Due piccioni con una fava
di
IL MICROBO
genere
sadomaso
DUE PICCIONI CON UNA FAVA
Erano marito e moglie di facciata e schiavi masochisti nudi e crudi di un padre e suocero padrone che li sottometteva e maltrattava da par suo.
-Anche se sei così frocio da fare ribrezzo e incapace di far godere una femmina, ho acconsentito che ti sposassi con questa zozza troia schifosamente lesbica, solo perché ha il tuo stesso bisogno di essere degradata e punita.
Ogni sabato li convocava a casa sua e li faceva stendere fianco a fianco coi culi in vista per un bel giro di frusta a plug inseriti. Li lasciava languire a bagnomaria fino a quando non gli veniva voglia di incularseli. Levati i plug intingeva l'uccello un po' nel culo di lui e un po' in quello di lei fino a venire a caso nel primo che capita. Lo sborrato o la sborrata si faceva da parte e a colui o colei che era rimasto/a a secco toccava in sorte, col gioco dei resti, il compito della pompa. Il suo cazzo duro ancora in festa massacrava la gola del predestinato/a fino a saziarla di una ulteriore generosa dose di sborra.
Fatto questo li faceva rivestire e li mandava via.
-Non voglio intromettermi oltre nella vostra intimità.
Ubbidiente la coppietta si levava di torno per tornare al proprio menage di assoluta castità e rifarsi viva dal loro infame e stretto parente il sabato successivo, a sua disposizione come il precedente, e così per sempre di settimana in settimana, fino alla lontana morte naturale di un tale aguzzino, che pur in età godeva di ottima salute, più di corpo che di mente.
-Tu speri che si schianti presto?
-Neanche per idea.
-E perché?
-Per il buon motivo che sarebbe quasi impossibile trovare un sostituto con le sue qualità.
-Senza di lui il nostro matrimonio potrebbe andare gambe all'aria.
-Finiremmo allo sbando.
-Prima o poi succederà.
-E non ci resterà altro che rimpiangerlo.
Erano marito e moglie di facciata e schiavi masochisti nudi e crudi di un padre e suocero padrone che li sottometteva e maltrattava da par suo.
-Anche se sei così frocio da fare ribrezzo e incapace di far godere una femmina, ho acconsentito che ti sposassi con questa zozza troia schifosamente lesbica, solo perché ha il tuo stesso bisogno di essere degradata e punita.
Ogni sabato li convocava a casa sua e li faceva stendere fianco a fianco coi culi in vista per un bel giro di frusta a plug inseriti. Li lasciava languire a bagnomaria fino a quando non gli veniva voglia di incularseli. Levati i plug intingeva l'uccello un po' nel culo di lui e un po' in quello di lei fino a venire a caso nel primo che capita. Lo sborrato o la sborrata si faceva da parte e a colui o colei che era rimasto/a a secco toccava in sorte, col gioco dei resti, il compito della pompa. Il suo cazzo duro ancora in festa massacrava la gola del predestinato/a fino a saziarla di una ulteriore generosa dose di sborra.
Fatto questo li faceva rivestire e li mandava via.
-Non voglio intromettermi oltre nella vostra intimità.
Ubbidiente la coppietta si levava di torno per tornare al proprio menage di assoluta castità e rifarsi viva dal loro infame e stretto parente il sabato successivo, a sua disposizione come il precedente, e così per sempre di settimana in settimana, fino alla lontana morte naturale di un tale aguzzino, che pur in età godeva di ottima salute, più di corpo che di mente.
-Tu speri che si schianti presto?
-Neanche per idea.
-E perché?
-Per il buon motivo che sarebbe quasi impossibile trovare un sostituto con le sue qualità.
-Senza di lui il nostro matrimonio potrebbe andare gambe all'aria.
-Finiremmo allo sbando.
-Prima o poi succederà.
-E non ci resterà altro che rimpiangerlo.
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