Crociera gay

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CROCIERA GAY
Ero imbarcato sul FESTANDE (in lingua svedese BALDORIA) una nave dei divertimenti per soli gay e anche per gay soli, in cerca. C'erano tante coppie più che collaudate (di marito e moglio) e diversi spaiati. che di festa in festa o a bordo piscina (dove si girava perfettamente nudi) in genere fra tanta gente di varie nazionalità trovavano presto il partner dei loro sogni.
Io facevo parte di un gruppetto a disposizione di chi non aveva ancora fatto amicizia e aveva bisogno di un VÄRMERFIT (letteralmente: “Scaldino”) NOTTURNO. Ogni sera venivo smistato di qua o di là e in questo modo nel giro di un mese ho conosciuto cazzi di varie misure (dritti a squadra o curvi, rosei o scuretti, lisci o nodosi come rami d'albero, dalle palle attaccate o penzolanti, piccole come noci o anche tanto grosse e sviluppate da sembrare delle uova, coi pubi glabri o irsuti, mori, biondi e rossicci). Una gran varietà insomma e anche diversi stili in opera, una volta che entravano in azione (su di me). La maggior parte mi voleva da maschietto ma non mancavano quelli che ci tenevano a farmi indossare dei peri di pizzo e delle autoreggenti, che mi davano una certa grinta.
Il mese successivo, quando eravamo sulla via del ritorno fui prenotato sempre dallo stesso uomo, uno spagnolo molto bello, che mi aveva adocchiato e richiesto in continuazione L'ultimo giorno mi diede il suo indirizzo (abitava in riva all'oceano dentro una vasta tenuta agricola di sua proprietà) e insieme a quello un biglietto aereo di sola andata.
-Ti aspetto. Vengo a prenderti in aeroporto.
E così fu. Volai da lui e mi sistemai nella sua villa, dove non mi fece mancare niente, meno meno il suo uccello, puntualmente piantato in culo. Gli piacevo da morire (e lui a me). Non mi lasciava più ripartire, fino a quando non mi disse: Resta per sempre.
Accettai.
Primi tempi fu tutto mio, poi cominciò a invitare qualche ragazzo del villaggio che gli veniva affidato dalle rispettive famiglie per “Hacerlo crecer” (farlo crescere), come si usava da quelle parti (a primo e spesso unico stupro).
Non solo, quando aveva degli ospiti della sua età che egli chiamava “A mis Amigos” (i suoi Amici) oppure “Compañeros de Arma” (d'Arma, non d'Armi) mi spediva dritto da loro come “Pasatiempo” per la notte, e il mattino si informava anche se ero stato bravo come si aspettava. Se tali intrusi erano più di uno (mai e poi mai che ne capitassero di passivi) funzionavo da passepartout, in clima di orgia, con lui presente, e li avevo tutti sul groppone.
Non che mi dispiacessero questi comportamenti che lui chiamava “Ocasiones” (occasioni), forse utili a tenerci al riparo da ben altre infedeltà.
Quando poi se ne tirò in casa e in pianta stabile un altro (piuttosto carino) a fargli da “Alterno” (da doppio), e dopo non molto un altro ancora (anche lui carinissimo), compresi che la situazione stava degenerando e che rischiava di sfuggire troppo di mano.
Ho subito prenotato il biglietto di ritorno in patria, con tanti saluti a quel lussurioso senza freni (grande collezionista di culetti), che a conti fatti non ne aveva mai abbastanza. Uno più, uno meno, credo proprio di non essergli mancato più di tanto.
scritto il
2026-04-29
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