscendo, però vi ricordo che pur essendo belli ed attraenti siete fratello e sorella.”
Marco decise di andare più affondo.
Marco: “Cosa intendi?”
Gemma: “Intendo dire, che sicuramente il fatto che lei è una donna procace, formosa, ben fatta, accenda in te pensieri di un certo tipo, ma resta sempre tua sorella. Come intendo dire che tu, sei proprio un bel maschio e capisco che lei si senta bene vicino a te, perchè instilli sicurezza, fiducia e protezione, ma sei sempre suo fratello. Mi raccomando avete una vita tutti e due da vivere, non state troppo attaccati. Anche perchè lei è uscita da un matrimonio con la morte del marito, poi ha avuto rapporti di convenienza e di lavoro, non ha vissuto amori veri. Lei stessa lo dice, che molti uomini vorrebbero firmare i contratti di vendita vini scopandola. Mi raccomando.”
Marco: “Tu Zia come mi vedi?”
Gemma: “Bè, in che senso?”
Marco: “Come mi vedi, in generale.”
Gemma: “Come Zia, sono felice di averti ritrovato, come nipote, e sono felice che ti sei avvicinato a tua sorella, ma come donna, cazzo, devo dire che se non fossi tua zia farei di tutto per infilarmi nel tuo letto.”
Marco: “Ok! Ok! Ho esaurito le domande, vado a capire come liberare Anna.”
Gemma: “Perchè ci sono novità?”
Marco: “No! No! Intendevo dire che continuo a cercare chi potrebbe averla presa.”
Marco se ne andò verso l’ufficio di Anna, ma Gemma lo rincorse.
Quando lui se ne accorse, si fermò, e si voltò verso di lei, che si fermò abbracciandolo, quindi si trovarono incollati, corpo a corpo.
Si guardarono negli occhi e sentirono il reciproco profumo, era buono.
Marco percepi il corpo tonico della Zia, il seno ben sostenuto, vista l’età.
Con le mani percorse tutta la schiena arrivando all’inizio del sedere.
Gemma: “Scusami, non volevo. Non ho capito perchè non hai ancora chiamato i carabinieri.”
Marco: “Perchè devono passare un pò di ore, prima che loro si mettano a cercare, e poi la mia speranza è che torni a casa da sola, dopo una notte di intense scopate con un vecchio amante, sorridente come sempre e sempre pronta a governare la sua azienda.”
Gemma: “Se avesse un amante, saresti geloso? No è mia sorella.”
Si guardarono negli occhi ancora, mentre le mani di Marco erano scese sul sedere della Zia che era tutto tranne che flaccido.
Gemma: “Ti stai consolando?”
Marco: “In che senso?”
Gemma: “Con il mio sedere ti stai consolando?”
Marco: “No, no scusami.”
Si staccarono tutti e due.
Gemma: “No ci mancherebbe altro, non preoccuparti, scherzavo.”
Marco se ne ritornò in ufficio da Anna, mentre Zia Gemma proseguì le pulizie.
Ma dove si trovava Anna?
Anna si trovava, appunto come abbiamo detto nel casolare di Camposilvano, esattamente nella stalla.
Era legata ad una trave, vicino ad una colonna.
Fabio le aveva portato la colazione e l’aveva fatta rinfrescare, aveva ancora i vestiti di quando l’aveva rapita, ovvero, una maglietta con le maniche corte verde scuro aderente, la tuta da lavoro con la patta davanti arrotolata sulla cintura e scalza, perchè le scarpe le aveva perse, mentre Fabio la trascinava dal trattore alla macchina.
Fabio rientrò nella stalla.
Fabio: “Hai mangiato?”
Anna: “Fabio lasciami andare per piacere, lasciami andare. Ma cosa vuoi fare?”
Fabio: “Cosa voglio fare? Voglio te, ti amo e ti desidero, voglio te, voglio che proseguiamo quello che abbiamo iniziato.”
Anna: “Ma sei più giovane di me, per piacere, non possiamo. guarda cosa hai fatto.”
Fabio: “Ti ho aiutato ed ho fatto una cosa fuori dalla legge.”
Anna: “Ed io mi sono fatta scopare, te l’ho data, ti ho dato soldi, sesso e questo casolre che puoi rimettere in ordine e farti la tua azienda. Io i debiti che ho contratto in queste settimane li ho dovuti fare per i soldi che ho dato a te.”
Fabio: “Io voglio te, voglio te.”
Anna: “Sei malato, sei un porco malato.”
Fabio: “Io sono innamorato di te e voglio te.”
Anna: “Non puoi avermi, ti ho dato anche troppo per quello che hai fatto.”
Fabio: “Sul serio? Non posso averti?”
Anna: “No, non puoi più avermi, è finita, è finita.”
Fabio: “Vediamo se è come dici tu? o come dico io.”
Fabio prese la corda, che teneva legata Anna dalle mani, la tirò ed Anna, fu costretta a mettersi in piedi, con le braccia in su, verso la trave.
Anna: “Cosa vuoi fare?”
Fabio: “Lo vedrai.”
Fabio con un coltellino le tagliò la maglietta ed il reggiseno, liberando il seno e tutto il torace.
Anna: “Cosa vuoi fare brutto porco pervertito? Vuoi guardare le mie tette?”
Fabio rimase, poi a guardare lo spettacolo.
Fabio si mise davanti a lei, ad accarezzarla, passando le mani sui fianchi e sui seni, gradendo la loro durezza.
Poi li prese a mani piene, li sollevo e li soppeso.
Comincio a baciarla, prima con piccoli baci poi più intensamente.
Fabio: “Sei un animale cazzo. “
Dopo un po', Fabio, prese uno sgabello e si sedette, davanti ad altezza giusta per mungerla con la bocca.
Lei si senti mungere, in piedi, legata inerme con le mani alte, di impeto spostò il torace in avanti ed in alto, come per offrirlo meglio, ma in realtà le tette erano tra le mani di Fabio e passava la bocca da un capezzolo all’altro.
Anna: “Sei un animale!”
Con lo stesso coltellino, mentre le succhiava i seni, le tagliò i pantaloni liberandole la frittola e poi con una mano si mise a stimolarla.
Anna: “Basta, basta, basta. Sei un porco!”
Anna tratteneva i sospiri e tutti quei rumori dettati dal desiderio.
Fabio proseguì finchè Anna non ebbe un orgasmo.
Fabio: “Hai visto che posso farti star bene anche io?”
Poi si staccò dai seni, e si mise in piedi, proseguendo lo stimolo con le dita.
Anna si muoveva imprecando e cercando di calciarlo via, ma lui era troppo vicino perchè i suoi calci fossero efficaci e quella mano in mezzo alle sue gambe faceva bene il suo lavoro.
Anna ebbe un altro forte orgasmo, con le dita di Fabio dentro il suo corpo.
Fabio: “Qualcuno ti ha un pò allargata Anna? Hai avuto altri uomini dopo di me?”
Anna: “Si brutto porco, si, ed è molto più maschio di te, molto più uomo.”
Fabio proseguì a stimolarla, Anna si muoveva ma non riusciva a staccarlo.
Fabio: “Questa è la tua punizione, il piacere, proverai piacere come punizione.”
Fabio proseguì, facendo eccitare Anna all’inverosimile.
Fabio: “Hai voglia Anna, vero? Hai fame, si sente che hai fame e si vede. Però non ti sei più fatta sfamare da me.”
Quando ebbe un terzo orgasmo la lasciò libera e detese la corda, facendola cadere seduta sul pavimento.
Anna si mise a piangere.
Fabio, uscì dalla stalla, per andarsi a lavare le mani.
Anna si mise a pensare a molte cose.
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IN PIU’, SE AVETE IDEE PER QUESTO RACCONTO, SCENE CHE VORRESTE VEDERE DESCRITTE, SCRIVETEMI TUTTO NELLA MIA MAIL fernandozorzell@gmail.com , VI RISPONDERO’ MOLTO VOLENTIERI.
Se qualcuno vive veramente amori come quelli descritti in questa rubrica, scrivetemi pure e spiegatemi come è nata la cosa e come la vivete nel quotidiano. VI RISPETTO MOLTO.
STOPXXX
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Gemma arrivò a casa di Anna, dove era presente anche Marco.
Marco si era fatto una doccia, e girava per casa con il torace nudo ed era coperto solo di un asciugamano.
Gemma arrivò vestita con dei pantaloni sportivi aderenti e una maglietta molto aderente che metteva in mostra una bella terza, ben sostenuta dal reggiseno.
In fondo Zia Gemma, non aveva 20 anni.
Era bionda con i capelli lunghi mossi, e piaceva cercare di assomigliare a Marylin Monroe.
Marco: “Ciao Zia, come hai passato la notte?”
La zia lo guardò compiaciuta.
Gemma: “Non ho dormito molto, tu?”
Marco: “Io mi sono addormentato per lo sfinimento.”
Gemma: “Ci sono stati progressi?”
Marco: “Per ora no!”, rispose, senza dire niente.
Gemma si mise a fare le pulizie al bagno, Marco vide che aveva lasciato il cellulare sul tavolo della cucina, così con l’intenzione di vedere se la Zia aveva qualche foto di lei poco vestita, prese e guardò la galleria di foto.
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Zia Gemma sapeva tutto, quindi.
Sapeva che tra lui e Anna si era instaurato un rapporto un pò troppo serio.
Non aveva detto però.
Ma chi gli aveva spedito questa foto?
Scoprì inoltre che la Zia, aveva un rapporto con una donna.
Dopo essere rimasta vedova aveva iniziato un rapporto piccante con una donna.
Senza troppe scuse raggiunse la Zia per parlare.
Gemma: “Tutto bene?”
Marco: “Stavo guardando e mi sto rendendo conto che il tempo non ti ha scalfito.”
Gemma: “Ti ringrazio Marco, ma ti assicuro che è tutto grazie alle creme e a qualche punturina.”
Marco: “Sei una bella donna.”
Gemma: “Grazie, ma mettiti gli occhiali, per piacere.”
Marco: “Non ne ho bisogno. Invece, con chi passi la vita? Ti sei fatta un’altra vita?”
Gemma: “A dire il vero si, ma con una donna, non ho voluto incasinarmi con un uomo.”
Marco: “Lo Zio come era?”
Gemma: “A dire il vero avevate due zii, uno era mio marito e l’altro non so che fine abbia fatto.”
Marco: “Non ne so niente anche io. Comunque, l’importante è che tu stia bene con questa persona con cui ti frequenti.”
Gemma: “Dai, fai colazione e poi mettiti a cercare tua sorella.”
Dopo aver fatto colazione, Marco si mise in ufficio da Anna, per riflettere e cercare informazioni su Fabio.
Trovò, cercando il fascicolo personale, che ogni buon datore di lavoro, tiene, dei suoi dipendenti.
Cominciò a sfogliarlo e dentro vi trovò un contratto di acquisto per un casolare a Camposilvano, in montagna, dopo Velo Veronese.
Al casolare era collegata anche una stalla.
Il contratto era stato redatto da Anna, in favore di Fabio e assieme a questo c’erano anche delle poesie e lettere d’amore.
Tutto era più chiaro ed era li che Fabio teneva nascosta Anna.
Bingo!
Sicuramente era li.
Ora che fare?
Anna, nascondeva un segreto che l’avrebbe di sicuro messa nei casini, se fosse emerso, occorreva mantenerlo segreto e molto probabilmente nessuno sapeva dei trascorsi di Anna e Fabio.
Forse Zia Gemma?
Come stava tenendo nascoste le foto di lui che scopava sua sorella, magari sapeva tutto e lo teneva nascosto.
Decise di andare da Zia Gemma e tastarle in bocca.
La trovò intenta a spolverare il salotto con la scopa elettrica.
Marco: “Zia?”
La zia spense la scopa elettrica.
Gemma: “Dimmi?”
Marco: “Cosa pensi, del rapporto tra me e Anna, visto che non ci vediamo e frequentiamo da una vita?”
Gemma: “Sono contenta del fatto che vi siete avvicinati e che vi stiate conoscendo, però vi ricordo che pur essendo belli ed attraenti siete fratello e sorella.”
Marco decise di andare più affondo.
Marco: “Cosa intendi?”
Gemma: “Intendo dire, che sicuramente il fatto che lei è una donna procace, formosa, ben fatta, accenda in te pensieri di un certo tipo, ma resta sempre tua sorella. Come intendo dire che tu, sei proprio un bel maschio e capisco che lei si senta bene vicino a te, perchè instilli sicurezza, fiducia e protezione, ma sei sempre suo fratello. Mi raccomando avete una vita tutti e due da vivere, non state troppo attaccati. Anche perchè lei è uscita da un matrimonio con la morte del marito, poi ha avuto rapporti di convenienza e di lavoro, non ha vissuto amori veri. Lei stessa lo dice, che molti uomini vorrebbero firmare i contratti di vendita vini scopandola. Mi raccomando.”
Marco: “Tu Zia come mi vedi?”
Gemma: “Bè, in che senso?”
Marco: “Come mi vedi, in generale.”
Gemma: “Come Zia, sono felice di averti ritrovato, come nipote, e sono felice che ti sei avvicinato a tua sorella, ma come donna, cazzo, devo dire che se non fossi tua zia farei di tutto per infilarmi nel tuo letto.”
Marco: “Ok! Ok! Ho esaurito le domande, vado a capire come liberare Anna.”
Gemma: “Perchè ci sono novità?”
Marco: “No! No! Intendevo dire che continuo a cercare chi potrebbe averla presa.”
Marco se ne andò verso l’ufficio di Anna, ma Gemma lo rincorse.
Quando lui se ne accorse, si fermò, e si voltò verso di lei, che si fermò abbracciandolo, quindi si trovarono incollati, corpo a corpo.
Si guardarono negli occhi e sentirono il reciproco profumo, era buono.
Marco percepi il corpo tonico della Zia, il seno ben sostenuto, vista l’età.
Con le mani percorse tutta la schiena arrivando all’inizio del sedere.
Gemma: “Scusami, non volevo. Non ho capito perchè non hai ancora chiamato i carabinieri.”
Marco: “Perchè devono passare un pò di ore, prima che loro si mettano a cercare, e poi la mia speranza è che torni a casa da sola, dopo una notte di intense scopate con un vecchio amante, sorridente come sempre e sempre pronta a governare la sua azienda.”
Gemma: “Se avesse un amante, saresti geloso? No è mia sorella.”
Si guardarono negli occhi ancora, mentre le mani di Marco erano scese sul sedere della Zia che era tutto tranne che flaccido.
Gemma: “Ti stai consolando?”
Marco: “In che senso?”
Gemma: “Con il mio sedere ti stai consolando?”
Marco: “No, no scusami.”
Si staccarono tutti e due.
Gemma: “No ci mancherebbe altro, non preoccuparti, scherzavo.”
Marco se ne ritornò in ufficio da Anna, mentre Zia Gemma proseguì le pulizie.
Ma dove si trovava Anna?
Anna si trovava, appunto come abbiamo detto nel casolare di Camposilvano, esattamente nella stalla.
Era legata ad una trave, vicino ad una colonna.
Fabio le aveva portato la colazione e l’aveva fatta rinfrescare, aveva ancora i vestiti di quando l’aveva rapita, ovvero, una maglietta con le maniche corte verde scuro aderente, la tuta da lavoro con la patta davanti arrotolata sulla cintura e scalza, perchè le scarpe le aveva perse, mentre Fabio la trascinava dal trattore alla macchina.
Fabio rientrò nella stalla.
Fabio: “Hai mangiato?”
Anna: “Fabio lasciami andare per piacere, lasciami andare. Ma cosa vuoi fare?”
Fabio: “Cosa voglio fare? Voglio te, ti amo e ti desidero, voglio te, voglio che proseguiamo quello che abbiamo iniziato.”
Anna: “Ma sei più giovane di me, per piacere, non possiamo. guarda cosa hai fatto.”
Fabio: “Ti ho aiutato ed ho fatto una cosa fuori dalla legge.”
Anna: “Ed io mi sono fatta scopare, te l’ho data, ti ho dato soldi, sesso e questo casolre che puoi rimettere in ordine e farti la tua azienda. Io i debiti che ho contratto in queste settimane li ho dovuti fare per i soldi che ho dato a te.”
Fabio: “Io voglio te, voglio te.”
Anna: “Sei malato, sei un porco malato.”
Fabio: “Io sono innamorato di te e voglio te.”
Anna: “Non puoi avermi, ti ho dato anche troppo per quello che hai fatto.”
Fabio: “Sul serio? Non posso averti?”
Anna: “No, non puoi più avermi, è finita, è finita.”
Fabio: “Vediamo se è come dici tu? o come dico io.”
Fabio prese la corda, che teneva legata Anna dalle mani, la tirò ed Anna, fu costretta a mettersi in piedi, con le braccia in su, verso la trave.
Anna: “Cosa vuoi fare?”
Fabio: “Lo vedrai.”
Fabio con un coltellino le tagliò la maglietta ed il reggiseno, liberando il seno e tutto il torace.
Anna: “Cosa vuoi fare brutto porco pervertito? Vuoi guardare le mie tette?”
Fabio rimase, poi a guardare lo spettacolo.
Fabio si mise davanti a lei, ad accarezzarla, passando le mani sui fianchi e sui seni, gradendo la loro durezza.
Poi li prese a mani piene, li sollevo e li soppeso.
Comincio a baciarla, prima con piccoli baci poi più intensamente.
Fabio: “Sei un animale cazzo. “
Dopo un po', Fabio, prese uno sgabello e si sedette, davanti ad altezza giusta per mungerla con la bocca.
Lei si senti mungere, in piedi, legata inerme con le mani alte, di impeto spostò il torace in avanti ed in alto, come per offrirlo meglio, ma in realtà le tette erano tra le mani di Fabio e passava la bocca da un capezzolo all’altro.
Anna: “Sei un animale!”
Con lo stesso coltellino, mentre le succhiava i seni, le tagliò i pantaloni liberandole la frittola e poi con una mano si mise a stimolarla.
Anna: “Basta, basta, basta. Sei un porco!”
Anna tratteneva i sospiri e tutti quei rumori dettati dal desiderio.
Fabio proseguì finchè Anna non ebbe un orgasmo.
Fabio: “Hai visto che posso farti star bene anche io?”
Poi si staccò dai seni, e si mise in piedi, proseguendo lo stimolo con le dita.
Anna si muoveva imprecando e cercando di calciarlo via, ma lui era troppo vicino perchè i suoi calci fossero efficaci e quella mano in mezzo alle sue gambe faceva bene il suo lavoro.
Anna ebbe un altro forte orgasmo, con le dita di Fabio dentro il suo corpo.
Fabio: “Qualcuno ti ha un pò allargata Anna? Hai avuto altri uomini dopo di me?”
Anna: “Si brutto porco, si, ed è molto più maschio di te, molto più uomo.”
Fabio proseguì a stimolarla, Anna si muoveva ma non riusciva a staccarlo.
Fabio: “Questa è la tua punizione, il piacere, proverai piacere come punizione.”
Fabio proseguì, facendo eccitare Anna all’inverosimile.
Fabio: “Hai voglia Anna, vero? Hai fame, si sente che hai fame e si vede. Però non ti sei più fatta sfamare da me.”
Quando ebbe un terzo orgasmo la lasciò libera e detese la corda, facendola cadere seduta sul pavimento.
Anna si mise a piangere.
Fabio, uscì dalla stalla, per andarsi a lavare le mani.
Anna si mise a pensare a molte cose.
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