La fiera del piacere

di
genere
etero

La complicità tra me e Andrea era un crescendo che andava avanti in modo sempre più evoluto.
Quando trovai un pacco nella buca il mio stupore era un misto di attesa e desiderio su cosa potesse contenere. Per prima cosa volli leggere il messaggio contenuto nella busta. "Ciao Franci, la prossima settimana sarò in fiera. Ti allego un biglietto di ingresso, sarei felice se tu venissi a trovarmi, sono certo che vorrai indossare ciò che trovi nella scatola.."
Aprii con mani tremanti il plico, all'interno trovai un plug anale di silicone rosa grande, 6cm di diametro e 11,5 di lunghezza. Completava il tutto un lovense a vibrazione comandato da remoto.
La mattina della mia visita mi preparai con cura, dopo la doccia mi misi la mia crema su tutto il corpo. Scelsi un micro perizoma completamente aperto, riempii di gel il plug e lo inserii riuscendoci dopo un paio di tentativi. Alloggiai il lovense con grande facilità perché già discretamente bagnata.
Mi sentivo pienissima, emozionandomi al pensiero di quando sarebbe partita la vibrazione.
Giunta davanti alla biglietteria mandami un messaggio ad Andrea.
"Fermati subito dopo l'entrata Franci vengo a prenderti" fu la sua risposta.
Prima ancora di vederlo arrivare capii di essere stata vista, la vibrazione anche se a basso voltaggio era partita.
Andrea mi stava venendo incontro con il suo naturale sorriso che lo precedeva quando fu improvvisamente distratto da una persona. Un Cliente o un fornitore immaginavo perché mi fece subito cenno di andare al suo boot mentre, cordialmente, si fermava a dare cenno al suo ospite.
Capii al volo e passandogli appena dietro lo lasciai a chiacchierare in inglese con chi ci aveva interrotto.
Di li a qualche metro c’era la sua postazione di lavoro.
Appena arrivata e anche se, discretamente, non immersa nel suo mondo una graziosa Ragazza mi offri un aperitivo: “Andrea arriverà fra qualche minuto…mi ha detto di accoglierla e metterla suo agio…” aggiunse gentilmente porgendomi un calice.
La vibrazione intanto da “dolce” era passata a “insistente” e improvvise vampate di calore mi stavano avvolgendo.
Ecco che da li a qualche minuto, uno o due, non di più, scorsi Andrea che con passo rapido si stava avvicinando.
Nel suo completo blù notte con camicia bianca e cravatta celeste stava davvero bene…meglio ancora delle tante foto che mi aveva mandato in altre occasioni.
Ecco quindi che, già con le braccia aperte nel segno dell’accoglienza fu distratto da un’altra incombenza lavorativa.
Un’altra persona rubò la sua attenzione e ancora una volta, col linguaggio del corpo, mi fece capire di attendere….per poco.
Lo ascoltavo da qualche metro di distanza rispondere in Francese a domande del suo interlocutore e nel frattempo lanciare sguardi verso di me. Mi eccitava anche quell’accento fatto di erre e “O” pronunciate. Era divertente, vederlo nel suo mondo, al lavoro…e vederlo nel contempo desiderare di non essere in quella condizione, ma con me.
La vibrazione partì improvvisamente in modalità “Orgasmo”…e mentre cercavo di mascherare quella sorprendente scarica di piacere lo vidi giocare, mentre parlava, col telecomando in mano.
Sorrideva ma non sapevo se per le argomentazioni verbali oppure per quello che mi stava causando.
Sentivo la fica umidissima e il microperizoma in questo non mi aiutava.
Indossavo per l’occasione un vestito con una giacca coordinata e l’eccitazione del momento e del giocattolo mi stavano mettendo a dura prova.
Sentivo qualche goccia dei miei umori che stava scendendo all’interno coscia, sulla nuda pelle sopra la balza delle calze. Cercavo di muovere le gambe per dissimulare quel piacere e quel piacevole disagio che erano in me e nel contempo vedevo fare altrettanto con Andrea.
Cercava anche Lui di simulare e soprattutto mascherare un’erezione che ai miei occhi era evidente, anche se non sfrontata.
Lo vidi sorridere verso di me e nel contempo sentii il lovesense vibrare al massimo.
Mi sedetti perché l’orgasmo mi stava montando e le gambe avevano iniziato a tremarmi.
Chiusi gli occhi per un istante, per viverlo e gestirlo quel climax…li, in mezzo a tanta gente.
Andrea arrivò appena dopo, come se avesse capito che quel momento era appena terminato.
Mi bacio prima la mano e poi ci scambiammo un doppio bacio.
Il suo sorriso era contagioso come lo era stato fino a qualche secondo prima il toy.
“Scusami tanto Francesca…non ho un attimo libero per ammirarti come devo e vorrei fare” mi disse chiudendo Lui gli occhi e aspirando il mio profumo come tante volte mi aveva detto di voler fare…”ma non voglio perdere neppure un minuto della tua presenza” aggiunse chiamando l’attenzione di alcune Ragazze che erano li con Lui…
“Sono venuta da poco….sono bagnata come un lago di fuoco” gli dissi io all’orecchio.
“…e il tuo cazzo duro è l’unica soluzione….” Gli sussurrai ancora più lentamente e decisa.
Organizzò in poche mosse la sua assenza dei successivi minuti e adducendo importati questioni con me, un’importante Cliente, mi prese a braccetto e mi condusse in una zona dove avevano prenotato meeting room più discrete.
Entrammo nella sua e nervosamente chiuse la porta.
Non mi aveva detto nulla nei pochi passi che avevamo fatto per arrivare, come nulla aggiunse.
Mi prese il viso e mi bacio, prima dolcemente e poi sempre più febbrilmente.
Sentire le sue labbra prima e la sua lingua poi che mi esploravano la bocca fi una scossa come quella dei momenti prima. Il suo tocco, il suo bacio erano come il vibrare del sextoy.
La sua voglia era la mia e al suo bacio risposi prontamente col mio, un bacio che diventava il nostro.
“Ti voglio Francesca…ti desidero…” riuscì appena a dire in un brevissimo intervallo fra le battaglie delle nostre bocche.
Gli sentivo il membro in piena erezione costretto nei pantaloni al contatto col mio corpo.
“Sono Tua Tesoro…sono qui per questo…e anch’io ho tanta voglia” gli risposi in modo naturale e sincero.
Mi fece appoggiare al tavolo col le mani e messosi dietro sentii che mi sollevava il vestito.
Il mio sedere fu subito scoperto, nudo…preda dei sui baci e delle sue carezze.
Carezze e baci che sentivo, di riflesso, pulsare davanti, sul clitoride gonfio e nella fica, bagnata di desiderio.
Sapevo cosa avrebbe fatto, tante volte me lo aveva descritto…ma il saperlo prossimo mi eccitava ancora di più.
Sentivo la sua bocca avvicinarsi sempre più al buchetto, occupato dal plug che lui stesso mi aveva mandato.
Eppure quei baci e quella lingua mi facevano sciogliere dalla voglia.
“Inculami” gli dissi…perché era la cosa che volevo di più…
Volevo sentire il mio sfintere esser riempito da qualcosa di caldo e duro, di qualcosa che sarebbe entrato e uscito più volte.
E poi. La sodomizzazione sia come atto sessuale che come atto di trasgressione li in quell’ambiente era diventata molla formidabile per esaltare i nostri piaceri.
Piaceri che diventavano godimenti e lo sarebbero diventati.
Mi liberò del plug molto gentilmente e la sua lingua andò per prima in esplorazione.
Lo sentivo, la sentivo muoversi prima attorno e poi dentro, leggermente dentro.
Colavo come non mai, con la mano cercavo il mio bottoncino per placarmi.
“Inculami…adesso” gli richiesi la stessa cosa….troppa voglia…troppa…
E andrea mi inculò. Lo sentii entrare piano piano, duro all’inverosimile e caldo.
Le sue mani prima mi accarezzarono il seno, coi capezzoli che quasi mi facevano male da tanto eran tesi e poi, spostandole sui fianchi, diventavano le leve per le sue spinte.
Spinte lente ma continue, come piacciono a me.
La mia mano andava veloce sul clitoride, avrei voluto la sua bocca anche li.
Quando stava per eiaculare le sue spinte si fecero più veloci, leggermente più veloci e ancora più profonde.
Sentii il primo fiotto, caldo, denso, arrivò anche il mio orgasmo, caldo, liquido, potente.
Seguirono altre spinte, piacevoli e profonde…con Andrea che rimaneva duro.
Ci riposammo qualche secondo, Lui ancora dentro di me, uniti nell’atto appena concluso e nel godimento appena vissuto.
Ci ricomponemmo nella toilette annessa, con la voglia che non smetteva di impegnarci.
Avevamo tutti e due impegni per quel pomeriggio, purtroppo non gli stessi.
scritto il
2026-05-19
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