Tutti uguali

di
genere
gay

TUTTI UGUALI
Nave cargo. Mi imbarcai. Dodici marinai di lungo corso, grandi e grossi. A condividere la mia sorte un pivello (quasi più del sottoscritto) arruolato prima di me. Siamo destinati alla cucina come sguatteri, sempre agli ordini di un ciccione che ci fa pelare chili di patate e lavare montagne di piatti e stoviglie. Alle 21 lui stacca: Quando avete finito spegnete le luci e chiudete (non prima delle 23, tanto c'è da sgobbare).
Primo giorno, Tommy (il nome del mio collega) mi informò: Mi hanno già usato sai. Toccherà presto anche a te. Li ho già sentiti fare commenti sul tuo sedere.
-Non preoccuparti, so stare al gioco. In due che siamo ora ci spartiamo il lavoro e avrai solo mezzo equipaggio sulla groppa.
-Ci vanno giù duri e poi neanche un grazie.
-Sono maschi, cosa vuoi farci.
Terminate le faccende andiamo in camerata. Tutti dormono, tranne due dei più ganzi. Stanno seduti in branda, in slip, a gambe spalancate. Si lisciano il rinforzo e fanno segno di spicciarci. Ci sbattono in ginocchio e lo tirano fuori (che bestie). Poche succhiate e sono già dritti. Veniamo serviti in piega contro il materasso (quanto cazzo mi dico). Ringhiano come animali. Gli piace a spana buco, con contorno di sculacciate e mani premute sulla bocca a tapparcela e zittirci (Non fate chiasso se no vedete cosa succede e come vi meniamo). Schizzano e si fanno pulire: Siete state brave, ora andate.
Grande dormita (ho sognato solo uccelli che spuntavano da ogni angolo del bastimento).
Il mattino dopo subito in cucina. Il cuoco si fa sotto e ci pizzica il culo: Chi di voi scelgo non lo so. Fa la conta e gli capito io.
Rivolto all'altro: Continua il tuo lavoro. Noi ci divertiamo un po' (forse lui, io molto meno, visto e considerato come mi concia).
Sulla nave diventa legge che siamo a disposizione. In tanti che sono astinenti da fica, c'è sempre qualcuno che gli scappa la voglia. Su tutti regna il comandante, che a turno ci vuole in cabina, ospiti nel suo letto per rosolarci a fuoco lento. È un brav'uomo, molto etero sulla terraferma: Ma qui in mezzo all'oceano per così tanto tempo, a languire, tu mi capisci, ho certe esigenze. Lo so che ti godono anche gli altri, se esagerano fammelo sapere. So come umiliarli e ferire il loro orgoglio di cartapesta. Me li sono scopati già tutti. Ci tengono molto alla loro reputazione ma qui da me diventano cagne. Davanti spavaldi, dietro gementi e piangenti. Non guardo in faccia a nessuno. A chi mi implora di essere risparmiato glielo ficco due volte, e poi da tanghero che è mi ringrazia anche.
Così funziona la vita di bordo. Di giorno tutto tranquillo, al calar della sera solo bassi istinti che si scatenano. A me va più che bene, visto che non mi dispiace prenderlo. Tommy ci ha messo un po' ad abituarsi ma ora ci ha fatto il callo. Mica ci hanno arruolati per caso. Lontani dalle famiglie, a quei rompi natica d'alto mare gli serviva giusto un buon paio di culetti da sforzo, a portata di mano, o per meglio dire...di minchia.
scritto il
2026-04-25
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