La mia doppia vita proibita – Parte 3

di
genere
incesti

Dopo la confessione a Sofia, il pomeriggio sembrò durare un’eternità. Tornai a casa con le gambe che tremavano e la figa già bagnata al solo pensiero di ciò che stava per succedere. Alessandro era in camera sua a studiare. Lo salutai con un bacio leggero sulle labbra, come facevamo ormai quando eravamo soli, e gli dissi che avrei preparato una cena speciale perché “avevo voglia di viziarlo”.
Alle 17:40 mi chiusi in camera e iniziai a prepararmi. Scelsi con cura: una gonna nera molto corta che mi copriva appena il culo, un top aderente rosso scollato, e i miei collant neri lucidi preferiti da 10 denari con la cucitura dietro. Tacchi alti. Mi truccai in modo più marcato del solito: rossetto rosso intenso, eyeliner. Quando mi guardai allo specchio mi sentii esattamente ciò che volevo essere stasera: la mamma troia di Alessandro.
Alle 17:55 suonò il campanello. Aprii io.
Sofia era uno spettacolo. Aveva seguito alla lettera il mio suggerimento. Indossava una gonna nera cortissima, quasi indecente, che lasciava vedere l’attaccatura delle cosce, un top nero lucido molto scollato che metteva in evidenza il suo seno abbondante, e un paio di collant neri 15 denari ultra lucidi che brillavano sotto la luce del corridoio. Tacchi alti neri completavano il look. Si era truccata in modo sensuale, con labbra rosse e occhi smokey. Sembrava una puttana di lusso pronta a tutto.
«Cazzo, Sofia…» sussurrai mentre la facevo entrare. «Sei perfetta.»
Lei mi sorrise nervosa ed eccitata allo stesso tempo. «Anche tu. Sembriamo due sorelle porche in missione.»
Ci baciammo sulla bocca, un bacio lungo, caldo, con la lingua che si cercava. Sentivo il suo respiro accelerato contro il mio.
«Sei sicura?» le chiesi sottovoce.
«Mai stata più sicura in vita mia» rispose lei.
Andammo insieme in salotto. Alessandro era sul divano con il telefono in mano. Quando alzò gli occhi e ci vide, rimase letteralmente pietrificato. La bocca semiaperta, gli occhi che passavano da me a sua zia, increduli.
«Mamma…? Zia Sofia…? Ma che… che cazzo succede?»
Mi avvicinai lentamente, ancheggiando, e mi fermai davanti a lui. Sofia fece lo stesso, mettendosi al mio fianco.
«Amore, ti ricordi quando ti ho detto che volevo farti il ragazzo più fortunato del mondo?» gli dissi con voce bassa e sensuale. «Stasera ho deciso di esagerare.»
Gli presi una mano e la posai sulla mia coscia coperta di nylon lucido. Con l’altra mano feci lo stesso con Sofia, guidandola sulla sua gamba.
«Zia Sofia sa tutto. Le ho raccontato di noi… e le è piaciuto. Tanto. Ha voluto venire a vedere di persona… e a partecipare.»
Alessandro deglutì a fatica. Il rigonfiamento nei suoi pantaloni della tuta era già impressionante.
«State… state scherzando?»
Sofia si chinò leggermente verso di lui, lasciando che il suo décolleté generoso si mostrasse bene.
«No, tesoro. Tua madre mi ha raccontato quanto ti piace quando lei si veste da troia per te. Quanto ti eccitano i collant… quanto ti piace riempirla di sperma.»
Fece una pausa e sorrise maliziosa. «E stasera vogliamo essere in due a farti impazzire.»
Mi sedetti a cavalcioni su di lui sul divano, mentre Sofia si inginocchiò tra le sue gambe. Gli abbassai i pantaloni insieme. Il suo cazzo schizzò fuori, durissimo, con la cappella già lucida.
Sofia lo guardò con occhi famelici.
«Porca miseria, Laura… è davvero grosso come dicevi.»
Si chinò e lo prese in bocca senza esitazione, succhiando con passione mentre io baciavo mio figlio sulla bocca, spingendo la lingua contro la sua. Alessandro gemeva dentro il bacio, una mano tra i capelli di sua zia, l’altra che mi stringeva il culo.
Dopo qualche minuto ci scambiammo di posto. Io mi misi in ginocchio e presi il cazzo di mio figlio in bocca, assaporando il gusto mescolato con la saliva di Sofia, mentre lei si alzò, si tolse le mutandine e si mise a cavalcioni sulla faccia di Alessandro.
«Leccami, nipote… assaggia la figa della tua zia troia» gli ordinò con voce roca.
Alessandro non se lo fece ripetere. Iniziò a leccarla con foga mentre io continuavo a succhiargli il cazzo, facendo scorrere le mie labbra lungo tutta la lunghezza.
Dopo un po’ Sofia scese e si mise a quattro zampe sul tappeto, proprio come la prima volta che avevo scopato con Alessandro. Sollevò la gonna corta e offrì il culo coperto dai collant lucidi.
«Vieni, Alessandro… prima la zia. Scopami mentre tua madre guarda.»
Mio figlio non resistette. Si posizionò dietro di lei, strappò il tassello dei collant con un gesto deciso e la penetrò con un colpo solo. Sofia lanciò un gemito forte, spingendo il culo indietro per prenderlo tutto.
Io mi misi accanto a loro, baciando mio figlio e toccando il clitoride di mia sorella mentre lui la scopava con colpi profondi e ritmati. Il rumore bagnato della figa di Sofia e il fruscio dei collant riempivano la stanza.
«Sei una puttana, zia…» ringhiò Alessandro, esattamente come faceva con me.
Sofia venne per prima, tremando e urlando di piacere. Poco dopo Alessandro tirò fuori il cazzo e lo puntò verso di me. Mi inginocchiai accanto a mia sorella e aprii la bocca. Lui esplose: fiotti potenti di sperma caldo ci colpirono entrambe sul viso, sulle labbra e sulla lingua. Io e Sofia ci baciammo subito dopo, leccandoci a vicenda lo sperma di Alessandro, mescolandolo con la nostra saliva.
Non era finita.
Ci spostammo in camera da letto. Per le due ore successive Alessandro ci prese entrambe in tutte le posizioni: io seduta sulla sua faccia mentre Sofia lo cavalcava, poi Sofia a pecora mentre io mi facevo leccare da lui, poi di nuovo tutte e due in ginocchio a succhiarglielo insieme fino a farlo venire una seconda volta, questa volta dentro la mia figa mentre Sofia mi baciava e mi toccava il clitoride.
Alla fine, esausti e sudati, ci ritrovammo abbracciati sul letto: io da una parte, Sofia dall’altra, con Alessandro in mezzo. Le sue mani accarezzavano pigre le nostre gambe coperte di nylon strappato e sporco di sperma.
«Mamma… zia…» mormorò con voce roca. «Sono davvero il ragazzo più fortunato del mondo.»
Io e Sofia ci guardammo sopra il suo petto e sorridemmo.
«Sì, amore» risposi baciandolo sul collo. «E questa è solo l’inizio della nostra doppia vita proibita.»
scritto il
2026-04-20
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