Come tutto ebbe inizio... Cap 44
di
Maurox
genere
corna
Mille pensieri.
Vado ad aprire la porta.
"Ciao Ikenna."
"Mauro, hanno trovato i sabotatori e li hanno arrestati. Avevi ragione te. Stavano allentando tre bulloni su una flangia di tenuta che non avrebbe retto alla pressione e si sarebbe spaccata. Chissà perché lo hanno fatto? "
"Ikenna, guardati intorno. Ti chiedi perché lo hanno fatto. Dovresti capirlo da solo. Tanta ricchezza e tanta povertà.
Chi lo ha fatto non ha tutti i torti. "
"Hai ragione Mauro."
"Entra, non stare fuori."
Ikenna entra nella stanzetta.
Davanti a noi il portatile con lo schermo abbassato e nel mio cervello ecco la voglia di mostrarla.
Ma cazzo! Non ho resistito, nonostante abbia scopato, neanche mezz' ora.
E ora! Mica posso dirgli vuoi vedere la mia amica.
"Ikenna, cosa posso offrirti? Ho poca roba, l' ho data quasi tutta a Rose, ma se vuoi, andiamo allo spaccio. Dovrei anche parlare con Zaynab."
"Non voglio nulla, grazie Mauro. Parlare con Zaynab, eeehhhhh!
Ti è piaciuta Rose. Wawawo! Almeno hai scopato e io mi sego con la fantasia. Mauro, ma non é che potresti darmi un anticipo della tua amica?"
Ecco, perfetto! Io ci provo, ma sembra che il destino non voglia aiutarmi.
"Ahahah! Ok, Ikenna."
Accendo il portatile e dopo aver atteso la sua inizializzazione apro la cartella con il video e lo faccio partire.
"Mettiti seduto Ikenna. Io esco per farti fare quello che vuoi senza di me presente. "
"No, non preoccuparti. Da piccoli ci si segava in gruppo e non mi crei affatto problemi."
All' inizio del video c'è lo spogliarello, poi la sua presentazione e continuando, le scopate con Pascal e Jelami.
Appena Ikenna li vede: "Ehi, sta scopando con due miei fratelli. Ma questa è più puttana di una puttana. Se vengo in Italia mi devi dire dove la trovo che la voglio sfondare. "
Si cala il pantaloncino e comincia a menarselo.
Gli occhi mi vanno sul suo affare.
Cazzo! Ha detto di averlo normale, ma secondo me non lo e.
Non é dritto e teso come il mio, ma di sicuro é più lungo e grosso.
Anzi, secondo me é pure leggermente più lungo di quello di Rocco.
Continua il suo momento di piacere continuando a menarselo.
"Mauro, scusami, hai qualcosa per... "
Gli allungo un fazzolettino e mentre Fede lo prende in culo da Jelami, Ikenna riempe il kleenex di sborra.
"Porca puttana che donna porca. É fantastica! Mauro se vengo in Italia, me la devi far conoscere. Quello che costa costa. A voi piacciono le nere, a me le bianche anche se lei, abbronzata com' è , é piu nera che bianca. "
"Ahahah! Ok Ikenna."
"Dobbiamo farla vedere alla squadra. Posso parlargliene? "
Rammento le parole di Fede: così potrai mostrarmi a chi vuoi.
"Certo che puoi."
Ormai il dado é tratto. Ikenna l' ha vista e se vogliono, li porto al cinema, mostrandola a tutta la squadra.
E non ho dubbi sul fatto di essere un vero maiale.
É la realtà . Sono un porco a cui piace mostrare e veder scopare la moglie con altri.
Mi volto verso Ikenna che si sta sistemando.
"Ikenna scusa, mi hai detto di essere normale, ma a me non sembra.
Purtroppo non ho potuto fare a meno di vedere il tuo coso e devo dire che stai messo bene. Sicuramente meglio di me."
"Ahahah! Mauro io sono normale rispetto a quelli che conosco, ma ti posso garantire che alcuni miei amici sono più dotati di me.
Ma é anche vero il fatto che alcuni non hanno una proboscide in mezzo le gambe.
Io mi difendo bene e se mi trovo una porca così, stai pur certo, che te la apro.
Se venissi in Italia me la devi far conoscere. Voglio passarci una notte intera. Costi quel che costi."
"Ah, ecco! Quindi tra i tuoi amici ci sono quelli con meno dotazione e quelli con piu e tu consideri normali quelli che ce l' hanno come te.
Menomale! Pensa quelli non normali cosa hanno. "
"Ahahahah! Hai capito perché in Italia non avevo problemi per scopare? Dovevi vedere.
Mi ero fatto un giro di studentesse e di mamme non male.
Tutto gratis. Ma qui cambia tutto. Bisogna pagare e io i soldi devo metterli da parte."
"E ti credo Ikenna. Le italiane sono delle vere maiale. La mia amica farebbe carte false per giocare con te. Peccato sia di Roma e da me ci viene raramente. "
"É di Roma?! Ma é fantastico. Spesso la società mi chiama in sede. Se mi facessi chiamare potrei incontrarla."
Ecco, ho fatto una cazzata. Volevo eliminare la possibilità dell' incontro e invece ho fatto l' opposto.
"eheheh! Ormai hai visto quanto é porca e non vedi l' ora di fotterla, confessa? "
"Già. E sai cosa penso? Che secondo me anche il boss deve essere una maiala incredibile. Te la scoperesti Mauro?"
"Si, molto volentieri. Ha quella boccuccia da pompinara e quel culone da sfondare.
Si Ikenna, me la scoperei all' istante."
"Pure io Mauro, pure io."
"Ok. Chiamo mia moglie."
Ikenna mi ringrazia e salutandomi se ne va.
"Ciao Fede."
"Ciao Mauro. Come va?"
"Tutto bene, grazie. Allora sono venuti tutti ad Ancona?"
"No Mauro. Siamo noi a Roma. La piccola di Stefy ha la febbre e abbiamo cambiato programmi."
"Ah, cavolo. Mi spiace."
"Vabbè, poco male. I ragazzi si stanno divertendo lo stesso. Sono andati al cinema e poi stanno chi col fidanzato e chi con la fidanzata."
"Fidanzato o fidanzata! Ma perché é ufficiale? "
"No! Sto scherzando, però magari fosse."
"Ah, mi sembrava. E tu? Tu cosa fai?"
"Non so! La mia amica m' ha detto se andavamo a ballare, ma non è che a me vada tanto."
"Magari andando a ballare con questa tua amica che ancora devi farmi conoscere, potresti spengere l' incendio che hai in mezzo alle gambe."
"Mauro, per favore! Sto facendo una fatica terribile a stare buona e tu... tu cosa fai. Mi inciti a cornificarti."
"Ahahah! Ora vienimi a dire che sei stata buona in questo periodo?"
"Si Mauro. Ho fatto solo un paio di bocchini a Stefano."
"Aaahhh! Lo vedi allora che tanto brava non sei stata. "
"Mauro, non ce l' ho fatta. Mi sono consolata cosi.
Il primo a scuola. Gli ho detto che l' aspettavo sotto, nel locale caldaie.
E il secondo quando siamo usciti dalla palestra, nella sua auto."
"Fede, però così dai adito a chi frequenta la palestra che tu hai una tresca con Stefano."
"Mauro, tanto lo dicono lo stesso."
"Stai sbagliando, secondo me. Bussano alla porta. Fede, ti saluto."
"Ok Mauro. Ciao tesoro."
Apro la porta.
Ikenna con un militare.
"Mauro il capo vuole parlarci. Dobbiamo andare nel suo studio."
Andiamo verso quella specie di container stanza che fa da studio, dove poco prima avevo consumato con la boss un venti minuti di sesso, sverginandole il culo.
Entriamo.
"Salve, c'è una festa?"
Un bel po' di persone sono all' interno e dopo la mia battuta qualche risata vola in aria.
"Le va di scherzare?"
"No capo. E che ho visto tutti qui riuniti e ho pensato a qualcosa di piacevole."
Marika mi guarda e sorride.
A me, la prima cosa che mi balza agli occhi, sono i capezzoli che sotto la camicetta sembrano bucare la stoffa.
Ikenna mi da una gomitata.
Nel trambusto di prima non deve aver fatto in tempo a mettersi il reggiseno e sono convinto che non porta niente neanche sotto.
Non può essere andata nella sua stanza a prenderne un altro paio.
Il capo parla dicendo a tutti che il sabotatore é stato catturato e che domani, lei insieme ad uno di noi, andra' a............ per parlare con alcuni dirigenti.
E certo. I poverini non ce la fanno a venire loro. Troppo stanchi per farlo. Speriamo non dica a me di andare.
Cazzo, dieci ore di macchina non le voglio fare.
Si porterà sicuramente un ingegnere.
E dopo tutto il solito discorso di ringraziamenti e cazzi vari, finalmente...
"Bene! La riunione é finita e visto che abbiamo trovato il responsabile grazie alle sue indicazioni, sig Mauro, lei domani verrà con me."
Marika mi guarda. Ha un' espressione strana.
Ho il presentimento di aver tolto le catene ad un' affamata di sesso.
"Dottoressa, per me dieci ore di auto sono troppe. Preferirei stare qui a lavorare, se non le spiace? "
"Si, mi spiace! Viene con me e andiamo in elicottero."
"Come desidera. "
Vabbè, in elicottero si può fare. Se dovevamo andare in auto se lo poteva scordare.
"Bene! Signori, voi potete andare. Lei sig Mauro, rimanga che dobbiamo chiarite alcune cose."
Una volta soli...
"Hai vinto! Sarai contento. Ok per la bocca. Ti do pure il culo però... non sempre. Se ti sta bene così, ti faccio lavorare di meno e scopare di più.
Allora, ti va?"
"Marika, io credo che..."
"Non dirmi che abbiamo sbagliato? Che quello che è successo è stato un errore.
Ormai mi hai fatto..."
"Se mi fai finire. Volevo dirti che a me il tuo culo piace e vorrei sempre averlo a mia disposizione.
Un culo come il tuo deve essere sempre visitato.
Il culo per me é fondamentale. Mi spiace, ma il culo mi piace e lo voglio sempre e non solo quando ti fa comodo.
Devo incularti quando voglio io e non quando vuoi te.
Decidi? "
La vedo pensierosa e poi...
"E va bene, cazzo! Avrai anche il culo a tuo piacimento.
Ma guarda te. Non l' ho dato ai miei mariti e lo vado a dare ad un...............
Però, un signor.............."
Si avvicina a me cominciando a sbottonarmi la camicia.
"Marika non credo sia il caso. Potrebbe entrare qualcuno.
Eppoi tra il tuo regalo e te, sono un po' scarico."
"Scarico?"
Si abbassa il pantalone.
Sta senza mutanda.
Non ha fatto in tempo a prenderne un' altra e di certo non l' ha in ufficio.
Si abbassa, inginocchiandosi davanti a me, e con le mani me lo tira fuori.
Bussano alla porta.
Subito Marika.
"Oh cazzo! Un attimo, un attimo."
Faccio in tempo a rimetterlo dentro e lei a tirarsi su i pantaloni.
"Avanti. Allora, ha capito sig Mauro? "
"Si dottoressa, ho capito."
"Perfetto. Ora vada a dormire. Domattina si parte alle 6.00."
"Ok, buonanotte dottoressa."
Menomale. Un' altra scopata non mi andava proprio.
Mi arriva un sms.
É di Fede.
'Siamo andate a ballare. Ciao amore.'
É andata a ballare. Vabbè. Lei dice che é andata a ballare. Sarà vero?
Vado a dormire. Almeno quattro ore di sonno devo farmele, altrimenti é tosta.
Arrivo in questa specie di casupola e entro. Sembra più un container, ma tanto una decina di giorni e poi si torna a casa.
Provo a dormire, ma alle 4.30 apro gli occhi.
Che palle!
Mi do una lavata e aspetto le 5.50 dirigendomi verso l' eliporto.
Marika é già li che mi aspetta.
Ci salutiamo e partiamo.
Dopo due ore e mezza di volo arriviamo.
Ci portano con un' auto in albergo.
"Bene dottoressa, quando andiamo a parlare con i dirigenti? In mattinata? "
"Chiamami Marika ora. Quali dirigenti in mattinata?
Questa mattina tu mi fai godere."
Oh cazzo. Si é inventata tutto. Vuole solo scopare.
Mi avvicino a lei e comincio a slacciarle la camicetta. Le sfilo la gonna e ha un perizomino rosso.
Prendo i bordi e mentre sto per sfilarglielo, lei...
"No, strappalo! Togliemelo con violenza."
Eccola, un' altra troia.
Lo prendo e glielo strappo via.
Lei ha un leggero sussulto.
Non ha reggiseno.
Belle tette. Finte, ma belle. Me la avvicino e le strapazzo per bene le natiche con le mie manone.
Si toglie le scarpe e la porto sul letto facendola mettere a pecora.
E con la vista di queste chiappone, mi tuffo a leccarle la fica.
Continuo la mia opera con la lingua con lei che ansima ed ad un certo punto...
"Sssiii! Siiiii! Oh cazzo, come lecchi bene. Cosi, bravo, bravo siiii, si si si oooohhhhhh siiiiiii cazzo. Cazzo!"
Si butta in avanti sentendo il suo respiro affannato che piano piano tende a scemare.
"Oh cavolo! Credo di aver bagnato il letto."
"Credi? Sei fradicia. Ti è piaciuto?"
"Si, ma voglio scopare. Mi serve il tuo cazzo."
Mi tolgo il pantalone, la camicia e la mutanda.
Lei si alza e strofinando la sua mano sul mio pene...
"Wow! Sei durissimo."
"Prendimelo in bocca Marika."
Comincia a succhiare e dopo un paio di minuti...
"Basta ora. Dammi un preservativo."
"Oh cazzo. Non li ho. Tu li hai?"
"Se me lo avessi detto, li avrei portati, ma non mi hai detto che dovevamo scopare.
Io non ho problemi e spero anche te.
Tanto ormai io te l' ho leccata e tu anche a me hai fatto un bocchino.
L' unico rischio è che potresti rimanere incinta? "
"Incinta! Impossibile. Sono andata in menopausa tre anni fa e non posso rimanere incinta."
"E allora che aspettiamo?"
Mi getto sopra di lei che a cosce aperte attende l' ingresso del mio cazzo nella sua vulva.
Entro, cominciando a scoparla e sul suo volto uno sguardo di soddisfazione la illumina.
Non é Rose, ma anche Marika non é male affatto.
É una bella milfona che si fa chiavare tranquillamente, intervallando bocchini a smorzacandela e prese alla pecorina.
Non sono ancora entrato nel culo. Ora non voglio. Questo suo buco me lo conservo per dopo.
Le afferro il seno e con le tre o quattro ultime botte che le do, le vengo dentro.
Penso a Fede. A queste corna che le sto mettendo con il mio capo, ma tanto sono sicuro che lei si é fatta chiavare da qualche fortunato di turno.
"Mauro!"
"Si Marika."
"Ooohh, cazzo! Mi hai sfondata.
Credevo entrassi anche di dietro e invece non lo hai fatto. Perché?"
"Non credere che te la passi liscia. Il tuo culo mi piace tanto e non chiederò il permesso di sicuro per entrarci."
"No no. Ti ho detto che te lo do, ma non capisco perché non lo hai preso subito?"
"Solo perché ho visto che ti piaceva essere posseduta in questa maniera. Hai goduto tre volte e a meno che tu non abbia fatto finta, la cosa penso proprio ti sia piaciuta."
"Con la fame di sesso che ho, mi è piaciuta si.
Di tre mariti, forse solo il secondo era soddisfacente e con te, non lo so, é stato come un fulmine a ciel sereno."
"Marika, non innamorarti. Io sono sposato e con figli. In più tra pochi giorni parto, quindi non metterti strane ideee in testa perché io non posso proprio..."
"Ma stai tranquillo, sciocchino. Voglio solo un po' di sesso e niente altro. A 54 anni non voglio di certo nuovamente fare pazzie per un uomo. Voglio solo divertirmi un poco prima che tu riparta. "
"Non ti comprendo vuoi divertirti con un uomo. Nell' ambiente dove lavori di uomini ce ne sono e penso che farebbero carte false per scoparsi il capo."
"Si, lo penso anche io, se non fosse per il fatto che mi hanno spedito qui da poco. Prima ero in un comodo ufficio di Roma e poi, improvvisamente, mi hanno buttato qua.
Il problema è che di uomini ce ne sono, ma non del colore che a me piace."
"Sei razzista?"
"No no! É che non mi piace farmi scopare da un negro."
"Se non hai mai provato, come fai a dirlo."
"Vabbè, ora non ci penso proprio."
Scende con la sua testa leccandomi il ventre e piano piano sento la sua lingua giocare con il mio glande, sbaciucchiando e succhiando senza l' uso delle mani, tutta l' asta.
Poi sento le sue labbra sulla cappella e aspirandola, la fa entrare in bocca, iniziando un pompino.
Mi osserva mentre mi fa il bocchino e non é male proprio il boss come pompinara, anzi devo dire che ci sa fare.
Ci sa fare talmente tanto che nel giro di poco tempo sono nuovamente in erezione.
"Ti piace la mia bocca. Bene! Ricordo ancora come si fa. Sei bello che in tiro e suppongo che tu voglia il mio didietro?"
"Hai supposto bene. Anzi, più che supposto, vorei metterti una supposta di carne."
"Ahahah!"
Si alza dal letto e va verso la poltroncina dove é la sua borsetta, la apre e ne tira fuori un flaconcino.
"Cosa hai preso Marika? "
"L' altra volta sei entrato con un bel po' di violenza.
Stavolta non mi inculi o meglio mi inculi, ma salvaguardando il mio culo.
É olio di vaselina."
"E dove hai trovato l' olio di vaselina qui?"
"Zaynab ti trova tutto."
Si avvicina a me e comincia a massaggiarmi il cazzo con la mano piena di vaselina.
"Marika, non sporchiamo tutto cosi?"
"Meglio il lenzuolo un po' macchiato che sentire dolore al mio buco. Tu e questa cazzo di voglia del culo."
"Colpa tua. Hai visto che culo hai? Dai, girati e mettiti a pecorina. Ti ungo il buchino e poi dimmi che non ti piace? "
Si volta e posizionandosi a gattoni sembra pronta a ricevere la sua punizione.
Le ungo con un po' di olio la rosa anale infilandoci prima un dito, poi due e il terzo entra tranquillo.
Poggio il flacone sul comodino li affianco e metto la mia cappella poggiata su questo buchetto quasi vergine.
"Fai piano, fai piano! Aahhh, pianooo! "
Fai piano. Inculare il mio capo credo che sia stata la più grande soddisfazione lavorativa che io abbia mai avuto.
Poi, incularla con una certa violenza e sentirla strillare dal dolore ancora di più.
Spingo leggermente di più e la sua rosa anale comincia a dilatarsi facendo entrare piano piano la mia cappella.
"Fai piano, piano, entra piano, Mauro."
"Dai, sono quasi dentro. Che cazzo di culo che hai. "
Forzo un pochino ed entro. Lei da un piccolo sussulto.
"Una volta eri vergine, ora non più. Dovresti essere contenta di questo?"
"Non dire cazzate. Sei dentro, ti sento. Oohhh! Finisci veloce. Aaahh! "
Non sono tutto dentro. Mi sono fermato a metà. Fai veloce. Mi dice di essere veloce. Spero proprio di no.
Le blocco i fianchi e la inculo di botto entrandole tutto dentro.
"Aaahhhh! Stronzooo! Ti avevo detto di far piano."
"E ho fatto piano. Hai un gran bel culone. Mi piace troppo per non entrarti così dentro.
Se vuoi lo tolgo?"
"Non fare lo stronzi. Ora sei dentro. Dai, inculami, inculami! "
Che puttana pure questa. Prima no! Nel culo no! Poi ti prega per incularla.
Continuo ad incularmi Marika con notevole piacere.
Ha veramente un gran bel culo e a me piace.
Mi piace talmente tanto che sto per venire ma non si può.
Rallento e cerco di controllarmi. Non ci riesco e allora riparto a 200 all' ora e le scarico quel poco di liquido prodotto nel lasso di tempo che sono stato a riposo.
Cazzo! Volevo incularla afferrandole le bocce, ma stavolta é andata cosi.
Rimango dentro, massaggiandole e accarezzandole le natiche fino a quando...
"Mauro, hai finito?"
"Si Marika, grazie. Hai un culo da favola, almeno per i miei gusti. Bello stretto. Si sente che é... no, scusami, non volevo."
"Di cosa vuoi scusarti. Mi hai praticamente sverginata te a quest' età e tutto sommato poi non é poi cosi malaccio. Forse sono stata troppo cattiva con i miei precedenti uomini, ma ormai quel che é fatto é fatto.
Vado a lavarmi."
"Ok Marika. Se vuoi ci facciamo una doccia insieme?"
"No, grazie. Preferisco da sola."
Mmhhh! Al boss non piace essere chiavata in culo, allora perché me lo ha fatto fare.
Per farmi contento!
Però ha detto pure che non gli è spiaciuto.
Guardo il soffitto della stanza e il mio pensiero va a Fede.
Mi sento un poco in colpa per averla cornificata anche se lei lo ha fatto spesso e credo non gliene sia fregato mai nulla di averlo fatto, anzi.
Io invece, un po' di pentimento dopo ce l' ho. Ma solo dopo il coito.
Che palle! Sono un coglione.
Mi ha dato 4 condom come se fosse un autorizzazione a scopare e...
Un momento...
E se me li avesse dati proprio per vedere se io la tradissi.
Nooo! Non credo.
Vuole proprio che io vada a letto con altre donne per la sua gelosia.
Ma se cosi fosse perché con Lilly...
Non ci sto capendo un cazzo ed entrare dentro i neuroni di mia moglie per me é impossibile.
Mi mangio una banana mentre Marika esce dal bagno.
"Mauro vatti a lavare che dobbiamo andare dai nostri capi."
"Capi?! Ma scusa, non mi avevi detto che eravamo qui solo per noi?"
"Scherzavo e stasera tu vai in camera tua a dormire che domattina ripartiamo alle 5.00 per tornare al campo."
La guardo perplesso, poi: "Ok, boss".
"Mauro, fanculo te e questo cazzo di boss.
Quando siamo soli, Marika. Se ci sono gli altri, dottoressa."
"Va bene Marika. C'è qualcosa che non va?"
"No! Ora no, ma credo sia meglio finirla qui."
"Come desideru. Se tu vuoi così, così sia."
Mi guarda meravigliata, poi...
"Rinunci cosi facilmente ad un culo come il mio?"
"Hai detto bene: il culo é tuo e lo usi come vuoi. Non posso obbligarti a fare una cosa che non vuoi, anche se la prima volta l' ho fatto e ti chiedo scusa, ma un culo come il tuo, perdonami, é un invito a nozze per me. Se vuoi che la storia finisca, forse è meglio farlo subito e penso che tu abbia ragione.
É stato bello, ma basta così.
Tra pochi giorni io parto e tu rimarrai nuovamente la solita fredda dottoressa, la donna che incute timore a tutti i suoi sottoposto.
Pensare che, come donna, qui ne avresti per divertirti.
Solo che dovresti pensare ogni tanto a Marika e non sempre alla dottoressa a caccia di promozioni.
Marika, ricorda: la vita é breve e quando ti renderai conto che sta finendo, ti pentirai di quello che non hai voluto o potuto fare.
Vado a docciarmi."
Mentre mi avvio verso il bagno, mi guarda come se volesse dirmi che forse ho ragione.
So già che non lo farà mai. Troppo orgogliosa per dirmelo, ma non mi interessa.
Ho inculato il mio capo e l' ho fatto per ben due volte e con il culo che ha é stato bello.
Finisco la doccia, mi asciugo e esco dal bagno.
Marika é ancora nuda sulla poltrona.
Due lacrime le scendono dagli occhi.
"Marika, cosa hai fatto?"
"Hai ragione Mauro, hai ragione. Io e questo maledetto lavoro, la carriera. Dopo le tue parole sono tornata indietro nel tempo e mi sono vista mamma, con due bambini.
Bambini che ormai non potrò più avere.
Hai perfettamente ragione."
Mi avvicino a lei e l' abbraccio stringendola a me.
"Scusami, non volevo dirti quelle parole. Sono uscite senza volerlo.
Dai, vestiti. Andiamo a mangiare qualcosa e poi incontriamo i capi.
Dopo, credo non abbia senso rimanere anche stanotte. Una volta fatto l' incontro, ce ne torniamo al campo."
"No! Rimaniamo qui stanotte. Ha molto senso. Le tue parole mi hanno colpito.
Voglio passare la notte insieme a te."
"Guarda che io non sono più tanto carico."
"Non é per quello. Voglio sentire l' affetto di un uomo nel letto, vicino a me. Un uomo che mi abbracci. Almeno stanotte. Un ultima notte d' amore."
Sto andando a prendere un' arancia e a queste parole mi blocco.
No! No no no no no! Mi era quasi passata cazzo! Noooo!
Shuli! Perché cazzo, perché!
Un' ultima notte d' amore.
Ho un forte magone. La nostalgia, amplificata da Luna, invade nuovamente il mio corpo e la testa torna sulla canzone della mia amata bambolina orientale.
"Mauro. Mauro, cos' hai? Mauro!"
"Niente! Scusami. Un ricordo. Uno stupendo ricordo mi è tornato in testa e non so..."
"Non sono stupida Mauro. Ho capito. Stai pensando a tua moglie. Va bene. Facciamo l' incontro e torniamo al campo."
No Marika. Non sto pensando a Fede, ma non posso dirglielo. Ho solo la forza di dirle: grazie.
E cosi dopo l' incontro con i capi, ce ne torniamo al campo.
Subito arriva Ikenna che mi chiede come è andata.
"Tutto bene Ikenna. Tutto bene."
Vaglielo a dire che tutto il viaggio ho pensato a Shuli e a Luna. A quel cazzo di dubbio che ho in testa da aprile; é o non é mia figlia.
Ho pensato pure a Fede e ai ragazzi.
Mi sono sentito e mi sento in colpa per averla tradita.
Si, lei lo fa sempre. Ma siamo diversi. Io lo voglio, lei no.
Ikenna mi chiama.
"Mauro, sei su questo mondo? Ti sto parlando da due minuti e manco mi ascolti."
"Hai ragione ingegnere, scusami."
"Ingegnere!? Ma stai bene? Ti stavo dicendo che siamo di turno e la squadra non segue i miei ordini. Vogliono te."
"Ok, Ikenna. Mi cambio e arrivo. La squadra deve darti retta. Ora li striglio io."
Non ho chiamato Fede. Pazienza! Tra un po' di giorni torno a casa e ci vedremo.
Vado a lavoro. Parlo con la squadra o meglio, Ikenna traduce alla squadra le mie parole, e loro si scusano con il loro ingegnere.
Hanno capito di aver fatto una cazzata.
"Ikenna, cosa gli hai detto alla fine che erano tutti felici e sorridenti? "
"Gli ho detto che gli avresti fatto vedere il video di una puttana italiana."
Sorrido.
Eccolo la. Ora se non volevo mostrarglielo mi tocca per forza far vedere il video alla squadra.
Finiamo il turno e dopo una ricca colazione e quattro ore di sonno, mi sveglio.
Devo aspettare altre quattro ore per chiamare Fede.
Accendo il portatile nella speranza che internet funzioni. Voglio aprire la mia e la sua posta.
Chi lo sa che porcate ha fatto e con chi, ma soprattutto chi lo sa se ha scritto di nuovo o se ha cancellato tutto.
Ma poi perché cancella non comprendo.
Di spazio ne ha in abbondanza. Perché cancellare.
Non credo abbia scoperto che qualcuno legga la sua posta.
Apro la mia casella.
Rispondo ai vari messaggi dei miei figli. Con qualche difficoltà perché la linea é una merda, ma rispondo.
Poi scrivo a Fede raccontandole quasi tutto quello che ho fatto.
Poi leggo una strana mail.
Ma é di Wei.
'Caro Mauro. Shuli non vuole che io te la mostri, ma so che sarebbe felicissima di fartela vedere e tu saresti ancora più felice di vederla.
Ciao amico mio. Un abbraccio. Mi raccomando. É un segreto. '
Si sta piano piano aprendo un' immagine sullo schermo e quando é completa...
Oh mio Dio! É bellissima! É bellissima.
É la foto di Shuli che sta allattando la piccola Luna.
Luna ha il volto schiacciato intenta a succhiare il latte dal seno della mamma.
Shuli guarda Wei che sta scattando la foto.
Le ha fatto bene diventare mamma.
É più bella di prima.
Si sta aprendo un' altra immagine.
É Shuli con Luna in braccio.
É una bambina bellissima. I capelli e i lineamenti sono della mamma e gli occhi, gli occhi...
Oh cazzo! Sono verdi. Sono verdi.
Calma Mauro. Gli occhi dei bambini nel primo anno possono cambiare colore, non ti agitare.
Già, non ti agitare. Una parola. Questi sono verdi.
Però anche mia figlia li aveva verdi e poi sono cambiati in azzurro.
Certo che in questo momento, nella mia testa, uno più uno fa due.
La mamma e il papà sono orientali e lei come fa ad avere gli occhi verdi.
Io ho gli occhi verdi.
Non devo farmi pippe mentali. Fermati e smettila di pensare a cose che potrebbero essere non vere.
Scrivo a Wei.
'Amica mia, mi hai fatto il più bel regalo che potessi farmi. Tu sai tutto e so già che non me lo dirai mai perché Shuli non vorrebbe, ma fai capire loro che le amo immensamente. Tutte e due. Grazie. '
Rimango davanti allo schermo a guardare la foto.
Per alcuni tratti Luna, sembra mia figlia da piccola e rimango li a fissare l' immagine.
Per mia fortuna senti bussare alla porta e il rumore mi riporta su questa terra.
Apro la porta.
"Ciao Mauro."
"Ikenna! Ma in quanti siete?"
"Dodici. La voce si é un pochino allargata e hanno chiesto di poter vedere la puttana italiana. Hai possibilità di farlo ora?"
Non posso dirgli di no, anche se in realtà vorrei farlo, ma non ci riesco.
Li faccio entrare e sistemare seduti in terra. Questa angusta stanzetta sembra un pollaio.
Spero non incomincino a segarsi altrimenti rimettono l' intonaco alle pareti.
Sistemo il portatile davanti a loro e faccio partire il video.
E così il film scorre tra i vari epiteti rivolti a mia moglie che giustamente per loro è una puttana italiana.
Finito lo spettacolo, tutti mi ringraziano e con i vari rigonfiamenti nei pantaloni, corrono verso un luogo per potersi sfogare con il ricordo delle immagini di quello che hanno visto.
Sinceramente ho anche io una bella erezione, segno che mia moglie funziona ancora molto bene anche con me.
Mi manca!
Mi manca lei, i ragazzi. Mi manca Shuli e anche se non l' ho mai presa in braccio, mi manca la piccola Luna che ormai considero come una figlia.
Come una figlia!
Già! Come una figlia o lo é!
Solo Shuli sa la verità e forse Wei, ma credo sia meglio così.
Riapro la posta e vado un' altra volta a vedere le due foto che Wei mi ha inviato.
Chissà se le ha mandate pure a Fede.
Già, Fede.
Rammento quando mi incazzai con lei perché era rimasta incinta di un altro uomo e ora... ora forse io ho una bimba con un' altra donna.
Caro Mauro, questo deve farti riflettere sulle parole che le dicesti.
Mi sento un verme per come la trattai.
Bussano di nuovo alla porta. Chiudo il portatile e vado ad aprire.
"Maria!"
Un nuovo look. Tolte le treccine e con tutti i capelli arricciati sta veramente bene.
Mi saluta e mi dice che il capo vuole vedermi.
La ringrazio e se ne va.
Marika vuole vedermi. Spero non voglia fare sesso. Non mi va proprio.
In questo momento, dopo aver visto le foto, manco se nel letto ci fossero Lilly, Diana e Fede con l' aggiunta di Rose, credo mi si drizzerebbe.
Vado in ufficio.
C'è già Ikenna insieme a Marika.
"Dottoressa mi dica?"
"Sig Mauro, te e l' ingegnere andate per favore, a controllare in offshore cosa hanno combinato. C'è qualcosa che non va e gradirei andaste a vedere."
"Bene dottoressa."
"Sig Mauro, aspetti un attimo. Ingegnere lei vada che poi il sig Mauro la raggiunge."
Chiude la porta e...
"Mauro, mi fido ad occhi chiusi di te. Ikenna deve imparare e tu sei un ottimo mentore per lui anche perché credo abbia delle grandi capacità.
Tu presto andrai via, lui ed io rimarremo. Mi serve una persona di cui fidarmi e punto su di lui."
"Sei un bravo capo. Hai un buon occhio. Ti puoi fidare di Ikenna. Stai tranquilla Marika."
Esco dalla porta e Maria sta chiacchierando con Ikenna.
Ha uno sguardo particolare.
Uno sguardo di ragazza innamorata.
Ho capito: le piace Ikenna.
"Andiamo ingegnere. Andiamo a vedere che problema c'è ."
Mi volto verso Maria.
"Stasera o domani sera, potrai ballarci. Fallo senza timore."
"Ma... signor Mauro..."
"Maria, non prendermi in giro. Se ti vergogni glielo dico io."
Sorride e annuisce con la testa. Si avvicina a me e mi da un bacio sulla guancia.
Vado da Ikenna e partiamo in barca.
Lungo il tragitto...
"Ikenna, ti piace Maria."
"Mi piace Maria?! Mi chiedi se mi piace Maria?!
Mauro, mi piace si. Ma lei uno come me manco lo fila."
"Tu dici? Non ne sarei tanto sicuro se fossi in te.
Stasera o domani sera la prendi e la inviti a ballare. Fallo, ma non prenderla in giro. Fallo e basta."
"Mauro, scherzi?!"
"Assolutamente no! E non mi fare incazzare ragazzino."
Mi guarda impaurito.
Arriviamo. Risolviamo il problema con cinque ore di lavoro e dopo la cena, esco e mi metto ad osservare l' immensità dell' oceano.
Non é la mia scogliera, però mi rilassa e mi fa stare in pace con me stesso.
Torniamo al campo e dopo aver detto a Marika cosa era successo, torno in stanza a dormire.
Mmmhhh, manco oggi sono riuscito a chiamare Fede.
Le mando un messaggio e lei risponde di non preoccuparmi che é tutto ok.
No Fede, non é proprio ok. Ma deve esserlo per forza. Per tutti noi.
Stare qui, in questo momento, forse mi ha fatto bene.
Quandi torno a casa, ci parlo.
Le dico tutto quello che ho fatto e che non farò più.
Le dirò che se vuole lasciarmi e andarsene con un altro, può farlo.
Oppure che se vuole rimanere con me, ne sarei felice, ma basta col sesso promiscuo.
La voglio solo per me e soprattutto basta con le bugie.
Si, faccio cosi: torno, la porto fuori a cena. Magari da Angelo e le dico che so tutto.
Le dico di Angelo, di Luke e di tutto il resto.
Poi sta a lei decidere.
Se mi dicesse che quello che ho fatto non le é piaciuto e volesse lasciarmi, credo proprio che tornerei qui.
Non per Marika. Ne per Ikenna. Ma per me e per la gente che ho visto.
Con i ragazzi vedremo il da farsi.
É deciso.
Scorrono i giorni e arriva anche quello della partenza.
Ikenna, la squadra e tanti altri, vengono a salutarmi.
Vedo il mio ingegnere che tiene la mano di Maria.
"Grazie amico mio."
"Di nulla ingegnere."
Saluto tutti, salgo in auto e ci avviamo per queste dieci ore di tragitto.
Mentre stiamo per uscire dal campo...
Marika. Ferma l' auto.
"Te ne vai senza salutarmi?"
"Ho pensato non volessi vedermi."
Allunga una mano e io le porgo la mia.
Lei la prende e tirandomi verso di lei: "Fanculo, brutto stronzo".
Mi abbraccia.
"Mi mancherai, brutto stronzo e darò retta alle tue parole. Grazie Mauro e fai buon viaggio."
"Grazie Marika. Mi mancherai anche te. Ciao e fidati di Ikenna."
E finalmente dopo un viaggio estenuante tra auto e aereo, sono a Fiumicino.
All' uscita c'è Fede che mi aspetta.
"Amore mio, bentornato a casa."
Mi stringe abbracciandomi e mi bacia.
"Ciao piccola mia. Allora, cosa mi racconti? I ragazzi? Sono con i tuoi?"
"No! I ragazzi sono a casa nostra con i tuoi genitori.
Cosa ti racconto. Nulla di particolare. Ti vedo dimagrito."
"Non é che avessi tanta fame e... Fede! Mi sei mancata.
Mi sei mancata te e i ragazzi.
Non ho più voglia di lasciare casa, la mia famiglia per andare in trasferta. Non mi va più e non ho l' età."
"Ehi Mauro. Che ti sta succedendo? Sei sempre il mio Mauro? Quel tizio che gli piaceva andare fuori con Marco per imparare?"
"Ormai sono io che insegno e non voglio piu starti lontano.
Andiamo in auto. Sei con l' Audi?"
"No, con la mia. Cosi se vuoi dormire puoi farlo tranquillamente.
Però Mauro, io avrei pensato di stare oggi qui.
Stasera andiamo a cena io e te, da soli. Passiamo una splendida notte insieme e poi domani ripartiamo. Che ne pensi?"
"Non credo di avere indumenti adatti per una cena romantica."
"E tua moglie che ci sta a fare. Ho tutto io in macchina, non preoccuparti. Sempre se vuoi farlo?"
"Ho voglia di riabbracciare i ragazzi, ma se desideri fare quello che hai detto, per me non ci sono problemi."
"Io faccio quello che vuol fare mio marito. Se vuoi tornare a casa, torniamo. Se vuoi restare, restiamo. Scegli te?"
"Va bene, restiamo."
Tanto o qui o da Angelo cambia poco. Devo raccontarle tutto.
Decidiamo di andarcene alla casa del mare. Una bella doccia di coppia mi fa nuovamente tornare alla realtà e ricordarmi di quanto Fede sia brava col sesso.
Non ha il culo di Marika, ma mia moglie é una vera professionista e sa come far godere un uomo.
Chi lo sa quando le dirò di smettere con tutto come la prenderà.
Chi lo sa se mi dirà che non ci sta e mi sfancula.
Chi lo sa, se ci lasciassimo, come la prenderebbero i nostri figli.
Chi lo sa se Luna é mia figlia.
CI sono troppi chi lo sa e comincia ad essere complicato vivere in questa maniera.
Mi sto rendendo conto che la mia stabilità interiore comincia a vacillare.
Comincio a vestirmi col pensiero di non sapere se torneremo insieme dalla cena o ognuno per conto proprio.
Andiamo verso Fiumicino a cena.
In un bel ristorante con vista sul mare.
E una volta seduti...
Continua...
Vado ad aprire la porta.
"Ciao Ikenna."
"Mauro, hanno trovato i sabotatori e li hanno arrestati. Avevi ragione te. Stavano allentando tre bulloni su una flangia di tenuta che non avrebbe retto alla pressione e si sarebbe spaccata. Chissà perché lo hanno fatto? "
"Ikenna, guardati intorno. Ti chiedi perché lo hanno fatto. Dovresti capirlo da solo. Tanta ricchezza e tanta povertà.
Chi lo ha fatto non ha tutti i torti. "
"Hai ragione Mauro."
"Entra, non stare fuori."
Ikenna entra nella stanzetta.
Davanti a noi il portatile con lo schermo abbassato e nel mio cervello ecco la voglia di mostrarla.
Ma cazzo! Non ho resistito, nonostante abbia scopato, neanche mezz' ora.
E ora! Mica posso dirgli vuoi vedere la mia amica.
"Ikenna, cosa posso offrirti? Ho poca roba, l' ho data quasi tutta a Rose, ma se vuoi, andiamo allo spaccio. Dovrei anche parlare con Zaynab."
"Non voglio nulla, grazie Mauro. Parlare con Zaynab, eeehhhhh!
Ti è piaciuta Rose. Wawawo! Almeno hai scopato e io mi sego con la fantasia. Mauro, ma non é che potresti darmi un anticipo della tua amica?"
Ecco, perfetto! Io ci provo, ma sembra che il destino non voglia aiutarmi.
"Ahahah! Ok, Ikenna."
Accendo il portatile e dopo aver atteso la sua inizializzazione apro la cartella con il video e lo faccio partire.
"Mettiti seduto Ikenna. Io esco per farti fare quello che vuoi senza di me presente. "
"No, non preoccuparti. Da piccoli ci si segava in gruppo e non mi crei affatto problemi."
All' inizio del video c'è lo spogliarello, poi la sua presentazione e continuando, le scopate con Pascal e Jelami.
Appena Ikenna li vede: "Ehi, sta scopando con due miei fratelli. Ma questa è più puttana di una puttana. Se vengo in Italia mi devi dire dove la trovo che la voglio sfondare. "
Si cala il pantaloncino e comincia a menarselo.
Gli occhi mi vanno sul suo affare.
Cazzo! Ha detto di averlo normale, ma secondo me non lo e.
Non é dritto e teso come il mio, ma di sicuro é più lungo e grosso.
Anzi, secondo me é pure leggermente più lungo di quello di Rocco.
Continua il suo momento di piacere continuando a menarselo.
"Mauro, scusami, hai qualcosa per... "
Gli allungo un fazzolettino e mentre Fede lo prende in culo da Jelami, Ikenna riempe il kleenex di sborra.
"Porca puttana che donna porca. É fantastica! Mauro se vengo in Italia, me la devi far conoscere. Quello che costa costa. A voi piacciono le nere, a me le bianche anche se lei, abbronzata com' è , é piu nera che bianca. "
"Ahahah! Ok Ikenna."
"Dobbiamo farla vedere alla squadra. Posso parlargliene? "
Rammento le parole di Fede: così potrai mostrarmi a chi vuoi.
"Certo che puoi."
Ormai il dado é tratto. Ikenna l' ha vista e se vogliono, li porto al cinema, mostrandola a tutta la squadra.
E non ho dubbi sul fatto di essere un vero maiale.
É la realtà . Sono un porco a cui piace mostrare e veder scopare la moglie con altri.
Mi volto verso Ikenna che si sta sistemando.
"Ikenna scusa, mi hai detto di essere normale, ma a me non sembra.
Purtroppo non ho potuto fare a meno di vedere il tuo coso e devo dire che stai messo bene. Sicuramente meglio di me."
"Ahahah! Mauro io sono normale rispetto a quelli che conosco, ma ti posso garantire che alcuni miei amici sono più dotati di me.
Ma é anche vero il fatto che alcuni non hanno una proboscide in mezzo le gambe.
Io mi difendo bene e se mi trovo una porca così, stai pur certo, che te la apro.
Se venissi in Italia me la devi far conoscere. Voglio passarci una notte intera. Costi quel che costi."
"Ah, ecco! Quindi tra i tuoi amici ci sono quelli con meno dotazione e quelli con piu e tu consideri normali quelli che ce l' hanno come te.
Menomale! Pensa quelli non normali cosa hanno. "
"Ahahahah! Hai capito perché in Italia non avevo problemi per scopare? Dovevi vedere.
Mi ero fatto un giro di studentesse e di mamme non male.
Tutto gratis. Ma qui cambia tutto. Bisogna pagare e io i soldi devo metterli da parte."
"E ti credo Ikenna. Le italiane sono delle vere maiale. La mia amica farebbe carte false per giocare con te. Peccato sia di Roma e da me ci viene raramente. "
"É di Roma?! Ma é fantastico. Spesso la società mi chiama in sede. Se mi facessi chiamare potrei incontrarla."
Ecco, ho fatto una cazzata. Volevo eliminare la possibilità dell' incontro e invece ho fatto l' opposto.
"eheheh! Ormai hai visto quanto é porca e non vedi l' ora di fotterla, confessa? "
"Già. E sai cosa penso? Che secondo me anche il boss deve essere una maiala incredibile. Te la scoperesti Mauro?"
"Si, molto volentieri. Ha quella boccuccia da pompinara e quel culone da sfondare.
Si Ikenna, me la scoperei all' istante."
"Pure io Mauro, pure io."
"Ok. Chiamo mia moglie."
Ikenna mi ringrazia e salutandomi se ne va.
"Ciao Fede."
"Ciao Mauro. Come va?"
"Tutto bene, grazie. Allora sono venuti tutti ad Ancona?"
"No Mauro. Siamo noi a Roma. La piccola di Stefy ha la febbre e abbiamo cambiato programmi."
"Ah, cavolo. Mi spiace."
"Vabbè, poco male. I ragazzi si stanno divertendo lo stesso. Sono andati al cinema e poi stanno chi col fidanzato e chi con la fidanzata."
"Fidanzato o fidanzata! Ma perché é ufficiale? "
"No! Sto scherzando, però magari fosse."
"Ah, mi sembrava. E tu? Tu cosa fai?"
"Non so! La mia amica m' ha detto se andavamo a ballare, ma non è che a me vada tanto."
"Magari andando a ballare con questa tua amica che ancora devi farmi conoscere, potresti spengere l' incendio che hai in mezzo alle gambe."
"Mauro, per favore! Sto facendo una fatica terribile a stare buona e tu... tu cosa fai. Mi inciti a cornificarti."
"Ahahah! Ora vienimi a dire che sei stata buona in questo periodo?"
"Si Mauro. Ho fatto solo un paio di bocchini a Stefano."
"Aaahhh! Lo vedi allora che tanto brava non sei stata. "
"Mauro, non ce l' ho fatta. Mi sono consolata cosi.
Il primo a scuola. Gli ho detto che l' aspettavo sotto, nel locale caldaie.
E il secondo quando siamo usciti dalla palestra, nella sua auto."
"Fede, però così dai adito a chi frequenta la palestra che tu hai una tresca con Stefano."
"Mauro, tanto lo dicono lo stesso."
"Stai sbagliando, secondo me. Bussano alla porta. Fede, ti saluto."
"Ok Mauro. Ciao tesoro."
Apro la porta.
Ikenna con un militare.
"Mauro il capo vuole parlarci. Dobbiamo andare nel suo studio."
Andiamo verso quella specie di container stanza che fa da studio, dove poco prima avevo consumato con la boss un venti minuti di sesso, sverginandole il culo.
Entriamo.
"Salve, c'è una festa?"
Un bel po' di persone sono all' interno e dopo la mia battuta qualche risata vola in aria.
"Le va di scherzare?"
"No capo. E che ho visto tutti qui riuniti e ho pensato a qualcosa di piacevole."
Marika mi guarda e sorride.
A me, la prima cosa che mi balza agli occhi, sono i capezzoli che sotto la camicetta sembrano bucare la stoffa.
Ikenna mi da una gomitata.
Nel trambusto di prima non deve aver fatto in tempo a mettersi il reggiseno e sono convinto che non porta niente neanche sotto.
Non può essere andata nella sua stanza a prenderne un altro paio.
Il capo parla dicendo a tutti che il sabotatore é stato catturato e che domani, lei insieme ad uno di noi, andra' a............ per parlare con alcuni dirigenti.
E certo. I poverini non ce la fanno a venire loro. Troppo stanchi per farlo. Speriamo non dica a me di andare.
Cazzo, dieci ore di macchina non le voglio fare.
Si porterà sicuramente un ingegnere.
E dopo tutto il solito discorso di ringraziamenti e cazzi vari, finalmente...
"Bene! La riunione é finita e visto che abbiamo trovato il responsabile grazie alle sue indicazioni, sig Mauro, lei domani verrà con me."
Marika mi guarda. Ha un' espressione strana.
Ho il presentimento di aver tolto le catene ad un' affamata di sesso.
"Dottoressa, per me dieci ore di auto sono troppe. Preferirei stare qui a lavorare, se non le spiace? "
"Si, mi spiace! Viene con me e andiamo in elicottero."
"Come desidera. "
Vabbè, in elicottero si può fare. Se dovevamo andare in auto se lo poteva scordare.
"Bene! Signori, voi potete andare. Lei sig Mauro, rimanga che dobbiamo chiarite alcune cose."
Una volta soli...
"Hai vinto! Sarai contento. Ok per la bocca. Ti do pure il culo però... non sempre. Se ti sta bene così, ti faccio lavorare di meno e scopare di più.
Allora, ti va?"
"Marika, io credo che..."
"Non dirmi che abbiamo sbagliato? Che quello che è successo è stato un errore.
Ormai mi hai fatto..."
"Se mi fai finire. Volevo dirti che a me il tuo culo piace e vorrei sempre averlo a mia disposizione.
Un culo come il tuo deve essere sempre visitato.
Il culo per me é fondamentale. Mi spiace, ma il culo mi piace e lo voglio sempre e non solo quando ti fa comodo.
Devo incularti quando voglio io e non quando vuoi te.
Decidi? "
La vedo pensierosa e poi...
"E va bene, cazzo! Avrai anche il culo a tuo piacimento.
Ma guarda te. Non l' ho dato ai miei mariti e lo vado a dare ad un...............
Però, un signor.............."
Si avvicina a me cominciando a sbottonarmi la camicia.
"Marika non credo sia il caso. Potrebbe entrare qualcuno.
Eppoi tra il tuo regalo e te, sono un po' scarico."
"Scarico?"
Si abbassa il pantalone.
Sta senza mutanda.
Non ha fatto in tempo a prenderne un' altra e di certo non l' ha in ufficio.
Si abbassa, inginocchiandosi davanti a me, e con le mani me lo tira fuori.
Bussano alla porta.
Subito Marika.
"Oh cazzo! Un attimo, un attimo."
Faccio in tempo a rimetterlo dentro e lei a tirarsi su i pantaloni.
"Avanti. Allora, ha capito sig Mauro? "
"Si dottoressa, ho capito."
"Perfetto. Ora vada a dormire. Domattina si parte alle 6.00."
"Ok, buonanotte dottoressa."
Menomale. Un' altra scopata non mi andava proprio.
Mi arriva un sms.
É di Fede.
'Siamo andate a ballare. Ciao amore.'
É andata a ballare. Vabbè. Lei dice che é andata a ballare. Sarà vero?
Vado a dormire. Almeno quattro ore di sonno devo farmele, altrimenti é tosta.
Arrivo in questa specie di casupola e entro. Sembra più un container, ma tanto una decina di giorni e poi si torna a casa.
Provo a dormire, ma alle 4.30 apro gli occhi.
Che palle!
Mi do una lavata e aspetto le 5.50 dirigendomi verso l' eliporto.
Marika é già li che mi aspetta.
Ci salutiamo e partiamo.
Dopo due ore e mezza di volo arriviamo.
Ci portano con un' auto in albergo.
"Bene dottoressa, quando andiamo a parlare con i dirigenti? In mattinata? "
"Chiamami Marika ora. Quali dirigenti in mattinata?
Questa mattina tu mi fai godere."
Oh cazzo. Si é inventata tutto. Vuole solo scopare.
Mi avvicino a lei e comincio a slacciarle la camicetta. Le sfilo la gonna e ha un perizomino rosso.
Prendo i bordi e mentre sto per sfilarglielo, lei...
"No, strappalo! Togliemelo con violenza."
Eccola, un' altra troia.
Lo prendo e glielo strappo via.
Lei ha un leggero sussulto.
Non ha reggiseno.
Belle tette. Finte, ma belle. Me la avvicino e le strapazzo per bene le natiche con le mie manone.
Si toglie le scarpe e la porto sul letto facendola mettere a pecora.
E con la vista di queste chiappone, mi tuffo a leccarle la fica.
Continuo la mia opera con la lingua con lei che ansima ed ad un certo punto...
"Sssiii! Siiiii! Oh cazzo, come lecchi bene. Cosi, bravo, bravo siiii, si si si oooohhhhhh siiiiiii cazzo. Cazzo!"
Si butta in avanti sentendo il suo respiro affannato che piano piano tende a scemare.
"Oh cavolo! Credo di aver bagnato il letto."
"Credi? Sei fradicia. Ti è piaciuto?"
"Si, ma voglio scopare. Mi serve il tuo cazzo."
Mi tolgo il pantalone, la camicia e la mutanda.
Lei si alza e strofinando la sua mano sul mio pene...
"Wow! Sei durissimo."
"Prendimelo in bocca Marika."
Comincia a succhiare e dopo un paio di minuti...
"Basta ora. Dammi un preservativo."
"Oh cazzo. Non li ho. Tu li hai?"
"Se me lo avessi detto, li avrei portati, ma non mi hai detto che dovevamo scopare.
Io non ho problemi e spero anche te.
Tanto ormai io te l' ho leccata e tu anche a me hai fatto un bocchino.
L' unico rischio è che potresti rimanere incinta? "
"Incinta! Impossibile. Sono andata in menopausa tre anni fa e non posso rimanere incinta."
"E allora che aspettiamo?"
Mi getto sopra di lei che a cosce aperte attende l' ingresso del mio cazzo nella sua vulva.
Entro, cominciando a scoparla e sul suo volto uno sguardo di soddisfazione la illumina.
Non é Rose, ma anche Marika non é male affatto.
É una bella milfona che si fa chiavare tranquillamente, intervallando bocchini a smorzacandela e prese alla pecorina.
Non sono ancora entrato nel culo. Ora non voglio. Questo suo buco me lo conservo per dopo.
Le afferro il seno e con le tre o quattro ultime botte che le do, le vengo dentro.
Penso a Fede. A queste corna che le sto mettendo con il mio capo, ma tanto sono sicuro che lei si é fatta chiavare da qualche fortunato di turno.
"Mauro!"
"Si Marika."
"Ooohh, cazzo! Mi hai sfondata.
Credevo entrassi anche di dietro e invece non lo hai fatto. Perché?"
"Non credere che te la passi liscia. Il tuo culo mi piace tanto e non chiederò il permesso di sicuro per entrarci."
"No no. Ti ho detto che te lo do, ma non capisco perché non lo hai preso subito?"
"Solo perché ho visto che ti piaceva essere posseduta in questa maniera. Hai goduto tre volte e a meno che tu non abbia fatto finta, la cosa penso proprio ti sia piaciuta."
"Con la fame di sesso che ho, mi è piaciuta si.
Di tre mariti, forse solo il secondo era soddisfacente e con te, non lo so, é stato come un fulmine a ciel sereno."
"Marika, non innamorarti. Io sono sposato e con figli. In più tra pochi giorni parto, quindi non metterti strane ideee in testa perché io non posso proprio..."
"Ma stai tranquillo, sciocchino. Voglio solo un po' di sesso e niente altro. A 54 anni non voglio di certo nuovamente fare pazzie per un uomo. Voglio solo divertirmi un poco prima che tu riparta. "
"Non ti comprendo vuoi divertirti con un uomo. Nell' ambiente dove lavori di uomini ce ne sono e penso che farebbero carte false per scoparsi il capo."
"Si, lo penso anche io, se non fosse per il fatto che mi hanno spedito qui da poco. Prima ero in un comodo ufficio di Roma e poi, improvvisamente, mi hanno buttato qua.
Il problema è che di uomini ce ne sono, ma non del colore che a me piace."
"Sei razzista?"
"No no! É che non mi piace farmi scopare da un negro."
"Se non hai mai provato, come fai a dirlo."
"Vabbè, ora non ci penso proprio."
Scende con la sua testa leccandomi il ventre e piano piano sento la sua lingua giocare con il mio glande, sbaciucchiando e succhiando senza l' uso delle mani, tutta l' asta.
Poi sento le sue labbra sulla cappella e aspirandola, la fa entrare in bocca, iniziando un pompino.
Mi osserva mentre mi fa il bocchino e non é male proprio il boss come pompinara, anzi devo dire che ci sa fare.
Ci sa fare talmente tanto che nel giro di poco tempo sono nuovamente in erezione.
"Ti piace la mia bocca. Bene! Ricordo ancora come si fa. Sei bello che in tiro e suppongo che tu voglia il mio didietro?"
"Hai supposto bene. Anzi, più che supposto, vorei metterti una supposta di carne."
"Ahahah!"
Si alza dal letto e va verso la poltroncina dove é la sua borsetta, la apre e ne tira fuori un flaconcino.
"Cosa hai preso Marika? "
"L' altra volta sei entrato con un bel po' di violenza.
Stavolta non mi inculi o meglio mi inculi, ma salvaguardando il mio culo.
É olio di vaselina."
"E dove hai trovato l' olio di vaselina qui?"
"Zaynab ti trova tutto."
Si avvicina a me e comincia a massaggiarmi il cazzo con la mano piena di vaselina.
"Marika, non sporchiamo tutto cosi?"
"Meglio il lenzuolo un po' macchiato che sentire dolore al mio buco. Tu e questa cazzo di voglia del culo."
"Colpa tua. Hai visto che culo hai? Dai, girati e mettiti a pecorina. Ti ungo il buchino e poi dimmi che non ti piace? "
Si volta e posizionandosi a gattoni sembra pronta a ricevere la sua punizione.
Le ungo con un po' di olio la rosa anale infilandoci prima un dito, poi due e il terzo entra tranquillo.
Poggio il flacone sul comodino li affianco e metto la mia cappella poggiata su questo buchetto quasi vergine.
"Fai piano, fai piano! Aahhh, pianooo! "
Fai piano. Inculare il mio capo credo che sia stata la più grande soddisfazione lavorativa che io abbia mai avuto.
Poi, incularla con una certa violenza e sentirla strillare dal dolore ancora di più.
Spingo leggermente di più e la sua rosa anale comincia a dilatarsi facendo entrare piano piano la mia cappella.
"Fai piano, piano, entra piano, Mauro."
"Dai, sono quasi dentro. Che cazzo di culo che hai. "
Forzo un pochino ed entro. Lei da un piccolo sussulto.
"Una volta eri vergine, ora non più. Dovresti essere contenta di questo?"
"Non dire cazzate. Sei dentro, ti sento. Oohhh! Finisci veloce. Aaahh! "
Non sono tutto dentro. Mi sono fermato a metà. Fai veloce. Mi dice di essere veloce. Spero proprio di no.
Le blocco i fianchi e la inculo di botto entrandole tutto dentro.
"Aaahhhh! Stronzooo! Ti avevo detto di far piano."
"E ho fatto piano. Hai un gran bel culone. Mi piace troppo per non entrarti così dentro.
Se vuoi lo tolgo?"
"Non fare lo stronzi. Ora sei dentro. Dai, inculami, inculami! "
Che puttana pure questa. Prima no! Nel culo no! Poi ti prega per incularla.
Continuo ad incularmi Marika con notevole piacere.
Ha veramente un gran bel culo e a me piace.
Mi piace talmente tanto che sto per venire ma non si può.
Rallento e cerco di controllarmi. Non ci riesco e allora riparto a 200 all' ora e le scarico quel poco di liquido prodotto nel lasso di tempo che sono stato a riposo.
Cazzo! Volevo incularla afferrandole le bocce, ma stavolta é andata cosi.
Rimango dentro, massaggiandole e accarezzandole le natiche fino a quando...
"Mauro, hai finito?"
"Si Marika, grazie. Hai un culo da favola, almeno per i miei gusti. Bello stretto. Si sente che é... no, scusami, non volevo."
"Di cosa vuoi scusarti. Mi hai praticamente sverginata te a quest' età e tutto sommato poi non é poi cosi malaccio. Forse sono stata troppo cattiva con i miei precedenti uomini, ma ormai quel che é fatto é fatto.
Vado a lavarmi."
"Ok Marika. Se vuoi ci facciamo una doccia insieme?"
"No, grazie. Preferisco da sola."
Mmhhh! Al boss non piace essere chiavata in culo, allora perché me lo ha fatto fare.
Per farmi contento!
Però ha detto pure che non gli è spiaciuto.
Guardo il soffitto della stanza e il mio pensiero va a Fede.
Mi sento un poco in colpa per averla cornificata anche se lei lo ha fatto spesso e credo non gliene sia fregato mai nulla di averlo fatto, anzi.
Io invece, un po' di pentimento dopo ce l' ho. Ma solo dopo il coito.
Che palle! Sono un coglione.
Mi ha dato 4 condom come se fosse un autorizzazione a scopare e...
Un momento...
E se me li avesse dati proprio per vedere se io la tradissi.
Nooo! Non credo.
Vuole proprio che io vada a letto con altre donne per la sua gelosia.
Ma se cosi fosse perché con Lilly...
Non ci sto capendo un cazzo ed entrare dentro i neuroni di mia moglie per me é impossibile.
Mi mangio una banana mentre Marika esce dal bagno.
"Mauro vatti a lavare che dobbiamo andare dai nostri capi."
"Capi?! Ma scusa, non mi avevi detto che eravamo qui solo per noi?"
"Scherzavo e stasera tu vai in camera tua a dormire che domattina ripartiamo alle 5.00 per tornare al campo."
La guardo perplesso, poi: "Ok, boss".
"Mauro, fanculo te e questo cazzo di boss.
Quando siamo soli, Marika. Se ci sono gli altri, dottoressa."
"Va bene Marika. C'è qualcosa che non va?"
"No! Ora no, ma credo sia meglio finirla qui."
"Come desideru. Se tu vuoi così, così sia."
Mi guarda meravigliata, poi...
"Rinunci cosi facilmente ad un culo come il mio?"
"Hai detto bene: il culo é tuo e lo usi come vuoi. Non posso obbligarti a fare una cosa che non vuoi, anche se la prima volta l' ho fatto e ti chiedo scusa, ma un culo come il tuo, perdonami, é un invito a nozze per me. Se vuoi che la storia finisca, forse è meglio farlo subito e penso che tu abbia ragione.
É stato bello, ma basta così.
Tra pochi giorni io parto e tu rimarrai nuovamente la solita fredda dottoressa, la donna che incute timore a tutti i suoi sottoposto.
Pensare che, come donna, qui ne avresti per divertirti.
Solo che dovresti pensare ogni tanto a Marika e non sempre alla dottoressa a caccia di promozioni.
Marika, ricorda: la vita é breve e quando ti renderai conto che sta finendo, ti pentirai di quello che non hai voluto o potuto fare.
Vado a docciarmi."
Mentre mi avvio verso il bagno, mi guarda come se volesse dirmi che forse ho ragione.
So già che non lo farà mai. Troppo orgogliosa per dirmelo, ma non mi interessa.
Ho inculato il mio capo e l' ho fatto per ben due volte e con il culo che ha é stato bello.
Finisco la doccia, mi asciugo e esco dal bagno.
Marika é ancora nuda sulla poltrona.
Due lacrime le scendono dagli occhi.
"Marika, cosa hai fatto?"
"Hai ragione Mauro, hai ragione. Io e questo maledetto lavoro, la carriera. Dopo le tue parole sono tornata indietro nel tempo e mi sono vista mamma, con due bambini.
Bambini che ormai non potrò più avere.
Hai perfettamente ragione."
Mi avvicino a lei e l' abbraccio stringendola a me.
"Scusami, non volevo dirti quelle parole. Sono uscite senza volerlo.
Dai, vestiti. Andiamo a mangiare qualcosa e poi incontriamo i capi.
Dopo, credo non abbia senso rimanere anche stanotte. Una volta fatto l' incontro, ce ne torniamo al campo."
"No! Rimaniamo qui stanotte. Ha molto senso. Le tue parole mi hanno colpito.
Voglio passare la notte insieme a te."
"Guarda che io non sono più tanto carico."
"Non é per quello. Voglio sentire l' affetto di un uomo nel letto, vicino a me. Un uomo che mi abbracci. Almeno stanotte. Un ultima notte d' amore."
Sto andando a prendere un' arancia e a queste parole mi blocco.
No! No no no no no! Mi era quasi passata cazzo! Noooo!
Shuli! Perché cazzo, perché!
Un' ultima notte d' amore.
Ho un forte magone. La nostalgia, amplificata da Luna, invade nuovamente il mio corpo e la testa torna sulla canzone della mia amata bambolina orientale.
"Mauro. Mauro, cos' hai? Mauro!"
"Niente! Scusami. Un ricordo. Uno stupendo ricordo mi è tornato in testa e non so..."
"Non sono stupida Mauro. Ho capito. Stai pensando a tua moglie. Va bene. Facciamo l' incontro e torniamo al campo."
No Marika. Non sto pensando a Fede, ma non posso dirglielo. Ho solo la forza di dirle: grazie.
E cosi dopo l' incontro con i capi, ce ne torniamo al campo.
Subito arriva Ikenna che mi chiede come è andata.
"Tutto bene Ikenna. Tutto bene."
Vaglielo a dire che tutto il viaggio ho pensato a Shuli e a Luna. A quel cazzo di dubbio che ho in testa da aprile; é o non é mia figlia.
Ho pensato pure a Fede e ai ragazzi.
Mi sono sentito e mi sento in colpa per averla tradita.
Si, lei lo fa sempre. Ma siamo diversi. Io lo voglio, lei no.
Ikenna mi chiama.
"Mauro, sei su questo mondo? Ti sto parlando da due minuti e manco mi ascolti."
"Hai ragione ingegnere, scusami."
"Ingegnere!? Ma stai bene? Ti stavo dicendo che siamo di turno e la squadra non segue i miei ordini. Vogliono te."
"Ok, Ikenna. Mi cambio e arrivo. La squadra deve darti retta. Ora li striglio io."
Non ho chiamato Fede. Pazienza! Tra un po' di giorni torno a casa e ci vedremo.
Vado a lavoro. Parlo con la squadra o meglio, Ikenna traduce alla squadra le mie parole, e loro si scusano con il loro ingegnere.
Hanno capito di aver fatto una cazzata.
"Ikenna, cosa gli hai detto alla fine che erano tutti felici e sorridenti? "
"Gli ho detto che gli avresti fatto vedere il video di una puttana italiana."
Sorrido.
Eccolo la. Ora se non volevo mostrarglielo mi tocca per forza far vedere il video alla squadra.
Finiamo il turno e dopo una ricca colazione e quattro ore di sonno, mi sveglio.
Devo aspettare altre quattro ore per chiamare Fede.
Accendo il portatile nella speranza che internet funzioni. Voglio aprire la mia e la sua posta.
Chi lo sa che porcate ha fatto e con chi, ma soprattutto chi lo sa se ha scritto di nuovo o se ha cancellato tutto.
Ma poi perché cancella non comprendo.
Di spazio ne ha in abbondanza. Perché cancellare.
Non credo abbia scoperto che qualcuno legga la sua posta.
Apro la mia casella.
Rispondo ai vari messaggi dei miei figli. Con qualche difficoltà perché la linea é una merda, ma rispondo.
Poi scrivo a Fede raccontandole quasi tutto quello che ho fatto.
Poi leggo una strana mail.
Ma é di Wei.
'Caro Mauro. Shuli non vuole che io te la mostri, ma so che sarebbe felicissima di fartela vedere e tu saresti ancora più felice di vederla.
Ciao amico mio. Un abbraccio. Mi raccomando. É un segreto. '
Si sta piano piano aprendo un' immagine sullo schermo e quando é completa...
Oh mio Dio! É bellissima! É bellissima.
É la foto di Shuli che sta allattando la piccola Luna.
Luna ha il volto schiacciato intenta a succhiare il latte dal seno della mamma.
Shuli guarda Wei che sta scattando la foto.
Le ha fatto bene diventare mamma.
É più bella di prima.
Si sta aprendo un' altra immagine.
É Shuli con Luna in braccio.
É una bambina bellissima. I capelli e i lineamenti sono della mamma e gli occhi, gli occhi...
Oh cazzo! Sono verdi. Sono verdi.
Calma Mauro. Gli occhi dei bambini nel primo anno possono cambiare colore, non ti agitare.
Già, non ti agitare. Una parola. Questi sono verdi.
Però anche mia figlia li aveva verdi e poi sono cambiati in azzurro.
Certo che in questo momento, nella mia testa, uno più uno fa due.
La mamma e il papà sono orientali e lei come fa ad avere gli occhi verdi.
Io ho gli occhi verdi.
Non devo farmi pippe mentali. Fermati e smettila di pensare a cose che potrebbero essere non vere.
Scrivo a Wei.
'Amica mia, mi hai fatto il più bel regalo che potessi farmi. Tu sai tutto e so già che non me lo dirai mai perché Shuli non vorrebbe, ma fai capire loro che le amo immensamente. Tutte e due. Grazie. '
Rimango davanti allo schermo a guardare la foto.
Per alcuni tratti Luna, sembra mia figlia da piccola e rimango li a fissare l' immagine.
Per mia fortuna senti bussare alla porta e il rumore mi riporta su questa terra.
Apro la porta.
"Ciao Mauro."
"Ikenna! Ma in quanti siete?"
"Dodici. La voce si é un pochino allargata e hanno chiesto di poter vedere la puttana italiana. Hai possibilità di farlo ora?"
Non posso dirgli di no, anche se in realtà vorrei farlo, ma non ci riesco.
Li faccio entrare e sistemare seduti in terra. Questa angusta stanzetta sembra un pollaio.
Spero non incomincino a segarsi altrimenti rimettono l' intonaco alle pareti.
Sistemo il portatile davanti a loro e faccio partire il video.
E così il film scorre tra i vari epiteti rivolti a mia moglie che giustamente per loro è una puttana italiana.
Finito lo spettacolo, tutti mi ringraziano e con i vari rigonfiamenti nei pantaloni, corrono verso un luogo per potersi sfogare con il ricordo delle immagini di quello che hanno visto.
Sinceramente ho anche io una bella erezione, segno che mia moglie funziona ancora molto bene anche con me.
Mi manca!
Mi manca lei, i ragazzi. Mi manca Shuli e anche se non l' ho mai presa in braccio, mi manca la piccola Luna che ormai considero come una figlia.
Come una figlia!
Già! Come una figlia o lo é!
Solo Shuli sa la verità e forse Wei, ma credo sia meglio così.
Riapro la posta e vado un' altra volta a vedere le due foto che Wei mi ha inviato.
Chissà se le ha mandate pure a Fede.
Già, Fede.
Rammento quando mi incazzai con lei perché era rimasta incinta di un altro uomo e ora... ora forse io ho una bimba con un' altra donna.
Caro Mauro, questo deve farti riflettere sulle parole che le dicesti.
Mi sento un verme per come la trattai.
Bussano di nuovo alla porta. Chiudo il portatile e vado ad aprire.
"Maria!"
Un nuovo look. Tolte le treccine e con tutti i capelli arricciati sta veramente bene.
Mi saluta e mi dice che il capo vuole vedermi.
La ringrazio e se ne va.
Marika vuole vedermi. Spero non voglia fare sesso. Non mi va proprio.
In questo momento, dopo aver visto le foto, manco se nel letto ci fossero Lilly, Diana e Fede con l' aggiunta di Rose, credo mi si drizzerebbe.
Vado in ufficio.
C'è già Ikenna insieme a Marika.
"Dottoressa mi dica?"
"Sig Mauro, te e l' ingegnere andate per favore, a controllare in offshore cosa hanno combinato. C'è qualcosa che non va e gradirei andaste a vedere."
"Bene dottoressa."
"Sig Mauro, aspetti un attimo. Ingegnere lei vada che poi il sig Mauro la raggiunge."
Chiude la porta e...
"Mauro, mi fido ad occhi chiusi di te. Ikenna deve imparare e tu sei un ottimo mentore per lui anche perché credo abbia delle grandi capacità.
Tu presto andrai via, lui ed io rimarremo. Mi serve una persona di cui fidarmi e punto su di lui."
"Sei un bravo capo. Hai un buon occhio. Ti puoi fidare di Ikenna. Stai tranquilla Marika."
Esco dalla porta e Maria sta chiacchierando con Ikenna.
Ha uno sguardo particolare.
Uno sguardo di ragazza innamorata.
Ho capito: le piace Ikenna.
"Andiamo ingegnere. Andiamo a vedere che problema c'è ."
Mi volto verso Maria.
"Stasera o domani sera, potrai ballarci. Fallo senza timore."
"Ma... signor Mauro..."
"Maria, non prendermi in giro. Se ti vergogni glielo dico io."
Sorride e annuisce con la testa. Si avvicina a me e mi da un bacio sulla guancia.
Vado da Ikenna e partiamo in barca.
Lungo il tragitto...
"Ikenna, ti piace Maria."
"Mi piace Maria?! Mi chiedi se mi piace Maria?!
Mauro, mi piace si. Ma lei uno come me manco lo fila."
"Tu dici? Non ne sarei tanto sicuro se fossi in te.
Stasera o domani sera la prendi e la inviti a ballare. Fallo, ma non prenderla in giro. Fallo e basta."
"Mauro, scherzi?!"
"Assolutamente no! E non mi fare incazzare ragazzino."
Mi guarda impaurito.
Arriviamo. Risolviamo il problema con cinque ore di lavoro e dopo la cena, esco e mi metto ad osservare l' immensità dell' oceano.
Non é la mia scogliera, però mi rilassa e mi fa stare in pace con me stesso.
Torniamo al campo e dopo aver detto a Marika cosa era successo, torno in stanza a dormire.
Mmmhhh, manco oggi sono riuscito a chiamare Fede.
Le mando un messaggio e lei risponde di non preoccuparmi che é tutto ok.
No Fede, non é proprio ok. Ma deve esserlo per forza. Per tutti noi.
Stare qui, in questo momento, forse mi ha fatto bene.
Quandi torno a casa, ci parlo.
Le dico tutto quello che ho fatto e che non farò più.
Le dirò che se vuole lasciarmi e andarsene con un altro, può farlo.
Oppure che se vuole rimanere con me, ne sarei felice, ma basta col sesso promiscuo.
La voglio solo per me e soprattutto basta con le bugie.
Si, faccio cosi: torno, la porto fuori a cena. Magari da Angelo e le dico che so tutto.
Le dico di Angelo, di Luke e di tutto il resto.
Poi sta a lei decidere.
Se mi dicesse che quello che ho fatto non le é piaciuto e volesse lasciarmi, credo proprio che tornerei qui.
Non per Marika. Ne per Ikenna. Ma per me e per la gente che ho visto.
Con i ragazzi vedremo il da farsi.
É deciso.
Scorrono i giorni e arriva anche quello della partenza.
Ikenna, la squadra e tanti altri, vengono a salutarmi.
Vedo il mio ingegnere che tiene la mano di Maria.
"Grazie amico mio."
"Di nulla ingegnere."
Saluto tutti, salgo in auto e ci avviamo per queste dieci ore di tragitto.
Mentre stiamo per uscire dal campo...
Marika. Ferma l' auto.
"Te ne vai senza salutarmi?"
"Ho pensato non volessi vedermi."
Allunga una mano e io le porgo la mia.
Lei la prende e tirandomi verso di lei: "Fanculo, brutto stronzo".
Mi abbraccia.
"Mi mancherai, brutto stronzo e darò retta alle tue parole. Grazie Mauro e fai buon viaggio."
"Grazie Marika. Mi mancherai anche te. Ciao e fidati di Ikenna."
E finalmente dopo un viaggio estenuante tra auto e aereo, sono a Fiumicino.
All' uscita c'è Fede che mi aspetta.
"Amore mio, bentornato a casa."
Mi stringe abbracciandomi e mi bacia.
"Ciao piccola mia. Allora, cosa mi racconti? I ragazzi? Sono con i tuoi?"
"No! I ragazzi sono a casa nostra con i tuoi genitori.
Cosa ti racconto. Nulla di particolare. Ti vedo dimagrito."
"Non é che avessi tanta fame e... Fede! Mi sei mancata.
Mi sei mancata te e i ragazzi.
Non ho più voglia di lasciare casa, la mia famiglia per andare in trasferta. Non mi va più e non ho l' età."
"Ehi Mauro. Che ti sta succedendo? Sei sempre il mio Mauro? Quel tizio che gli piaceva andare fuori con Marco per imparare?"
"Ormai sono io che insegno e non voglio piu starti lontano.
Andiamo in auto. Sei con l' Audi?"
"No, con la mia. Cosi se vuoi dormire puoi farlo tranquillamente.
Però Mauro, io avrei pensato di stare oggi qui.
Stasera andiamo a cena io e te, da soli. Passiamo una splendida notte insieme e poi domani ripartiamo. Che ne pensi?"
"Non credo di avere indumenti adatti per una cena romantica."
"E tua moglie che ci sta a fare. Ho tutto io in macchina, non preoccuparti. Sempre se vuoi farlo?"
"Ho voglia di riabbracciare i ragazzi, ma se desideri fare quello che hai detto, per me non ci sono problemi."
"Io faccio quello che vuol fare mio marito. Se vuoi tornare a casa, torniamo. Se vuoi restare, restiamo. Scegli te?"
"Va bene, restiamo."
Tanto o qui o da Angelo cambia poco. Devo raccontarle tutto.
Decidiamo di andarcene alla casa del mare. Una bella doccia di coppia mi fa nuovamente tornare alla realtà e ricordarmi di quanto Fede sia brava col sesso.
Non ha il culo di Marika, ma mia moglie é una vera professionista e sa come far godere un uomo.
Chi lo sa quando le dirò di smettere con tutto come la prenderà.
Chi lo sa se mi dirà che non ci sta e mi sfancula.
Chi lo sa, se ci lasciassimo, come la prenderebbero i nostri figli.
Chi lo sa se Luna é mia figlia.
CI sono troppi chi lo sa e comincia ad essere complicato vivere in questa maniera.
Mi sto rendendo conto che la mia stabilità interiore comincia a vacillare.
Comincio a vestirmi col pensiero di non sapere se torneremo insieme dalla cena o ognuno per conto proprio.
Andiamo verso Fiumicino a cena.
In un bel ristorante con vista sul mare.
E una volta seduti...
Continua...
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