Cronache aretusee. Bdsm
di
Annamaria
genere
confessioni
Mi chiamo Annamaria, ed è il mio vero nome.
Corro verso i 35 anni, sposata con un noto e stimato docente universitario.
Sono titolare di un'agenzia immobiliare, sto cercando di liberarmi dalla presenza ingombrante e ossessiva del mio socio, ma non è semplice.
Conduco una vita sregolata, sempre in affanno, sempre correndo, sempre alla ricerca di opportunità di lavoro. In realtà la mia vita alcuni anni fa è cambiata radicalmente. Si, sono sempre stata una donna esibizionista, fin da piccola, ricordo bene.
Mi è sempre piaciuto attirare l'attenzione, mettermi in mostra, esibire le mie doti, e poi crescendo ho capito che la cosa oltre a piacermi mi eccitava pure. Molto.
Così quel giorno di 5 o 6 anni fa, quando a una mostra fotografica venni contattata da uh fotografo per un servizio spinto, compresi che qualcosa di irreversibile stava per accadere.
Ci pensai su un paio di giorni e poi chiamai per fissare l'appuntamento. Un giorno racconterò nel dettaglio come andarono le cose in quella circostanza. Sta di fatto che la mia vita cambiò decisamente. Il passaggio dai servizi fotografici spinti, a quelli porno fu rapido, immediato direi, e subito dopo passai anche a svolgere servizi di altra natura, quando l'occasione era propizia e, come dire, irrinunciabile.
Capii subito che il mio status di giovane donna sposata e insospettabile, all'apparenza irreprensibile professionista, attirava molto, e io cominciai ad approfittarne. Entrai così in un circolo che col tempo iniziò a farsi sempre più perverso. I contatti, a livello sempre più alto, si moltiplicarono, e le occasioni di affari importanti anche.
E così cominciai a utilizzare le mie doti anche per farmi strada nell'attività professionale.
Negli anni le esperienze vissute sono diventate molteplici, direi di tutti i tipi, e così per gioco iniziai a descriverle, a raccontarle, come cronache senza pretese.
Una delle più recenti e intense mi è capitato di viverla in Sicilia, a Siracusa per la precisione, dove sono stata ospite particolare di un importante parlamentare che ha voluto esibirmi come trofeo. Sempre in compagnia del suo autista tuttofare, mi ha coinvolta nelle situazioni più surreali, imbarazzanti, utilizzandomi come puro strumento di piacere, come oggetto su cui riversare tutti i propri desideri fino a quelli più depravati.
La verità è che sono successe tante di quelle cose assurde lì che non le ricordo nemmeno più. Immagini e sensazioni che si accavallano, si confondono, ricordi che si sovrappongono in un caos di avvenimenti spesso ai limiti del credibile.
Come quel giorno che, in compagnia dello zio e dell'amico banchiere, due notabili del luogo, ebbe l'idea di legarmi nella cantina della villa in cui ero ospitata e di utilizzarmi in tutti i modi immaginabili e anche oltre. Il suoi autista era uno specialista in materia di attrezzi particolari. Mi penetrava dappertutto con sapienza, provocandomi con i suoi strumenti dolore e piacere nella giusta misura. I tre erano attratti enormemente dai giochi sadici, e stettero per ore a guardarmi mentre, in tutte le posizioni, le mie tette, i miei capezzoli, il mio culo e la mia fica venivano martoriati da quegli strumenti infernali. Difficile qui dare una descrizione precisa e sequenziale degli avvenimenti. Io ero entrata in un tale vortice di sensazioni al limite dell'umana sopportazione, che non sarei in grado di scrivere una cronaca attendibile, ma ricordo bene la parte finale. Quando i tre, eccitati all'inverosimile, non resistevano più, mi fecero inginocchiare al centro della stanza. Mi si fecero attorno, con i cazzi in mano che si segavano furiosamente. L'autista intanto chiamava mio marito e il mio amante per farli partecipare in diretta, per umiliarli come i cuckold odiano e amano essere umiliati. E così mentre mi sborravano in bocca, sulla faccia, sulle tette, chiamandomi troia, puttana, zoccola, urlavano al telefono: Senti tua moglie come gode? La senti quella troia di tua moglie, eh? Poi alla fine, dopo avermi fatto ingoiare tutta la sborra che avevano riversato su di me, mi hanno fatto leccare anche quella sul pavimento.
Hai fatto cascare la sborra per terra, troia, pulisci con la lingua, e via con scapaccioni al culo mentre, piegata, leccavo la sborra sul pavimento.
E loro a ridere e divertirsi.
Ora vatti a pulire, puttana, mi disse il mio ospite, che stasera ti portiamo a cena in un luogo molto particolare, e devi fare bella figura, intesi?
Annuii, mi alzai, guardai negli occhi tutti e tre, sorrisi maliziosamente e mi diressi verso la mia camera.
Che zoccola straordinaria, ma dove l'hai trovata? Sentivo, mentre mi allontanavo, che il banchiere chiedeva al mio onorevole. E mi scappava da ridere.
Racconterò le mie esperienze alla rinfusa, senza seguire un ordine logico nè cronologico, così, come mi torneranno in mente.
Mi trovate su telegram @seduzioneamaranto
Corro verso i 35 anni, sposata con un noto e stimato docente universitario.
Sono titolare di un'agenzia immobiliare, sto cercando di liberarmi dalla presenza ingombrante e ossessiva del mio socio, ma non è semplice.
Conduco una vita sregolata, sempre in affanno, sempre correndo, sempre alla ricerca di opportunità di lavoro. In realtà la mia vita alcuni anni fa è cambiata radicalmente. Si, sono sempre stata una donna esibizionista, fin da piccola, ricordo bene.
Mi è sempre piaciuto attirare l'attenzione, mettermi in mostra, esibire le mie doti, e poi crescendo ho capito che la cosa oltre a piacermi mi eccitava pure. Molto.
Così quel giorno di 5 o 6 anni fa, quando a una mostra fotografica venni contattata da uh fotografo per un servizio spinto, compresi che qualcosa di irreversibile stava per accadere.
Ci pensai su un paio di giorni e poi chiamai per fissare l'appuntamento. Un giorno racconterò nel dettaglio come andarono le cose in quella circostanza. Sta di fatto che la mia vita cambiò decisamente. Il passaggio dai servizi fotografici spinti, a quelli porno fu rapido, immediato direi, e subito dopo passai anche a svolgere servizi di altra natura, quando l'occasione era propizia e, come dire, irrinunciabile.
Capii subito che il mio status di giovane donna sposata e insospettabile, all'apparenza irreprensibile professionista, attirava molto, e io cominciai ad approfittarne. Entrai così in un circolo che col tempo iniziò a farsi sempre più perverso. I contatti, a livello sempre più alto, si moltiplicarono, e le occasioni di affari importanti anche.
E così cominciai a utilizzare le mie doti anche per farmi strada nell'attività professionale.
Negli anni le esperienze vissute sono diventate molteplici, direi di tutti i tipi, e così per gioco iniziai a descriverle, a raccontarle, come cronache senza pretese.
Una delle più recenti e intense mi è capitato di viverla in Sicilia, a Siracusa per la precisione, dove sono stata ospite particolare di un importante parlamentare che ha voluto esibirmi come trofeo. Sempre in compagnia del suo autista tuttofare, mi ha coinvolta nelle situazioni più surreali, imbarazzanti, utilizzandomi come puro strumento di piacere, come oggetto su cui riversare tutti i propri desideri fino a quelli più depravati.
La verità è che sono successe tante di quelle cose assurde lì che non le ricordo nemmeno più. Immagini e sensazioni che si accavallano, si confondono, ricordi che si sovrappongono in un caos di avvenimenti spesso ai limiti del credibile.
Come quel giorno che, in compagnia dello zio e dell'amico banchiere, due notabili del luogo, ebbe l'idea di legarmi nella cantina della villa in cui ero ospitata e di utilizzarmi in tutti i modi immaginabili e anche oltre. Il suoi autista era uno specialista in materia di attrezzi particolari. Mi penetrava dappertutto con sapienza, provocandomi con i suoi strumenti dolore e piacere nella giusta misura. I tre erano attratti enormemente dai giochi sadici, e stettero per ore a guardarmi mentre, in tutte le posizioni, le mie tette, i miei capezzoli, il mio culo e la mia fica venivano martoriati da quegli strumenti infernali. Difficile qui dare una descrizione precisa e sequenziale degli avvenimenti. Io ero entrata in un tale vortice di sensazioni al limite dell'umana sopportazione, che non sarei in grado di scrivere una cronaca attendibile, ma ricordo bene la parte finale. Quando i tre, eccitati all'inverosimile, non resistevano più, mi fecero inginocchiare al centro della stanza. Mi si fecero attorno, con i cazzi in mano che si segavano furiosamente. L'autista intanto chiamava mio marito e il mio amante per farli partecipare in diretta, per umiliarli come i cuckold odiano e amano essere umiliati. E così mentre mi sborravano in bocca, sulla faccia, sulle tette, chiamandomi troia, puttana, zoccola, urlavano al telefono: Senti tua moglie come gode? La senti quella troia di tua moglie, eh? Poi alla fine, dopo avermi fatto ingoiare tutta la sborra che avevano riversato su di me, mi hanno fatto leccare anche quella sul pavimento.
Hai fatto cascare la sborra per terra, troia, pulisci con la lingua, e via con scapaccioni al culo mentre, piegata, leccavo la sborra sul pavimento.
E loro a ridere e divertirsi.
Ora vatti a pulire, puttana, mi disse il mio ospite, che stasera ti portiamo a cena in un luogo molto particolare, e devi fare bella figura, intesi?
Annuii, mi alzai, guardai negli occhi tutti e tre, sorrisi maliziosamente e mi diressi verso la mia camera.
Che zoccola straordinaria, ma dove l'hai trovata? Sentivo, mentre mi allontanavo, che il banchiere chiedeva al mio onorevole. E mi scappava da ridere.
Racconterò le mie esperienze alla rinfusa, senza seguire un ordine logico nè cronologico, così, come mi torneranno in mente.
Mi trovate su telegram @seduzioneamaranto
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