Ogni culo nasconde voglia
di
IL MICROBO
genere
prime esperienze
OGNI CULO NASCONDE VOGLIA
Mi piace scopare i maschietti, di qualsiasi tipo (gay o anche etero) basta che abbiano un bel sederino (piccoli, sodi e lisci, i miei preferiti). Quando ne incontro uno a zonzo (e i giro ce ne sono tanti) ci provo sempre a vedere se ci stanno. I rottinculo non aspettano altro e accettano al volo. I vergini di qualsiasi tendenza dipende, ma comunque ben pochi si sottraggono a vivere questa “esperienza” per almeno una volta nella vita. Tanto mi basta perché a me piace cambiare. Le loro belle natiche le considero come i fazzoletti da naso di carta (usa e getta). Difficile che li possa desiderare a lungo. È successo raramente e solo con Bamboli che ci sapevano davvero fare non solo di culo ma anche di bocca.
Ieri sera ne ho avvistato uno che aveva appena salutato la fidanzata (baci e abbracci che non vi dico). Gli offro da bere, entriamo in confidenza. Mi racconta che lei vuole conservarsi vergine fino all'altare (un grosso problema).
-Ma a te basta.
-Mica tanto.
Era tutto infervorato (in calore, cotto a puntino). Gli spiego che quello che volevo imbastire con lui non sarebbe un tradimento ma solo un diversivo. Ci pensa su e mi risponde: Sai che quasi quasi...
Lo prendo in auto e me lo scarrozzo a casa. Non è certo il tipo che te lo ciuccia di primo acchito (potrebbe spaventarsi), meglio farglielo sentire solo dietro. Un bicchierino non guasta (rilassa, anche il buco). Ridiamo, scherziamo. Lo capovolgo, lo penetro. Geme e si dimena. Guarda te come lo prende facile, continuando a solfeggiare: Che strano, che bello.
Ci salutiamo.
All'indomani nel solito bar del giorno prima lo ritrovo, mi si appiccica, chiede il bis.
Decido che vale la pena e il pene di accontentarlo ad alzaposta. Scommetto con me stesso che glielo faro anche sbocchinare. Arriviamo al dunque, gli sbandiero l'uccello, mi cade in ginocchio, implorandomi (di sua iniziativa): Posso?
-Ma si dai.
Che bravo. Davvero sprecato a star dietro a una femmina. Infatti (per sua scelta) anche se non gli piacciono i maschi è diventato la mia troietta più o meno stabile, che sempre e comunque (a salta in bocca o a stura culo) sazio e riempio (con tanto seme) delle gioie del sesso. Dopo che abbiamo fatto lo porto in sega (se lo merita) e a quanto pare gli basta.
-Con te mi sento davvero realizzato.
Se quell'altra gliela avesse data facile come io glielo do e glielo amministro pure a strozzo, da bel principio mi avrebbe opposto un rifiuto e me lo sarei perso. Di testa è rimasto perfettamente etero, di corpo ha continuato con me e anche con altri (il birichino) a mendicare cazzo . “Similia similibus curantur”, il simile cura (e guarisce) il simile.
Mi piace scopare i maschietti, di qualsiasi tipo (gay o anche etero) basta che abbiano un bel sederino (piccoli, sodi e lisci, i miei preferiti). Quando ne incontro uno a zonzo (e i giro ce ne sono tanti) ci provo sempre a vedere se ci stanno. I rottinculo non aspettano altro e accettano al volo. I vergini di qualsiasi tendenza dipende, ma comunque ben pochi si sottraggono a vivere questa “esperienza” per almeno una volta nella vita. Tanto mi basta perché a me piace cambiare. Le loro belle natiche le considero come i fazzoletti da naso di carta (usa e getta). Difficile che li possa desiderare a lungo. È successo raramente e solo con Bamboli che ci sapevano davvero fare non solo di culo ma anche di bocca.
Ieri sera ne ho avvistato uno che aveva appena salutato la fidanzata (baci e abbracci che non vi dico). Gli offro da bere, entriamo in confidenza. Mi racconta che lei vuole conservarsi vergine fino all'altare (un grosso problema).
-Ma a te basta.
-Mica tanto.
Era tutto infervorato (in calore, cotto a puntino). Gli spiego che quello che volevo imbastire con lui non sarebbe un tradimento ma solo un diversivo. Ci pensa su e mi risponde: Sai che quasi quasi...
Lo prendo in auto e me lo scarrozzo a casa. Non è certo il tipo che te lo ciuccia di primo acchito (potrebbe spaventarsi), meglio farglielo sentire solo dietro. Un bicchierino non guasta (rilassa, anche il buco). Ridiamo, scherziamo. Lo capovolgo, lo penetro. Geme e si dimena. Guarda te come lo prende facile, continuando a solfeggiare: Che strano, che bello.
Ci salutiamo.
All'indomani nel solito bar del giorno prima lo ritrovo, mi si appiccica, chiede il bis.
Decido che vale la pena e il pene di accontentarlo ad alzaposta. Scommetto con me stesso che glielo faro anche sbocchinare. Arriviamo al dunque, gli sbandiero l'uccello, mi cade in ginocchio, implorandomi (di sua iniziativa): Posso?
-Ma si dai.
Che bravo. Davvero sprecato a star dietro a una femmina. Infatti (per sua scelta) anche se non gli piacciono i maschi è diventato la mia troietta più o meno stabile, che sempre e comunque (a salta in bocca o a stura culo) sazio e riempio (con tanto seme) delle gioie del sesso. Dopo che abbiamo fatto lo porto in sega (se lo merita) e a quanto pare gli basta.
-Con te mi sento davvero realizzato.
Se quell'altra gliela avesse data facile come io glielo do e glielo amministro pure a strozzo, da bel principio mi avrebbe opposto un rifiuto e me lo sarei perso. Di testa è rimasto perfettamente etero, di corpo ha continuato con me e anche con altri (il birichino) a mendicare cazzo . “Similia similibus curantur”, il simile cura (e guarisce) il simile.
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