Mica male

di
genere
gay

MICA MALE
Cinquantacinque anni di una normale esistenza per niente casta, da etero e da single, ma confesso che le ultime volte che ho fatto sesso, anche se mi si offrivano da dietro per farsi montare in quel modo animalesco che di solito mi manda in delirio, non mi ha intrigato molto. Ho fatto tutto in modo monotono e poi non vedevo l'ora di cavarmi d'impiccio, prima di correre il rischio di essere preso al laccio. A impegnarmi non ci penso proprio. Non fa per me.
Mi viene a trovare un amico che è un gay ostinato: Cosa hai? Mi sembri vuoto. Vieni con me che ti faccio divertire.
Accettai e mi condusse in un locale di quelli che frequentava, dove si doveva entrare a torace nudo. Mi arresi a questa regola, tanto non avevo niente da perdere, e se proprio proprio come minimo ci potevo fare una bella figura visto che ho un bel fisico. Una volta all'interno mi sembrava di stare in una bolgia. Era affollato di maschi di tutte le età, metà nudi (di sopra) e metà vestiti (di sotto). Alti e bassi, magri e cicci, pelosi e lisci: Un circo Barnum.
Dopo una buona mezz'ora che ero lì a osservare i pacchi esibiti da probabili attivi (che non mi interessavano) e a veder volteggiare tanti schifosi passivi (che credevo non mi interessassero) cominciai ad ambientarmi e a commentare con il mio amico tutto quel viavai di vezzosi fondoschiena.
Hai visto che sbalzo di natiche? Che te ne pare?
Un vero carosello.
Non ti andrebbe di agganciarne qualcuno?
Ma dai.
Ce lo potremo scarrozzare a casa e ti farei vedere come lo si deve trattare.
Scherzi?
Non vedi come ci stanno a guardare quei due biondini là in fondo?
Dici?
Ora li faccio venire qui. Fai come me ti raccomando.
Bastò un cenno perché ci capitassero fra i piedi. Tommy se ne fece salire uno sulle ginocchia e cominciò ad accarezzargli la schiena. Io l'altro.
Poi fece al suo dei bei complimenti sulla morbidezza del suo sederino. Io altrettanto, e vi dico la verità con mio stupore, mentre secondo copione glielo stavo tastando, entrai in erezione. Quella birba se ne accorse all'istante e mi tocco la patta, esclamando: Quanta roba che hai papy! Venni preso da una specie di raptus e allora fui io a prendere l'iniziativa.
Che ne dici Tommy: Ce li scopiamo?
Mi hai mai visto perdermene uno?
Hai casa libera vero?
Certamente.
Ci avviammo e appena arrivati quei luridi ci aprirono le cerniere e fecero a gara a pomparci. Tommy scostò il suo da tanta succhiata, io il mio. Li facemmo piegare sullo schienale del divano. Egli sculacciò, io sculacciai. S'ciaf. S'ciaf. I zozzetti fecero finta di lamentarsi e di volersi svincolare. Noi in coro, mentre li bloccavamo per i fianchi li abbiamo rimproverati: Non fate storie, siete qui per questo.
Tommy ha puntato il suo, io il mio. Ai nastri di partenza ci siamo dati il via. Quanti gemiti, quanti guaiti. Andavamo avanti di pari passo, con lo stesso ritmo. Li abbiamo sfiancati. Quando venimmo cacciarono un urlo che non era di dolore ma solo di godimento, che si mescolò con il nostro. Li congedammo di fretta.
Ci vediamo ancora vero?
Domani forse, restate in ascolto.
Tommy era curioso di confrontarsi con me. Di conoscere cosa avevo provato. Ci siamo fatti un bicchierino, poi due, poi molti altri.
E allora che mi dici?
Troppo bello.
Hai imparato svelto. Mi sa che diventerai un cerca culetti di un certo successo.
Mi sa di sì.
scritto il
2026-04-16
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