Max e gli altri
di
IL MICROBO
genere
dominazione
MAX E GLI ALTRI
Lui era un attivo attento e prepotente con la mania del controllo e si chiamava Max. Loro erano due passivi che vivevano in coppia e che ad essere controllati gli andava bene. Si chiamavano Luca e Andrea. Nel tempo si abituarono a diventare Lucy e Endry e poi anche solo N.1 e N.2, quando la loro personalità cominciò a sbiadire e a identificarsi sempre di più con quella di Max, che li dirigeva a bacchetta, non tanto nel sesso, perché all'inizio non ne pretendeva, anche se li teneva in debita castità con la proibizione di frequentare altri uomini, ma in tutti gli aspetti della vita quotidiana. In una prima fase chiedevano a Max dei consigli o dei pareri, che ben presto divennero istruzioni da non sottovalutare e infine ordini che andavano rispettati alla lettera. In pratica Lucy e Endry furono costretti a chiedere il permesso del loro Superiore anche per andare al gabinetto, per vestirsi nel modo ritenuto più appropriato, per nutrirsi (dalla prima colazione alla cena) e via discorrendo (per fare una lavatrice, una doccia, insieme o separati, ecc.)
-Max, scusa se ti disturbiamo, pensi che possiamo andare a fare la spesa?
-C'è troppa gente in giro a quest'ora, andateci più tardi, vi mando la lista di cosa comprare.
-Max, scusa ancora, a Lucy scappa un bisognino, autorizzi?
-Certo che sì ma solo da seduto in modalità femmina, come al solito.
Solo Max poteva pisciare all'impiedi, il più delle volte anche fuori dal vaso, e quei due servetti dovevano se non assistere almeno prodigarsi a passare lo straccio di pozza in pozza.
Quando il controllo di Max su quei due fu ben collaudato, una sera egli li ritenne adeguati per affrontare una prima e solenne scopata, riservata ad uno solo dei due che venne tirato a sorte. L'altro avrebbe dovuto accontentarsi di succhiare e per il resto avrebbe pazientato fino all'indomani. E da quel giorno Lucy e Endry furono turnati secondo il capriccio di Max, chi a fare pompe incentivate a sberle, chi ad essere accuratamente usato di sedere.
La misura era colma e non ne potevano più. Di nascosto confidarono le loro pene ad un altro uomo, solo apparentemente più bonario e concessivo, che non aspettava altro per vedere di accaparrarseli, così ben ammaestrati quali ormai erano all'insegna dell'obbedienza. Subentrò a Max, che già di suo stava guardandosi in giro in cerca di un nuovo menage.
Si chiamava Primo (di nome e anche di fatto) e non c'è da stupirsi se da bel principio i nostri N.1 e N.2 ebbero l'esatta sensazione di essere caduti dalla padella nella brace, con l'unica soddisfazione che, in causa della straordinaria virilità del nuovo Padrone, quasi ogni sera ricevevano buone dosi di cazzo (a scempio di natica) equamente distribuite su ciascuno. E questa fu la loro unica e ben magra consolazione, all'alto prezzo di restare gementi e doloranti (di buco e di sedere) fino all'inculata successiva, sempre che non venissero prontamente castigati con righello picchiato a rimbalzo sulle palline, qualora mostrassero, nel corso di tali continue e orrende scopate, degli improvvisi, ormai frequenti e totalmente inammissibili cali di libido.
Lui era un attivo attento e prepotente con la mania del controllo e si chiamava Max. Loro erano due passivi che vivevano in coppia e che ad essere controllati gli andava bene. Si chiamavano Luca e Andrea. Nel tempo si abituarono a diventare Lucy e Endry e poi anche solo N.1 e N.2, quando la loro personalità cominciò a sbiadire e a identificarsi sempre di più con quella di Max, che li dirigeva a bacchetta, non tanto nel sesso, perché all'inizio non ne pretendeva, anche se li teneva in debita castità con la proibizione di frequentare altri uomini, ma in tutti gli aspetti della vita quotidiana. In una prima fase chiedevano a Max dei consigli o dei pareri, che ben presto divennero istruzioni da non sottovalutare e infine ordini che andavano rispettati alla lettera. In pratica Lucy e Endry furono costretti a chiedere il permesso del loro Superiore anche per andare al gabinetto, per vestirsi nel modo ritenuto più appropriato, per nutrirsi (dalla prima colazione alla cena) e via discorrendo (per fare una lavatrice, una doccia, insieme o separati, ecc.)
-Max, scusa se ti disturbiamo, pensi che possiamo andare a fare la spesa?
-C'è troppa gente in giro a quest'ora, andateci più tardi, vi mando la lista di cosa comprare.
-Max, scusa ancora, a Lucy scappa un bisognino, autorizzi?
-Certo che sì ma solo da seduto in modalità femmina, come al solito.
Solo Max poteva pisciare all'impiedi, il più delle volte anche fuori dal vaso, e quei due servetti dovevano se non assistere almeno prodigarsi a passare lo straccio di pozza in pozza.
Quando il controllo di Max su quei due fu ben collaudato, una sera egli li ritenne adeguati per affrontare una prima e solenne scopata, riservata ad uno solo dei due che venne tirato a sorte. L'altro avrebbe dovuto accontentarsi di succhiare e per il resto avrebbe pazientato fino all'indomani. E da quel giorno Lucy e Endry furono turnati secondo il capriccio di Max, chi a fare pompe incentivate a sberle, chi ad essere accuratamente usato di sedere.
La misura era colma e non ne potevano più. Di nascosto confidarono le loro pene ad un altro uomo, solo apparentemente più bonario e concessivo, che non aspettava altro per vedere di accaparrarseli, così ben ammaestrati quali ormai erano all'insegna dell'obbedienza. Subentrò a Max, che già di suo stava guardandosi in giro in cerca di un nuovo menage.
Si chiamava Primo (di nome e anche di fatto) e non c'è da stupirsi se da bel principio i nostri N.1 e N.2 ebbero l'esatta sensazione di essere caduti dalla padella nella brace, con l'unica soddisfazione che, in causa della straordinaria virilità del nuovo Padrone, quasi ogni sera ricevevano buone dosi di cazzo (a scempio di natica) equamente distribuite su ciascuno. E questa fu la loro unica e ben magra consolazione, all'alto prezzo di restare gementi e doloranti (di buco e di sedere) fino all'inculata successiva, sempre che non venissero prontamente castigati con righello picchiato a rimbalzo sulle palline, qualora mostrassero, nel corso di tali continue e orrende scopate, degli improvvisi, ormai frequenti e totalmente inammissibili cali di libido.
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