C, una milf curiosa

di
genere
voyeur

Adoriamo il palazzo dove viviamo io ed M, l’unica pecca sta nel fatto che una porzione di casa dà su un cavedio dove si affacciano, tra le altre, le porte finestre della casa di C, che, dal piano superiore, un po’ del nostro living.

Con il tempo l’affaccio comune è stata l’occasione di scambio di chiacchiere poi proseguite nelle scale del palazzo o in ascensore.

C è una bella signora, attualmente in quell’appartamento vivono lei, il marito e il cane, il figlio da qualche mese è partito per l’erasmus.

I suoi lunghi capelli neri incorniciano un bel viso dalle guance marcate. La signora sfoggia un bel bel fisico skinny olivastro, da cui spicca un culetto che cerco sempre di sbirciare ogni volta che la incontro in leggins quando porta fuori il cane.

I rapporti con C iniziarono ad assumere una piega diversa una sera di tarda primavera.

Come detto una porzione di casa da sul cavedio e, in particolare, la zona dei divani può essere intravista dalla finestra di casa di C. La nostra privacy era garantita da una tenda.

Quella sera il caso volle che la tenda era smontata per essere lavata e la zona divani era alla mercè della finestra di C e, complice la foga del momento, io e M iniziammo a fare sesso sul divano, non avendo voglia di spostarci in camera ed incuranti dell’assenza di privacy.

Mentre M mi scopava cavalcandomi il cazzo a smorzacandela, assaporavo il suo capezzolo e, con la coda dell’occhio, notai la presenza di C dalla finestra che in posizione defilata ci osservava scopare. Non ci feci caso e continuai a scopare pensando che C fosse solo di passaggio in quel frangente, rallegrandomi però all’ipotesi di essere stati visti.

Poco dopo ero sdraiato, dando la nuca alla finestra, e mi godevo il pompino di M. Alzai lo sguardo e vidi, con sommo piacere, C ancora intenta a guardarci.

M era talmente presa che non si accorse di nulla, decisi allora di mostrare come funziona il sesso da noi. Mi fu facile prendere mia moglie, per portarla dalla parte del divano il più vicino alla finestra e tenendola in ginocchio da dietro la masturbavo e le accarezzavo le tette, l’idea era quello di mostrare a C il corpo di M preso dal piacere che riuscivo a darle con le mani.

Fu altrettanto facile spingere mia moglie in avanti per metterla a pecorina e far vedere a C come la scopavo brandendo i suoi fianchi.

M, da zoccola ubbidiente, restava a pancia in giù prendendosi i miei colpi da dietro, io nel frattempo mi immaginavo la fica di C umida per lo spettacolo che gli stavamo regalando.

M venne con il mio cazzo dentro la sua fica, sempre tenendo quella posizione tirai fuori il cazzo, fradicio degli umori di mia moglie, e iniziai a strofinarlo tra le natiche di M. Ci tenevo che C vedesse il mio cazzo più turgido che mai e osservasse il magnifico corpo di M.

Da quella posizione, sempre pensando a C, mi segai ed esplosi in orgasmo che andò a coprire la schiena di mia moglie di schizzi bianchi.

Sempre confidando di essere visto, raccolsi un po del mio seme dalla schiena di M e glielo portai alla bocca sporcandole la faccia, M leccava avidamente la mano ad occhi chiusi ancora presa dall’orgasmo appena avuto. Alzai lo sguardo dritto verso verso la finestra di C per fissarla con un sorriso beffardo ed invitante. C si ritirò subito sapendo di essere stata “scoperta”.

Non ne feci parola con M.

Gli incontri con C nelle scale o nell’ascensore si caricarono, nelle settimane successive, di una tensione particolare; se la prima volta ci fu un tacito riconoscimento reciproco, successivamente ebbi l’impressione di un interesse di C verso di me: lei si metteva in mostra e io non mi vergognavo di farmi sorprendere mentre le fissavo la scollatura o il culo.

Un pomeriggio ero sul divano con il laptop a vedere alcune cose di lavoro, nudo in accappatoio dopo la doccia, questa volta la tenda era solo scostata e notai C alla finestra impegnata in alcune faccende di casa.

Sapere di essere visto da lei in quella posizione mi fece rizzare il cazzo.

Appoggiai il laptop al bracciolo del divano, scoprri il cazzo e inziai masturbarmi con la speranza di essere visto da C; e così fu.

Ma ci fu qualcosa di più: notai che C rimase alla finestra a guardarmi e notai il suo braccio muoversi come a masturbarsi. Mi tolsi ogni remora e mi girai verso la finestra a far vedere come mi segavo fissandola.

C aprì la porta finestra, in modo che potessi ammirarla anche io, si slacciò la camicetta per mostrare il suo seno non tanto grande ma dalle grandi aerole scure, fece cadere i pantaloni e gli slip fino alle caviglie per farmi vedere meglio come si masturbava a due mani appoggiata al vetro della finestra

Io rallentai le seghe per vivere ancora un po’ il momento e senza perdere di mano il cazzo fissavo la sua fica attraverso la balaustra.

Fisso sulla quella donna matura che si mastutbqva come una ragazzina, sentii il fiotto caldo del mio orgasmo cadermi sul ventre e massaggiando il cazzo rimasi in attesa dl C,
che iniziò ad aumentare la velocità della stimolazione sul suo clitoride e venne appoggiandosi con l’altra mano sulla balaustra.

Ci salutammo con un sorriso, sapendo entrambi che non sarebbe finita lì

Passo solo una settimana quando, di nuovo solo in casa a lavorare, sentii chiamare il mio nome dal cavedio, mi affacciai ed era C che aveva bisogno di una mano: mentre stendeva le era caduto qualcosa sul nostro balcone e se potevo andarglielo a riprendere, andai dalla parte del terrazzo di casa posta sotto il balcone di C e a terra trovai delle mutande in pizzo nero. Alzai lo sguardo e c’era C in balcone, con un abito da casa a mezzacoscia, che a gambe aperte per farmi vedere la fica pronta per essere chiavata, mi invitava a salire per riportargliele.
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2026-05-05
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