Arruolato pompiere di prima classe

di
genere
gay

ARRUOLATO POMPIERE DI PRIMA CLASSE
Non avevo mai fatto sesso con maschi. Davo di vomito solo a pensarci. Eppure, da quando sono stato scelto come schiavo specializzato in pompe, mi tocca, più per forza che per amore, succhiare il cazzo di un padrone che una sera mi ha intercettato fuori dalla disco e che per combinazione abita due piani sotto il mio. Mi ha subito trascinato in casa sua spiegandomi le regole a cui avrei dovuto attenermi.
-Lo vedo bene che sei un etero allo stato puro e immagino quanto il maschio possa schifarti. Potrai frequentare le ragazze e fartele. Potrai anche fidanzarti o sposarti, ma continuerai a servire me nel modo che presto farò sperimentare. Il culo te lo lascio vergine ma diventerai il mio pompista personale. Hai dei buoni requisiti. Non importa se parti da zero, anzi è meglio, ti insegnerò tutto per filo e per segno e imparerai. Se ti ribelli saranno guai.
Non ha mai alzato le mani su di me, per il buon motivo che fin dall'inizio non ho opposto alcuna resistenza e mi sono rassegnato ad ubbidirlo senza fare storie. Esercitava su di me una forza manipolatrice che non mi dava scampo. Ero stato selezionato per quel compito perché avevo un bel muso, sepolto in una capigliatura che scendeva lungo la schiena, naso schiacciato, bocca larga, labbra carnose, due bei giri di denti, un sorriso radioso, una lingua da vitello, e col fiato che mi ritrovi, molta attitudine all'apnea.
La prima volta fu una specie di esercitazione. Mi guidò ad esplorare il suo pube e i suoi genitali, a tuffarci il naso, a sniffare fra i peli i suoi sudori, a leccare per bene le palle, giuggiolarle in bocca, leccare l'asta, slinguare il glande, imboccare, sprofondarmi, spremere, scorrere, tenere il ritmo, molto ben guidato da lui. A reggere i colpi secchi che mi arrivavano in gola e a portarlo al godimento e per finire a ingoiare e mandar giù il frutto dell'orgasmo orale che gli provocavo.
Dalla seconda in poi mi dava semplicemente il via con uno schiocco di dita e mi metteva al lavoro con una certa libertà d'azione, a mio estro come meglio mi riusciva e mi pareva. Col tempo, pompa dopo pompa, sentendolo così orgoglioso di me, ero diventato abbastanza fiero di come riuscivo ad accontentarlo e a mandarlo in estasi, e poi, lo dico sottovoce, cominciò anche, non so come, a piacermi un casino. I suoi genitali hanno delle forme e delle misure perfette, e mi fanno sentire stordito e inebriato. Non penso che sono diventato Frocio, ma di sicuro ci sono poco lontano.
Fu di parola e il culo me lo risparmiò. Ragazze ne ho cercate sempre di meno, fino a perdere del tutto interesse. Mi sono ridotto che faccio sesso solo di bocca e solo a prendi cazzo. Al culmine del suo piacere mi lascia sborrare, il che mi succede in automatico senza toccarmi, a condizione che poi gli ripulisca il pavimento a lingua larga, mentre Lui ridacchia e si diverte a guardare come mi ha soggiogato e mi tiene in pugno, anche nella degradazione che mi viene imposta.
I cazzi dei suoi amici e soci non me li ha mai fatti sfiorare, assisto spesso alle inculate da orbi che destina ad un altro suo schiavo, specializzato in anale. Succede poi che abbia degli spettatori che in genere si mostrano stupiti di fronte alle mie performance. In questi casi tutti si complimentano col Master per come mi ha tirato su. Un po' ci resto male e mi chiedo perché non venga presa in considerazione anche la mia “bravura”. Ma lui mi tranquillizza: Di loro non ti curare, Ti basti e avanzi come ti apprezzo io, per il tuo notevole e ottimo impegno e per le tue superbe qualità alle prese con la “fellatio”. Al suo competente e vorrei dire infallibile giudizio ci tengo davvero molto. Mi rincuora e mi incoraggia a spendermi sempre di più e sempre meglio, mano a mano che va avanti sta situazione da sballo, che per quel che ne so e ci capisco mica finirà tanto presto, e forse mai.
scritto il
2026-06-03
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