Per sempre secondo episodio
di
Davide Sebastiani
genere
sentimentali
Siamo appena usciti dal ristorante mano nella mano. E’ stata, come al solito quando sono in sua compagnia, una serata piacevolissima. Abbiamo lasciato in stand by i nostri ruoli di dominatrice e schiavo e abbiamo parlato un po’ di tutto, del suo lavoro, del mio e, soprattutto, dei preparativi del nostro matrimonio. Ci sono ancora un sacco di cose da fare, ma siamo a buon punto. Sarah ha preteso un matrimonio tradizionale con tantissimi invitati e, naturalmente, io sono stato da subito d’accordo con lei. Non ce ne sarebbe bisogno perché il nostro amore va ben oltre il classico rituale matrimoniale, ma abbiamo pensato che sarebbe stato meraviglioso il suggello al nostro amore circondati da tutti coloro che conosciamo e che ci vogliono bene. E, tornando a questa deliziosa cenetta romantica, abbiamo mangiato come due lupi affamati. Ci incamminiamo pertanto verso il punto dove ho lasciato la macchina, Sarah però si ferma, volta la sua testa, mi osserva e poi avvicina la sua testolina a me per baciarmi dolcemente sulla bocca.
“Sono piena. Ho mangiato come un camionista. E dovrò punirti perché ho paura di non entrare nel mio abito da sposa.”
“Ero già in credito con le punizioni. Temo che stasera non sarà una serata facile per me.”
Scoppia a ridere. “E’ vero, me ne ero dimenticata. Quindi doppia punizione. Farò diventare il tuo culetto rosso come quello delle scimmie.”
Le sorrido. “Comunque, per il tuo abito da sposa non mi preoccuperei troppo. Hai un fisico meraviglioso.”
Continua a sorridere
“Me lo stai dicendo per evitare la punizione o perché lo pensi veramente?”
La afferro per la vita e, approfittando del fatto che il luogo è pressoché deserto, la bacio con passione.
“Tu cosa pensi?”
“Uhm, dalla passione che hai messo in questo bacio mi viene da pensare che ti piaccio veramente. E ricorda, Bradford Kaplan, ti dovrò piacere sempre, anche quando non sarò più giovane.”
“Tu per me sarai sempre giovane e bellissima. Lo sarai per sempre”, le confermo, baciandola di nuovo. Quando mi stacco da lei però il mio sguardo è attratto da un’altra ragazza. E Sarah se ne accorge.
“Cosa stai guardando Brad?”
Non le rispondo immediatamente, e mi avvicino verso quella ragazza. Ha lo sguardo perso, uno sguardo che conosco perfettamente. E’ vestita come una teenager con dei jeans, una felpa e scarpe da ginnastica, e infatti non dovrebbe avere più di diciotto o diciannove anni. O almeno era quella l’età che aveva quando è morta. E’ impaurita e cerco di avvicinarmi con delicatezza, ma quando la chiamo lei indietreggia e poi scappa velocemente. Accidenti! Vedo Sarah che ha assistito alla scena. Per l’esattezza ha visto me mentre correvo nella piazza vuota in quanto, naturalmente, lei non ha potuto vederla. Ha però capito di cosa si tratta e mi afferra per un braccio. Ha un lieve tremore del tutto giustificabile considerando la situazione, e mi guarda coi suoi occhioni che possono essere dolcissimi oppure diventare di ghiaccio quando veste i panni della mia padrona. E questo è ovviamente il momento della dolcezza e del timore.
“E’… E’ uno di loro?” mi chiede infatti, dopo alcuni secondi di silenzio. Sento la sua voce tremare e anche il suo sguardo tradisce il suo stato d’animo. La prima cosa che devo fare è rassicurarla abbracciandola teneramente.
“Sì, amore. Più esattamente una di loro. E’ una ragazza, giovanissima.”
La mia futura moglie si mette una mano sulla bocca. “Oh, mio Dio, povera ragazza. E’ davanti a noi?”
“No, amore, è scappata per la paura.”
“Accidenti. E adesso cosa vuoi fare?”
“Niente. E’ troppo impaurita. Proverò a venire domani mattina e cercherò di parlarle. Se sono riuscita a vederla significa che ha avuto una morte violenta, e vorrei scoprire cosa è accaduto.”
“Pensi di ritrovarla qui?”
“Ci spero. Di solito i morti scelgono un luogo che ha un significato ben preciso per loro. Anche se spesso non ne conoscono il motivo. Pertanto, si aggirerà nei dintorni, ma dubito che si allontanerà da qui.” Afferro la mano di Sarah che sta tremando e gliela stringo forte per rassicurarla. “Andiamo. amore, è inutile rimanere qui.”
“Chi può aver ucciso una ragazza così giovane?” mi chiede, quando siamo già rimontati in macchina.
“Lo scoprirò”, le rispondo.
“Pensi a qualcuno che le ha fatto violenza carnale e poi l’ha uccisa?”
“No, le hanno sparato a bruciapelo.”
Sgrana i suoi occhioni. “Come fai a dirlo?”
“Perché… Aveva il suo vestito lacerato all’altezza del petto. E tutto il resto era intatto. Di solito, quando una ragazza viene uccisa a seguito di una violenza carnale… Beh, la vedo nuda. O comunque con gli abiti lacerati e strappati.”
“Praticamente vedi i morti come erano al momento della loro dipartita.”
“Esatto, amore”, confermo.
“Ma perché uccidere una ragazza di quell’età in quel modo? Parrebbe un lavoro da professionisti.”
“Già, proprio un lavoro da professionisti. E questo mi fa pensare che quella ragazza si sia trovata invischiata in qualcosa di più grande di lei. Ma, al momento, potrebbe essere qualsiasi cosa. Un fidanzato geloso che ha premeditato l’omicidio, ad esempio.”
Sarah annuisce. “Già. E tu lo scoprirai, come al solito.”
“Speriamo. Avrei proprio voglia di sbattere dentro a vita chi si è macchiato di questo orribile omicidio”, concludo, proprio mentre siamo arrivati a casa. Appena entrati Sarah mi prende per un braccio e poi mi accarezza lievemente il viso.
“Brad, non mi va. Sono scossa. Ti dispiace?”
“Sono scosso anch’io. Non ho tanta voglia.”
“Però un ordine te lo voglio dare ugualmente.”
L’accarezzo. “Tutto quello che vuoi.”
“Ho bisogno di tanti baci e tante coccole, e tu dovrai soddisfare questo mio desiderio.” L’abbraccio e la bacio dolcemente. “Un ordine della mia mistress è sacro. Sarà un piacere e un onore.”
“E le punizioni sono posticipate a data da destinarsi.”
Le sorrido. Quando vorrà, io dovrò accettarle, e sarà meraviglioso anche se, probabilmente, un po’ doloroso. Ma sarà comunque un onore soffrire per la mia adorata mistress.
Continua...
“Sono piena. Ho mangiato come un camionista. E dovrò punirti perché ho paura di non entrare nel mio abito da sposa.”
“Ero già in credito con le punizioni. Temo che stasera non sarà una serata facile per me.”
Scoppia a ridere. “E’ vero, me ne ero dimenticata. Quindi doppia punizione. Farò diventare il tuo culetto rosso come quello delle scimmie.”
Le sorrido. “Comunque, per il tuo abito da sposa non mi preoccuperei troppo. Hai un fisico meraviglioso.”
Continua a sorridere
“Me lo stai dicendo per evitare la punizione o perché lo pensi veramente?”
La afferro per la vita e, approfittando del fatto che il luogo è pressoché deserto, la bacio con passione.
“Tu cosa pensi?”
“Uhm, dalla passione che hai messo in questo bacio mi viene da pensare che ti piaccio veramente. E ricorda, Bradford Kaplan, ti dovrò piacere sempre, anche quando non sarò più giovane.”
“Tu per me sarai sempre giovane e bellissima. Lo sarai per sempre”, le confermo, baciandola di nuovo. Quando mi stacco da lei però il mio sguardo è attratto da un’altra ragazza. E Sarah se ne accorge.
“Cosa stai guardando Brad?”
Non le rispondo immediatamente, e mi avvicino verso quella ragazza. Ha lo sguardo perso, uno sguardo che conosco perfettamente. E’ vestita come una teenager con dei jeans, una felpa e scarpe da ginnastica, e infatti non dovrebbe avere più di diciotto o diciannove anni. O almeno era quella l’età che aveva quando è morta. E’ impaurita e cerco di avvicinarmi con delicatezza, ma quando la chiamo lei indietreggia e poi scappa velocemente. Accidenti! Vedo Sarah che ha assistito alla scena. Per l’esattezza ha visto me mentre correvo nella piazza vuota in quanto, naturalmente, lei non ha potuto vederla. Ha però capito di cosa si tratta e mi afferra per un braccio. Ha un lieve tremore del tutto giustificabile considerando la situazione, e mi guarda coi suoi occhioni che possono essere dolcissimi oppure diventare di ghiaccio quando veste i panni della mia padrona. E questo è ovviamente il momento della dolcezza e del timore.
“E’… E’ uno di loro?” mi chiede infatti, dopo alcuni secondi di silenzio. Sento la sua voce tremare e anche il suo sguardo tradisce il suo stato d’animo. La prima cosa che devo fare è rassicurarla abbracciandola teneramente.
“Sì, amore. Più esattamente una di loro. E’ una ragazza, giovanissima.”
La mia futura moglie si mette una mano sulla bocca. “Oh, mio Dio, povera ragazza. E’ davanti a noi?”
“No, amore, è scappata per la paura.”
“Accidenti. E adesso cosa vuoi fare?”
“Niente. E’ troppo impaurita. Proverò a venire domani mattina e cercherò di parlarle. Se sono riuscita a vederla significa che ha avuto una morte violenta, e vorrei scoprire cosa è accaduto.”
“Pensi di ritrovarla qui?”
“Ci spero. Di solito i morti scelgono un luogo che ha un significato ben preciso per loro. Anche se spesso non ne conoscono il motivo. Pertanto, si aggirerà nei dintorni, ma dubito che si allontanerà da qui.” Afferro la mano di Sarah che sta tremando e gliela stringo forte per rassicurarla. “Andiamo. amore, è inutile rimanere qui.”
“Chi può aver ucciso una ragazza così giovane?” mi chiede, quando siamo già rimontati in macchina.
“Lo scoprirò”, le rispondo.
“Pensi a qualcuno che le ha fatto violenza carnale e poi l’ha uccisa?”
“No, le hanno sparato a bruciapelo.”
Sgrana i suoi occhioni. “Come fai a dirlo?”
“Perché… Aveva il suo vestito lacerato all’altezza del petto. E tutto il resto era intatto. Di solito, quando una ragazza viene uccisa a seguito di una violenza carnale… Beh, la vedo nuda. O comunque con gli abiti lacerati e strappati.”
“Praticamente vedi i morti come erano al momento della loro dipartita.”
“Esatto, amore”, confermo.
“Ma perché uccidere una ragazza di quell’età in quel modo? Parrebbe un lavoro da professionisti.”
“Già, proprio un lavoro da professionisti. E questo mi fa pensare che quella ragazza si sia trovata invischiata in qualcosa di più grande di lei. Ma, al momento, potrebbe essere qualsiasi cosa. Un fidanzato geloso che ha premeditato l’omicidio, ad esempio.”
Sarah annuisce. “Già. E tu lo scoprirai, come al solito.”
“Speriamo. Avrei proprio voglia di sbattere dentro a vita chi si è macchiato di questo orribile omicidio”, concludo, proprio mentre siamo arrivati a casa. Appena entrati Sarah mi prende per un braccio e poi mi accarezza lievemente il viso.
“Brad, non mi va. Sono scossa. Ti dispiace?”
“Sono scosso anch’io. Non ho tanta voglia.”
“Però un ordine te lo voglio dare ugualmente.”
L’accarezzo. “Tutto quello che vuoi.”
“Ho bisogno di tanti baci e tante coccole, e tu dovrai soddisfare questo mio desiderio.” L’abbraccio e la bacio dolcemente. “Un ordine della mia mistress è sacro. Sarà un piacere e un onore.”
“E le punizioni sono posticipate a data da destinarsi.”
Le sorrido. Quando vorrà, io dovrò accettarle, e sarà meraviglioso anche se, probabilmente, un po’ doloroso. Ma sarà comunque un onore soffrire per la mia adorata mistress.
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