Pari e dispari
di
IL MICROBO
genere
bisex
PARI E DISPARI
All'imbrunire stavo seduto su una panchina di quel parco dove lo sapevo che si facevano incontri di un certo tipo. Ci vengo ogni tanto quando ho voglia di variare e di trombarmi qualcuno dei numerosi twink affamati di maturi che circolano qui. Come ben si sa il mercato è abbastanza sbilanciato a nostro favore. Su una rivista ho letto che ad ogni attivo corrispondono almeno dieci passivi. Per cui ho sempre buone probabilità di andare a ruba.
Stavo facendo cernita della merce su piazza quando mi si siede accanto un amico di
vecchia data col quale nel tempo ho condiviso più di una fica.
Ciao Sandro.
Guarda chi si vede.
Come mai qui?
Per sfizio.
Non va via molto che ci lasciamo andare a delle confidenze piuttosto intime ed inaspettate. Diciamo così che abbiamo messo le carte in tavola. Mi dice che sono molto in ordine per la mia età (come lui del resto). Fisico sportivo, niente pancia, bei fianchi stretti. Un culetto da sballo. Da un po' di tempo gli attizzerebbe un maturo.
Sei vergine?
Sì.
Ti piacerebbe prenderlo?
No.
Lo sai che il godimento anale è una figata.
Hai esperienza?
Solo per sentito dire.
Poi mi racconta che due amici nostri coetanei lo hanno fatto insieme e si sono trovati di un bene che non si sa.
Senti Carlo, non prendiamola troppo alla larga, se ci tieni vengo a casa tua, facciamo pari e dispari e lasciamo decidere al caso.
Ci sto.
Ti pareva che non vincesse lui! Ero imbarazzatissimo. Ci siamo spogliati (mi dicevo come un mantra che forse era destino). Mi sono piegato sul tavolo di cucina (fuori il dente fuori il dolore). Ero molto teso e Giorgio lo ha capito. Mi ha accarezzato la schiena, massaggiato il culo. Bacetti sul collo. Un dito nel buco (da svenimento).
Come lo senti?
Meno peggio di come pensavo.
Vuoi il biscotto?
Sì.
Solo se lo vuoi veramente.
Sì. Lo voglio sul serio.
Lo ha inserito restando sul fermo.
Ohhh Giorgio.
Ti piace?
Sììì.
Ha cominciato a remare che mi sembrava di stare con lui a spasso per la Via Lattea (mente annebbiata, fremiti, sussulti).
Mi stava scannando. Non ci credevo da tanto che mi faceva bene.
Voglio fecondarti Giorgio.
Fallo.
Siamo arrivati al diapason insieme. Lui tradizionale di canna (e a schizzo) io da femmina. Poi ci siamo seduti scambiandoci diverse curiose impressioni.
Sandro era entusiasta. Non aveva mai goduto così tanto.
E tu?
Mi costa fatica confessarlo a me stesso, figurati a te.
Parla.
Sensazioni fantastiche. Mi hai fatto sentire completo.
Da ripetere Giorgio?
Di sicuro. Anche seduta stante se ti si ricarica.
Faccio sempre due volte.
Ci siamo baciati alla grande. I nostri cazzi ci ingombravano mentre stavamo abbracciati a struscio.
Giorgio ficcamelo ancora.
Dove?
Nel culo.
Lo vuoi da troietta?
Credi che lo divento?
Lo sei già.
La seconda dose ha funzionato ancora meglio. Dalla terza in poi (nei giorni a venire) ho chiuso definitivamente con tutto il resto. Mi basta lui.
All'imbrunire stavo seduto su una panchina di quel parco dove lo sapevo che si facevano incontri di un certo tipo. Ci vengo ogni tanto quando ho voglia di variare e di trombarmi qualcuno dei numerosi twink affamati di maturi che circolano qui. Come ben si sa il mercato è abbastanza sbilanciato a nostro favore. Su una rivista ho letto che ad ogni attivo corrispondono almeno dieci passivi. Per cui ho sempre buone probabilità di andare a ruba.
Stavo facendo cernita della merce su piazza quando mi si siede accanto un amico di
vecchia data col quale nel tempo ho condiviso più di una fica.
Ciao Sandro.
Guarda chi si vede.
Come mai qui?
Per sfizio.
Non va via molto che ci lasciamo andare a delle confidenze piuttosto intime ed inaspettate. Diciamo così che abbiamo messo le carte in tavola. Mi dice che sono molto in ordine per la mia età (come lui del resto). Fisico sportivo, niente pancia, bei fianchi stretti. Un culetto da sballo. Da un po' di tempo gli attizzerebbe un maturo.
Sei vergine?
Sì.
Ti piacerebbe prenderlo?
No.
Lo sai che il godimento anale è una figata.
Hai esperienza?
Solo per sentito dire.
Poi mi racconta che due amici nostri coetanei lo hanno fatto insieme e si sono trovati di un bene che non si sa.
Senti Carlo, non prendiamola troppo alla larga, se ci tieni vengo a casa tua, facciamo pari e dispari e lasciamo decidere al caso.
Ci sto.
Ti pareva che non vincesse lui! Ero imbarazzatissimo. Ci siamo spogliati (mi dicevo come un mantra che forse era destino). Mi sono piegato sul tavolo di cucina (fuori il dente fuori il dolore). Ero molto teso e Giorgio lo ha capito. Mi ha accarezzato la schiena, massaggiato il culo. Bacetti sul collo. Un dito nel buco (da svenimento).
Come lo senti?
Meno peggio di come pensavo.
Vuoi il biscotto?
Sì.
Solo se lo vuoi veramente.
Sì. Lo voglio sul serio.
Lo ha inserito restando sul fermo.
Ohhh Giorgio.
Ti piace?
Sììì.
Ha cominciato a remare che mi sembrava di stare con lui a spasso per la Via Lattea (mente annebbiata, fremiti, sussulti).
Mi stava scannando. Non ci credevo da tanto che mi faceva bene.
Voglio fecondarti Giorgio.
Fallo.
Siamo arrivati al diapason insieme. Lui tradizionale di canna (e a schizzo) io da femmina. Poi ci siamo seduti scambiandoci diverse curiose impressioni.
Sandro era entusiasta. Non aveva mai goduto così tanto.
E tu?
Mi costa fatica confessarlo a me stesso, figurati a te.
Parla.
Sensazioni fantastiche. Mi hai fatto sentire completo.
Da ripetere Giorgio?
Di sicuro. Anche seduta stante se ti si ricarica.
Faccio sempre due volte.
Ci siamo baciati alla grande. I nostri cazzi ci ingombravano mentre stavamo abbracciati a struscio.
Giorgio ficcamelo ancora.
Dove?
Nel culo.
Lo vuoi da troietta?
Credi che lo divento?
Lo sei già.
La seconda dose ha funzionato ancora meglio. Dalla terza in poi (nei giorni a venire) ho chiuso definitivamente con tutto il resto. Mi basta lui.
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Mica maleracconto sucessivo
L'ultima spiaggia
Commenti dei lettori al racconto erotico