Amo mio padre.

di
genere
trans

Mi chiamo Lucio, ho 22 anni e un aspetto decisamente particolare: sono alto, biondo, con i capelli lunghi fino alle spalle e gli occhi azzurri. Il mio fisico è molto snello, caratterizzato da forme delicate che mi fanno apparire più simile a una donna che a un uomo. Già all'età di 18 anni la mia natura era del tutto evidente. Mi sono sempre sentito profondamente donna; anche prima di iniziare ad avere rapporti intimi completi con gli uomini, i miei movimenti e la mia voce erano spiccatamente femminili. Questo mio modo di essere infastidiva moltissimo mio padre, che spesso mi guardava con aperto disprezzo. Fortunatamente potevo contare sull'appoggio di mia madre, che mi consolava e mi incoraggiava a seguire sempre la mia strada. Fu così che, non appena maggiorenne, presi la decisione di trasferirmi a lavorare ad Amsterdam. Pochi giorni prima della mia partenza, andai a trovare mio nonno Antonio per un ultimo saluto. Insieme a mia madre, era l'unica persona che avesse realmente compreso e accettato la mia identità, offrendomi un porto sicuro contro l'ostilità di mio padre. Per ringraziarlo di tutto questo mi sono inginocchiato davanti a lui e gli ho preso il cazzo in bocca e gli ho regalato un meraviglioso pompino. All'inizio era un po' indeciso e ha cercato anche di fermarmi.
«Lucio... dai fermati …non fare così! Non c'è bisogno che... Oh cazzo che bocca calda e meravigliosa che hai!»
Ho succhiato il suo membro che è diventato bello duro e anche se non era eccessivamente grosso, era comunque abbastanza lungo e così quando è stato perfettamente duro mi sono girato e gli ho offerto il mio culetto.
«Fino ad oggi mi sono divertito a succhiare cazzi ma adesso voglio il tuo nel culo! Sei tu che mi devi far diventare donna sfondando il mio culo per trasformarmi in una puttanella!»
È stato dolcissimo e nello stesso tempo molto determinato e risoluto. Mi ha aperto il culo in maniera fantastica e ho goduto sborrando due volte senza toccarmi mentre lui dopo avermi sverginato bene il buchetto me lo ha riempito con una meravigliosa sborrata che ho sentito tutta sotto forma di calore che mi riempiva l'intestino. Questo ci ha legato per sempre perché con lui sentivo che quel legame rappresentava per me il ponte necessario per lasciare il passato alle spalle e iniziare finalmente la mia nuova vita. Cosi me ne sono andato! Per due anni ho lavorato ad Amsterdam continuando solo a mantenere i contatti con mia madre e con mio nonno, le uniche due persone che non avevano mai smesso di credere. Durante questi due anni di cazzi ne ho presi tanti, anche di colore. In questo periodo, ho intrapreso anche con determinazione il mio percorso di transizione. Grazie alla terapia ormonale, il mio corpo ha iniziato a riflettere l'immagine che avevo sempre portato nel cuore: i lineamenti si sono addolciti e ho visto con orgoglio sbocciare le mie forme femminili. Non è stata solo una trasformazione fisica, ma un vero e proprio allineamento del mio essere. Oggi, nel mio modo di vestire, di parlare e di muovermi, mi sento finalmente integra. La ragazza che sognavo di essere a diciotto anni è diventata la donna che vedo ogni mattina allo specchio. Sono tornata in Italia con il cuore pesante per la scomparsa di mio nonno. Durante quella breve e dolorosa permanenza, mia madre è stata l'unica a dedicarmi attenzioni.
«Amore mio, ormai per me sei Lucia. Sei splendida, una donna a tutti gli effetti. Vedere come ti stai realizzando mi riempie di gioia. Stai portando avanti una metamorfosi coraggiosa, che ti renderà finalmente la persona che hai sempre voluto essere».
Dopo averla stretta a me, abbiamo passato del tempo a parlare di piccoli accorgimenti per curare il mio aspetto. Ma l'atmosfera è cambiata il secondo giorno. Ero sotto la doccia quando, d'un tratto, ho avvertito lo sguardo di mio padre su di me. Per un attimo ho temuto l'ennesima scenata di rabbia. Invece, mi ha guardata in silenzio. Si è avvicinato mentre cercavo goffamente di coprirmi con un telo bianco. Poi mi ha sorriso, ha sollevato la mano e mi ha accarezzata con una dolcezza infinita.
«Sei bellissima! Ormai sei una donna. Vieni qui, stringimi... finalmente ho capito. Facciamo pace».
Mi ha stretto forte tra le braccia, e ho sentito subito qualcosa premere contro di me. Quando mi sono allontanata un poco, ho notato l'evidente e rigida sporgenza dentro suoi pantaloni. Per un attimo, quasi incredula, l'ho guardato; lui si è limitato a sorridermi, in silenzio. Senza esitare, mi sono inginocchiata davanti a lui e gli ho fatto scivolare i pantaloni fino ai piedi. Mi sono trovata davanti agli occhi uno spettacolo magnifico: un membro splendido, lungo sicuramente più di venti centimetri, dall'aspetto maestoso e fiero. La forma, tronco-conica, partiva da una punta più sottile per poi allargarsi come una grossa pannocchia di mais. Il glande, di un rosso vivo, ricordava una fragola matura, mentre le grosse vene in rilievo ne accentuavano la bellezza e la carica seducente. Sotto due grosse palle che erano sicuramente piene di crema prelibata che volevo assaporare! Senza la minima esitazione, ho dischiuso le labbra e ho fatto scorrere la lingua lungo quello scettro duro e pulsante. Ho sentito che ha gradito la meravigliosa fellatio che gli stavo regalando. L’ho pompato per alcuni minuti fin quando non è esploso nella mia bocca.
«Oh Lucia sei meravigliosa! Hai una bocca stupenda! Nessuna me lo ha mai succhiato bene come te! Lucia... Lucia sto sborrando!»
Mi ha riempito la bocca con una ingente quantità di crema che ho ingoiato trovandola veramente deliziosa! Ho continuato a mungere quello splendido membro fino a raccogliere l'ultima goccia e l'ho lasciato ancora perfettamente duro! Poi mi ha tirata su, stringendomi ancora a sé, e abbiamo iniziato a limonare con la foga di due innamorati.
«Lucia, sei stata fantastica! Ho sbagliato tutto finora e voglio rimediare. Ho parlato con mio padre, e lui mi ha detto come ti aveva iniziato ai piaceri del sesso e… è stato lui che mi ha fatto capire quanto sbagliavo è così…voglio il tuo corpo, Lucia! Voglio aprirti quel bel culo, se sei d'accordo anche tu!»
Sentire quelle parole mi ha trasmesso una scossa tale da farmi tremare le gambe. Non potevo certo tirarmi indietro, non dopo il pompino perfetto che gli avevo appena fatto, mandando giù tutto il suo calore e trovandolo squisito. In quel preciso istante è scattato qualcosa di profondo: eravamo soli, lo volevamo entrambi, e ho accettato con una voglia immensa. Mi ha preso per mano e siamo entrati in camera da letto dove si è spogliato nudo e ho visto il suo corpo ancora tonico, bello, di un maschio di 47 anni con uno splendido membro che nonostante aveva appena goduto era ancora dritto e duro. Mi sono inginocchiata davanti a lui, usando la saliva per lubrificarmi prima di invitarlo a prendermi.
«Prendimi! Spingi questo splendido membro dentro di me! Voglio che tu mi possieda fino in fondo, come un maschio vero. Sii il mio toro! Aprimi e riempimi tutta!»
Si è abbassato su di me, accarezzandomi prima le mani e poi con la lingua a preso e spingendola a fondo; quel contatto intimo ha amplificato al massimo il mio piacere. Poi ha appoggiato la punta del suo magnifico scettro contro di me e, con colpi lenti e ben assestati, è scivolato completamente dentro. Quando il suo corpo ha aderito al mio, l'intensità era tale che sono venuta senza nemmeno toccarmi. Lo sentivo forte, duro e potente, mentre mi dominava con l'energia primordiale di un toro. Travolta dal piacere, ho iniziato a incitarlo a spingere ancora più forte, a ritmo sempre più serrato.
«Così mi piaci! Mi piace forte e duro così! Più forte! Fammelo sentire tutto dentro fino in fondo! Sfondami tutta e poi riempimi!»
Mi ha pompato il culo per una buona quindicina di minuti facendomi godere due volte e poi si è tirato fuori, ha preso un cuscino e l'ha messo sotto la mia schiena e si è inginocchiato tra le mie cosce e dopo aver sollevato i miei talloni fino alle sue spalle, me lo ha di nuovo infilato dentro fino in fondo. Ho urlato di piacere. Ho sollevato le mani e ho afferrato il suo viso e lo ha trascinato su di me e mentre sentivo che mi stava veramente scopando con forza l'ho baciato in bocca con estrema passione! Ci siamo baciati a lungo, le nostre lingue intrecciate in un ritmo frenetico. Quando ci siamo divisi, il ritmo è diventato subito intenso, travolgente, fino a unire i nostri corpi nel modo più profondo. Lui ha preso a darmi dei colpi fortissimi e poi mi ha riempito.
«Lucia sto sborrando dentro di te! Ti sto schizzando dentro il seme che ti ha generato! Lucia amore... io sono pazzo di te! Sto sborrando! Amore vengo!»
Mi ha travolto con tutta la sua passione in un rilascio caldo e profondo. Lo stringevo forte, unendoci in un nuovo bacio, mentre entrambi sentivamo gli occhi riempirsi di lacrime di gioia. Ho avvertito chiaramente ogni sua pulsazione mentre si svuotava completamente dentro di me, e il mio culetto si è stretto e lo ha munto fino a spremere anche l'ultima goccia. Siamo rimasti stretti l'uno all'altro; poi si è sdraiato al mio fianco, continuando a coprirmi di baci teneri mentre, con voce rotta, cercava il mio perdono.
«Amore mio, perdonami! Sono stato ingiusto, folle... ma è stato proprio Antonio mio padre a farmi capire quanto stessi sbagliando con te e quanto fossi crudele! Mi dispiace immensamente per come mi sono comportato fino a oggi, ma vorrei... amore anche tua madre dice che ti devo amare e oggi ci ha lasciati soli proprio per questo! Ti prego perdonami!»
L’ho abbracciato e lo baciato e gli ho detto che non c'era niente da perdonare che era tutto a posto e lui mi ha tenuto stretto tra le braccia e quando la porta della camera si è aperta ed è entrata mia madre e ci ha visto così è corsa subito verso di noi. Ha sorriso, ci ha abbracciato e anche i suoi occhi erano carichi di lacrime di gioia.
«Oh finalmente vi vedo felice! Carlo amore mio sono così felice di vedere che stringi finalmente Lucia tra le tue braccia! Ora lei è la nostra bambina! Dimmi amore ha goduto con te?»
Lui si è girato mi ha guardato e ha sorriso e allora io ho risposto a mia madre.
«È stato veramente meraviglioso! Mamma è veramente un vero toro da monta! Ha un cazzo così grosso e duro che mi ha fatto godere tantissimo! Guarda com’è ancora turgido!»
Lei ha sorriso, ho visto che si sono scambiati un'occhiata e poi lei è scivolata giù e ha iniziato a succhiarlo e poi mi ha invitato a farlo insieme a lei.
«Vieni amore vieni a leccare e a succhiare il suo cazzo insieme a me!»
Era qualcosa di troppo eccitante per rifiutare così ci siamo ritrovate tutte e due a succhiare quel membro che amavamo entrambe! Sembra incredibile ma è tornato quasi subito duro e ho voluto vedere come lui la scopava e dopo che lei lo ha cavalcato un po', e ha avuto un bel orgasmo lo ha lasciato di nuovo a me.
«Amore mio prendilo tu! Io lo assaggio da anni e poi posso averlo ancora mentre invece tu domani te ne andrai e quindi... dai Carlo monta la nostra bimba e falla sentire la tua puttanella!»
Me lo ha messo nel culo di nuovo con estrema decisione e mentre mi teneva piegata a pecora davanti a lui e mi sfondava il culo con dei colpi fantastici, mia madre delicatamente mia guidato tra le sue cosce e per la prima volta in vita mia ho leccato una figa trovando il suo miele meraviglioso. Lui, naturalmente, nel vedere questo mi ha sfondato ancora con più forza.
«Le due splendide puttane che ho nel letto! Guarda che due troie che si leccano alla grande! Aveva ragione mio padre a dire che tua madre è una troia e tu eri frutto di un corno! Sì amore... questa troia di tua madre si è fatta sbattere da tanti cazzi! Anche tuo nonno la montava regolarmente!»
Mentre godevo sotto i suoi colpi dentro di me ho provato una gioia immensa nel sapere che la mia famiglia la perversione era comunque di casa! Ho goduto ancora e ho fatto godere sia mia madre che mio padre nel mio culo. Sono tornato ad Amsterdam ma tra non molto tornerò a vivere nella mia città dove già ho trovato lavoro ma soprattutto ho trovato l'amore di mio padre e mia madre. Lui mi chiama ogni giorno dicendo che non vede l'ora di potermi montare ancora! Ora io lo amo da impazzire!


scritto il
2026-08-07
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