La cascata nel bosco
di
IL MICROBO
genere
gay
LA CASCATA NEL BOSCO
Vengo a sapere da un amico che è come me: Vedi quel parcheggio come è affollato? Lì c'è un sentiero che attraversa il bosco. In fondo al sentieri c'è una cascata e ci trovi tanti uomini che fanno nudismo e che gli piacciono i ragazzi come noi. Non ci andare. Quando sei di uno sei di tutti.
-Ci sei già stato?
-Una volta sola e mai più.
Passarono i giorni e mi sono detto: Ci vado.
Lascio la moto. Imbocco il bosco. Arrivo in un bellissimo ambiente d'acqua. Quanta gente! C'è il pienone oggi. Alcuni da soli, altri abbracciati. Giù in fondo qualche coito in bella vista. Mi sistemo in disparte da osservatore. Mica posso restarci vestito. Via tutto.
Si avvicina uno, poi due, poi tanti.
-Prima volta qui a fare il bagno?
-Sì.
-Come ti chiami?
-Flavio.
Un tale dalla voce grossa, rivolto agli altri: La Flavia è nuova di zecca, la vogliamo provare?
Risata generale. Ghigni, volgarità.
Mi erano arrivati da mosci, coi cazzi che dondolavano fra le palle ad ogni passo, e davanti a me si sono rizzati al gran gran completo. Due mi hanno agguantato rovesciandomi. Un altro mi teneva premuta la testa contro il terreno coperto di muschi. Che dirvi? Primo, secondo, terzo e così via. Il penultimo ha detto all'ultimo: Come era secondo te?
-Un po' spanato, ma il culo ce l'ha buono.
-Proprio così.
A cose fatte, in tre che mi tenevano bloccato hanno mollato la presa. Ho preso i miei abitini e mi sono fuggito a gambe levate.
Vengo a sapere da un amico che è come me: Vedi quel parcheggio come è affollato? Lì c'è un sentiero che attraversa il bosco. In fondo al sentieri c'è una cascata e ci trovi tanti uomini che fanno nudismo e che gli piacciono i ragazzi come noi. Non ci andare. Quando sei di uno sei di tutti.
-Ci sei già stato?
-Una volta sola e mai più.
Passarono i giorni e mi sono detto: Ci vado.
Lascio la moto. Imbocco il bosco. Arrivo in un bellissimo ambiente d'acqua. Quanta gente! C'è il pienone oggi. Alcuni da soli, altri abbracciati. Giù in fondo qualche coito in bella vista. Mi sistemo in disparte da osservatore. Mica posso restarci vestito. Via tutto.
Si avvicina uno, poi due, poi tanti.
-Prima volta qui a fare il bagno?
-Sì.
-Come ti chiami?
-Flavio.
Un tale dalla voce grossa, rivolto agli altri: La Flavia è nuova di zecca, la vogliamo provare?
Risata generale. Ghigni, volgarità.
Mi erano arrivati da mosci, coi cazzi che dondolavano fra le palle ad ogni passo, e davanti a me si sono rizzati al gran gran completo. Due mi hanno agguantato rovesciandomi. Un altro mi teneva premuta la testa contro il terreno coperto di muschi. Che dirvi? Primo, secondo, terzo e così via. Il penultimo ha detto all'ultimo: Come era secondo te?
-Un po' spanato, ma il culo ce l'ha buono.
-Proprio così.
A cose fatte, in tre che mi tenevano bloccato hanno mollato la presa. Ho preso i miei abitini e mi sono fuggito a gambe levate.
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