La scacchiera - 5 - Il lupo

di
genere
dominazione

Con questo racconto voglio fare un esperimento. Vorrei scrivere un incipit e, se risulterà interessante e gradito, proseguirlo magari a 4 mani.
Grazie a chi mi ha dato consigli in privato e pubblico. Sono estremamente interessanti e mentre li leggo oriento e apro nuove possibilità al racconto

darkwill@atomicmail.io

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uasi come uscendo da un sogno, Marta
si gira verso il vetro, anche se sente le dita tirare i miei capelli.
"Non vuoi scoparmi eppure l'hai fatto." sorrido
Allungo una mano verso le mie natiche raccogliendo il frutto di quell'orgasmo che vi scivola sopra tra le dita e me le infilo in bocca.
"Ritengo un inutile spreco di vitamine lasciarlo lì" ripete il gesto portandone alla bocca altro e deglutendolo piano. Vuole in qualche modo rimarcare il suo diritto sul controllo.
Poi, probabilmente conscia che lo spettacolo aveva avuto pubblico, gira tutto il corpo verso la finestra e con gli schizzi rimasti sul vetro disegno un piccolo cuore viscido e appannato.
"Adesso sì" voce soddisfatta "In questa stanza mancava proprio il tocco artistico di una donna".

Marta quasi con aria di sfida, ricompone quanto aveva sfilato e esce dalla stanza con un sorriso.


Un po' stupito del cambiamento, mi feci una bella doccia fredda e mi precipitai in piscina per una lunga serie di vasche, rimanendo da solo in spiaggia per tutta la giornata.

Durante tutto il giorno invece Marta aveva camminato per le vie del paese non capacitandosi di come aveva potuto perdere completamente il controllo. Era venuta meno alla propria convinzione di femminilità. Lei, la donna che era rimasta anni senza un uomo perché poteva fare senza, era capitolata di fronte ad uno stupido libro .

ritornando all'hotel, ormai quasi all'ora di cena, Marta decide che avrebbe avuto la sua rivincita dimostrando che lei era capace di sedurlo e farlo cadere ai suoi piedi.

Prendendo spunto da un accenno che le aveva fatto Alex durante la mattina, si avvicina al comò di fianco al suo letto e dal suo interno tira fuori un babydoll nero trasparente e pieno di laccetti ondeggianti. Si spoglia lentamente degli abiti che indossa e una volta nuda indossa i due piccoli pezzi veramente poco coprenti.
Si pettina i capelli e ci spruzza un pò di profumo alla vaniglia. Indossa un semplice olio sulle labbra al profumo di pesca che, indossato distrattamente le sborda un pò luccicando sulle labbra. Poi apre la porta della sua camera sbirciando fuori come una ragazzina che sta per fare una marachella, ed esce, così, direttamente, camminando veloce e quasi in punta di piedi lungo i corridoi fino alla stanza di Alex.

Prima di bussare si fa cogliere da un dubbio e, fatto un piccolo sospiro, si lecca un pò le labbra. Poi lascia riecheggiare solo le unghie sul legno della porta... Un leggero tamburellare.

Alex è un po' incuriosito dal leggero battito, ma lo ignora perché non ha chiesto servizi in camera, mentre invece deve finire alcune attività urgenti da inviare in ufficio.

Marta comincia a sentire salire il panico nei secondi di attesa per la paura che qualcuno possa vederla, si fa prendere dalla pressione e bussa con più enfasi. non più le unghie, ma le nocche.

Alex, disturbato, si riveste e chiede chi è.

Ripreso coraggio Marta risponde con decisione "io, chissà se riconosci la voce". e le scappa un sorriso complice, che solo lei intuisce essendo al porta chiusa.

Alex, compresa la visita, risponde di rimando "quella che non ha pulito il vetro? E' tardi per le pulizie in camera".
Marta ripresa dal panico risponde provocatoria che forse c'è altro da sporcare e con un sorriso Alex socchiude la porta chiedendo se ha bisogno di una tazzina di caffè.
Scoperta la tenuta molto eloquente e decisamente scandalosa, compiaciuto, ma senza farla entrare commenta "mi piace il nuovo look del servizio in camera serale, devo richiederlo più spesso"

Mentre si percepisce la tensione di una sfida di sguardi, si sente l'ascensore muoversi e gli occhi di Marta saettano nel corridoio senza volerlo. A denti stretti Marta chiede "posso entrare?".. silenzio mentre rumori metallici attraversano come lame il corridoio "fammi entrare, ti prego! "
Con studiata lentezza, Alex esita, e solo all'ultimo istante apre la porta, prende Marta in braccio e la porta in casa, appoggiandola allo stipide della porta, prontamente richiusa.

Mentre i due petti si sfiorano Alex commenta con un sorriso ""ti prego è un passo avanti rispetto a stamattina... " e aggiunge" i laccetti sono per inciampare meglio"?
La risposta accompagnata da un sorriso canzonatorio è "i laccetti impacchettano i regali dei bambini no?"
Alex sorride: "quindi merito un regalo". E di rimando riceve la risposta : " stamattina lo ho ricevuto io, ora tocca a me farlo" e con il capo Marta accenna al segno del cuore sul vetro, lasciato la mattina.
Alex commenta "non sapevo fossi una artista" e lei di rimando "Sono una disegnatrice. Dove spesso le parole falliscono l'immagine arriva diretta al punto. e vedo che hai tenuto il mio ricordo"
Alex, per punzecchiarla, commenta.. spero che ci sia qualche ricordo che possa compensare il fastidio del caffè, e lei sorridendo civettuola, sposta i capelli per esporre il collo.
Cogliendo il movimento e prendendo spunto dal tatuaggio che parte dal collo di Marta, Alex commenta "mi piace il disegno floreale del tatuaggio che si perde nel colore dell... diciamo del tessuto che hai addosso; comunque il mio parere è che qui morbidi capezzoli andrebbero stimolato con qualcosa di più ... aggressivo e pungente
Accortasi dell'accenno, Marta scosta un po' di più la spallina e chiede "Cosa avevi in mente?" ricevendo come risposta

"la felce intanto ha bisogno di essere sempre molto umida..la lingua scende dal collo seguendo la linea della felce: a domanda è .. basta un po' di umido alle foglie?" la mano scende dalla clavicola di Marta fin sotto il seno esponendolo completamente..

Sentendo i polpastrelli accarezzarla e sentendo gli occhi di Alex bruciare sulla pelle, Marta si immobilizza, con solo il petto a gonfiarsi di rapidi respiri ... Alex capisce il momento e dice "devo trovare le radici allora" e sussurra "mi piace quando riesco a bloccare le tue vene di supremazia." intanto un morso tortura il capezzolo...e e una volta stretto.. con i denti lo allunga.

Un gemito di Marta perfora il silenzio dei sussurri e Alex, incurante, immobilizza entrambe le mani di Marta con una delle sue, sopra la testa. La guarda negli occhi e le dice, sicuro "sei venuta nella tana del lupo .. e questa volta sapevi ... di sicuro diciamo che la tenuta sarà sicuramente casuale anche stavolta.. vero?" Marta, presa dall'orgoglio prova a dimenarsi e commenta, cercando di riprendere il controllo "Ho cercato di rendermi appetitosa se vuoi giocare a fare il lupo." mentre Alex comincia a leccarle il collo sotto l'orecchio destro e una mano scende a cercare le mutandine. Lei presa dall'orgoglio serra le cosce; Alex, intuisce la sfida si allontana da lei.. va sul tavolino e tira fuori un mazzo di carte.. ne alza un pacchettino e lo gira.. fante di spade..
aggiunge.. "gioca, carta più alta vince". Lei prende una carta e prima di alzarla chiede.. "cosa si vince"? Alex risponde.. "tutto".
scritto il
2026-07-27
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