Yahoo, T9 e trunks
di
Spidey
genere
gay
In quegli anni se volevi frociare ed abitavi in una città di provincia, anche grossina, ma senza discoteche o locali gay, era più complicato di adesso, per trovare cazzi esistevano solo vivastreet e bakecaincontri. Ci ho perso interi pomeriggi a leggere annunci, attendere la risposta e scrivere con Yahoo. E facevo casini terribili, confondevo i tizi, chattavo per mail con segaioli. Se pubblicavo io l'annuncio, '21 anni passivo cerca dotati', l'ottanta per cento delle risposte erano 'fai con maturi?' e il novantanove per cento 'Non ospito.'
Sfigato com'ero, col terrore che famiglia, amici e parroco scoprissero che ero un rottoinculo, io combinavo quasi solo con sposati e maturi, mi sentivo più sicuro e farmi sbattere in fretta in un boschetto o cantina era eccitante.. Ma sulla questione dotati è meglio stendere un velo pietoso, la maggioranza avevano un cazzo più piccolo del mio. Non sempre però, c'era chi ospitava ed aveva un signor cazzo, come un prete che in una cameretta vicino all'oratorio mi ha fatto un intero kamasutra in culo con una bella nerchia dura, la prima volta che ho fatto la puttana su un letto, uno con un sacco d'esperienza, ha capito che ero uno che godevo di culo e mi ha soddisfatto alla grande, ho scoperto che lo senti da paura alla missionaria, ho sborrato tre volte nella sua mano e non ha fatto un terzo giro in culo solo perché doveva andare a chiudere l'oratorio.
Perdevo un mare d'ore al pc e e se insistevo era perché mi eccitava da morire. Quando agganciavo qualcuno ci scambiavamo il cellulare, ma solo per sms! Ed era meravigliosamente complicato, ora hai subito foto e puoi fare videochiamate. Allora dovevi digitare 7777 666 66 666 7777 666 555 666 7 2 7777 7777 per scrivere 'solo solo pass'
Era frustrante, a ripensarci adesso, magari sei ore o un giorno di messaggi, mail e sms per cinque minuti tra pompino e cazzo in culo. Ma già dopo cinque minuti guardavo se mi aveva scritto qualcuno. Ero in calore.
Come ogni frocio represso e complessato andavo a periodi, due o tre settimane da bravo ragazzo, pallavolo, nuoto, studio e magari anche qualche ciulata con un ragazza e poi ripiombavo nel vortice frocio. Non so, è ridicolo, ma mi prendeva sempre dopo aver scopato con qualcuna. Mi prendeva una vera urgenza di cazzi in culo, stavo male, ci pensavo in ogni momento, mi piegavo sulla scrivania e tiravo su le chiappe, m'immaginavo un bel cazzone in culo, lo sentivo davvero che mi apriva. Cercavo per casa ogni casa dritta e dura, mettevo il preservativo a zucchini e carote, e la bottiglietta della cocacola sullo scaffale della mia cameretta la infilavo appena, tutta in culo non avevo coraggio, ma la stringevo in mano e m'immaginavo un cazzone così.
Ma nient'altro mi ricordava che ero un pigliacazzi più dei miei boxer D&G.ne avevo due paia, modello trunk, corti sulle cosce, mi stringevano e sentivo il culo liscio, quando li avevo su volevo essere palpato, ,i premevano uccello e coglioni. Li mettevo sotto i jeans con l'elastico che si leggeva, o meglio ancora sotto i pantaloni della tuta morbida, mi sentivo stringere sotto la tuta leggera. Mi guardavo allo specchio, quei boxer mi faceva un culo perfetto e un pacco da uomo, ma costavano una cifra.
Ad un fiera in città ho trovato in una bancarella dei boxer 3x10 euro, corti e stretti come volevo. Erano di cotone molto leggero ma estremamente elastico, quelli bianchi erano quasi trasparenti, vedevi la riga verticale del culo fra le chiappe e l'ombra dell'uccello. Sono tornato di corsa e ne ho comprati altre sei paia ma di taglia small. Mi tiravano tutto, si tendevano sui fianchi senza rompersi e mi s'infilavano tra le chiappe facendomi le chiappe tonde.
Li mettevo e mi sentivo subito peggio che frocio.
Erano per le mie giornate folli, quando mi tirava il cazzo che mi tiravo una sega dietro l'altra in auto, sulla mia fiesta di seconda mano.
Il fiume era a pochi chilometri e c'era l'area industriale, e di notte il parcheggio dello stadio, e la zona del cimitero, e il canale fuori città. Fatto uno dovevo provare anche in un altro, e riprovavo ancora al fiume e tra i capannoni. Ciucciavo cazzi, lo prendevo in culo e poi mi tiravo una sega in auto coi crampi al culo.
Non l'ho fatto molte volte, era assurdo e pericoloso, ma quando mi prendeva non mi fermavo più, andavo col tizio più in dentro nel boschetto o dietro l'auto, ciucciavo il cazzo e mi mettevo a novanta. In un ponte del venticinque aprile mi sono preso un cazzo in culo anche alle sette di mattina e sono stato fuori casa tutto il giorno.
E poi c'era Bruno. Lo trovavo al parcheggio dello stadio, il venerdì dopo l'una di notte. Un vero porco che inculava froci. Non sempre, ma spesso salutavo gli amici e ci andavo. Anche con la nebbia e il gelo. Era sempre con qualche amico, mi faceva il culo prima lui, poi gli altri.
Dopo la scuola di design ho lavorato due anni come apprendista in una piccola di arredamento. F. mi ha insegnato tutto ed è stato come un padre per me. Se è successo qualcosa riguarda solo noi, ma non lo vedo e non lo sento da anni e credo sia un lettore di Er, in questo caso scrivo una cosa solo per lui: 'Maffiga, non così!'
:)
Per critiche suggerimenti e collaborazioni
milano3687@proton.me
Sfigato com'ero, col terrore che famiglia, amici e parroco scoprissero che ero un rottoinculo, io combinavo quasi solo con sposati e maturi, mi sentivo più sicuro e farmi sbattere in fretta in un boschetto o cantina era eccitante.. Ma sulla questione dotati è meglio stendere un velo pietoso, la maggioranza avevano un cazzo più piccolo del mio. Non sempre però, c'era chi ospitava ed aveva un signor cazzo, come un prete che in una cameretta vicino all'oratorio mi ha fatto un intero kamasutra in culo con una bella nerchia dura, la prima volta che ho fatto la puttana su un letto, uno con un sacco d'esperienza, ha capito che ero uno che godevo di culo e mi ha soddisfatto alla grande, ho scoperto che lo senti da paura alla missionaria, ho sborrato tre volte nella sua mano e non ha fatto un terzo giro in culo solo perché doveva andare a chiudere l'oratorio.
Perdevo un mare d'ore al pc e e se insistevo era perché mi eccitava da morire. Quando agganciavo qualcuno ci scambiavamo il cellulare, ma solo per sms! Ed era meravigliosamente complicato, ora hai subito foto e puoi fare videochiamate. Allora dovevi digitare 7777 666 66 666 7777 666 555 666 7 2 7777 7777 per scrivere 'solo solo pass'
Era frustrante, a ripensarci adesso, magari sei ore o un giorno di messaggi, mail e sms per cinque minuti tra pompino e cazzo in culo. Ma già dopo cinque minuti guardavo se mi aveva scritto qualcuno. Ero in calore.
Come ogni frocio represso e complessato andavo a periodi, due o tre settimane da bravo ragazzo, pallavolo, nuoto, studio e magari anche qualche ciulata con un ragazza e poi ripiombavo nel vortice frocio. Non so, è ridicolo, ma mi prendeva sempre dopo aver scopato con qualcuna. Mi prendeva una vera urgenza di cazzi in culo, stavo male, ci pensavo in ogni momento, mi piegavo sulla scrivania e tiravo su le chiappe, m'immaginavo un bel cazzone in culo, lo sentivo davvero che mi apriva. Cercavo per casa ogni casa dritta e dura, mettevo il preservativo a zucchini e carote, e la bottiglietta della cocacola sullo scaffale della mia cameretta la infilavo appena, tutta in culo non avevo coraggio, ma la stringevo in mano e m'immaginavo un cazzone così.
Ma nient'altro mi ricordava che ero un pigliacazzi più dei miei boxer D&G.ne avevo due paia, modello trunk, corti sulle cosce, mi stringevano e sentivo il culo liscio, quando li avevo su volevo essere palpato, ,i premevano uccello e coglioni. Li mettevo sotto i jeans con l'elastico che si leggeva, o meglio ancora sotto i pantaloni della tuta morbida, mi sentivo stringere sotto la tuta leggera. Mi guardavo allo specchio, quei boxer mi faceva un culo perfetto e un pacco da uomo, ma costavano una cifra.
Ad un fiera in città ho trovato in una bancarella dei boxer 3x10 euro, corti e stretti come volevo. Erano di cotone molto leggero ma estremamente elastico, quelli bianchi erano quasi trasparenti, vedevi la riga verticale del culo fra le chiappe e l'ombra dell'uccello. Sono tornato di corsa e ne ho comprati altre sei paia ma di taglia small. Mi tiravano tutto, si tendevano sui fianchi senza rompersi e mi s'infilavano tra le chiappe facendomi le chiappe tonde.
Li mettevo e mi sentivo subito peggio che frocio.
Erano per le mie giornate folli, quando mi tirava il cazzo che mi tiravo una sega dietro l'altra in auto, sulla mia fiesta di seconda mano.
Il fiume era a pochi chilometri e c'era l'area industriale, e di notte il parcheggio dello stadio, e la zona del cimitero, e il canale fuori città. Fatto uno dovevo provare anche in un altro, e riprovavo ancora al fiume e tra i capannoni. Ciucciavo cazzi, lo prendevo in culo e poi mi tiravo una sega in auto coi crampi al culo.
Non l'ho fatto molte volte, era assurdo e pericoloso, ma quando mi prendeva non mi fermavo più, andavo col tizio più in dentro nel boschetto o dietro l'auto, ciucciavo il cazzo e mi mettevo a novanta. In un ponte del venticinque aprile mi sono preso un cazzo in culo anche alle sette di mattina e sono stato fuori casa tutto il giorno.
E poi c'era Bruno. Lo trovavo al parcheggio dello stadio, il venerdì dopo l'una di notte. Un vero porco che inculava froci. Non sempre, ma spesso salutavo gli amici e ci andavo. Anche con la nebbia e il gelo. Era sempre con qualche amico, mi faceva il culo prima lui, poi gli altri.
Dopo la scuola di design ho lavorato due anni come apprendista in una piccola di arredamento. F. mi ha insegnato tutto ed è stato come un padre per me. Se è successo qualcosa riguarda solo noi, ma non lo vedo e non lo sento da anni e credo sia un lettore di Er, in questo caso scrivo una cosa solo per lui: 'Maffiga, non così!'
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