Matilde e Yuki
di
LaReginaNera
genere
pissing
Attenzione: scat e pissing.
Liberamente ispirato da un racconto che non trovo più.
Nella calda estate bolognese, Matilde si era appena trasferita.
La giovane ventenne di belle speranze si era finalmente staccata dal mondo familiare. Si era sempre considerata carina, capelli lunghi fino al culo biondi, una bella terza e denti bianchissimi accompagnati da dei bei occhi verdi.
Iniziava un nuovo capitolo della sua vita, fatto di libertà e gioia, senza che lo sguardo vigile dei suoi genitori potesse più impedirle di provare qualsiasi cosa.
Ci erano voluti due giri e due auto stipate per portare tutte le cose di Matilde nel suo nuovo monolocale. Qui la sua vita sarebbe cambiata, ma lei ancora non lo sapeva.
La povera ragazza ci mise quasi quattro giorni per svuotare gli scatoloni, pulire e riordinare, ma alla fine la sua casetta era bella che pronta per essere vissuta.
Il giorno dopo, quando anche l'ultimo cartone fu buttato, Matilde crollò sul suo divano e si addormentò beata.
Fu solo lo squillo del campanello a farla svegliare di soprassalto il giorno seguente. Era rimasta a letto vestita e sudata e avrebbe avuto bisogno di una doccia, ma preferì aprire subito la porta: magari era importante.
"Hey, ciao! Sono la tua vicina! Piacere, Yuki!"
Matilde era piuttosto spiazzata.
Una donna di poco più di trentacinque anni era davanti a lei, sorridente.
"C-ciao?"
"Oh, scusa, ti ho svegliata? Mi dispiace molto! Volevo solo salutarti e presentarmi! Sono solo la tua vicina, come detto! Ti ho portato un regalino!"
La signorina aveva tra le mani un pacchetto che Matilde, un po' circospetta e molto timorosa, accettò.
"G-grazie."
"Prego! Senti, ho capito che ti ho svegliata. Posso offrirti il pranzo da me? Se vuoi ti preparo qualcosa, così non hai lo stress di cucinare e ti riposi!"
Ancora un po' imbambolata, Matilde non poté che annuire.
"Molto bene, ti aspetto tra quindici minuti! A dopo!"
"Quindici minuti? Come sarebbe a dire quindici minuti?" si chiese tra sé e sé la ragazza.
Confusa, accese il telefono e vide l'orario: 12:45. Aveva dormito praticamente dodici ore di seguito!
Non aveva ancora deciso se andare dalla vicina, ma di sicuro si doveva lavare! Preso l'asciugamano, si diresse verso la doccia e ci si buttò anche se l'acqua era gelida.
Tutto il suo corpo si irrigidì prima di sciogliersi pian piano. I suoi lunghi capelli biondi si attaccarono ai fianchi e ai seni, mentre il boschetto sul pube veniva impregnato d'acqua.
Pian piano Matilde si sentì rigenerare e la voglia di conoscere la vicina prese il sopravvento sulla pigrizia.
Alle 13 spaccate stava suonando il campanello, vestita leggera, "praticamente nuda", come era solita apostrofarla la madre. Ma lei si sentiva bellissima e serena."oh! Sei venuta! Accomodati! Ho preparato una specialità giapponese! Udon freddi nella salsa! Siediti pure che mi racconti di te!"
La casa di Yuki era veramente carina, molto minimale, un bonsai e poco altro, solo un enorme armadio che troneggiava su tutto.
"Scusa per prima Yuki, mi hai svegliata ma hai fatto bene, ieri ero crollata dal sonno, Tra l'altro posso aiutarti con il cibo che non voglio essere un peso già che sono ospite!"
"Ma che dici... M... Martina? No tu sei... Cavolo"
"Matilde! Sono Matilde, il nome sul campanello è da cambiare"
"Ah già Matilde! Avevo incrociato i tuoi genitori prima che prendessi la casa. Mi aveva parlato un po' di te. Però io vorrei sapere di te da te"
Nel mentre Yuki portò i piatti in tavola, Matilde inizò a mangiare e sbottonarsi sulla sua vita privata, la sua situazione alle superiori, un lungo periodo di malattia e del suo rapporto con i genitori. Poi parlò del suo amore per l'arte, dell' essere curiosa di sperimentare, di provare e di scoprire cose nuove!
Presa dall entusiasmo raccontò a Yuki del film che aveva visto prima di lasciare casa: una donna che vive un sogno... O un incubo ad Hollywood.
Yuki per tutto il tempo sorride, un sorriso dolce e comprensivo come quello di una ragazza più grande che si rivede nella giovane.
Appena Matilde si rese conto di avere parlato per quasi mezz'ora senza pause divenne rossa come un peperone
"Scusa Yuki... Mi dispiace, ho parlato solo io. Scusa!"
"Hahaha Matilde sei fantastica! Sei la persona più intelligente ed interessante che ho conosciuto in questo posto da quando sono qui! Spero che almeno il cibo ti sia piaciuto!"
"sisi tutto molto buono! Grazie mille signorina Yuki!"
"haha Matilde non c'è bisogno del signorina. Tranne se non te lo chiedo io haha! Stai tranquilla! Piuttosto ho capito che sei una ragazza curiosa. Ti andrebbe di venire con me alla serata che organizzo? Sai che cos'è un Munch? Anzi no. Sai che cos'è il BDSM?"
Matilde, la cui carnagione era appesa tornata normale, diventò ancora più rossa di prima.
"s... Si. So che è una cosa che si fa con i genitali tipo? Cioè.... H-ho visto dei video... Qualche volta, qualche anno fa. Ma non ne so nulla... E tu come fai a? Cioè!"
"Matilde! Tranquilla. Non devi venire se non vuoi! Mi farebbe piacere farti conoscere la community ma non ti sentire in obbligo. Sappi che non succederà niente. Sarà solo un aperitivo con persone dagli stessi interessi. Anzi sai cosa?"
Yuki corse verso la libreria e tornò dalla sua ospite con un libretto giallo
"leggi questo nel pomeriggio. Ti assicuro che ti potrebbe servire a schiarire le idee!"
Matilde si ritrovò di nuovo, in casa, da sola, con la vicina che le aveva lasciato un libro e tanto tempo libero.
"perché no?" Pensò ed iniziò a leggere.
Yuki, dal canto suo, non si aspettava che la ragazza accettasse ma fu molto sorpresa quando se la ritrovò davanti alla porta
"vengo con te" e Yuki sorrise.Possiamo parlare del Munch ma magari sarà un altra storia , sappiate solo che Matilde si divertì molto e che conobbe moltissime persone. La presenza costante della serata fu Yuki che le spiegò tutto quello che con capiva e risolveva tutti i suoi dubbi.
Verso mezzanotte la giovane ventenne e la trentacinquenne tornarono a casa insieme
"Grazie Yuki è stata una Bellissima serata, ora perdonami ma devo proprio andare in bagno"
Yuki la guardò profondamente, gli occhi scuri della giapponese e gli occhi teneri della ragazzina si incrociarono
"Matilde quello che ti sto per chiedere è altamente non professionale da parte mia.
Però.
Prima di dormire.
Vorresti giocare con me?"
La richiesta spiazzò la bionda, come un fulmine la paralizzò e la fece tremare di curiosità.
"C... Cosa vorresti fare?"
"Vorrei introdurti ai giochi dannunziani. Devi andare in bagno hai detto? La farai per me. Ti interessa?"
Matilde tremò e poi annuì, Yuki aprì la porta e le due entrarono nella casa
"Mati non ti chiederò nessun titolo, se qualcosa che faremo è troppo basta che mi dici "kiwi" e ci fermiamo. se non potrai parlare basta che chiudi a pugno la mano ripetutamente. Prima di fare qualsiasi cosa te la chiederò. Se mi dirai di no non te la richiederò mai per stasera."
Matilde annuì mentre sentiva che la sua figa iniziava ad aprirsi e bagnarsi
"Molto bene Mati. Dimmi cosa devi fare"
"Io... Io devo andare in bagno"
"Haha Mati lo so! Me l'hai già detto. Voglio che mi dici cosa devi fare!"
"Yuki io... Devo fare la pipì e... E... E... E la cacca..."
La risposta fece infuocare entrambe le donne
"Benissimo. Per prima cosa... Vorrei che facessi pipì qui dentro Matilde!"
Yuki le diede un bicchiere martini alla sua ospite
"P... Posso tirare via i vestiti?"
"No. Ti avrei detto di sì ma voglio vedere una bella ragazza pisciarsi addosso stasera"
Rossa come un peperone Matilde si accovacciò sul bicchiere, chiuse gli occhi e si lasciò andare. Sentì la piscia uscire, espandersi nei suoi vestiti, scaldare i peli, la figa, le cosce sode, il culo marmoreo fino all' ano.
Quando riaprì gli occhi vide una Yuki sorridente e una coppa praticamente piena
"Benvenuta nel mondo dei grandi. Come ti senti?
"Bagnata. Ed eccitata. Ecco"
"Lo sospettavo sai? Te la senti di assaggiare la tua piscia per me?
Senza nemmeno una risposta Matilde si portò la coppa alla bocca e bevve un lungo sorso del suo cocktail dorato
"Scommetto che ti è piaciuto."
"S... Si..."
Come un pantera Yuki si avvicinò alla sua nuova amichetta, sorrise e sputò nella coppa.
"Ora bevi"
Matilde era DAVVERO bagnata, un po' traballante bevve un altro sorso della sua piscia e sorrise
"Molto meglio"
"Lo so tesoro. Allora, parlavi di cagare o sbaglio?"
Un altro pugno nello stomaco per la bionda
"Si... Vuoi che me la faccia addosso?"
"Mmm... Non ancora. Prima prendi questa se vuoi. È una supposta di glicerina. ti aiuterà. Mi raccomando di spogliarti prima"
Umiliata, Matilde si abbassó jeans e mutandine e con delicatezza si infilò la supposta prima di rivestirsi
"Matilde adesso la terrai più a lungo possibile. Prima voglio cagare io"
"Y... Yuki?
"Per piacere sdraiati Matilde"
"Si..."
"Molto brava! Sei molto ubbidiente sai? Mi piace!"
La donna per la prima volta si mostro nuda, alta, tonica e formosa. Un culo grande ma la cosa sorprende erano i seni, grandi e vuluttuosi.
Con calma calcolata fece aderire il suo ano alla faccia della sua amica
"Se vuoi ora apri la bocca. ricordati come si ferma tutto. io finché non fermi ti tratterò come un cesso."
Come un automa Matilde aprì la bocca e senza pietà Yuki inizio a spingere.
Uno stronzo enorme, sodo, serpentino e dionisiaco si affaccio dal culo della giapponese.
Un unico stronzo che si posó nella bocca della ragazza che fece del suo meglio per non vomitare.
Yuki fu inarrestabile.
Cagó e si curó di Yuki nella stessa maniera in cui noi ci curiamo del nostro cesso.Quando Yuki finì guardò la sua opera, una montagna di merda ora si ergeva dalla bocca della ragazzina. Uno enorme stronzo che dalla bocca usciva e si adagiava in mezzo agli occhi di lei
"Potrei averne ancora" esordì Yuki "ma per ora dimmi solo se vuoi provare a mandare giù. Batti sul pavimento due volte per il no.
Matilde ci pensó a lungo. Poteva fermare tutto, andare a casa piangere vomitare e non vedere mai più questa persona ma non colpí il pavimento.
Yuki la vide, stava masticando, con la bocca completamente invasa dalla merda lei stava masticando, l'ottava contro l'impulso di vomitare, masticava e poi vide la gola muoversi. Aveva ingoiato.
"wow tu si che mi sorprendi! Sei la prima che non vomita dopo che ha preso"tutta" la mia merda in bocca ed hai pure il coraggio di ingoiare. I miei complimenti."
Yuki si avvicinò, le diede un bacino sulla guancia e poi passò una mano dal meno fino alla fronte di Matilde, nessun avviso, nessun rispetto, solo un umiliazione che le veniva da dentro
"ora sì che sie bellissima"Matilde appena il momento fu passato sorrise
I denti bianchi-marroni e gli occhi verdi risaltarono in contrasto con la merda giapponese.
Poi in gesto. Un rilassamento, lancia gonfia della ragazza si gonfio improvvisamente mentre i suoi pantaloni si riempivano della sua stessa merda, tantissima merda, molto più che quella di Yuki. Matilde senza nemmeno spingere aveva svuotato praticamente due kg di feci nei suoi stessi vestiti e nel farlo era praticamente venuta. Era veramente in paradiso.
"ah quindi non hai resistito vedo? Fatta tutta? Solo le ragazze piccole si cagano addosso lo sai? Facciamo così Mati, manda giù tutto e poi ti cambio i vestiti. Se ci metti meno di un minuto... Aspetta aspetta... Tu hai già mangiato tutto! Ma sei veramente una latrina!
"hahaha si... Scusa Yuki. È che... Non so.... Ero eccitata ecco"
"mmm.. apprezzo questo tuo gesto. Facciamo cosi."
Yuki aiutò Matilde a mettersi seduta e le mise uno dei suoi enormi seni in bocca
"succhia tesoro"
Nel mentre la giapponese portò la sua mano sulla figa della latrina per iniziare a massaggiarla.
Matilde si sentiva un po' una bimba coccolata dalla madre quando iniziò a succhiare quei giganteschi seni in competizione con la sua abbondante terza. La sorpresa arrivò quando da quei seni rotondi un dolce liquido iniziò a scorrerle in gola
"tu... Tu hai il latte!"
"oh si!"
"ma io sono intollerante al lattosio!"
"vorrà dire che ti cagherai di nuovo addosso"
"sei... Sei diabolica!"
"forse ma tu non ti stacchi dal mio seno o sbaglio"
La pancia di Matilde pian piano si riempie del latte della sua amica mentre lei continuó a massaggiarla sia sulla figa sia sul pancino. Dopo circa mezz'ora di questa operazione i seni di Yuki erano mezzi vuoti ma comunque belli pieni
"senti yuki... Non avevi detto di non averla fatta tutta?
"è così perché?"
"perché avrei un idea"
Liberamente ispirato da un racconto che non trovo più.
Nella calda estate bolognese, Matilde si era appena trasferita.
La giovane ventenne di belle speranze si era finalmente staccata dal mondo familiare. Si era sempre considerata carina, capelli lunghi fino al culo biondi, una bella terza e denti bianchissimi accompagnati da dei bei occhi verdi.
Iniziava un nuovo capitolo della sua vita, fatto di libertà e gioia, senza che lo sguardo vigile dei suoi genitori potesse più impedirle di provare qualsiasi cosa.
Ci erano voluti due giri e due auto stipate per portare tutte le cose di Matilde nel suo nuovo monolocale. Qui la sua vita sarebbe cambiata, ma lei ancora non lo sapeva.
La povera ragazza ci mise quasi quattro giorni per svuotare gli scatoloni, pulire e riordinare, ma alla fine la sua casetta era bella che pronta per essere vissuta.
Il giorno dopo, quando anche l'ultimo cartone fu buttato, Matilde crollò sul suo divano e si addormentò beata.
Fu solo lo squillo del campanello a farla svegliare di soprassalto il giorno seguente. Era rimasta a letto vestita e sudata e avrebbe avuto bisogno di una doccia, ma preferì aprire subito la porta: magari era importante.
"Hey, ciao! Sono la tua vicina! Piacere, Yuki!"
Matilde era piuttosto spiazzata.
Una donna di poco più di trentacinque anni era davanti a lei, sorridente.
"C-ciao?"
"Oh, scusa, ti ho svegliata? Mi dispiace molto! Volevo solo salutarti e presentarmi! Sono solo la tua vicina, come detto! Ti ho portato un regalino!"
La signorina aveva tra le mani un pacchetto che Matilde, un po' circospetta e molto timorosa, accettò.
"G-grazie."
"Prego! Senti, ho capito che ti ho svegliata. Posso offrirti il pranzo da me? Se vuoi ti preparo qualcosa, così non hai lo stress di cucinare e ti riposi!"
Ancora un po' imbambolata, Matilde non poté che annuire.
"Molto bene, ti aspetto tra quindici minuti! A dopo!"
"Quindici minuti? Come sarebbe a dire quindici minuti?" si chiese tra sé e sé la ragazza.
Confusa, accese il telefono e vide l'orario: 12:45. Aveva dormito praticamente dodici ore di seguito!
Non aveva ancora deciso se andare dalla vicina, ma di sicuro si doveva lavare! Preso l'asciugamano, si diresse verso la doccia e ci si buttò anche se l'acqua era gelida.
Tutto il suo corpo si irrigidì prima di sciogliersi pian piano. I suoi lunghi capelli biondi si attaccarono ai fianchi e ai seni, mentre il boschetto sul pube veniva impregnato d'acqua.
Pian piano Matilde si sentì rigenerare e la voglia di conoscere la vicina prese il sopravvento sulla pigrizia.
Alle 13 spaccate stava suonando il campanello, vestita leggera, "praticamente nuda", come era solita apostrofarla la madre. Ma lei si sentiva bellissima e serena."oh! Sei venuta! Accomodati! Ho preparato una specialità giapponese! Udon freddi nella salsa! Siediti pure che mi racconti di te!"
La casa di Yuki era veramente carina, molto minimale, un bonsai e poco altro, solo un enorme armadio che troneggiava su tutto.
"Scusa per prima Yuki, mi hai svegliata ma hai fatto bene, ieri ero crollata dal sonno, Tra l'altro posso aiutarti con il cibo che non voglio essere un peso già che sono ospite!"
"Ma che dici... M... Martina? No tu sei... Cavolo"
"Matilde! Sono Matilde, il nome sul campanello è da cambiare"
"Ah già Matilde! Avevo incrociato i tuoi genitori prima che prendessi la casa. Mi aveva parlato un po' di te. Però io vorrei sapere di te da te"
Nel mentre Yuki portò i piatti in tavola, Matilde inizò a mangiare e sbottonarsi sulla sua vita privata, la sua situazione alle superiori, un lungo periodo di malattia e del suo rapporto con i genitori. Poi parlò del suo amore per l'arte, dell' essere curiosa di sperimentare, di provare e di scoprire cose nuove!
Presa dall entusiasmo raccontò a Yuki del film che aveva visto prima di lasciare casa: una donna che vive un sogno... O un incubo ad Hollywood.
Yuki per tutto il tempo sorride, un sorriso dolce e comprensivo come quello di una ragazza più grande che si rivede nella giovane.
Appena Matilde si rese conto di avere parlato per quasi mezz'ora senza pause divenne rossa come un peperone
"Scusa Yuki... Mi dispiace, ho parlato solo io. Scusa!"
"Hahaha Matilde sei fantastica! Sei la persona più intelligente ed interessante che ho conosciuto in questo posto da quando sono qui! Spero che almeno il cibo ti sia piaciuto!"
"sisi tutto molto buono! Grazie mille signorina Yuki!"
"haha Matilde non c'è bisogno del signorina. Tranne se non te lo chiedo io haha! Stai tranquilla! Piuttosto ho capito che sei una ragazza curiosa. Ti andrebbe di venire con me alla serata che organizzo? Sai che cos'è un Munch? Anzi no. Sai che cos'è il BDSM?"
Matilde, la cui carnagione era appesa tornata normale, diventò ancora più rossa di prima.
"s... Si. So che è una cosa che si fa con i genitali tipo? Cioè.... H-ho visto dei video... Qualche volta, qualche anno fa. Ma non ne so nulla... E tu come fai a? Cioè!"
"Matilde! Tranquilla. Non devi venire se non vuoi! Mi farebbe piacere farti conoscere la community ma non ti sentire in obbligo. Sappi che non succederà niente. Sarà solo un aperitivo con persone dagli stessi interessi. Anzi sai cosa?"
Yuki corse verso la libreria e tornò dalla sua ospite con un libretto giallo
"leggi questo nel pomeriggio. Ti assicuro che ti potrebbe servire a schiarire le idee!"
Matilde si ritrovò di nuovo, in casa, da sola, con la vicina che le aveva lasciato un libro e tanto tempo libero.
"perché no?" Pensò ed iniziò a leggere.
Yuki, dal canto suo, non si aspettava che la ragazza accettasse ma fu molto sorpresa quando se la ritrovò davanti alla porta
"vengo con te" e Yuki sorrise.Possiamo parlare del Munch ma magari sarà un altra storia , sappiate solo che Matilde si divertì molto e che conobbe moltissime persone. La presenza costante della serata fu Yuki che le spiegò tutto quello che con capiva e risolveva tutti i suoi dubbi.
Verso mezzanotte la giovane ventenne e la trentacinquenne tornarono a casa insieme
"Grazie Yuki è stata una Bellissima serata, ora perdonami ma devo proprio andare in bagno"
Yuki la guardò profondamente, gli occhi scuri della giapponese e gli occhi teneri della ragazzina si incrociarono
"Matilde quello che ti sto per chiedere è altamente non professionale da parte mia.
Però.
Prima di dormire.
Vorresti giocare con me?"
La richiesta spiazzò la bionda, come un fulmine la paralizzò e la fece tremare di curiosità.
"C... Cosa vorresti fare?"
"Vorrei introdurti ai giochi dannunziani. Devi andare in bagno hai detto? La farai per me. Ti interessa?"
Matilde tremò e poi annuì, Yuki aprì la porta e le due entrarono nella casa
"Mati non ti chiederò nessun titolo, se qualcosa che faremo è troppo basta che mi dici "kiwi" e ci fermiamo. se non potrai parlare basta che chiudi a pugno la mano ripetutamente. Prima di fare qualsiasi cosa te la chiederò. Se mi dirai di no non te la richiederò mai per stasera."
Matilde annuì mentre sentiva che la sua figa iniziava ad aprirsi e bagnarsi
"Molto bene Mati. Dimmi cosa devi fare"
"Io... Io devo andare in bagno"
"Haha Mati lo so! Me l'hai già detto. Voglio che mi dici cosa devi fare!"
"Yuki io... Devo fare la pipì e... E... E... E la cacca..."
La risposta fece infuocare entrambe le donne
"Benissimo. Per prima cosa... Vorrei che facessi pipì qui dentro Matilde!"
Yuki le diede un bicchiere martini alla sua ospite
"P... Posso tirare via i vestiti?"
"No. Ti avrei detto di sì ma voglio vedere una bella ragazza pisciarsi addosso stasera"
Rossa come un peperone Matilde si accovacciò sul bicchiere, chiuse gli occhi e si lasciò andare. Sentì la piscia uscire, espandersi nei suoi vestiti, scaldare i peli, la figa, le cosce sode, il culo marmoreo fino all' ano.
Quando riaprì gli occhi vide una Yuki sorridente e una coppa praticamente piena
"Benvenuta nel mondo dei grandi. Come ti senti?
"Bagnata. Ed eccitata. Ecco"
"Lo sospettavo sai? Te la senti di assaggiare la tua piscia per me?
Senza nemmeno una risposta Matilde si portò la coppa alla bocca e bevve un lungo sorso del suo cocktail dorato
"Scommetto che ti è piaciuto."
"S... Si..."
Come un pantera Yuki si avvicinò alla sua nuova amichetta, sorrise e sputò nella coppa.
"Ora bevi"
Matilde era DAVVERO bagnata, un po' traballante bevve un altro sorso della sua piscia e sorrise
"Molto meglio"
"Lo so tesoro. Allora, parlavi di cagare o sbaglio?"
Un altro pugno nello stomaco per la bionda
"Si... Vuoi che me la faccia addosso?"
"Mmm... Non ancora. Prima prendi questa se vuoi. È una supposta di glicerina. ti aiuterà. Mi raccomando di spogliarti prima"
Umiliata, Matilde si abbassó jeans e mutandine e con delicatezza si infilò la supposta prima di rivestirsi
"Matilde adesso la terrai più a lungo possibile. Prima voglio cagare io"
"Y... Yuki?
"Per piacere sdraiati Matilde"
"Si..."
"Molto brava! Sei molto ubbidiente sai? Mi piace!"
La donna per la prima volta si mostro nuda, alta, tonica e formosa. Un culo grande ma la cosa sorprende erano i seni, grandi e vuluttuosi.
Con calma calcolata fece aderire il suo ano alla faccia della sua amica
"Se vuoi ora apri la bocca. ricordati come si ferma tutto. io finché non fermi ti tratterò come un cesso."
Come un automa Matilde aprì la bocca e senza pietà Yuki inizio a spingere.
Uno stronzo enorme, sodo, serpentino e dionisiaco si affaccio dal culo della giapponese.
Un unico stronzo che si posó nella bocca della ragazza che fece del suo meglio per non vomitare.
Yuki fu inarrestabile.
Cagó e si curó di Yuki nella stessa maniera in cui noi ci curiamo del nostro cesso.Quando Yuki finì guardò la sua opera, una montagna di merda ora si ergeva dalla bocca della ragazzina. Uno enorme stronzo che dalla bocca usciva e si adagiava in mezzo agli occhi di lei
"Potrei averne ancora" esordì Yuki "ma per ora dimmi solo se vuoi provare a mandare giù. Batti sul pavimento due volte per il no.
Matilde ci pensó a lungo. Poteva fermare tutto, andare a casa piangere vomitare e non vedere mai più questa persona ma non colpí il pavimento.
Yuki la vide, stava masticando, con la bocca completamente invasa dalla merda lei stava masticando, l'ottava contro l'impulso di vomitare, masticava e poi vide la gola muoversi. Aveva ingoiato.
"wow tu si che mi sorprendi! Sei la prima che non vomita dopo che ha preso"tutta" la mia merda in bocca ed hai pure il coraggio di ingoiare. I miei complimenti."
Yuki si avvicinò, le diede un bacino sulla guancia e poi passò una mano dal meno fino alla fronte di Matilde, nessun avviso, nessun rispetto, solo un umiliazione che le veniva da dentro
"ora sì che sie bellissima"Matilde appena il momento fu passato sorrise
I denti bianchi-marroni e gli occhi verdi risaltarono in contrasto con la merda giapponese.
Poi in gesto. Un rilassamento, lancia gonfia della ragazza si gonfio improvvisamente mentre i suoi pantaloni si riempivano della sua stessa merda, tantissima merda, molto più che quella di Yuki. Matilde senza nemmeno spingere aveva svuotato praticamente due kg di feci nei suoi stessi vestiti e nel farlo era praticamente venuta. Era veramente in paradiso.
"ah quindi non hai resistito vedo? Fatta tutta? Solo le ragazze piccole si cagano addosso lo sai? Facciamo così Mati, manda giù tutto e poi ti cambio i vestiti. Se ci metti meno di un minuto... Aspetta aspetta... Tu hai già mangiato tutto! Ma sei veramente una latrina!
"hahaha si... Scusa Yuki. È che... Non so.... Ero eccitata ecco"
"mmm.. apprezzo questo tuo gesto. Facciamo cosi."
Yuki aiutò Matilde a mettersi seduta e le mise uno dei suoi enormi seni in bocca
"succhia tesoro"
Nel mentre la giapponese portò la sua mano sulla figa della latrina per iniziare a massaggiarla.
Matilde si sentiva un po' una bimba coccolata dalla madre quando iniziò a succhiare quei giganteschi seni in competizione con la sua abbondante terza. La sorpresa arrivò quando da quei seni rotondi un dolce liquido iniziò a scorrerle in gola
"tu... Tu hai il latte!"
"oh si!"
"ma io sono intollerante al lattosio!"
"vorrà dire che ti cagherai di nuovo addosso"
"sei... Sei diabolica!"
"forse ma tu non ti stacchi dal mio seno o sbaglio"
La pancia di Matilde pian piano si riempie del latte della sua amica mentre lei continuó a massaggiarla sia sulla figa sia sul pancino. Dopo circa mezz'ora di questa operazione i seni di Yuki erano mezzi vuoti ma comunque belli pieni
"senti yuki... Non avevi detto di non averla fatta tutta?
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