Doppia scopata nel cotonificio abbandonato

di
genere
trio

Quando mi cercano per servizi fotografici nei luoghi abbandonati o selvaggi accetto subito di buon grado, anche a fronte di cifre inferiori. Il fatto è che quegli ambienti mi eccitano, mi fanno fremere di curiosità che si trasforma rapidamente in desiderio, e così capita quasi sempre che si finisca per scopare.
Quel giorno andammo in una vecchia area industriale, un cotonificio abbandonato.
Ambienti enormi, ancora pieni di attrezzi e materiali risalenti al secolo scorso.
Macchinari, stoffe, telai, bidoni, carte, libri, cosa non c'era in quegli ambienti.
Sono con il fotografo e il suo giovane assistente.
Scelgono l'angolo, piazzano qualche luce.
Mi spoglio. Resto in intimo col reggicalze.
Poi mi fa togliere tutto.
C'è una grande lastra di polistirolo.
Allungati e fai finta di dormire.
Eseguo. Faccio finta di dormire.
Il fotografo scatta.
Il giovane assistente mi fissa, cammina piano, inciampa, mi cade addosso. Arrossisce. Balbetta scuse inutili.
Rido piano.
Fa il gesto di accarezzarmi. Lo blocco subito. Lascio che guardi il mio corpo disteso, i capelli sparsi, le tette, la mia fica in attesa.
Ma soltanto guardare.
Perché il desiderio è molto più piacevole quando resta incompiuto.
-Pensa a scattare le foto, gli dico in tono deciso.
-Non sono qui per farmi scopare, chiaro?
Il gioco mi eccita. Sento la mia fica inumidirsi. In questo capannone abbandonato mi trovo a mio agio.
Dai, fai vedere la fica e toccati, mi dice il fotografo.
Tu scatta, dice al suo assistente, io torno tra poco.
Comincio a masturbarmi. Piano. Lui scatta.
Poco dopo rientra anche il suo capo che osserva divertito.
-Lo stai facendo eccitare troppo, sei proprio una troia, mi dice ridendo. -Non ti posso lasciare sola nemmeno cinque minuti. Ora sai che devi fare, vero?
Lo so, ed è quello che aspettavo.
Guardo il fotografo dritto negli occhi, mi passo la lingua sulle labbra.
Lo guardo mentre estrae il suo cazzo e me lo mette davanti alla faccia.
Lo afferro, lo lecco con voracità. Mi allontana.
-Prima lui, mi dice indicando il suo assistente.
Bene.
Mi siedo su quella specie di letto di polistirolo e con il dito dico all'assistente di avvicinarsi.
Gli slaccio la cinta, gli sbottono i pantaloni. Sotto gli slip il suo cazzo è già duro all'inverosimile. Lo accarezzo un po', lentamente lo estraggo, lo tengo tra le mani, lo guardo, lo accarezzo ancora. Lentamente ci passo la lingua sopra. È già gocciolante. Lecco le prime gocce guardandolo negli occhi. Lui geme, sospira. Lo prendo in bocca, lentamente, mentre con la mano lo sego un po'. Inizio il pompino vero e proprio, sempre più veloce. Ho idea di cacciarlo e ficcarmelo nella fica, ma non faccio a tempo. Il ragazzo mi afferra i capelli, inizia a scoparmi in bocca, in profondità, due, tre colpi e mi inonda la gola di sborra gemendo come colpito da un fulmine. Ingoio tutta la sborra rapidamente. I fiotti si susseguono, consistenti e un po' di sperma mi cola sul mento e sulle tette. Continuo a leccare e ingoiare fino a quando non smette di emettere sborra. Lentamente si sgonfia. Lo guardo.
-Però ragazzo, ne hai eh? Gli faccio divertita, mentre con le dita raccolgo la sborra sul mento e la lecco.
Guardo il fotografo.
-Contento?
Ora tocca a me, dice, col cazzo in mano...
Ti stavo aspettando, gli dico afferrandogli il cazzo già duro. Vediamo di cosa sei capace, e prendo a leccarlo. Mentre lo spompino si sbottona e si abbassa i pantaloni.
-Girati, troia, che ti faccio sentire qualcosa di duro, prima nella fica e poi nel culo.
Siii!
Obbedisco subito. Allargo le gambe mentre lui prende ad accarezzarmi la fica e con un colpo ben assestato mi penetra con decisione. Inizia a spingere, andando in profondità. Io comincio a contorcermi, mi masturbo, e mentre lui continua a pompare con vigore vengo emettendo un urlo che rimbomba per tutto l'ambiente.
-Ora il culo, troia!
Mi apre il culo, con le dita entra dentro. Me lo allarga per bene, ci sputa dentro, appoggia il cazzo e comincia a spingere, lentamente ma con forza. Mi lamento un pò, ma mi piace,
Comincia a pompare spingendo il cazzo in profondità con la mano. Il mio culo è riempito, il suo cazzo entra fino alle palle, che accarezzo con la mano. Prendo a masturbarmi di nuovo, mentre l'altro, eccitato mi rimette il suo cazzo davanti alla faccia. Lo prendo in bocca.
Ora mi scopano insieme, uno nel culo e uno in bocca. Mi sbattono per diversi minuti, sempre più forte, io ansimo a voce alta, masturbandomi sempre più veloce fino a quando vengo di nuovo. E mentre gemo ancora di piacere il fotografo esce, mi afferra per i capelli e mi fa girare. Ho appena il tempo di spalancare la bocca che mi esplode in faccia. Non ha un getto potente, la sborra mi cade sulle labbra, sulle guance, mentre l'altro si sega e mi centra l'occhio con un fiotto di sperma caldo. Odio lo sperma negli occhi e cerco di toglierlo subito mentre i due continuano a riempirmi di sborra
Stavo ingoiando la sborra del fotografo, pulendomi la faccia quando mi esplode di nuovo sul viso il suo assistente.
E cazzo, ma non ti sei svuotato tu? Gli chiedo ridendo mentre lecco anche la sua sborra. Afferro i due cazzi, me li passo sul viso, raccolgo la sborra e la lecco. Tutta quella che posso. Il fotografo col dito raccoglie anche lui la sborra dal viso e me la fa leccare.
E che cazzo! Dico al giovane, mi hai riempita!
Mi viene da ridere.
Non mi posso lavare, non ho neanche le salviette imbevute.
Appena rientro a casa vado di corsa in bagno a lavarmi.
-Ma non mi saluti nemmeno? Già ti rinchiudi in bagno? Anna!
Mio marito mi viene incontro.
-E non rompere! Gli dico a malo modo.
Chiudo la porta e mi faccio una lunga doccia. Quando esco è ad aspettarmi col muso.
-Allora? Mi fa. Non hai nulla da dirmi? Dove sei stata? Che hai fatto?
-Senti, gli dico spazientita. Saranno pure cazzi miei, no? Non rompere!
-Vai sempre a scopare con gli altri. Troia!
È fuori di sé. O lo calmo o me ne vado sbattendo la porta...
Mi stavo rivestendo, mi ero appena messa gli slip, mio marito è dietro di me, all'improvviso tace. Rifletto un attimo. Mi calmo.
-Il mio culo ti piace sempre? Gli chiedo provocante.
Non mi risponde, si inginocchia, mi toglie gli slip, prende a leccarmi furiosamente il culo. In profondità, nel buco. Mi appoggio al letto, allargo le gambe.
-Dai fammi godere, gli dico sottovoce.
Pochi secondi e sento il suo cazzo appoggiarsi al mio buco, forzare. Dà colpi decisi, entra, io ansimo. Prende a pompare, acquista velocità, quattro, cinque colpi e sento il suo sperma invadermi il culo. Emette un gemito di piacere. Mi giro, gli prendo il cazzo, lo metto in bocca, lo lecco, lo pulisco per bene, attendo anche l'ultima goccia del suo sperma mentre lo guardo dritto negli occhi. Mi rialzo, la sua sborra prende a riuscire dal mio culo, mi pulisco.
-E adesso non rompermi più, gli dico mentre vado in bagno a lavarmi.
A volte basta poco per evitare inutili litigi.
Sono su Telegram @seduzioneamaranto e su Instagram @ladyam.annamaria
scritto il
2026-08-03
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