Notti universitarie
di
IL MICROBO
genere
gay
NOTTI UNIVERSITARIE
Durante l'estate ho fatto amicizia con un turista molto più grande di me che incontravo nel bosco a fare passeggiate dalle mie parti e che mi prese molto in simpatia. Ho capito subito che gli piacevano i ragazzi. È rimasto pochi giorni e non c'è stato il tempo di conoscersi a fondo. Io ero imbranato, lui troppo cauto e riguardoso nei miei confronti: giusto qualche furtiva palpata sul sedere e poi solo una vagonata di commenti quasi esagerati sulla bellezza del mio fisico e su come ero cresciuto forte e sano. L'ultima sera ci siamo fatti una birra e usciti dal bar mi ha salutato con qualche bacetto sulla bocca dicendomi che se venivo in città per iniziare gli studi mi aspettava a casa sua, dove se mi faceva comodo avrebbe potuto ospitarmi senza che diventassi matto a cercare alloggio in affitto chissà dove e a quale costo non si sa.
Passò del tempo e venne il momento di iscrivermi alla facoltà che avevo scelto. Con l'occasione non mancai di fargli visita. Viveva in centro in un appartamento piuttosto spazioso. Mi invitò a pranzo e saputo che avevo bisogno di una sistemazione per la notte mi offrì di restare da lui. Verso sera guardavamo un po' di Tv insieme quando la conversazione prese una piega piuttosto intima. Saputo che non avevo la ragazza e che nemmeno la cercavo mi squadernò una rivista con tante foto di uomini nudi che sfogliammo insieme.
Cosa ne dici di questo qui?
Beh, è un bell'uomo.
Hai visto che bigolo che ha?
Davvero grosso.
Quasi come il mio: vuoi che te lo mostro?
Non mi ha lasciato nemmeno il tempo di rispondere che lo aveva già tirato fuori. Sono diventato rosso come un peperone.
-Toccalo.
L'ho sfiorato.
-Prendilo in mano e sguscialo.
Mi sono fatto coraggio.
-Se te la senti possiamo andare oltre. Non preoccuparti ti insegno tutto io.
Ero molto emozionato. Mi ha chiesto di mettermi nudo. Mi sono levato tutto e mi ha fatto sedere vicino vicino toccandomi di qua e di là, anche sotto.
-Hai un sedere stupendo.
-Grazie.
-Mai fatto niente vero?
-No.
-Se non ti dispiace mi metto comodo anch'io.
Mi apparve tutto di lui ed era in tiro. Ci siamo abbracciati e baciati, un po' alla volta perfino con le lingue.
-Ti vergogni?
-Un pochino.
Per fortuna mi trascinò in camera dove al buio mi fu più facile.
-Ti faccio provare un gioco.
Mi ha voltato di schiena e ha cominciato a stuzzicarmi il buco.
-È ora che diventi grande.
Ho sentito una cosa grossa che mi entrava dentro. Non sapevo come comportarmi ma lui sì.
-Adesso stai fermo.
Mi stupiva e mi piaceva quello che stava imbastendo. Un dentro e fuori deciso e davvero speciale. Dopo un bel po' di questo strano dondolio ha iniziato a battere più forte e più svelto. Mi mordicchiava il collo e mi sussurrava cose carine. Io gli ansimavo e lui si esaltava all'inverosimile. Ci andava giù sempre più duro, fino a quando non so bene cosa sia successo, dopo una specie di sprint finale si è fermato di botto. Ho pianto e mi ha consolato fra le sue braccia. Poi ci siamo addormentati. Ho sognato che ero in mezzo a un sacco di maschi cazzutissimi che si divertivano su di me.
Al mattino prima di uscire per sbrigare le mie faccende mi ha detto soltanto: Se resti anche stasera andiamo avanti con lo scavo.
Certo che ci sono rimasto e anche in seguito quando mi sono trasferito da lui, dall'alto della sua formidabile esperienza mi ha fatto conoscere tante di quelle cose porche che si possono fare insieme che ora mi resta ben poco da scoprire. Credo che sono diventato piuttosto bravo, come mi dice anche un suo amico che ogni tanto viene a trovarci per darsi da fare anche lui. Ho chiesto che voto meritavo e non hanno badato a spese: Trenta e lode in troiaggine applicata. Niente male come primo esame con prova pratica della mia carriera. Un bel salto di qualità e che progresso rispetto ai noiosi temi in classe delle superiori. Non parliamo poi dei compiti a casa con contorno di troppe seghe arrabbiate e solitarie.
Durante l'estate ho fatto amicizia con un turista molto più grande di me che incontravo nel bosco a fare passeggiate dalle mie parti e che mi prese molto in simpatia. Ho capito subito che gli piacevano i ragazzi. È rimasto pochi giorni e non c'è stato il tempo di conoscersi a fondo. Io ero imbranato, lui troppo cauto e riguardoso nei miei confronti: giusto qualche furtiva palpata sul sedere e poi solo una vagonata di commenti quasi esagerati sulla bellezza del mio fisico e su come ero cresciuto forte e sano. L'ultima sera ci siamo fatti una birra e usciti dal bar mi ha salutato con qualche bacetto sulla bocca dicendomi che se venivo in città per iniziare gli studi mi aspettava a casa sua, dove se mi faceva comodo avrebbe potuto ospitarmi senza che diventassi matto a cercare alloggio in affitto chissà dove e a quale costo non si sa.
Passò del tempo e venne il momento di iscrivermi alla facoltà che avevo scelto. Con l'occasione non mancai di fargli visita. Viveva in centro in un appartamento piuttosto spazioso. Mi invitò a pranzo e saputo che avevo bisogno di una sistemazione per la notte mi offrì di restare da lui. Verso sera guardavamo un po' di Tv insieme quando la conversazione prese una piega piuttosto intima. Saputo che non avevo la ragazza e che nemmeno la cercavo mi squadernò una rivista con tante foto di uomini nudi che sfogliammo insieme.
Cosa ne dici di questo qui?
Beh, è un bell'uomo.
Hai visto che bigolo che ha?
Davvero grosso.
Quasi come il mio: vuoi che te lo mostro?
Non mi ha lasciato nemmeno il tempo di rispondere che lo aveva già tirato fuori. Sono diventato rosso come un peperone.
-Toccalo.
L'ho sfiorato.
-Prendilo in mano e sguscialo.
Mi sono fatto coraggio.
-Se te la senti possiamo andare oltre. Non preoccuparti ti insegno tutto io.
Ero molto emozionato. Mi ha chiesto di mettermi nudo. Mi sono levato tutto e mi ha fatto sedere vicino vicino toccandomi di qua e di là, anche sotto.
-Hai un sedere stupendo.
-Grazie.
-Mai fatto niente vero?
-No.
-Se non ti dispiace mi metto comodo anch'io.
Mi apparve tutto di lui ed era in tiro. Ci siamo abbracciati e baciati, un po' alla volta perfino con le lingue.
-Ti vergogni?
-Un pochino.
Per fortuna mi trascinò in camera dove al buio mi fu più facile.
-Ti faccio provare un gioco.
Mi ha voltato di schiena e ha cominciato a stuzzicarmi il buco.
-È ora che diventi grande.
Ho sentito una cosa grossa che mi entrava dentro. Non sapevo come comportarmi ma lui sì.
-Adesso stai fermo.
Mi stupiva e mi piaceva quello che stava imbastendo. Un dentro e fuori deciso e davvero speciale. Dopo un bel po' di questo strano dondolio ha iniziato a battere più forte e più svelto. Mi mordicchiava il collo e mi sussurrava cose carine. Io gli ansimavo e lui si esaltava all'inverosimile. Ci andava giù sempre più duro, fino a quando non so bene cosa sia successo, dopo una specie di sprint finale si è fermato di botto. Ho pianto e mi ha consolato fra le sue braccia. Poi ci siamo addormentati. Ho sognato che ero in mezzo a un sacco di maschi cazzutissimi che si divertivano su di me.
Al mattino prima di uscire per sbrigare le mie faccende mi ha detto soltanto: Se resti anche stasera andiamo avanti con lo scavo.
Certo che ci sono rimasto e anche in seguito quando mi sono trasferito da lui, dall'alto della sua formidabile esperienza mi ha fatto conoscere tante di quelle cose porche che si possono fare insieme che ora mi resta ben poco da scoprire. Credo che sono diventato piuttosto bravo, come mi dice anche un suo amico che ogni tanto viene a trovarci per darsi da fare anche lui. Ho chiesto che voto meritavo e non hanno badato a spese: Trenta e lode in troiaggine applicata. Niente male come primo esame con prova pratica della mia carriera. Un bel salto di qualità e che progresso rispetto ai noiosi temi in classe delle superiori. Non parliamo poi dei compiti a casa con contorno di troppe seghe arrabbiate e solitarie.
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