Colloquio di lavoro

di
genere
tradimenti

Mi sono laureata lo scorso novembre in economia e commercio, e da allora sono alla continua ricerca di un posto di lavoro. Ho mandato curriculum a chiunque, sono disposta a tutto pur di avere un posto di lavoro e dimostrare il mio valore. Ho 23 anni, vorrei avere una mia indipendenza economica e fare il grande salto, sposare il mio fidanzato storico, stiamo insieme da 8 anni ormai, e comprare una bella villetta. Per adesso ognuno a casa sua con i propri genitori. Ieri mattina, appena uscita dalla doccia trovo sul cellulare una chiamata persa, un numero che non avevo salvato in rubrica. Richiamo e risponde una voce calda, sensuale, sicura di sé, con la parlata tranquilla. Mi dice di essere il direttore della filiale della banca della mia città, che ha ricevuto il mio curriculum e interessato, ha chiesto informazioni su di me. Dice che vorrebbe parlarmi per fare una chiacchierata, accetto, e con il cuore che pompava a mille, eccitata rimango in attesa di sapere luogo ed orario. "Se è disponibile signorina, farei nel primo pomeriggio odierno" mi dice. "Assolutamente si, sono disponibilissima". Così, dopo avermi detto luogo e ora riattacco. Sono super eccitata, chiamo il mio fidanzato, dice che si prenderà il pomeriggio libero e che mi accompagnerà al colloquio. Dal nervoso e dall'eccitazione non riesco nemmeno a pranzare, però mi faccio bella, metto io vestito più bello che ho, quello che piace molto al mio uomo, semplice, nero, corto più su di metà coscia e leggermente scollato. Metto un perizoma di pizzo nero, niente reggiseno, e un bel tacco classico. Alle 14 Lorenzo, il mio fidanzato è già giù che mi aspetta. "Wow, ma vai ad un colloquio oppure ad una serata?" Mi chiede, "sei splendida". Mi sono pure truccata, leggera, con anche un filo di rossetto rosso. Alle 14.30 puntuale sono seduta nell'ufficio del direttore, il Sig. Claudio. "Piacere, Samantha". La sua stretta di mano è forte, decisa, proprio come la sua voce, che dal vivo è ancora più sexy. Avrà circa 40 anni, camicia bianca e completo blu, cravatta. Lorenzo è rimasto in macchina ad aspettarmi, ha detto che sarebbe andato al bar. "Signorina Samantha, lei dice che è disposta a tutto pur di avere un lavoro" "decisamente si, ho bisogno di un lavoro per poter riuscire a sposarmi e comprarmi casa". Non so perché ma sono assolutamente tranquilla, sarà la voce calda di Claudio, sarà che mi sta fissando negli occhi ma io non abbasso lo sguardo. Sento che ho i capezzoli duri, tanto duri da farmi quasi male e di istinto mi passo la mano sulle tette. Sono seduta con le cosce accavallate, il piede che dondola leggermente fuori dalla scarpa. Claudio mi fissa, adesso lo sguardo è sulle tette ma presto scivola giù sulle cosce e sui piedi. Si alza, viene davanti alla scrivania e ci si appoggia col sedere, braccia conserte. Mi cade lo sguardo sul pacco, deve avere sicuramente un cazzo degno di nota, ma per scoprirlo c'è solo una soluzione. Scavallo le gambe e mi chino verso di lui, lascio che si veda bene il seno, dall'alto sicuramente ha una bella visuale anche sui miei capezzoli duri che in questo preciso momento vorrei soltanto sentire stretti sotto la sua bocca e le sue dita. Lentamente gli abbasso la cerniera del pantalone, e tiro fuori io cazzo. Rimango quasi a bocca aperta dalle misure che ho di fronte, credo saranno stati 22 cm ma il diametro è quello che mi ha colpito di più. Inizio a segarlo, una mano poi due, poi mi avvicino, passo la lingua sulla cappella umida, poi lecco tutto dalle palle fino alla cappella fissandolo negli occhi. Tiro fuori le tette, lo stringo in mezzo al seno e lo sego ancora con la cappella che sbatte sul capezzolo. Poi tolgo le mani e lo prendo in bocca, mi piace sentire la pienezza, ho la bocca piena, duro, largo, lo mordo. Penso a Lorenzo che fuori mi aspetta e mi eccito ancora di più, aumento il ritmo, non ho contato il tempo ma non avrei mai smesso di succhiare quel cazzo. Claudio non ha la minima idea di venire, si sta godendo il mio fantastico pompino. Credo che nessuna glielo abbia mai succhiato così, io adoro i pompini, amo il cazzo, ma fino ad oggi non avevi mai tradito il mio uomo. Decido che è ora di farlo godere, io ormai avevo la fica fradicia, il perizoma completamente bagnato, ma con una mano entro sotto il vestito e mi tocco mentre con l'atra lo sego e con la bocca ciuccio la cappella. Passano pochi minuti, e dopo i miei due orgasmi, lui non resiste più e mi riempie la bocca di sborra. Continuo a succhiare lentamente, il suo cazzo mi pulsa in bocca, continua a schizzare. Sembra che non venga da giorni, non mi interessa, lo succhio fino all'ultima goccia. Lui si ricompone, io sfilo il perizoma e glielo appoggio sulla scrivania. Mi alzo e faccio per uscire dall'ufficio certa di non aver avuto il lavoro. "Signorina Samantha, lei non esce di qua se non firma il suo contratto, ho bisogno di gente come lei"...
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2026-05-19
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