Womeneaters pt2 - Buoni consigli
di
Lea G
genere
saffico
Womeneaters 2
L' Hotel Corallo mi ha sempre regalato soddisfazioni.
Lo frequento ogni estate, da quando ero bambina, da molto prima di scoprire i piaceri dell' intimità tra donne.
Seduta al banco del bar, sorseggiavo uno Spritz e chiacchieravo con Deborah, la barista; lei giocava, mi stuzzicava, ma erano tre anni che sfuggiva alle mie avances.
Girai lo sguardo verso l' ingresso dell' hotel ed eccola lì: una giovane donna, che trascinava due grosse valigie, più un borsone che portava a tracolla.
Si fermò alla reception e attese il suo turno, dandomi il tempo per una prima, sommaria valutazione: graziosa. Decisamente graziosa.
-...aura... Laura. Ehi. Ci sei?-
-Uh?-
-Ti sei incantata?-
Senza distogliere lo sguardo, cercai e trovai il bicchiere. Bevvi un sorso.
La ragazza aveva ritirato la sua chiave e stava avviandosi lungo il corridoio.
-Deborah, torno subito-
Attraversai la reception.
"Se la stanza non è al piano terra" pensai "avrà dei problemi a portare su per le scale quelle valigie-
Infatti, la trovai davanti all' ascensore, che guardava sconsolata il cartello con scritto "fuori servizio" appeso alla maniglia.
-È rotto da ieri- dissi.
Lei si voltò verso di me.
Qualcosa più che graziosa, pensai.
Disse che doveva andare al terzo piano e mi offrii di aiutarla con le valigie.
Seguendola sulle scale, il caldo, che le faceva aderire il vestito al corpo, mi fece apprezzare il suo lato b e le gambe.
Scoprii che si chiamava Sara, aveva venticinque anni, che il marito era stato trattenuto a Milano per lavoro ma che l' avrebbe raggiunta nel giro di due o tre giorni, o almeno così sperava.
Tornai al bar, dove Deborah stava preparando un secondo Spritz, essendo il primo diventato caldo.
-Allora?- chiese.
-Graziosa-
-Un' altra candidata vittima del Pink?-
-Si vedrà-
-È garantito al limone-
-Non sarebbe male. Vedremo-
-Non fare la modesta: quando punti una, non c' è scampo. La Mercedes de Acosta della riviera non sbaglia un colpo. Non è così?-
-Un colpo che ancora non m'è riuscito ci sarebbe- dissi, sorridendole.
-Forse non hai mirato abbastanza bene- disse lei, sorridendo a sua volta -Due pizzette?-
Dopo pranzo, pensai di andare a comprare qualcosa di estivo.
Il negozio di Antonella è, da sempre, il mio preferito: il primo bacio me lo aveva dato proprio lei, un giorno che ero andata a comprarmi un costume.
Mia madre aspettava fuori dallo stanzino di prova mentre, dentro, Antonella dava a un' adolescente curiosa un saggio di cosa le mani e le labbra di una donna sono capaci di fare.
Quando arrivai, notai subito il cartello "cercasi personale" sulla porta.
Antonella mi accolse con un bacio a fior di labbra.
-Gli affari vanno bene, vedo- dissi, indicando il cartello.
-Eh no, tesoro. Matilde se ne va. Proprio nel momento peggiore della stagione-
-E come mai? Hai fatto qualcosa che non avresti dovuto?-
-Magari, tesoro. Magari. No. Si sposa settimana prossima-
-Si sposa?! Ma quanti anni ha?-
-Quasi venti-
Ammiccò.
Mi voltai e vidi la promessa sposa armeggiare tra gli abiti appesi.
-Do un' occhiata- dissi.
-Accomodati pure-
Mi aggirai tra gli espositori, ingombri di prendisole, parei, costumi e ogni tipo di accessorio.
Matilde mi salutò con un sorriso.
-Se posso aiutarla, signora, sono a sua disposizione- disse.
-Stavo giusto pensando...- dissi.
-Dica pure-
Presi un pareo.
-Secondo te, questo colore mi dona?-
-Certamente. Sarebbe perfetto con i suoi capelli e coi suoi occhi. Guardi, c' è anche il bikini coordinato. Non ci sarebbe uomo che non si volterebbe a guardarla, vedendola in spiaggia-
-Uhm. Si. Lo provo-
Entrai in uno stanzino di prova e cominciai a spogliarmi. Dallo specchio, attraverso lo spiraglio che avevo lasciato nella tenda, potevo vedere il profilo di Matilde, in attesa fuori.
M' infilai il reggiseno del costume.
-...per favore- chiamai.
-Dica-
-Ti dispiace allacciarmi il reggiseno? Non ci arrivo-
-Ma certo-
Mi allacciò il reggiseno mentre io valutavo la mia immagine nello specchio.
Strategicamente, ruotai il busto prima da una parte poi dall' altra, così che le sue mani entrassero in contatto coi miei seni.
-... e così ti sposi-
-Si. Tra sei giorni-
-Auguri- dissi -però...che peccato-
-Perché?-
-Ti sposi senza sapere cos'è un vero orgasmo-
La vidi arrossire nello specchio.
-Beh, lo saprò tra una settimana-
-Mmm... Difficile-
-In che senso?-
-Difficile che un uomo possa darti un orgasmo che possa definirsi tale-
-Perché dice così? Luca è bravissimo-
-Oh, non ne dubito. Ma i maschi hanno dei limiti oggettivi. Raramente, riescono a durare il tempo necessario per dare alla donna il piacere che si aspetta. Direi, quasi mai-
Mi voltai verso Matilde: teneva gli occhi bassi e il rossore sul suo viso si era accentuato.
Le feci alzare il mento con un dito.
-Non c' è come una donna, per far godere un' altra donna. Hai mai baciato una ragazza, Matilde?-
-Oh, no, signora. Mai mai-
-Vuoi provare?-
-M...ma signora. Io dovrei lav...mmm-
Le chiusi la bocca con un bacio. Lo mantenni per qualche secondo, prima di ritrarmi.
-Che ne dici?-
-S...signora...io...-
-Sssh-
La baciai di nuovo, sfiorandole le labbra con la punta della lingua.
Mentre le mie mani percorrevano la sua schiena, le sue erano appoggiate sulle mie spalle, forse in un ultimo, futile tentativo di respingermi.
Finalmente, le sue labbra si dischiusero, dando libero accesso alla mia lingua. La mia mano destra si spostò dalla parte inferiore della schiena di Matilde alla parte inferiore del suo addome.
Prima che la ragazza si accorgesse della manovra e che cercasse intercettarla, avevo raggiunto la fragile barriera offerta dalle sue mutandine e l' aveva superata di slancio.
Emise un mugugno e strabuzzò gli occhi, quando raggiunsi la sua intimità, trovandola già più umida di quello che ci si sarebbe potuti aspettare.
-Sssh- le sussurrai nell' orecchio -lascia fare a me...lascia fare a me-
Le sue cosce, che sulle prime si erano serrate, si rilassarono.
Mentre stimolavo la sua intimità, la fissavo negli occhi.
-Dove possiamo andare, per stare più tranquille?-
-In magazzino- rispose, ansimando.
-Andiamo-
Mi guidò in magazzino, dove trovammo un bancale pieno di vestiti da rendere; fu lì che la feci coricare.
La spogliai, baciando la sua pelle fremente man mano che la scoprivo.
I suoi seni, piccoli e adornati da capezzoli gonfi e sensibilissimi, il suo ventre, il monte di Venere, le sue cosce, aperte e pronte ad accogliermi nel mio percorso di avvicinamento alla sua intima femminilità, sovrastata da un triangolino di pelo accuratamente disegnato.
Si era preparata per presentarsi desiderabile a suo marito, la prima notte di nozze; invece, di quello scrigno prezioso ne stavo per godere io.
La leccai con urgenza, consapevole del fatto di non avere tutto il tempo che sarebbe stato necessario.
Mentre la leccavo, sollevai lo sguardo e la vidi toccarsi i seni, ruotando le dita attorno ai capezzoli.
Benedissi la mia previdenza, grazie alla quale non uscivo mai senza uno strapon nella borsa.
Scivolai fuori dal mio vestito estivo, mi sfilai le mutandine e mi allacciai il dildo alla vita.
Matilde seguiva l' operazione con occhi pieni di attesa e desiderio, ormai completamente soggiogata.
-Adesso capirai cosa vuol dire essere scopata davvero- dissi -Ma prima...-
Avvicinai il dildo alla bocca di Matilde: lei mi guardò e lo avvolse tra le sue labbra, leccandolo e succhiandolo con una maestria non proprio da educanda.
Dopo un paio di minuti, la feci mettere a quattro zampe e affondai il primo colpo.
Emise un mugolìo gutturale, che andò aumentando d'intensità ad ogni affondo successivo.
-Dio...godooo- esclamò alla fine.
Ci scambiammo di posto: io mi misi sotto, con lei che cavalcava il mio membro.
-Oooh...oooh SIII...sto venendo...sto venendo ancora...AAAHH-
Crollò tra le mie braccia, tremante e sudata.
-Non ci posso credere- sussurrò.
-Ricordati di questi momenti, quando tuo marito verrà dopo due minuti per poi s'addormentarsi, lasciandoti sola a masturbarti-
Si scostò i capelli appiccicati alla fronte e mi baciò.
-Eventualmente, posso contare su di te?-
-Certo, tesoro-.
-Cosa avete combinato di là, voi due? Stavo per venire a cercarvi- disse Antonella, quando mi presentai alla cassa per pagare.
-Oh, beh ... Abbiamo parlato un po' - dissi.
-La signora mi ha dato qualche consiglio riguardo al matrimonio- aggiunse Matilde, sorridendo.
1
4
voti
voti
valutazione
5.8
5.8
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Caccia all' uomo pt2
Commenti dei lettori al racconto erotico