Accendi il fuoco

di
genere
confessioni

Mentre lui le infilava quelle tre muscolose dita in fregna lei pensava soltanto che avrebbe voluto che infilasse l'intera mano, avrebbe voluto il suo intero pugno dentro di lei e non riusciva a smettere di guardare il corpo di quell'uomo che la sovrastava, quelle spalle ampie e quell' avambraccio che andava su e giù, spingendo quelle dita dentro di lei come se nella vita non avesse aspettato altro che romperle la fregna. Era stesa sul divano davanti al camino col fuoco che lui le aveva ordinato di accendere, dopo averla spogliata in malo modo, come si scuoia una bestia, con la delicatezza necessaria solo a non danneggiare la pelle, e poi si era seduto ed eccitati nel vederla nuda, piegata a prendere la legna e poi inginocchiata, con le gambe semi aperte e la figa visibile da dietro, mentre accendeva l'esca e soffiava sul fuoco con i seni che toccavano la base del cammino e diventavano durissimi per il contatto con il freddo cotto. Lui si masturbava nel guardarla e lei, a quattro zampe come una cagna, apriva sempre più di le gambe per fargli vedere il buco del culo che si dilavata e la fregna che iniziava a bagnarsi al punto da gocciolare. Ogni tanto si girava a guardarlo e nel vederlo seduto così trionfante, con quel cazzo durissimo nella mano le faceva venire voglia di farsi scopare a sangue ma lui, perfido prendeva tempo e non la sfiorava fino a che non fu lei adl dirgli "ti prego, scopami e fammi male. E allora lui obbedì ai suoi desideri e mentre lei era ancora Liz inginocchiata col il suo culo davanti a lui e li sguardo verso il fuoco, lui le infilo quelle dita nella figa con una tale forza da farla urlare di dolore. Lei iniziò immediatamente a godere come una vera maiala, quel dolore, quella ferocia, le faceva male ma la eccitava da impazzire perché era molto tempo che non si faceva scopare da nessuno e la sua figa si era ristretta parecchio, complici lo sport e la muscolatura ben allenata, per cui riusciva a sentire esattamente ogni ondata di dolore come un piacere così intenso da farla gemere forte, a voce alta, dimentica di tutti quelli che potevano sentirla. E la cosa che più di tutto la eccitava era girarsi e vedere quel grande cazzo durissimo che la aspettava, voleva che lui la sventrasser quella notte, voleva che lui le facesse male, lei lo implorava con lo sguardo e lui decise di soddisfarla, con le dita ancora nella sua fregna la prese e la ribaltò, buttandola sul divano e iniziando a leccarle il clitoride senza mai smettere di andare su e giù con quelle dita avide di lei finché lei non prese il suo grosso cazzo in mano e iniziando a masturbarlo con veemenza e stringendo forte a se il suo corpo iniziò a strusciarsi come una gatta in calore pregandolo di darglielo tutto dentro, forte, fortissimo. "Aprimi" gli diceva e lui dopo averla fatta bagnare e soffrire ancora per il desiderio decise di obbedire infilandosi tutto di colpo, dandole una sciabolata che la deve tremare e urlare di piacere e dolore. Lui iniziò a montarla come se non esistesse altro obbiettivo che sfondarla e lei urlava sempre di più, sempre più compiaciuta, ad ogni botta che riceveva, con il desiderio si essere svenutrata ma anche la voglia irrefrenabile di ciucciare quel grosso cazzo e leccare quelle magnifiche palle piene di sperma, ma era troppo egoista per smettere di godere come una cagna sotto i suoi colpi e quindi resisteva e godeva ancora di più pregustando il sapore del suo seme. Lui la girava, ribaltava, alzava, spostava, prendeva in braccio e poi buttava a pancia giù su quel divano come se lei fosse una bambola, sempre spingendo con tutta la sua forza, e nel frattempo le schiaffeggiava quel culo sodo, le mordeva il collo, le succhiava i seni, le metteva le mani attorno alla gola, la fissava dritta negli occhi e con i suoi sguardi le diceva "adesso sei finalmente mia, dopo tutto questo tempo" fino a che lei non venne e venne come una lupa, gemendo e ululando di gioia e dolore; ma lui era sazio e voleva sentirla ancora, si abbassò a bere il succo della sua figa, uscendo solo un attimo con quel cazzo gonfio che lei voleva ciucciare ma quando lei chiuse le gambe e si mise in ginocchio davanti a lui per iniziare a fare il lavoro di bocca che tanto desiderava, non appena poté leccarglielo dalle palle alla cappella e iniziare succhiarglielo, lui con un gesto brusco la fece rialzare e mettere a pecora, si infilò di nuovo a forza denreo a quella figa che dopo essere venuta si era ristretta ancora e ricomincio a batterla come farebbe un cavallo, e lei urlava e si torceva e godeva e affondava la bocca nel cuscino oer urlare tutto e gli toccava le palle con le mani augurandosi che non finisse mai quel dolore così caldo, intenso e desiderato. Lui la scopava da dietro e quando lei si girò a guardare il suo viso si accorse che l'uomo sensibile che conosceva si era liberato nell' animale che aveva sempre sospettato e adesso lui le sputava sul culo e le faceva colare la bava fino alla fregna portandola in paradiso, e la guardava e la spingeva a sottomettersi sempre di più finché lei non lo implorò di dargli il cazzo in bocca, di fargli sentire il suo sapore e di fargli bere fino all' ultima goccia ma lui la torturava rifiutandosi di uscire da qua figa così calda, elastica, da quel risucchio che lo mandava in paradiso, dalla vista di quel culo che danzava sotto i suoi schiaffi in un movimento circolare e ondulatorio che lo faceva godere gome il più bestiale degli animali, finché lei non venne e non venne e non venne ancora e completamente bagnata, con la figa che grondava fino a sporcare il divano, con una mano sul suo clitoride e una che le stringeva la nuca. Allora, finalmente la tirò indietro costringendola a girarsi e le infilò finalmente il cazzo in bocca e lei poté succhiarlo e ciucciarlo e schiacciarselo sul viso, tra le tette, baciarlo, leccarlo e pomparlo pomparlo pomparlo finché lui gemendo come un orso non le riempí la bocca di sbora, guardandola mentre lei la beveva tutta, leccandosi le labbra e leccando ogni goccia rimasta sulla sua capella, mentre si strusciava come una gatta sulla coscia di lui, dandosi ancora più piacere sgrillettandosi la fregna con le sue dita e strusciando il clitoride sul suo corpo che sudatissimo tremava per il piacere mentre si svuotava di ogni goccia di sperma nella sua bocca.
scritto il
2026-05-18
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