Prospettiva Nevskij
di
EmmePi
genere
interviste
Lo so che mi stai guardando, lo so ancor prima di vederti defilato dietro la porta della camera che ho lasciato socchiusa, lo so perché semplicemente lo sento, e sai, sono tante le cose che sento, chiamalo sesto senso femminile, ma non è solo quello, è molto altro, e tu non puoi comprendere.
Lo so che ci provi, c’hai sempre provato, e io apprezzo il tuo impegno, poi certo, so anche che sono complicata, difficile, sotto alcuni aspetti anche impegnativa e tu mi sei sempre venuto incontro, ma a volte resta sempre uno spazio che ci divide, non ci puoi fare nulle, o l’accetti, ma non è semplice né tantomeno facile, oppure rischi di vivere male anche tutto il bello che c’è, e bada bene, non rispondere subito, d’impeto, quello che ti domando non ha una risposta facile, o semplice, anzi, ma capisco che ora faresti e diresti qualsiasi cosa, ora che sono con le poche cose che ho sull’uscio della tua vita.
Non fidarti neppure della lacrima che vedi scendere dal mio viso, la mia è rabbia, e no, non verso di te, ci mancherebbe, te l’ho detto, tu hai fatto tutto quello che potevi, essa scende perché nonostante la mia durezza, la mia corazza, i miei muri che ho alzato da tempo immemore, anche io ho un cuore, e questo lo dovresti sapere molto bene, ho rischiato tutto per darti ogni battito che potevo, che usciva, ma ricordati, esco da questa porta ma convinta ad aspettare, si aspetto la tua risposta, aspetto perché lo devo prima che a te a me stessa, si dovrebbe sempre far di tutto per salvare qualcosa di bello, si di tutto.
Non so quando ci siamo traditi, chi è stato il primo a farlo, non so neppure quali siano stati i veri motivi, forse la noia, no non credo, magari la troppa sicurezza e così ci davamo entrambi per scontati, forse neppure quella, forse doveva andare così e basta, ecco questa risposta così fottutamente fatalista la detesto, mi sembra la via più semplice e banale per giustificare cose di questa enorme portata, ecco, io credo che abbiamo iniziato a tradire quando abbiamo smesso di parlarci, si ne sono convinta, sai che parlare è importante, direi fondamentale in una relazione, qualsiasi essa sia, e la nostra cazzo, la nostra era meravigliosa fino ad un certo punto, poi è come se insieme abbiamo spento la luce, e da lì in poi il passo di finire nel letto con qualcun altro è stato così dannatamente breve, ci perdoneremo mai, non lo so, veramente non lo so.
No, tranquillo per me loro non era importanti, lo credevo, lo speravo anche, ma alla fine tornavo sempre piena di rimorsi a casa, non sai quante docce mi facevo prima di farmi accarezzare da te, e ogni volta che mi asciugavo mi sentivo sporca e allo stesso tempo piena di rabbia, quella che poi mi faceva cadere ancora e ancora in altri letti, si, lo sai, ce ne sono stati molti, non cose lunghe, ma molti sì, te l’ho voluto dire e non per ferirti, ma perché ti dovevo la verità, come tu mi hai detto la tua di verità, sai che i nostri sono stati tradimenti diversi, ma poi, cambierebbe qualcosa, non lo credo, ma eccomi, ti vedo, sei tentato a rispondermi, non lo fare, non ora, ora lasciami solo varcare questa porta, sembra il passo più breve, anche più crudele, fregatene delle mie lacrime, pensa solo che uscire è entrare, è liberarci di questo peso che ormai era insopportabile, finirla è ricominciare, forse ancora insieme, o forse no, ma comunque è ricominciare qualcosa e non sai quanto vorrei che fosse ancora con te, ma ora sto nuovamente parlando solo io, tu ascolti, forse, stai in silenzio, mi guardi inebetito, dai, vado, ti ritrovo domani mattina quando mi sveglio e sarà un altro lungo viaggio in questa Prospettiva Nevskij
https://www.youtube.com/watch?v=xTK-J5h2UEc&list=RD-IQtoCPG2K0&index=27
Lo so che ci provi, c’hai sempre provato, e io apprezzo il tuo impegno, poi certo, so anche che sono complicata, difficile, sotto alcuni aspetti anche impegnativa e tu mi sei sempre venuto incontro, ma a volte resta sempre uno spazio che ci divide, non ci puoi fare nulle, o l’accetti, ma non è semplice né tantomeno facile, oppure rischi di vivere male anche tutto il bello che c’è, e bada bene, non rispondere subito, d’impeto, quello che ti domando non ha una risposta facile, o semplice, anzi, ma capisco che ora faresti e diresti qualsiasi cosa, ora che sono con le poche cose che ho sull’uscio della tua vita.
Non fidarti neppure della lacrima che vedi scendere dal mio viso, la mia è rabbia, e no, non verso di te, ci mancherebbe, te l’ho detto, tu hai fatto tutto quello che potevi, essa scende perché nonostante la mia durezza, la mia corazza, i miei muri che ho alzato da tempo immemore, anche io ho un cuore, e questo lo dovresti sapere molto bene, ho rischiato tutto per darti ogni battito che potevo, che usciva, ma ricordati, esco da questa porta ma convinta ad aspettare, si aspetto la tua risposta, aspetto perché lo devo prima che a te a me stessa, si dovrebbe sempre far di tutto per salvare qualcosa di bello, si di tutto.
Non so quando ci siamo traditi, chi è stato il primo a farlo, non so neppure quali siano stati i veri motivi, forse la noia, no non credo, magari la troppa sicurezza e così ci davamo entrambi per scontati, forse neppure quella, forse doveva andare così e basta, ecco questa risposta così fottutamente fatalista la detesto, mi sembra la via più semplice e banale per giustificare cose di questa enorme portata, ecco, io credo che abbiamo iniziato a tradire quando abbiamo smesso di parlarci, si ne sono convinta, sai che parlare è importante, direi fondamentale in una relazione, qualsiasi essa sia, e la nostra cazzo, la nostra era meravigliosa fino ad un certo punto, poi è come se insieme abbiamo spento la luce, e da lì in poi il passo di finire nel letto con qualcun altro è stato così dannatamente breve, ci perdoneremo mai, non lo so, veramente non lo so.
No, tranquillo per me loro non era importanti, lo credevo, lo speravo anche, ma alla fine tornavo sempre piena di rimorsi a casa, non sai quante docce mi facevo prima di farmi accarezzare da te, e ogni volta che mi asciugavo mi sentivo sporca e allo stesso tempo piena di rabbia, quella che poi mi faceva cadere ancora e ancora in altri letti, si, lo sai, ce ne sono stati molti, non cose lunghe, ma molti sì, te l’ho voluto dire e non per ferirti, ma perché ti dovevo la verità, come tu mi hai detto la tua di verità, sai che i nostri sono stati tradimenti diversi, ma poi, cambierebbe qualcosa, non lo credo, ma eccomi, ti vedo, sei tentato a rispondermi, non lo fare, non ora, ora lasciami solo varcare questa porta, sembra il passo più breve, anche più crudele, fregatene delle mie lacrime, pensa solo che uscire è entrare, è liberarci di questo peso che ormai era insopportabile, finirla è ricominciare, forse ancora insieme, o forse no, ma comunque è ricominciare qualcosa e non sai quanto vorrei che fosse ancora con te, ma ora sto nuovamente parlando solo io, tu ascolti, forse, stai in silenzio, mi guardi inebetito, dai, vado, ti ritrovo domani mattina quando mi sveglio e sarà un altro lungo viaggio in questa Prospettiva Nevskij
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