Il padrone improvvisato

di
genere
sadomaso

IL PADRONE IMPROVVISATO
Sono un giovane Hacker e riesco ad entrare di nascosto nei PC di persone molto in vista, curioso di esplorare le loro vite, le confidenze intime che riversano nei loro archivi segreti, di controllare le chat che frequentano, di impadronirmi di file e video che avrebbero dovuto restare privatissimi. Una di queste mie vittime, che si definiva “padrone”, stava in chat con un tizio che chiamava “schiavo”. Cominciai a spiare il rapporto che stavano intavolando, tenendo sotto stretto monitoraggio, così tanto per fare, le loro continue e strane conversazioni notturne, come se fossi preso dalla lettura di un romanzo di perversione a luci rosse. Ogni volta che si collegavano mi arrivava una notifica e mi mettevo subito in ascolto. All’inizio erano molto guardinghi, parlavano delle situazioni che li intrigava e lo schiavo si mostrava senza viso oppure incappucciato da un passamontagna mentre eseguiva degli ordini tutto sommato all’acqua di rose, del tipo mostrare bene il culo e il buco del culo, inserendovi a comando un dito, poi due, poi tre. Oppure si mollettava i capezzoli, o si schiaffeggiava le palle, o si versava la cera calda di una candela sui genitali, professando la sua devozione e sottomissione nei confronti del sadico. al quale mandava video sempre più imbarazzanti. Una sera ruppero gli indugi e si scambiarono delle foto da nudi a figura intera. Il “padrone” era un tipo ciccio e arrogante, lo “schiavo” era smilzo e appariva assai timoroso e docile.
-Dimostrami fino a dove sai spingerti.
-Sì Padrone.
-Sputa sul pavimento e lecca le tue bave.
Lo “schiavo” eseguì alla lettera.
-Verme che sei.
-Grazie Padrone.
-Ora ti chiederò una cosa molto impegnativa e molto forte.
-Sono tutto orecchie Padrone.
-Accucciati e defeca sul pavimento.
Lo “schiavo” defecò.
-Chinati sui tuoi stronzi sniffali e cibatene.
Lo “schiavo” non si tirò indietro. Tenendo la telecamera accesa annusò le sue merde, Ci intinse il naso e cominciò a mangiarle, inghiottendole un boccone alla volta e spazzolandole tutte, incoraggiato dal suo “padrone” che si compiaceva di lui e della sua incondizionata e sudicia obbedienza.
Un ben triste pasto.
-Sei stato davvero bravo. Mi hai dato prova di saper star dietro alle mie richieste.
-Padrone avrei sete.
-Ma certo. Fai pipì in un bicchiere, riempilo del tuo sgradevole piscio e bevi.
Lo “schiavo” colmò il bicchiere. Poi lo sollevò e lo tracannò sorso dopo sorso.
-Mi hai dato sufficiente dimostrazione di te. Ti aspetto domani ad ore 22, in Via Tal dei Tali al civico 11.
-Grazie Padrone.
-Ho pronte manette, corde e diverse fruste che sarai senz’altro ansioso di sperimentare.
-Proprio così Padrone.
All’ora stabilita e a quell’indirizzo mi presentai anch’io in divisa da poliziotto. Li sorpresi già nudi intenti a imbastire una serie di porcherie. Li spaventai a morte fingendo di essere lì per trarli in arresto. Si giustificarono affermando che stavano facendo solo un gioco e che erano consenzienti. Mi supplicarono, mi scongiurarono.
Mostrai pietà ad una condizione, che tutti e due mi offrissero il culo. Come due cagne alzarono le natiche senza discutere. Mi presi il lusso di frustarli, godendomi lo spettacolo dei loro sederi che feci diventare di fuoco. Poi una alla volta lì inculai duri. Non sapevano più come ringraziarmi e mi chiesero di tornare presto. Dallo “schiavo” mi aspettavo questo e altro ma dal sedicente “padrone” no. Gli chiesi una spiegazione.
-Pratico lo scambio di ruolo.
Gli risposi: Io no.
Li ho tiranneggiati per tutta la sera, divertendomi un sacco, finché schifato dalla loro arrendevolezza senza limiti, non li ho mandati al diavolo e me ne sono andato via. Che se la vedessero fra di loro.
Però però prima di abbandonarli al loro destino ho scritto sulle loro schiene, metà per uno, il mio numero di cellulare.
-Fatemi uno squillo se avete bisogno di me.
Mi chiamarono pregandomi di rifarmi vivo. Ma mi avevano troppo nauseato e non gli diedi più spago.
scritto il
2026-05-28
1 3 7
visite
1
voti
valutazione
1
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Il passaparola

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.