Un po' alla volta
di
IL MICROBO
genere
gay
UN PO' ALLA VOLTA
Ero seduto da solo su una panchina dei giardini, di quelle con un'asse per sedile e una per schienale. Mi guardavo in giro. Poca gente in giro. Poi successe una cosa incredibile. Dal cespuglio dietro sbucarono due mani che cominciarono ad armeggiare col mio sedere, mentre una voce stridula ripeteva: Quanto mi piace. Feci finta di niente. Un gesto deciso mi abbassò i pantaloni, quel tanto che bastò per portare a nudo un pezzo di culo. Rimasi composto. Un dito strisciò lungo il solco a cercare il buco. Quando ci arrivò si cacciò dentro: Cede bene.
Stavo più immobile che potevo per paura che qualcuno si accorgesse. Le dita diventarono due e mi fecero sospirare e quasi ansimare, fino a quando il misterioso personaggio che stava osando questo non uscì fuori per chiedermi di seguirlo.
-No dai. Non sono quello che tu credi.
-Da come hai reagito alle mie avances non si direbbe.
-Sono ancora giovane. Devo capirmi.
-A casa mia potrai schiarirti.
Mi ha portato da lui. Da dietro un paravento con un certo foro tipo glory hole mi buttò fuori il suo grosso cazzo, che in mostra così mi sembrò molto ben presentato.
-Toccalo, giocaci e poi magari, tanto per fare, prova anche a succhiarlo.
Non ho resistito. Era durissimo e caldo. Preso in bocca, che stranezza!
-Ora girati, piegati e chiudi gli occhi. Ti arriva una sorpresa.
Mi ha spinto di ano. Tutto dentro in un attimo.
-Non dire niente, faccio tutto io.
Pack. Pack. Pack.
-Lo senti che bel ritmo?
-Urca.
Pack. Pack. Pack.
-Ti piace?
-Siii.
-A me anche. Sto arrivando.
-Nooo.
-Sììì. Huauuuuu.
Che roba. Quanti schizzi.
Ero sconvolto e gli chiesi: È così che si fa?
-Sì.
-Accidenti.
-Vuoi che ti do un parere?
-Ti ascolto.
-Sei un maialino nato. Continua così e farai impazzire tanti maschi.
La sua fu una grande profezia. Ho continuato a frequentarlo per un bel po' e appena me la sono sentita ho cercato altri, macinandoli uno dopo l'altro, di normali e di enormi, di dritti e di storti, di lisci o nodosi, più o meno sgusciati e picchiati piano o a martello, portandoli a venire forte (a fontana) mentre mi facevano esplodere dalle viscere quello che più tardi ho capito trattarsi del “godimento anale”. Una sensazione che mi prende tutto e mi rende felice tanto quanto loro, forse di più.
Ero seduto da solo su una panchina dei giardini, di quelle con un'asse per sedile e una per schienale. Mi guardavo in giro. Poca gente in giro. Poi successe una cosa incredibile. Dal cespuglio dietro sbucarono due mani che cominciarono ad armeggiare col mio sedere, mentre una voce stridula ripeteva: Quanto mi piace. Feci finta di niente. Un gesto deciso mi abbassò i pantaloni, quel tanto che bastò per portare a nudo un pezzo di culo. Rimasi composto. Un dito strisciò lungo il solco a cercare il buco. Quando ci arrivò si cacciò dentro: Cede bene.
Stavo più immobile che potevo per paura che qualcuno si accorgesse. Le dita diventarono due e mi fecero sospirare e quasi ansimare, fino a quando il misterioso personaggio che stava osando questo non uscì fuori per chiedermi di seguirlo.
-No dai. Non sono quello che tu credi.
-Da come hai reagito alle mie avances non si direbbe.
-Sono ancora giovane. Devo capirmi.
-A casa mia potrai schiarirti.
Mi ha portato da lui. Da dietro un paravento con un certo foro tipo glory hole mi buttò fuori il suo grosso cazzo, che in mostra così mi sembrò molto ben presentato.
-Toccalo, giocaci e poi magari, tanto per fare, prova anche a succhiarlo.
Non ho resistito. Era durissimo e caldo. Preso in bocca, che stranezza!
-Ora girati, piegati e chiudi gli occhi. Ti arriva una sorpresa.
Mi ha spinto di ano. Tutto dentro in un attimo.
-Non dire niente, faccio tutto io.
Pack. Pack. Pack.
-Lo senti che bel ritmo?
-Urca.
Pack. Pack. Pack.
-Ti piace?
-Siii.
-A me anche. Sto arrivando.
-Nooo.
-Sììì. Huauuuuu.
Che roba. Quanti schizzi.
Ero sconvolto e gli chiesi: È così che si fa?
-Sì.
-Accidenti.
-Vuoi che ti do un parere?
-Ti ascolto.
-Sei un maialino nato. Continua così e farai impazzire tanti maschi.
La sua fu una grande profezia. Ho continuato a frequentarlo per un bel po' e appena me la sono sentita ho cercato altri, macinandoli uno dopo l'altro, di normali e di enormi, di dritti e di storti, di lisci o nodosi, più o meno sgusciati e picchiati piano o a martello, portandoli a venire forte (a fontana) mentre mi facevano esplodere dalle viscere quello che più tardi ho capito trattarsi del “godimento anale”. Una sensazione che mi prende tutto e mi rende felice tanto quanto loro, forse di più.
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