Quella voglia

di
genere
poesie

Ogni notte arrivi e ti presenti,
hai sempre un nome diverso,
anche il timbro della voce
non è mai lo stesso.
Ti confesso che non l’ho capito subito
c’ho messo del tempo,
ma poi, alla fine cosa c’è da capire.
Tanto non esisti, si certo, parli, cammini
mi seduci e poi sfumi e di dissolvi,
così come sei arrivata.
All’inizio eri una tortura, ma ora no,
adesso non provo più a trattenerti,
è impossibile ingannare le ombre.
So che eri tu da una voglia
stampata nel fianco, in basso, a destra,
forse l’unica cosa vera di te.
Che brava che sei,
mi lasci credere che sono io
a sedurti, a condurre questo irreale gioco
tanto da pensare che sei vera,
che esisti da qualche parte.
Eppure non conosco il tuo volto
il tuo vero nome è fantasia,
il tuo corpo una serie di curve pericolose
dove finisco di sbattere ogni alba
quando ti cerco in questo letto
e non trovo neppure l’odore,
anzi no, bugiardo, una volta,
una sola fottuta volta,
sono riuscito a tenerti dentro
per alcuni secondi, che bello.
Ero così felice quella volta
e così ti ho dato un volto
un corpo, un nome, un respiro,
poi però tutto s’è confuso
mescolato, diluito, evaporato
nel fumo del primo caffè del mattino,
l’aroma che mi entrava dalle narici
e poi dentro al cervello
mi ha svegliato, peccato.
Quante volte sono arrivato
a sfiorarti, le dita che tratteggiavano
con brama e curiosità
il contorno del tuo corpo
la mente lo modellava a piacimento
gli occhi che si perdevano
ed ecco, i tuoi nei, le fossette
alcune lentiggini così delicate
come stelle disegnate
nel candore delle spalle,
e che voglia che mi assaliva
ogni volta che riuscivo ad osare un po’ di più.
Le aureole dei tuoi seni,
perfettamente irregolari, marroni scure
che contrasto con la tua pelle rosa,
i capezzoli generosi e invitanti
per le mie labbra affamate.
Ma ecco che ancora una volta,
quando sono sul punto di guardarti negli occhi,
tu sfumavi in una risata,
che ancora echeggia nel mio cervello,
e io che continuo a cercarti ogni notte,
e tu che ogni notte ti presenti con un nome diverso
una voce diversa,
e a tradirti è solo quella voglia
stampata nel fianco,
in basso, a destra.
di
scritto il
2026-05-16
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