Quella prima volta

di
genere
gay

QUELLA PRIMA VOLTA
Sono un bel giovanotto. Siedo al ristorante. Ho di fronte un uomo di mezza età. Ancora non ci siamo detti niente. Meno che meno ci siamo presentati. Mi accorgo che continua a guardare i culetti dei camerierini e anche dei clienti più giovani in arrivo. Si accorge che fisso le patte dei camerieri più anziani e anche quelle dei clienti un po’ sul maturo.
-Piacere Aldo.
-Piacere Maurizio.
-Mi piaci.
-Anche tu.
Si alza per andare al bagno. Lo seguo e mi affianco in latrina. Lo tiriamo fuori. Glielo guardo che è già duro. Allunga una mano e mi palpa il culetto. Pisciamo. Lo scrolliamo. Lo riportiamo in mutanda.
Prende l’iniziativa.
-Bella serata vero?
-Eh sì.
-Tutto solo?
-Proprio.
-Ti va di fare un giro?
-Beh sì.
-Mi hai capito?
-Sì.
Paghiamo il conto. Salgo in auto con lui. Parte. Mi accarezza la gamba. Un po’ di imbarazzo.
-Sei pratico?
-Per niente.
-Non preoccuparti, ti aiuto io.
Subito a casa sua.
-Ti va una doccia?
-Sì dai.
Ci entriamo insieme. Che bell’uomo. Mi abbraccia e mi divora di baci strofinandomi addosso il pene e tenendo in mano il mio sedere.
Lascia cadere il sapone. Mi inginocchio per raccoglierlo. Tutta una scusa per darmi cazzo.
-Non l’ho mai fatto.
-Fallo ora.
Un po’ lo prendo e un po’ me lo spinge, fino a metà e poi tutto.
-Lo vedi come sei bravo?
-Huauuu.
Con una manata mi rovescia a quattro zampe con le natiche in tanta mostra. Me le sculaccia. Gli dico una specie di: Che ho fatto di male?
-Non è una un castigo. La punizione ti arriva ora.
Sono ammutolito. Mi sale sopra la schiena. Punta il buco. Entra piano. Entra tutto. Gli mugolo come una cagna. Sono emozionato. Lui è eccitatissimo. Mi incula tutto per bene come nei video porno. Dopo un bel po’ viene di getto e con furia. Si toglie.
-Me lo pulisci?
Lo faccio. Finiamo la doccia. Un po’ lo insapono io un po’ mi insapona lui.
-Che ne dici della tua prima volta?
-Non pensavi di venire senza toccarmi.
-Ci hai goduto la tua parte. È giusto così.
Sul divano mi coccola.
-Resti qui stanotte?
-Se non disturbo.
Mi fa bere. Mi porta a letto. Dormiamo insieme. Mi usa ancora. Al mattino ci salutiamo scambiandoci i cellulari.
Arrivo in strada e mi dico: Che carnevale?
Mi chiama spesso e corro a trovarlo. Sempre nudi a casa sua. Io sempre in ginocchio o in piega, lui sempre su di me.
-Ormai sei sul mercato. Chi ti ferma più?
-Cavolo sì.
-Ho degli amici. Vuoi conoscerli?
-Magari.
Quanti che ne ha e che maschioni. Le volte successive un po' alla volta me ne ha fatti conoscere diversi. Qualcuno mi vuole in peri a stringa e autoreggenti e mi fa sentire ancora più desiderato. Ora sì che ho un bel giro.
scritto il
2026-06-04
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