Tanto per caso
di
IL MICROBO
genere
gay
TANTO PER CASO
Sono giovane, mi piace stare in compagnia e fare buon sesso. Di fisico sono alto e snello. Conosco tanta gente nuova in chat. Quando trovo persone che mi vanno a genio non mi tiro indietro. Nel pomeriggio ne ho agganciato uno che mi ispirava. Ci siamo dati appuntamento in quel bar alle ore 21 di quella sera. Da scemo non ricordavo che nello stesso bar, stesso giorno, stesso orario avevo già fissato la settimana prima con un altro. Mi arrivano in due.
Prego sedetevi.
Segue un lungo silenzio, con un gioco di sguardi.
Azzardo: Cosa beviamo?
Uno dei due: Prima chiariamoci.
L'altro: Ecco sì.
È tutta colpa mia. Sono un pasticcione.
Lo hai fatto di proposito?
Diccelo.
Assolutamente no.
Primo: Visto che ormai siamo qui...
Secondo: Visto e considerato...
Primo: ...vediamo cosa ne può nascere.
Secondo: Più che giusto.
Beviamoci su. Spritz per tutti?
Ordiniamo. Sorseggiamo.
Il Primo al Secondo: A te piace?
A me sì.
Si farà perdonare?
Gli conviene.
In coro: Hai mai fatto a tre?
No mai. Ma ce la metterò tutta.
Sono single, abito qui vicino, li porto in casa. Appena entrati, ancora in piedi, uno da una parte e uno dall'altra cominciano a spogliarmi. Lascio fare. Guardano. Toccano. Si stringono su di me e io su di loro. Tante carezze. Ho già le loro mani dappertutto e anche sul sedere: a ognuno il suo gluteo. Ci scambiamo baci. Respiri, sospiri. Si spogliano. Due cazzi a squadra. Me li strusciano. Un capezzolo per uno. Me li pizzicano. Mi fanno scendere. Bacetti e succhiate. Un po' di qua e un po' di là.
Primo: Girati dai.
Ancora in atrio mi metto in piega e mi offro. Il Primo mi agguanta per i fianchi. Punta. Scivola. Lo sento tutto. Inizia il tam tam. L'altro mi sostiene per il torace. Ho un solo pensiero se mai ne ho uno: che chiavata! Mi tiene a dondolo. Gli gemo. Insiste. Non ha fretta di tagliare il traguardo. Poi però. Quanto è eccitato. Accelera. Batte forte. Sempre di più. Di più. Gli urlo. Mi sfonda. Mi massacra. Urlo. Urlo. Urlo. Ahhh. Sì. Sì. Sìììì.
Che toro!
Al Secondo: È davvero bono. Tutto tuo.
Passo di mano. Mi solleva di culo. Le sue mani una morsa. Lo caccia dentro. Qualche colpetto di prova. Prende il ritmo. A ondate. Mi sente già caldo. Pam. Pam. Pam. Colpi decisi. Sussulto. Pam. Pam. Pam. Mugolo. Si esalta. Pam. Una botta dietro l'altra. Ahh. Ahh. Ahhh. Dai sì. Splash. Spash. Splash. Un fiume in piena. Si ritrae.
Si mettono a scherzare su come li ho presi bene.
Preparo da bere. Mi sistemo fra di loro, sul divano. Whisky a gogo. Che bel groviglio. Mi accarezzano. Ci baciamo. Ridiamo.
Primo: Sei proprio simpatico.
Secondo: Un bel tipetto.
Un po' sul divano, dopo a letto: corpo a corpo. Commenti sguaiati. Manovre sconce. Confidenze su di me, su di loro.
Mi vogliono ancora. Si sono messi d'accordo. Per gioco: Tre mosse a testa, dentro e fuori. Sono andati avanti mezz'ora. Una tripla da uno. Una tripla dall'altro. E così via. Non ce la facevo più. Alla fine li ho succhiati e sono venuti subito. Ci siamo addormentati, felici e contenti.
È mattina: porto il caffè a letto.
Primo: Sei nostro.
Secondo: Non ti molliamo più.
Dite sul serio? (Fra me e me: È andata).
Ne è passato di tempo e stiamo ancora insieme.
Sono giovane, mi piace stare in compagnia e fare buon sesso. Di fisico sono alto e snello. Conosco tanta gente nuova in chat. Quando trovo persone che mi vanno a genio non mi tiro indietro. Nel pomeriggio ne ho agganciato uno che mi ispirava. Ci siamo dati appuntamento in quel bar alle ore 21 di quella sera. Da scemo non ricordavo che nello stesso bar, stesso giorno, stesso orario avevo già fissato la settimana prima con un altro. Mi arrivano in due.
Prego sedetevi.
Segue un lungo silenzio, con un gioco di sguardi.
Azzardo: Cosa beviamo?
Uno dei due: Prima chiariamoci.
L'altro: Ecco sì.
È tutta colpa mia. Sono un pasticcione.
Lo hai fatto di proposito?
Diccelo.
Assolutamente no.
Primo: Visto che ormai siamo qui...
Secondo: Visto e considerato...
Primo: ...vediamo cosa ne può nascere.
Secondo: Più che giusto.
Beviamoci su. Spritz per tutti?
Ordiniamo. Sorseggiamo.
Il Primo al Secondo: A te piace?
A me sì.
Si farà perdonare?
Gli conviene.
In coro: Hai mai fatto a tre?
No mai. Ma ce la metterò tutta.
Sono single, abito qui vicino, li porto in casa. Appena entrati, ancora in piedi, uno da una parte e uno dall'altra cominciano a spogliarmi. Lascio fare. Guardano. Toccano. Si stringono su di me e io su di loro. Tante carezze. Ho già le loro mani dappertutto e anche sul sedere: a ognuno il suo gluteo. Ci scambiamo baci. Respiri, sospiri. Si spogliano. Due cazzi a squadra. Me li strusciano. Un capezzolo per uno. Me li pizzicano. Mi fanno scendere. Bacetti e succhiate. Un po' di qua e un po' di là.
Primo: Girati dai.
Ancora in atrio mi metto in piega e mi offro. Il Primo mi agguanta per i fianchi. Punta. Scivola. Lo sento tutto. Inizia il tam tam. L'altro mi sostiene per il torace. Ho un solo pensiero se mai ne ho uno: che chiavata! Mi tiene a dondolo. Gli gemo. Insiste. Non ha fretta di tagliare il traguardo. Poi però. Quanto è eccitato. Accelera. Batte forte. Sempre di più. Di più. Gli urlo. Mi sfonda. Mi massacra. Urlo. Urlo. Urlo. Ahhh. Sì. Sì. Sìììì.
Che toro!
Al Secondo: È davvero bono. Tutto tuo.
Passo di mano. Mi solleva di culo. Le sue mani una morsa. Lo caccia dentro. Qualche colpetto di prova. Prende il ritmo. A ondate. Mi sente già caldo. Pam. Pam. Pam. Colpi decisi. Sussulto. Pam. Pam. Pam. Mugolo. Si esalta. Pam. Una botta dietro l'altra. Ahh. Ahh. Ahhh. Dai sì. Splash. Spash. Splash. Un fiume in piena. Si ritrae.
Si mettono a scherzare su come li ho presi bene.
Preparo da bere. Mi sistemo fra di loro, sul divano. Whisky a gogo. Che bel groviglio. Mi accarezzano. Ci baciamo. Ridiamo.
Primo: Sei proprio simpatico.
Secondo: Un bel tipetto.
Un po' sul divano, dopo a letto: corpo a corpo. Commenti sguaiati. Manovre sconce. Confidenze su di me, su di loro.
Mi vogliono ancora. Si sono messi d'accordo. Per gioco: Tre mosse a testa, dentro e fuori. Sono andati avanti mezz'ora. Una tripla da uno. Una tripla dall'altro. E così via. Non ce la facevo più. Alla fine li ho succhiati e sono venuti subito. Ci siamo addormentati, felici e contenti.
È mattina: porto il caffè a letto.
Primo: Sei nostro.
Secondo: Non ti molliamo più.
Dite sul serio? (Fra me e me: È andata).
Ne è passato di tempo e stiamo ancora insieme.
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