Capirsi al volo
di
IL MICROBO
genere
gay
CAPIRSI AL VOLO
Neoassunto come aiuto giardiniere, stavo lavorando ginocchioni per curare un'aiuola quando il capo mi esclama da dietro: Che belle braghette che hai figliolo!
-Ti piacciono?
-Mi piace come le indossi tu e come ti fanno bello.
-Beh, anche le tue di braghette non sono niente male.
-Dici?
-Ti fanno pieno sul davanti.
-Mi sa che siamo in sintonia e che andremo molto d'accordo.
Sarà stata solo un'impressione ma credo che nel dirci questo l'ingombro gli sia aumentato di un bel po'.
A fine giornata: Vieni che ci facciamo un aperitivo.
-Ben volentieri.
Bere così a digiuno da un po' alla testa (e mi fa dire cose di cui poi magari mi pento). Infatti me ne sono uscito con un: Vuoi che ti accompagno fino a casa?
-Perché no.
Arrivati al suo condominio, che non era poi così distante, lui azzarda: Sali da me?
-Per fare cosa?
-Ci leviamo le braghette e ci confrontiamo un po'.
Mi è scappato da ridere: Solo le braghette o anche gli slip?
-Anche quelli. Non vedi come siamo sudati. Ci serve una doccia.
-Più che giusto.
Abbiamo messo piede nel box a uccelli innalzati. Me l'ha preso in mano, gliel'ho preso in mano. Ci abbiamo giocato. Poi lui: Se ti giri ti arriva un regalino (immaginate quale). Ne avevo tanta voglia per cui non ho fatto storie. Ha fatto buca che eravamo ancora lì, con l'acqua che scrosciava.
-Lo senti?
-Tutto.
Mi ha tenuto a dondolo per non so quanto, finché non gli ho chiesto se per caso non veniva.
-Vuoi subito?
-Fai tu.
Schizzo dopo schizzo si è svuotato, facendo venire anche me. Siamo usciti. L'ho asciugato, indugiando parecchio sui suoi genitali e intanto che lo facevo glieli baciavo e gli ho succhiato la canna che ha ripreso vita.
-Dietro abbiamo appena finito. Fai vedere come te la cavia a succhiare.
In pompa nessuno mi batte, sono stato imparato dal mio primo maschio. L'ho mandato in estasi. Un fuoco di fila di Ohh, di Ahh, come sei bravo, come ci sai fare. Guarda che arrivo. Ti faccio bere.
Ho continuato imperterrito da professionista, fino al capolinea della sua seconda meravigliosa sborrata, della quale non ho sprecato nemmeno una goccia.
-Sei un maialino.
-Non mi piace lasciare le cose a metà.
-Come giardiniere non ci sai molto fare e ho tanto da insegnarti, come rotto in culo di bocca buona sai già tutto.
-Vuoi dire che sono promosso?
-Sul campo di battaglia, orpo sì, a pieni voti. Mica crederai che finisce tutto qui. Domani facciamo un altro giro di giostra.
-Dobbiamo anche finire il giardino.
-Già. Prima il lavoro, poi il ristoro. Che culo fantastico che porti in giro!
-Che cazzo enorme ci hai piantato dentro.
-E ti ho anche concimato.
-Non vedo l'ora di riceverne un'altra dose.
-Ti do l'esclusiva.
-E io il monopolio.
Neoassunto come aiuto giardiniere, stavo lavorando ginocchioni per curare un'aiuola quando il capo mi esclama da dietro: Che belle braghette che hai figliolo!
-Ti piacciono?
-Mi piace come le indossi tu e come ti fanno bello.
-Beh, anche le tue di braghette non sono niente male.
-Dici?
-Ti fanno pieno sul davanti.
-Mi sa che siamo in sintonia e che andremo molto d'accordo.
Sarà stata solo un'impressione ma credo che nel dirci questo l'ingombro gli sia aumentato di un bel po'.
A fine giornata: Vieni che ci facciamo un aperitivo.
-Ben volentieri.
Bere così a digiuno da un po' alla testa (e mi fa dire cose di cui poi magari mi pento). Infatti me ne sono uscito con un: Vuoi che ti accompagno fino a casa?
-Perché no.
Arrivati al suo condominio, che non era poi così distante, lui azzarda: Sali da me?
-Per fare cosa?
-Ci leviamo le braghette e ci confrontiamo un po'.
Mi è scappato da ridere: Solo le braghette o anche gli slip?
-Anche quelli. Non vedi come siamo sudati. Ci serve una doccia.
-Più che giusto.
Abbiamo messo piede nel box a uccelli innalzati. Me l'ha preso in mano, gliel'ho preso in mano. Ci abbiamo giocato. Poi lui: Se ti giri ti arriva un regalino (immaginate quale). Ne avevo tanta voglia per cui non ho fatto storie. Ha fatto buca che eravamo ancora lì, con l'acqua che scrosciava.
-Lo senti?
-Tutto.
Mi ha tenuto a dondolo per non so quanto, finché non gli ho chiesto se per caso non veniva.
-Vuoi subito?
-Fai tu.
Schizzo dopo schizzo si è svuotato, facendo venire anche me. Siamo usciti. L'ho asciugato, indugiando parecchio sui suoi genitali e intanto che lo facevo glieli baciavo e gli ho succhiato la canna che ha ripreso vita.
-Dietro abbiamo appena finito. Fai vedere come te la cavia a succhiare.
In pompa nessuno mi batte, sono stato imparato dal mio primo maschio. L'ho mandato in estasi. Un fuoco di fila di Ohh, di Ahh, come sei bravo, come ci sai fare. Guarda che arrivo. Ti faccio bere.
Ho continuato imperterrito da professionista, fino al capolinea della sua seconda meravigliosa sborrata, della quale non ho sprecato nemmeno una goccia.
-Sei un maialino.
-Non mi piace lasciare le cose a metà.
-Come giardiniere non ci sai molto fare e ho tanto da insegnarti, come rotto in culo di bocca buona sai già tutto.
-Vuoi dire che sono promosso?
-Sul campo di battaglia, orpo sì, a pieni voti. Mica crederai che finisce tutto qui. Domani facciamo un altro giro di giostra.
-Dobbiamo anche finire il giardino.
-Già. Prima il lavoro, poi il ristoro. Che culo fantastico che porti in giro!
-Che cazzo enorme ci hai piantato dentro.
-E ti ho anche concimato.
-Non vedo l'ora di riceverne un'altra dose.
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