Viva la democrazia
di
IL MICROBO
genere
corna
VIVA LA DEMOCRAZIA
Sono sempre stato gay praticante fino a quando mi sono infelicemente sposato con una donna che da subito mi ha imposto di stare in castità. È una femmina energica, una tiranna che sa il fatto suo e non ho mai pensato di infrangere questo suo veto, più per paura delle conseguenze che per desiderio di restarle fedele. Diciamo pure che gli sono succube e che mi comanda a bacchetta. Non ho mai fatto sesso con lei in nessuna maniera e credo che anche se mi offrisse l'occasione di comportarmi da uomo non saprei far fronte. Fra le altre cose ho un uccello molto piccolo per il quale lei giustamente mi prende in giro chiamandolo il “Nano”. Ben presto ha cominciato a tradirmi, all'inizio con una certa discrezione, poi, di male in peggio, senza più alcun ritegno. Infatti è già da qualche anno che i suoi amanti se li porta in casa. Mi dice che è più comoda così. Me li presenta come se nulla fosse e ovviamente mi succede di assistere ai loro sconvenienti preliminari intanto che servo il caffè a tutti e due in salotto prima che vadano in camera a fare il resto. Dopo devo sorbirmi il racconto di come è stata bene o meno bene con l'ultimo della serie.
Da qualche tempo frequenta un giovane di cui è molto contenta. Intanto che apparecchiavo loro il solito caffè, mentre ero chino sul tavolino davanti al divano mostrando tanto di sedere in piena vista, il tipo se ne uscito con dei commenti alquanto sfrontati.
-Ha un bel culo lo scemo di tuo marito.
-Beh sì almeno quello ce l'ha proprio in ordine.
-Lo hai mai fatto accoppiare?
-A lui piacerebbe, ma lo tengo a freno.
-Se me lo presti ci penso io.
-Mi stuzzicherebbe vedere come lo sistemi.
Detto fatto dovetti prepararmi nudo e in postura sul nostro talamo con mia moglie placidamente seduta accanto a noi, mentre il tipo mi si avvicinava a spada tratta, con tanto di uccellone pronto per incularmi a sangue. Fui trattato peggio di una vacca.
Non vi dico i commenti salaci che ho dovuto ingoiare e come mi hanno ridicolizzato per tuta la sera. Infatti, tanto per tenermi sulle spine, si sono presi il gusto di farmi assistere da spettatore ai loro luridi e frenetici coiti, Venivo convocato a farmi avanti solo in qualità di succhia cazzi.
La misura era colma.
Non mi ero mai ribellato alle cattive abitudini della mia sposa ma il sabato dopo la misi di fronte al fatto compiuto invitando in casa un mio vecchio amico che frequentavo ai bei tempi prima del matrimonio. Con lei sul divano già nelle braccia del suo maschio di turno ci siamo presi la libertà di portare il solito caffè insieme sbaciucchiandoci un po', per poi scomparire e imboscarci per i fatti nostri nella camera degli ospiti. Abbiamo lasciato la porta aperta e ne abbiamo combinate di tutti i colori incuranti degli strepiti di lei e di quell'altro in scopa di là.
Una volta soli la mia mogliettina era nera e ha cominciato a rimproverarmi.
-Come ti sei permesso di comportarti in questo modo?
-Cara, ti ho solo reso pan per focaccia.
-Ti proibisco di mettermi ancora così in imbarazzo.
-Per sabato prossimo ne ho già invitato un altro.
Ero molto determinato e non le lasciai scampo. Dovette rassegnarsi a una sola reciproca condizione.
-Almeno chiudete la porta.
-Fallo anche tu se non è chiederti troppo.
Da allora navighiamo felici: coppia aperta, al cinquanta per cento etero e l'altro cinquanta omo, con la variante che in non poche occasioni il suo lui fa pure una capatina da noi. La qual cosa ha per effetto di far pendere la bilancia...più dalla mia parte che dalla sua.
Sono sempre stato gay praticante fino a quando mi sono infelicemente sposato con una donna che da subito mi ha imposto di stare in castità. È una femmina energica, una tiranna che sa il fatto suo e non ho mai pensato di infrangere questo suo veto, più per paura delle conseguenze che per desiderio di restarle fedele. Diciamo pure che gli sono succube e che mi comanda a bacchetta. Non ho mai fatto sesso con lei in nessuna maniera e credo che anche se mi offrisse l'occasione di comportarmi da uomo non saprei far fronte. Fra le altre cose ho un uccello molto piccolo per il quale lei giustamente mi prende in giro chiamandolo il “Nano”. Ben presto ha cominciato a tradirmi, all'inizio con una certa discrezione, poi, di male in peggio, senza più alcun ritegno. Infatti è già da qualche anno che i suoi amanti se li porta in casa. Mi dice che è più comoda così. Me li presenta come se nulla fosse e ovviamente mi succede di assistere ai loro sconvenienti preliminari intanto che servo il caffè a tutti e due in salotto prima che vadano in camera a fare il resto. Dopo devo sorbirmi il racconto di come è stata bene o meno bene con l'ultimo della serie.
Da qualche tempo frequenta un giovane di cui è molto contenta. Intanto che apparecchiavo loro il solito caffè, mentre ero chino sul tavolino davanti al divano mostrando tanto di sedere in piena vista, il tipo se ne uscito con dei commenti alquanto sfrontati.
-Ha un bel culo lo scemo di tuo marito.
-Beh sì almeno quello ce l'ha proprio in ordine.
-Lo hai mai fatto accoppiare?
-A lui piacerebbe, ma lo tengo a freno.
-Se me lo presti ci penso io.
-Mi stuzzicherebbe vedere come lo sistemi.
Detto fatto dovetti prepararmi nudo e in postura sul nostro talamo con mia moglie placidamente seduta accanto a noi, mentre il tipo mi si avvicinava a spada tratta, con tanto di uccellone pronto per incularmi a sangue. Fui trattato peggio di una vacca.
Non vi dico i commenti salaci che ho dovuto ingoiare e come mi hanno ridicolizzato per tuta la sera. Infatti, tanto per tenermi sulle spine, si sono presi il gusto di farmi assistere da spettatore ai loro luridi e frenetici coiti, Venivo convocato a farmi avanti solo in qualità di succhia cazzi.
La misura era colma.
Non mi ero mai ribellato alle cattive abitudini della mia sposa ma il sabato dopo la misi di fronte al fatto compiuto invitando in casa un mio vecchio amico che frequentavo ai bei tempi prima del matrimonio. Con lei sul divano già nelle braccia del suo maschio di turno ci siamo presi la libertà di portare il solito caffè insieme sbaciucchiandoci un po', per poi scomparire e imboscarci per i fatti nostri nella camera degli ospiti. Abbiamo lasciato la porta aperta e ne abbiamo combinate di tutti i colori incuranti degli strepiti di lei e di quell'altro in scopa di là.
Una volta soli la mia mogliettina era nera e ha cominciato a rimproverarmi.
-Come ti sei permesso di comportarti in questo modo?
-Cara, ti ho solo reso pan per focaccia.
-Ti proibisco di mettermi ancora così in imbarazzo.
-Per sabato prossimo ne ho già invitato un altro.
Ero molto determinato e non le lasciai scampo. Dovette rassegnarsi a una sola reciproca condizione.
-Almeno chiudete la porta.
-Fallo anche tu se non è chiederti troppo.
Da allora navighiamo felici: coppia aperta, al cinquanta per cento etero e l'altro cinquanta omo, con la variante che in non poche occasioni il suo lui fa pure una capatina da noi. La qual cosa ha per effetto di far pendere la bilancia...più dalla mia parte che dalla sua.
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