Volevo fosse il più fortunato del mondo.. il ritorno (1)
di
Nylonlover.
genere
incesti
Io e Greta ci conosciamo da tanto, da quando eravamo ragazzine…lei è più grande di me di un anno ma le nostre strade sono state quasi sempre parallele.. uscivamo spesso insieme, per qualche tempo abbiamo giocato a pallavolo nella stessa squadra. Abbiamo fatto percorsi di studi diversi ma la nostra amicizia è resistita nel tempo. Non posso dire che è la mia migliore amica, anche perché non ho una migliore amica, ma magari più buone amiche… e beh, lei è una di queste. Capelli lunghi mossi biondi sopra due begli occhioni castani. Fisicamente è come me, non un fisico da top model, ma dalle forme intriganti.. e che forme, specialmente sopra: penso dovesse avere una sesta o settima sicuramente. Sapeva vestirsi bene, ma spaziava dallo sportivo all’elegante, dalle scarpe da tennis alle décolleté col tacco… chissà se sapeva essere provocante con la lingerie sexy(?) ma pensai subito che sicuramente sarebbe stata uno schianto.
Ecco quindi che Greta si sedette su quel divano, dove poco prima io e il mio Fabio avevamo scopato per l’ennesima volta; si sedette proprio vicino a quelle due gocce di sperma che nel trambusto di mettere in ordine prima che arrivasse, devo non averle notate. Fortunatamente neppure lei. Così approfittai di un attimo di distrazione della mia amica, per sedermi vicino a lei, proprio sopra quelle gocce.
Mi tranquillizzai dopo lo scampato pericolo. Come se nulla fosse chiaccherai con lei di cose futili e non.
Continuavo nel mentre a guardarla con occhi diversi da quelli con cui la guardavo fino a qualche settimana prima. Continuavo a guardare oltre la donna che mi stava seduta accanto; come se avessi gli occhiali a raggi X, provavo a immaginarla come mi vidi io qualche giorno fa davanti allo specchio della camera con la minigonna e le collant nere velate, e quel bel reggiseno nero semitrasparente.
Mi “svegliai” da quel pensiero senza una risposta quando mi chiese di Fabio. “Come sta Fabio?” “Meglio, non è stato proprio bene, ma adesso va un pochino meglio, spero che possa tornare a scuola e a tennis la settimana prossima” le risposi inventando la più classica delle scuse… Fabio stava tutt' altro che male.
Ci fu qualche istante di silenzio, Greta mi guardava come a voler indagare, a cercare di capire quanto c'era di vero nelle mie parole. Io, dentro di me ero tentata a raccontarle quello che era successo e stava succedendo. Segreto che rimisi ben presto nel cassetto della mia testa… chissà, forse era meglio chiuderlo a chiave quel segreto troppo scabroso.
“Tesoro, ti lascio il foglio che mi ha lasciato il circolo per le nuove procedure della visita medica…” mi disse Greta passandomi il modulo. Ringraziai. “Vado cara, devo passare nuovamente al supermercato che stamattina ho dimenticato di prendere delle cose..” mi disse ancora Greta alzandosi dal divano e dirigendosi verso la porta. Mi alzai pochi secondi dopo…
“Mi ha fatto tanto piacere…” mi avvicinai a lei abbozzando un abbraccio.
“... che vergogna, non ti ho neppure offerto un caffè..” le dissi un po' imbarazzata.
Le presi la mano come a cercare di trattenerla ancora.
“Non ti preoccupare, la prossima volta facciamo anche l’aperitivo..” mi rispose ridendo.
Un saluto e la vidi allontanarsi, a passo deciso su quei tacchi che le facevano risaltare gambe e curve… e di nuovo continuavo a guardarla con un interesse particolare.
Chiusi la porta, ma rimasi con la mano attaccata alla maniglia della porta, sempre con i miei continui viaggi mentali, nei pensieri di questo particolare e perverso rapporto che avevo generato con mio figlio. Volevo uscirne? No.. volevo veramente che questo periodo fosse indimenticabile…
Mi diressi allora verso camera da letto. Aprii la porta e vidi Fabio sul letto, con il cazzo in mano mentre se lo massaggiava… delicatamente, ma che lo avevano portato ad essere lungo e duro… vidi che anche i testicoli dovevano essere belli gonfi, pieni di tanta crema bianca calda.
Alla vista di tutto questo, mi sentii già bagnata: mi avvicinai al letto e a bassa voce dissi all' orecchio di mio figlio: “piccolo amore mio, ho tanta sete di sborra calda. La tua mammina porca adesso si mette qualcosa che ti farà eccitare ancora di più e ti raggiunge subito”. Passai la lingua sulle labbra di Fabio e diedi poi un bacio alla cappella rosa, sculettando verso la cabina armadio. Ci misi poco a pensare cosa volevo mettermi… ecco un completino in pizzo nero due pezzi: reggiseno a balconcino e mutandine con apertura annessa sotto… calze autoreggenti nere velate. Mi sdraiai accanto a lui, ed iniziai a massaggiargli con cura e delicatezza le palle, mentre le nostre lingue si intrecciavano con passione. Fabio iniziò ad ansimare dall'eccitazione; anche la sua cappella era ormai bagnata… come le labbra della mia figa. Nel mentre mi spostai per mettermi sopra di lui, cambiai idea e mi posizionai a 69… gli misi la mia vagina bagnata in faccia, completamente. Sentivo il suo naso entrare tra le labbra aperte della figa mentre la sua lingua roteava delicatamente ma costantemente sul mio clitoride… pensavo che di lì a poco avrei perso i sensi. Di contro iniziai a succhiare la sua cappella come fosse il lecca-lecca più buono che avessi mai assaggiato. Inizia a mugolare, stavo perdendo talmente tanti umori dalla vagina che credetti che ben presto Fabio avrebbe avuto anche i capelli bagnati… ma non mi interessava nulla. Volevo essere porca in tutto e per tutto. Anche il mio ometto era sul punto di esplodere… e venimmo entrambi nello stesso istante… uno schizzo fortissimo e copioso di sperma mi riempi la bocca… un altro, e altri più leggeri. Avevo il viso pieno di gocce di sborra, mentre quella in bocca la assaporai fino all'ultimo… favolosa. Mi girai per guardarlo… sfinito ma soddisfatto come non mai, un sorriso sul suo visino bagnatissimo… gli avevo infatti squirtato copiosamente addosso. Mi guardò e mi disse: “non potevo essere più fortunato di così”. Gli diedi un bacio in bocca e risposi: “amore di mamma, farò sempre in modo di renderti il figlio più fortunato del mondo”. Ci abbracciamo e ci addormentammo. Mi svegliai intorno alle 9 di sera. Mi misi un accappatoio e scesi le scale diretta verso la cucina. Lasciai Fabio nel letto che continuava a dormire. Avevo fame ma non sapevo cosa mangiare. Optai per un toast. Semplice ma veloce da fare. E fu proprio mentre facevo quel veloce spuntino che mi tornò in mente Greta… e di quanto avrei voluto raccontarle di quello che stavo vivendo con Fabio. Chissà se mi avrebbe capito … chissà se confessare una tale situazione mi avrebbe messo nei guai.. a me e a mio figlio. Ma dentro di me ero ormai convinta che era la cosa giusta da fare, e Greta era la persona giusta. Ero carica di pensieri, paure, sentimenti, voglie che non mi resi conto di essermi diretta sul divano, dove di lì a pochissimo tempo mi addormentai.
Ecco quindi che Greta si sedette su quel divano, dove poco prima io e il mio Fabio avevamo scopato per l’ennesima volta; si sedette proprio vicino a quelle due gocce di sperma che nel trambusto di mettere in ordine prima che arrivasse, devo non averle notate. Fortunatamente neppure lei. Così approfittai di un attimo di distrazione della mia amica, per sedermi vicino a lei, proprio sopra quelle gocce.
Mi tranquillizzai dopo lo scampato pericolo. Come se nulla fosse chiaccherai con lei di cose futili e non.
Continuavo nel mentre a guardarla con occhi diversi da quelli con cui la guardavo fino a qualche settimana prima. Continuavo a guardare oltre la donna che mi stava seduta accanto; come se avessi gli occhiali a raggi X, provavo a immaginarla come mi vidi io qualche giorno fa davanti allo specchio della camera con la minigonna e le collant nere velate, e quel bel reggiseno nero semitrasparente.
Mi “svegliai” da quel pensiero senza una risposta quando mi chiese di Fabio. “Come sta Fabio?” “Meglio, non è stato proprio bene, ma adesso va un pochino meglio, spero che possa tornare a scuola e a tennis la settimana prossima” le risposi inventando la più classica delle scuse… Fabio stava tutt' altro che male.
Ci fu qualche istante di silenzio, Greta mi guardava come a voler indagare, a cercare di capire quanto c'era di vero nelle mie parole. Io, dentro di me ero tentata a raccontarle quello che era successo e stava succedendo. Segreto che rimisi ben presto nel cassetto della mia testa… chissà, forse era meglio chiuderlo a chiave quel segreto troppo scabroso.
“Tesoro, ti lascio il foglio che mi ha lasciato il circolo per le nuove procedure della visita medica…” mi disse Greta passandomi il modulo. Ringraziai. “Vado cara, devo passare nuovamente al supermercato che stamattina ho dimenticato di prendere delle cose..” mi disse ancora Greta alzandosi dal divano e dirigendosi verso la porta. Mi alzai pochi secondi dopo…
“Mi ha fatto tanto piacere…” mi avvicinai a lei abbozzando un abbraccio.
“... che vergogna, non ti ho neppure offerto un caffè..” le dissi un po' imbarazzata.
Le presi la mano come a cercare di trattenerla ancora.
“Non ti preoccupare, la prossima volta facciamo anche l’aperitivo..” mi rispose ridendo.
Un saluto e la vidi allontanarsi, a passo deciso su quei tacchi che le facevano risaltare gambe e curve… e di nuovo continuavo a guardarla con un interesse particolare.
Chiusi la porta, ma rimasi con la mano attaccata alla maniglia della porta, sempre con i miei continui viaggi mentali, nei pensieri di questo particolare e perverso rapporto che avevo generato con mio figlio. Volevo uscirne? No.. volevo veramente che questo periodo fosse indimenticabile…
Mi diressi allora verso camera da letto. Aprii la porta e vidi Fabio sul letto, con il cazzo in mano mentre se lo massaggiava… delicatamente, ma che lo avevano portato ad essere lungo e duro… vidi che anche i testicoli dovevano essere belli gonfi, pieni di tanta crema bianca calda.
Alla vista di tutto questo, mi sentii già bagnata: mi avvicinai al letto e a bassa voce dissi all' orecchio di mio figlio: “piccolo amore mio, ho tanta sete di sborra calda. La tua mammina porca adesso si mette qualcosa che ti farà eccitare ancora di più e ti raggiunge subito”. Passai la lingua sulle labbra di Fabio e diedi poi un bacio alla cappella rosa, sculettando verso la cabina armadio. Ci misi poco a pensare cosa volevo mettermi… ecco un completino in pizzo nero due pezzi: reggiseno a balconcino e mutandine con apertura annessa sotto… calze autoreggenti nere velate. Mi sdraiai accanto a lui, ed iniziai a massaggiargli con cura e delicatezza le palle, mentre le nostre lingue si intrecciavano con passione. Fabio iniziò ad ansimare dall'eccitazione; anche la sua cappella era ormai bagnata… come le labbra della mia figa. Nel mentre mi spostai per mettermi sopra di lui, cambiai idea e mi posizionai a 69… gli misi la mia vagina bagnata in faccia, completamente. Sentivo il suo naso entrare tra le labbra aperte della figa mentre la sua lingua roteava delicatamente ma costantemente sul mio clitoride… pensavo che di lì a poco avrei perso i sensi. Di contro iniziai a succhiare la sua cappella come fosse il lecca-lecca più buono che avessi mai assaggiato. Inizia a mugolare, stavo perdendo talmente tanti umori dalla vagina che credetti che ben presto Fabio avrebbe avuto anche i capelli bagnati… ma non mi interessava nulla. Volevo essere porca in tutto e per tutto. Anche il mio ometto era sul punto di esplodere… e venimmo entrambi nello stesso istante… uno schizzo fortissimo e copioso di sperma mi riempi la bocca… un altro, e altri più leggeri. Avevo il viso pieno di gocce di sborra, mentre quella in bocca la assaporai fino all'ultimo… favolosa. Mi girai per guardarlo… sfinito ma soddisfatto come non mai, un sorriso sul suo visino bagnatissimo… gli avevo infatti squirtato copiosamente addosso. Mi guardò e mi disse: “non potevo essere più fortunato di così”. Gli diedi un bacio in bocca e risposi: “amore di mamma, farò sempre in modo di renderti il figlio più fortunato del mondo”. Ci abbracciamo e ci addormentammo. Mi svegliai intorno alle 9 di sera. Mi misi un accappatoio e scesi le scale diretta verso la cucina. Lasciai Fabio nel letto che continuava a dormire. Avevo fame ma non sapevo cosa mangiare. Optai per un toast. Semplice ma veloce da fare. E fu proprio mentre facevo quel veloce spuntino che mi tornò in mente Greta… e di quanto avrei voluto raccontarle di quello che stavo vivendo con Fabio. Chissà se mi avrebbe capito … chissà se confessare una tale situazione mi avrebbe messo nei guai.. a me e a mio figlio. Ma dentro di me ero ormai convinta che era la cosa giusta da fare, e Greta era la persona giusta. Ero carica di pensieri, paure, sentimenti, voglie che non mi resi conto di essermi diretta sul divano, dove di lì a pochissimo tempo mi addormentai.
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