Racconti erotici di fexalox
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Ha scritto 31 racconti erotici i quali sono stati letti 65.1K volte.
fexalox ha ricevuto un totale di 1.5K voti, realizando un voto medio di 7.4.
1.5K
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7.4
7.4
cura
A
A
2026-10-12
2026-06-25
6158
Sentimentali542
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7.7
cura
A Chi resta | Capitolo 3 | WandaLunedì mattina, alle sei e un quarto, la scala B sapeva di cera d'api, di cavolo bollito e di cotogna. La cera è di Ada, che il lunedì lucida il corrimano con uno straccio di flanella e non lo direbbe mai. Il cavolo è del quarto piano, e scende fino al primo come una cosa che ha ritrovato la strada di casa. La cotogna non era di nessuno dei due, e infatti sono rimasta sulla soglia con la borsa del pane in mano e il bastone appoggiato allo stipite, a naso in su, come fanno i cani davanti a una c... scritto il 2026-10-02 tempo di lettura 14 min genere
Sentimentali538
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7.6
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A+ Chi resta | Capitolo 2 | NicolòIl fumo arriva prima di lei. Sale dal terzo piano al quarto senza fretta, in una striscia sottile che il vento del cortile piega verso i tetti, e a ottobre, quando l'aria comincia a essere pulita e fredda, sa di più: di tabacco, e sotto il tabacco di qualcosa di dolce, come una mela dimenticata in un cassetto. Lo sento dalla finestra del sottotetto, che non chiudo mai. Sono le dieci e venticinque di un mercoledì. Mia madre è in ospedale fino alle sette, i compiti di greco stanno sul tavolo con l... scritto il 2026-09-24 tempo di lettura 20 min genere
Sentimentali675
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7.6
cura
A+ Grazie lettoriGrazie, lettori Voglio dire grazie a tutti voi che leggete i miei racconti fexalox, e anche a chi ha lasciato un commento: quelli positivi mi hanno dato la spinta per andare avanti, quelli negativi mi hanno fatto riflettere e mi aiutano a migliorare. Li leggo tutti, e li apprezzo tutti. Questa avventura è nata dalla mia passione di lettore. Ho letto per anni racconti di un certo tipo e a un certo punto ho pensato: e se provassi a scriverne qualcuno io? Alcune storie partono da esperienze v... scritto il 2026-09-19 tempo di lettura 1 min genere
Interviste415
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6.9
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A− Chi resta | Capitolo 1 | AdaUna casa di ringhiera non ha segreti. Ha soltanto rumori, e chi ci vive abbastanza a lungo impara che è la stessa cosa. I ballatoi sono di ferro, e il ferro non sa tacere: ogni passo ci suona sopra come una nota, e ogni piano ha la sua. Il primo è grave, perché il ferro lì è più spesso e sotto c'è il porticato che fa da cassa. Il secondo è pulito, quasi allegro. Il terzo vibra un poco, una vibrazione lunga che finisce nei vasi dei gerani, e il quarto, quello sotto i tetti, cigola come una barca.... scritto il 2026-09-19 tempo di lettura 18 min genere
Sentimentali688
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7.8
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A+ 15 denariIl temporale era rimasto sospeso sopra il lago tutto il pomeriggio senza decidersi. Lo sentivo nell'aria della villa, in quel caldo bagnato di settembre che si attaccava alla pelle e faceva odorare il legno del pavimento, la cera vecchia, l'acqua ferma sotto la terrazza. Avevo spalancato tutte le finestre alle cinque. Alle otto non era servito a niente. Livia arrivò che era quasi buio. Sentii la macchina sulla ghiaia, poi i tacchi sui gradini di pietra, un suono che in quella casa non avevo mai... scritto il 2026-09-14 tempo di lettura 26 min genere
Incesti4.9K
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7.6
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A+ Il libro delle dueLa biblioteca comunale occupa il piano terra di un ex convento, e ne ha conservato il freddo. Anche in piena estate, quando fuori la piazza cuoce sotto un sole che spacca le pietre, dentro c'è una temperatura di pietra e ombra che non cambia mai, un fresco antico che sa di carta ingiallita, di colla vecchia dei dorsi rilegati e di legno trattato con qualcosa che nessuno usa più. Ci vado il martedì e il sabato mattina, i due giorni di apertura, da quando i miei figli sono abbastanza grandi da res... scritto il 2026-09-12 tempo di lettura 16 min genere
Sentimentali1.2K
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7.7
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A Il muroI muri delle case costruite in fretta sono di cartongesso e di aria. Lo si scopre solo quando ci si abita, perché quando li visiti sono bianchi e dritti come tutti gli altri, e nessuno ti dice che quella parete lì, quella dietro la testiera del letto, è spessa nove centimetri e dentro non ha niente. Ci ho appeso un quadro, i primi tempi, e il chiodo è entrato come nel burro fino in fondo, e ho sentito il rumore che faceva dall'altra parte, un tonf sordo dentro il vuoto, e ho pensato: ecco, quest... scritto il 2026-09-03 tempo di lettura 14 min genere
Sentimentali1.5K
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7.8
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A+ La linguaCi sono suoni che la bocca italiana non sa fare. Non è questione di volontà, è che i muscoli non li hanno mai imparati, e a quarant'anni imparare un muscolo nuovo è come imparare a camminare all'indietro: si può, ma si vede che ci stai provando. Il suono che non sapevo fare era una specie di ü, che nella sua lingua sta dentro una parola comunissima, una parola che significa soltanto "sopra", e che io per tre mesi ho pronunciato sbagliata in ventotto modi diversi mentre lei mi guardava la bocca c... scritto il 2026-08-21 tempo di lettura 14 min genere
Sentimentali608
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7.5
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A+ La correnteIl buio vero non esiste più da nessuna parte, ed è per questo che quella sera non lo riconoscemmo subito. Siamo abituati a un buio pieno di spie rosse, di caricabatterie, di lampioni che filtrano dalle tapparelle, di quel chiarore diffuso che le città tengono acceso anche quando dormono. Quando alle nove e venti di una sera di gennaio saltò tutto, e intendo tutto, il quartiere intero, i lampioni, i semafori, le insegne, per i primi trenta secondi restammo tutti fermi dove eravamo aspettando che ... scritto il 2026-08-17 tempo di lettura 12 min genere
Sentimentali756
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7.5
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A+ Luce radenteL'odore che ricordo di più di quell'estate non è quello dei tigli in fiore sul viale, né quello del fieno tagliato nei campi sotto la villa. È l'acquaragia. Un odore chimico e antico insieme, che si mescolava con la polvere calda del salone chiuso da anni e mi restava sulle mani anche dopo cena, quando mi lavavo tre volte e ancora lo sentivo, come se mi fosse entrato sotto la pelle insieme al resto. Insieme a lei, dovrei dire, perché è di lei che quell'odore sapeva, alla fine, e non c'è stato sa... scritto il 2026-08-11 tempo di lettura 19 min genere
Sentimentali690
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7.5
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A+ GiovedìCi sono pianisti che suonano con le scarpe, e non mi sono mai fidata di nessuno di loro. Il pedale è una cosa che si tocca con la parte più onesta del corpo, quella che nessuno guarda e che sente tutto. Da quando avevo sei anni e mia madre mi issava sullo sgabello troppo alto, ho sempre suonato scalza, il piede destro appoggiato sull'ottone freddo, la pianta che cerca il punto esatto in cui il suono smette di essere note e diventa respiro. È l'unica cosa mia che sia rimasta intatta in quarantaci... scritto il 2026-08-07 tempo di lettura 10 min genere
Sentimentali1.1K
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7.7
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A+ Quello che non si dice - capitolo 10: quello che non si diceLunedì lo spartineve passò all'alba. Lo sentimmo dal letto, il raschio della lama sull'asfalto, il lampeggiante arancione che attraversò per un attimo le tende, e poi il silenzio di nuovo, ma un silenzio diverso, aperto. La strada era tornata. Il mondo ci riprendeva. Caricammo l'auto a metà mattina, sotto un sole che scioglieva la neve fuori stagione in mille rigagnoli lungo la strada. In un giorno solo la valle si riaprì. I larici gocciolavano, la foschia si alzava dal fondo, e la casa di An... scritto il 2026-08-04 tempo di lettura 10 min genere
Tradimenti1.2K
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7.6
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A+ La riabilitazioneL'acqua della piscina di riabilitazione è tenuta a trentadue gradi, la temperatura del corpo umano meno cinque. Ci entri e non senti il confine tra te e il liquido, ed è una sensazione che, i primi giorni, mi faceva quasi piangere. Non per il dolore. Per il contrario. Perché dopo otto mesi in cui il mio corpo era stato solo una cosa rotta da aggiustare, l'acqua calda me lo restituiva come qualcosa che poteva ancora provare piacere. Ci ero finito per colpa di una lamiera e di un semaforo. Un f... scritto il 2026-08-01 tempo di lettura 10 min genere
Sentimentali2.1K
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7.7
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A+ Quello che non si dice - capitolo 9: il rifugioIn montagna a settembre l'aria ha già un taglio dentro, un filo di freddo che di giorno non senti e alle sei di sera ti trova. La casa di Andrea stava a milleseicento metri, sopra un paese dell'Alta Val Camonica, l'ultima di una strada che finiva contro il bosco. Legno scuro, un camino di pietra, una vetrata sulla valle che di sera diventava uno specchio nero. L'aveva ristrutturata due anni prima, tra un cantiere e l'altro, e ci veniva poco, perché Andrea costruiva rifugi per gli altri e non ave... scritto il 2026-08-01 tempo di lettura 10 min genere
Tradimenti1.5K
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7.5
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A+ 48 oreL'aeroporto di Amburgo alle sette di sera ha la luce delle cose che non finiscono mai. Bianca, uguale a se stessa, senza ombre. Ero in coda al gate 14 da venti minuti quando la voce dagli altoparlanti disse, prima in tedesco e poi in un inglese stanco, che lo sciopero dei controllori di volo era stato confermato per l'intera giornata successiva. Tutti i voli cancellati. Riprotezione non prima di dopodomani mattina. Intorno a me si alzò quel brusio di rabbia impotente che fanno le persone quan... scritto il 2026-07-25 tempo di lettura 14 min genere
Etero2.5K
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7.7
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A− Quello che non si dice - Capitolo 8: Sei anniDecisi di smettere un martedì di fine luglio, alle quattro del pomeriggio, nel parcheggio di un autogrill sulla Salerno-Reggio Calabria. Ero lì per lavoro, una consegna a un cliente di Lagonegro, e stavo bevendo un caffè appoggiato alla macchina quando vidi una coppia uscire dal bar. Sui sessant'anni, lui con il giornale sotto il braccio, lei con due gelati. Lei gliene passò uno, lui le disse qualcosa, lei rise buttando indietro la testa. Una risata vera, di quelle che non si fabbricano. E ri... scritto il 2026-07-24 tempo di lettura 9 min genere
Tradimenti1.8K
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7.5
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A I piedi di zia Renata - Capitolo finale: Il letto di FrancoLa frase arrivò a dicembre, e non era per me. Me la riferì Renata al telefono, una sera, con la voce di chi ha appena ricevuto un colpo pulito, di quelli che non lasciano lividi fuori. Era stata da Anna per aiutarla con i preparativi di Natale. Le due sorelle in cucina, la sfoglia sul tavolo di marmo, le mani nella farina. E a un certo punto mia madre, senza alzare gli occhi dalla pasta, senza cambiare tono, aveva detto una sola frase. «Smettila di prendere treni, Renata.» Nient'altro. Non un... scritto il 2026-07-23 tempo di lettura 16 min genere
Incesti2.7K
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6.7
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A I piedi nudi di zia Renata - Capitolo 6: Zia Renata nel mio letto a MilanoMilano, novembre, pioggia da tre giorni. Dopo il compleanno al borgo, Renata era sparita in uno dei suoi silenzi. Due settimane senza un messaggio. Conoscevo quei silenzi: non erano distanza, erano decompressione. Si allontanava ogni volta che qualcosa si era spinto troppo in là. E al borgo tutto si era spinto troppo in là. Il venerdì sera, verso le otto, suonò il citofono. «Sono io. Posso salire?» Rimasi con il dito sul pulsante per un secondo che durò un anno. Renata. A Milano. Cinque... scritto il 2026-07-15 tempo di lettura 8 min genere
Incesti3.2K
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6.9
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A Quello che non si dice - Capitolo 7: Il ritornoCi sono momenti in cui il tempo si spezza in fotogrammi, e li vedi tutti, uno per uno, con una lucidità che non hai mai nella vita normale. La voce di Andrea attraverso la parete. *Chiara? Amore? Sei in camera?* L'acqua della doccia che scrosciava, il che significava che non ci vedeva, che non poteva vederci, che era di là, nudo sotto l'acqua, a chiamare sua moglie credendola nella loro stanza o sulla terrazza dell'hotel. Chiara si mosse per prima. E il modo in cui si mosse fu la cosa che ... scritto il 2026-07-15 tempo di lettura 8 min genere
Tradimenti1.9K
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7.3
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A+ Quello che non si dice - Capitolo 6: La porta accantoLa battuta di Andrea cambiò il secondo giorno prima ancora che cominciasse. Non lui. Lui si svegliò come sempre, allegro, affamato, con la voglia di riempire ogni ora. Fui io a cambiare. Avevo dormito male nella stanza singola, con la parete sottile alle spalle e i rumori attutiti della loro camera che arrivavano a intervalli, e per tutta la notte avevo sentito quella frase girare a vuoto. *A volte penso che Chiara parli più volentieri con te che con me.* La leggerezza con cui l'aveva detta. ... scritto il 2026-07-13 tempo di lettura 9 min genere
Tradimenti2.1K
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6.7
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A I piedi nudi di zia Renata - Capitolo 5: Sotto lo stesso tettoL'aria di ottobre aveva già quel sapore di foglie bagnate e camino acceso quando mia madre chiamò. Stavolta non fu una vendemmia o un rogito. Fu qualcosa di più semplice e più pericoloso. «Marco, sabato è il compleanno di zia Renata. Compie quarantotto anni e non vuole fare niente, figurati, ma io ho deciso di fare una cena su alla casa del borgo, che almeno lì stiamo larghi e c'è il camino. Vieni anche tu, vero? Dormite tutti lì, tanto le camere ci sono. È da tanto che non stiamo un po' insi... scritto il 2026-07-11 tempo di lettura 10 min genere
Incesti2K
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6.1
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A− I piedi nudi di zia Renata - Capitolo 4: Il fuoco che non si può accendere alla lucePer la prima volta non fu mia madre a spingermi verso di lei. Fu il mio stesso desiderio, quello che dopo la cantina non trovava più pace. Una settimana dopo la vendemmia presi la macchina a Milano e puntai verso sud senza avvertire nessuno. Inventai un cliente a Pescara, ma la bugia serviva solo a coprire la verità più nuda: volevo Renata senza maschere, senza famiglia intorno, senza il sapore immediato del pericolo. Volevo vederla come si vede una donna che si è scelta, non come si ruba una z... scritto il 2026-07-11 tempo di lettura 7 min genere
Incesti1.7K
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6
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A+ Quello che non si dice - Capitolo 5: L'isolaIl traghetto per Capri partiva da Salerno alle nove del mattino, e alle nove meno un quarto eravamo tutti e tre sul molo, con i bagagli, sotto un sole che prometteva una di quelle giornate in cui il mare diventa una lastra di luce e non puoi guardarlo senza occhiali. Andrea era euforico. Aveva quella felicità rumorosa degli uomini quando riescono a organizzare qualcosa di bello per le persone che amano, e la spargeva su di noi come acqua fresca. Portava lui i bagagli, tutti e tre, uno per spall... scritto il 2026-07-11 tempo di lettura 9 min genere
Tradimenti1.8K
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7.4
cura
A Quello che non si dice - capitolo 4: il ritmo delle coseIl temporale di quel giovedì durò due ore. Noi molto di più. Quando la pioggia smise, la stanza degli ospiti era piena di quella luce lavata che viene dopo l'acqua, verde di riflessi dal giardino, e Chiara era addormentata contro la mia spalla con una gamba sopra le mie, il piede che pendeva dal bordo del letto di ferro. La guardai dormire per un tempo che non seppi misurare. Aveva il respiro lento, le labbra socchiuse, una piega sulla fronte che nel sonno si era sciolta. Sembrava più giovane... scritto il 2026-07-09 tempo di lettura 12 min genere
Tradimenti2.3K
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7.5
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A+