L’ombra del tradimento
di
Angelo B
genere
tradimenti
Angelo e Gis si abbandonano a una
passione proibita, i loro corpi intrecciati in
un ballo di tradimento e desiderio. Mentre
il sole tramonta, le loro parole e i loro
gemiti rivelano una verità sconvolgente: il
loro segreto cambierà tutto.
La stanza era immersa in un crepuscolo artificiale, le tende pesanti che filtravano la luce del tardo pomeriggio
creavano ombre lunghe e danzanti sulle pareti. Angelo si trovava dietro Gis, le sue mani che affondavano nei
fianchi morbidi ma sodi della cognata. L'odore del sesso riempiva l'aria, mescolandosi con il profumo floreale che
lei sempre indossava, una contraddizione che lo eccitava ancora di più.
Gis era in quattro, il suo corpo arcuato in un'offerta primordiale, il viso premuto contro i cuscini del letto che
assorbivano i suoi suoni. Angelo la guardava, osservava come la sua fica si aprisse per accoglierlo, come le labbra
carnose si stringessero attorno al suo cazzo ogni volta che spingeva. Le sue guance arrossate spuntavano tra i
capelli scuri che le cadevano sul viso, un'immagine che avrebbe impresso nella sua memoria per sempre.
"Angelo..." sussurrò lei, la voce rotta dal piacere mentre lui si muoveva lentamente, godendo ogni centimetro di
quella penetrazione proibita.
Lui rispose accelerando leggermente il ritmo, sentendo come il calore di lei lo avvolgesse completamente. "Ti
piace, cognata?" le chiese, le sue dita che stringevano più forte la sua pelle, lasciando segni bianchi che
sarebbero diventati lividi.
La risposta di Gis fu un gemito profondo, un suono che partì dalle profondità della sua gola. "Cazzo..." ansimò,
spingendo indietro i fianchi per incontrare i suoi colpi. "Mi stai sfondando..."
Angelo sentì un'ondata di potere travolgente. Era la moglie di suo fratello, la donna che Bona amava, e ora era
qui con lui, impazzita per il suo cazzo. Continuò a muoversi, ogni spinta più profonda della precedente,
sentendo come le pareti della sua fica si contraessero attorno a lui.
"Continua..." supplicò lei, la voce ora più alta, più disperata. "Che cazzone..."
Le parole di Gis lo spinsero oltre il limite. Angelo prese a scoparla con più forza, i suoi testicoli che sbattevano
contro il clitoride sensibile di lei ad ogni spinta. Il letto iniziò a cigolare sotto di loro, un ritmo insistente che si
univa ai suoni dei loro corpi che si scontravano.
"Più grande di quello di tuo fratello, vero?" le chiese all'improvviso, la voce roca dal desiderio. La domanda
pendeva nell'aria, carica di significato, di tradimento, di vittoria.
Gis si sollevò leggermente sulle braccia, voltando la testa appena sufficiente per guardarlo con gli occhi pieni di
lacrime di piacere. "Sì..." gemette, il respiro corto. "Mi fai morire..."
Angelo sentì il cuore battere più forte nel petto. "Come mi scopi?" insistette, volendo sentire ogni parola, ogni
ammissione della sua superiorità.
"Come mi scopi..." ripeté lei, come se le parole le costassero fatica. "Dio, Angelo... nessuno mi ha mai scopata
così..."
Lui afferrò i suoi capelli, tirando indietro la sua testa con delicatezza ma fermezza, cambiando leggermente
l'angolo di penetrazione. Gis gridò, un suono acuto di puro piacere che fece vibrare il cazzo di Angelo fino alle
radici. Sentì come la sua fica si bagnasse ancora di più, lo scorrere dei suoi liquidi che rendevano ogni movimento
più facile, più profondo.
"Di nuovo," le ordinò, la sua voce ora un ringhio basso. "Dimmi di nuovo."
"Sì!" gridò lei, il corpo che tremava sotto di lui. "Sei più grande! Il tuo cazzo mi riempie tutto! Mi fai sentire così
piena, così usata..."
Angelo accelerò ancora, ora scopandola con una forza quasi brutale, sentendo come il suo orgasmo si
avvicinasse. Le mani di Gis afferrarono le lenzuola, strappandole dal materasso mentre onde di piacere la
travolgevano.
"Non fermarti!" supplicò lei, la voce rotta dai singhiozzi di piacere. "Per favore, non fermarti!"
Lui obbedì, continuando a spingere anche quando sentì i muscoli delle sue gambe iniziare a bruciare, anche
quando il respiro gli mancava. Gis venne prima, un orgasmo violento che la fece urlare il suo nome, il suo corpo
che si contorse sotto di lui mentre la fica si contraeva spasmodicamente attorno al suo cazzo.
Angelo la seguì quasi subito, eiaculando con una forza che lo lasciò senza fiato, riempiendola del suo sperma
caldo mentre continuava a spingere, volendo assicurarsi che ogni goccia rimanesse dentro di lei.
Crollarono entrambi sul letto, il corpo di Angelo che copriva quello di Gis, entrambi pesanti e soddisfatti. Per
diversi minuti, l'unico suono nella stanza fu il loro respiro che tornava lentamente alla normalità.
"Angelo..." sussurrò lei finalmente, la voce morbida, spenta.
Lui la baciò sulla nuca, assaporando il sapore del sudore della sua pelle. "Gis..."
"Che facciamo adesso?" chiese lei, e c'era una nuova nota nella sua voce, qualcosa che somigliava alla paura.
Angelo si sollevò leggermente, permettendole di girarsi sotto di lui. I suoi occhi erano rossi, il viso segnato dalle
lacrime, ma c'era anche una soddisfazione lì, una complicità che non sarebbe mai esistita tra lei e Bona.
"Adesso," disse lui, passando una mano tra i suoi capelli. "Adesso ricominciamo."
Gis lo guardò per lungo momento, poi un piccolo sorriso toccò le sue labbra. "Sì," disse lei. "Ricominciamo."
E mentre il sole tramontava completamente fuori dalla finestra, gettando la stanza nell'oscurità totale, Angelo
sapeva che questo era solo l'inizio, che il segreto che ora condividevano con sua cognata avrebbe cambiato per
sempre tutto.
passione proibita, i loro corpi intrecciati in
un ballo di tradimento e desiderio. Mentre
il sole tramonta, le loro parole e i loro
gemiti rivelano una verità sconvolgente: il
loro segreto cambierà tutto.
La stanza era immersa in un crepuscolo artificiale, le tende pesanti che filtravano la luce del tardo pomeriggio
creavano ombre lunghe e danzanti sulle pareti. Angelo si trovava dietro Gis, le sue mani che affondavano nei
fianchi morbidi ma sodi della cognata. L'odore del sesso riempiva l'aria, mescolandosi con il profumo floreale che
lei sempre indossava, una contraddizione che lo eccitava ancora di più.
Gis era in quattro, il suo corpo arcuato in un'offerta primordiale, il viso premuto contro i cuscini del letto che
assorbivano i suoi suoni. Angelo la guardava, osservava come la sua fica si aprisse per accoglierlo, come le labbra
carnose si stringessero attorno al suo cazzo ogni volta che spingeva. Le sue guance arrossate spuntavano tra i
capelli scuri che le cadevano sul viso, un'immagine che avrebbe impresso nella sua memoria per sempre.
"Angelo..." sussurrò lei, la voce rotta dal piacere mentre lui si muoveva lentamente, godendo ogni centimetro di
quella penetrazione proibita.
Lui rispose accelerando leggermente il ritmo, sentendo come il calore di lei lo avvolgesse completamente. "Ti
piace, cognata?" le chiese, le sue dita che stringevano più forte la sua pelle, lasciando segni bianchi che
sarebbero diventati lividi.
La risposta di Gis fu un gemito profondo, un suono che partì dalle profondità della sua gola. "Cazzo..." ansimò,
spingendo indietro i fianchi per incontrare i suoi colpi. "Mi stai sfondando..."
Angelo sentì un'ondata di potere travolgente. Era la moglie di suo fratello, la donna che Bona amava, e ora era
qui con lui, impazzita per il suo cazzo. Continuò a muoversi, ogni spinta più profonda della precedente,
sentendo come le pareti della sua fica si contraessero attorno a lui.
"Continua..." supplicò lei, la voce ora più alta, più disperata. "Che cazzone..."
Le parole di Gis lo spinsero oltre il limite. Angelo prese a scoparla con più forza, i suoi testicoli che sbattevano
contro il clitoride sensibile di lei ad ogni spinta. Il letto iniziò a cigolare sotto di loro, un ritmo insistente che si
univa ai suoni dei loro corpi che si scontravano.
"Più grande di quello di tuo fratello, vero?" le chiese all'improvviso, la voce roca dal desiderio. La domanda
pendeva nell'aria, carica di significato, di tradimento, di vittoria.
Gis si sollevò leggermente sulle braccia, voltando la testa appena sufficiente per guardarlo con gli occhi pieni di
lacrime di piacere. "Sì..." gemette, il respiro corto. "Mi fai morire..."
Angelo sentì il cuore battere più forte nel petto. "Come mi scopi?" insistette, volendo sentire ogni parola, ogni
ammissione della sua superiorità.
"Come mi scopi..." ripeté lei, come se le parole le costassero fatica. "Dio, Angelo... nessuno mi ha mai scopata
così..."
Lui afferrò i suoi capelli, tirando indietro la sua testa con delicatezza ma fermezza, cambiando leggermente
l'angolo di penetrazione. Gis gridò, un suono acuto di puro piacere che fece vibrare il cazzo di Angelo fino alle
radici. Sentì come la sua fica si bagnasse ancora di più, lo scorrere dei suoi liquidi che rendevano ogni movimento
più facile, più profondo.
"Di nuovo," le ordinò, la sua voce ora un ringhio basso. "Dimmi di nuovo."
"Sì!" gridò lei, il corpo che tremava sotto di lui. "Sei più grande! Il tuo cazzo mi riempie tutto! Mi fai sentire così
piena, così usata..."
Angelo accelerò ancora, ora scopandola con una forza quasi brutale, sentendo come il suo orgasmo si
avvicinasse. Le mani di Gis afferrarono le lenzuola, strappandole dal materasso mentre onde di piacere la
travolgevano.
"Non fermarti!" supplicò lei, la voce rotta dai singhiozzi di piacere. "Per favore, non fermarti!"
Lui obbedì, continuando a spingere anche quando sentì i muscoli delle sue gambe iniziare a bruciare, anche
quando il respiro gli mancava. Gis venne prima, un orgasmo violento che la fece urlare il suo nome, il suo corpo
che si contorse sotto di lui mentre la fica si contraeva spasmodicamente attorno al suo cazzo.
Angelo la seguì quasi subito, eiaculando con una forza che lo lasciò senza fiato, riempiendola del suo sperma
caldo mentre continuava a spingere, volendo assicurarsi che ogni goccia rimanesse dentro di lei.
Crollarono entrambi sul letto, il corpo di Angelo che copriva quello di Gis, entrambi pesanti e soddisfatti. Per
diversi minuti, l'unico suono nella stanza fu il loro respiro che tornava lentamente alla normalità.
"Angelo..." sussurrò lei finalmente, la voce morbida, spenta.
Lui la baciò sulla nuca, assaporando il sapore del sudore della sua pelle. "Gis..."
"Che facciamo adesso?" chiese lei, e c'era una nuova nota nella sua voce, qualcosa che somigliava alla paura.
Angelo si sollevò leggermente, permettendole di girarsi sotto di lui. I suoi occhi erano rossi, il viso segnato dalle
lacrime, ma c'era anche una soddisfazione lì, una complicità che non sarebbe mai esistita tra lei e Bona.
"Adesso," disse lui, passando una mano tra i suoi capelli. "Adesso ricominciamo."
Gis lo guardò per lungo momento, poi un piccolo sorriso toccò le sue labbra. "Sì," disse lei. "Ricominciamo."
E mentre il sole tramontava completamente fuori dalla finestra, gettando la stanza nell'oscurità totale, Angelo
sapeva che questo era solo l'inizio, che il segreto che ora condividevano con sua cognata avrebbe cambiato per
sempre tutto.
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Il soffocamento della rabbia
Commenti dei lettori al racconto erotico