Volevo fosse il più fortunato del mondo... Il ritorno (2)
di
Nylonlover.
genere
incesti
Mi svegliò il mattino dopo Fabio, verso le 10, con un bacio, come fanno solo gli innamorati… solo che le sue palle erano già gonfie e il suo cazzo bello duro e grosso, che il divano finì per essere per l'ennesima volta il posto perfetto per una bella scopata, con un fantastico caldo finale di sborra rilasciato tutto dentro la mia figa. Wow…per essere così giovane, il suo era veramente un cazzo fantastico… anche io ero la mamma più fortunata del mondo. Fabio mi penetrò una seconda volta: venimmo insieme. Mi sentivo trattata da troia, e questo mi faceva impazzire… godevo nel sentire quel porco di mio figlio scaricare tutto il suo sperma dentro la mia pancia mentre mi diceva “mamma sei proprio una gran puttana”.
La mattinata passò. Poi intorno alle 14 presi il cellulare in mano… rimasi impressionata di come non esitai un istante nel mandare un messaggio a Greta. Le chiesi se nel pomeriggio l’avrei trovata a casa per due chiacchiere… la risposta arrivò pochi minuti dopo: “Ciao cara, dovrei rientrare tra meno di un'ora, ti aspetto!” Le risposi: “Ok, ci vediamo più tardi”. Fui presa dall' ansia: avrei raccontato a Greta questi ultimi giorni passati a scopare in ogni angolo della casa con mio figlio Fabio, a sentire il suo sperma caldo dentro la mia figa umida, per poi vederlo scivolare giù tra le coscie… di come mi eccitava vestirmi da porca, di come tutto questo mi faceva stare bene. Fabio che dormiva sul divano si svegliò.. mi inventai la scusa che sarei uscita per andare a prendere qualcosa al supermercato… toccandomi il culo mi disse: “Mi raccomando mamma, vestiti sobria, solo io posso vederti vestita da troia”. Mi diede un bacio in bocca e si avvio verso camera sua. Rimasi un attimo in silenzio, senza pensare a nulla…il vuoto totale. Poi presi la via della camera da letto per andarmi a cambiare. Abiti sobri. Jeans e una felpa con cappuccio, sneakers ai piedi. Non mi sembravo nemmeno io. Poi tornai in cucina, un bicchiere d'acqua fresca per cercare di calmare l’ansia, sempre altissima. Guardavo l’orologio sul telefono e poi quello sul muro.. avrei aspettato le 15 per uscire… pochi minuti ancora.
Alle 14 e 55 decisi che era ora di incamminarmi. Non volevo aspettare oltre. Casa mia da quella di Greta distava un 15 minuti a piedi. Pensai che camminando forse mi sarei calmata un po'. Arrivai velocemente alla porta di Greta, col fiatone e sempre con l’ansia addosso. Pensai che il mix mi avrebbe fatto stramazzare per terra. Dalla finestra del salone riuscii ad inquadrare la figura di Greta. Rassicurata che fosse già tornata a casa e respirando profondamente suonai il campanello. Qualche secondo e mi apri. Che stile, che classe, che sensualità pensai subito. Greta vestiva una gonna rossa appena sopra il ginocchio con calze (o collant) a retina nera. Un bel pullover nero con disegnate tante grosse bocche rosse. Degli scarponcini neri davano il tocco finale ad una donna che sapeva come indossare. Mi abbracciò e mi fece entrare in casa. Mi offrì subito il caffè (cosa che io il giorno prima non ho nemmeno sfiorato con la testa). Iniziammo a parlare di quelle giornate di inizio marzo che profumavano già di primavera inoltrata. Mentre parlava la scrutavo e pensavo a come avrebbe reagito a quello che di lì a poco le avrei rivelato. Nel mentre parlavamo di cose futili, mi intrufolai nella chiaccherata nel modo più semplice per introdurre ciò per cui ero andata ad incontrarla. “Greta, ti devo raccontare una cosa” mi ero fatta molto seria, il che aveva turbato Greta. “Dimmi, cosa succede, sei diventata serissima tutto d'un tratto..”mi rispose. “Ti chiedo di tenere per te quanto ti sto per dire. Poi sei libera di giudicarmi e pensare qualunque cosa… racconto questo a te perché sei stata quella che mi è stata più vicina negli ultimi mesi… e so che lo hai fatto col cuore…” le dissi. “L’ho fatto col cuore perché ti voglio bene, a te e a tuo figlio Fabio” mi rispose. “Dimmi avanti, cosa devi dirmi” mi spronò. “Ecco…, la verità è che ho una relazione incestuosa con Fabio…. direi molto..”. Finalmente mi liberai. Poi però scese il gelo, il silenzio. Non sapevo se proseguire o aspettare un cenno o una risposta da Greta. Era frastornata. Mi guardava per capire se quello che le avevo appena detto era vero o meno. “Cioè… tu vai a letto con tuo figlio?.. no dai, mi prendi in giro…” mi disse incredula. “Si Greta, quello che ti dico è vero” gli risposi. “Cioè, è assurdo… ma come, come… cioè come è potuto succedere che sei arrivata a tanto? “ Greta cercava si sforzarsi nel credere che adesso le avrei detto che era tutto uno stupido scherzo… invece iniziai a rivelarle il tutto.. dalla scoperta della passione infinita di Fabio per le calze e le collant, di quella volta che lo sbirciai mentre si faceva la doccia e di come la visione del suo membro mi fece bagnare moltissimo. Le raccontai della sera in cui tutto ebbe inizio, di come mi ero vestita da troia per lui, e della sua espressione incredula, che divenne di estasi non appena la mia mano iniziò a massaggiare delicatamente palle e cazzo… per diventare di goduria totale quando il suo cazzo tocco le labbra umide della mia figa, per poi entrare e scaricare tutto quello che sognava da un po' di tempo. Greta ascoltò tutto senza mai interrompere. Io proseguii con il racconto.. poi Greta si svegliò da quello che le sembrava una presa in giro e disse: “Tu hai fatto questo?” Mi bloccai, lei continuò “... cioè è assurdo… ma allo stesso tempo, scusa se te lo dico, sembra eccitante.. “. Cosa aveva appena detto Greta? “ Scusa? Hai detto eccitante…?” Le chiesi sorpresa. “Si, è una cosa contro natura, assurda.. immorale… ma anche… non saprei che termine usare.. però… sta situazione è anche eccitante.. cioè… non so che dire… si, sai come si dice.. mi piacerebbe essere un moscerino e vedere…”. Quella di sasso , senza parole adesso ero io, incapace di pronunciare la minima parola. Ero venuta da lei per rivelarle quel scandaloso segreto, pur sapendo che avrebbe potuto fermare quel gioco erotico, quei momenti in cui mi sentivo la più porca delle attrici porno, facendomi allontanare da Fabio forse per sempre.. e invece. Iniziai ad avere delle palpitazioni e sbiancai. Greta se ne accorse e mi portò subito un bicchiere d'acqua. Mi calmai. “Non volevo farti star male, scusami, sta cosa, come mi hai raccontato il tutto mi ha spiazzato. Che rimanga un segreto tutto nostro…” Greta cercava di rincuorarmi. Io intanto elaboravo quello che era accaduto negli ultimi 10 minuti.. poi guardai meglio Greta e… per un attimo vedevo lei vestita sexy…wow, le sue forme abbondanti… “Un segreto tutto nostro… sapevo che potevo rivelarti una cosa così strana..” risposi a Greta frettolosamente. Volevo tornare a casa subito, quando però mi fermai, la scrutai e quasi scherzosamente le chiesi… “non è che invece di essere un moscerino, vorresti giocare anche tu?” Calò un silenzio tombale, il più piccolo spillo cadendo avrebbe fatto un rumore assordante. Greta mi guardava senza rispondere, sembrava tremare…”No che dici, io…” . Capii che potevo affondare il colpo. Presi coraggio e le dissi con voce ammaliante “Quello che serve per farlo impazzire dalla voglia di scopare, è in primis l’abbigliamento.” mi avvicinai, le presi la mano tremante e continuai “ti ricordi come ti ho raccontato, la prima volta come mi ero vestita?... Ecco, vedi tra le tue cose sexy,.. “ Greta mi fermo’ “Mi stai invitando a fare una cosa a tre con tuo figlio?..” “Scusa, mi sembrava di aver capito che la cosa ti eccitava…giusto?..” cercai di insistere, Greta mi interruppe di nuovo “Si Roberta, è eccitante ma… non saprei…”continuò “.. e ho tutto.. delle belle collant 10 denari nere ..” “Greta..” la fermai “.. ti aspetto alle 6 a casa mia.. porta quello che serve per sentirti la più porca tra le troie”. Greta non tremava più. Poi disse quasi sottovoce “Hai un figlio veramente fortunato..” si avvicinò, mi diede un bacio in bocca e infine disse ” Sarò da te alle 17 e 59, non voglio perdermi nemmeno un istante..”. La guardai qualche secondo, poi la salutai incamminandomi verso casa. Non feci in tempo a girare la via che guardai l'orario sul telefono… le 16 e 23.
La mattinata passò. Poi intorno alle 14 presi il cellulare in mano… rimasi impressionata di come non esitai un istante nel mandare un messaggio a Greta. Le chiesi se nel pomeriggio l’avrei trovata a casa per due chiacchiere… la risposta arrivò pochi minuti dopo: “Ciao cara, dovrei rientrare tra meno di un'ora, ti aspetto!” Le risposi: “Ok, ci vediamo più tardi”. Fui presa dall' ansia: avrei raccontato a Greta questi ultimi giorni passati a scopare in ogni angolo della casa con mio figlio Fabio, a sentire il suo sperma caldo dentro la mia figa umida, per poi vederlo scivolare giù tra le coscie… di come mi eccitava vestirmi da porca, di come tutto questo mi faceva stare bene. Fabio che dormiva sul divano si svegliò.. mi inventai la scusa che sarei uscita per andare a prendere qualcosa al supermercato… toccandomi il culo mi disse: “Mi raccomando mamma, vestiti sobria, solo io posso vederti vestita da troia”. Mi diede un bacio in bocca e si avvio verso camera sua. Rimasi un attimo in silenzio, senza pensare a nulla…il vuoto totale. Poi presi la via della camera da letto per andarmi a cambiare. Abiti sobri. Jeans e una felpa con cappuccio, sneakers ai piedi. Non mi sembravo nemmeno io. Poi tornai in cucina, un bicchiere d'acqua fresca per cercare di calmare l’ansia, sempre altissima. Guardavo l’orologio sul telefono e poi quello sul muro.. avrei aspettato le 15 per uscire… pochi minuti ancora.
Alle 14 e 55 decisi che era ora di incamminarmi. Non volevo aspettare oltre. Casa mia da quella di Greta distava un 15 minuti a piedi. Pensai che camminando forse mi sarei calmata un po'. Arrivai velocemente alla porta di Greta, col fiatone e sempre con l’ansia addosso. Pensai che il mix mi avrebbe fatto stramazzare per terra. Dalla finestra del salone riuscii ad inquadrare la figura di Greta. Rassicurata che fosse già tornata a casa e respirando profondamente suonai il campanello. Qualche secondo e mi apri. Che stile, che classe, che sensualità pensai subito. Greta vestiva una gonna rossa appena sopra il ginocchio con calze (o collant) a retina nera. Un bel pullover nero con disegnate tante grosse bocche rosse. Degli scarponcini neri davano il tocco finale ad una donna che sapeva come indossare. Mi abbracciò e mi fece entrare in casa. Mi offrì subito il caffè (cosa che io il giorno prima non ho nemmeno sfiorato con la testa). Iniziammo a parlare di quelle giornate di inizio marzo che profumavano già di primavera inoltrata. Mentre parlava la scrutavo e pensavo a come avrebbe reagito a quello che di lì a poco le avrei rivelato. Nel mentre parlavamo di cose futili, mi intrufolai nella chiaccherata nel modo più semplice per introdurre ciò per cui ero andata ad incontrarla. “Greta, ti devo raccontare una cosa” mi ero fatta molto seria, il che aveva turbato Greta. “Dimmi, cosa succede, sei diventata serissima tutto d'un tratto..”mi rispose. “Ti chiedo di tenere per te quanto ti sto per dire. Poi sei libera di giudicarmi e pensare qualunque cosa… racconto questo a te perché sei stata quella che mi è stata più vicina negli ultimi mesi… e so che lo hai fatto col cuore…” le dissi. “L’ho fatto col cuore perché ti voglio bene, a te e a tuo figlio Fabio” mi rispose. “Dimmi avanti, cosa devi dirmi” mi spronò. “Ecco…, la verità è che ho una relazione incestuosa con Fabio…. direi molto..”. Finalmente mi liberai. Poi però scese il gelo, il silenzio. Non sapevo se proseguire o aspettare un cenno o una risposta da Greta. Era frastornata. Mi guardava per capire se quello che le avevo appena detto era vero o meno. “Cioè… tu vai a letto con tuo figlio?.. no dai, mi prendi in giro…” mi disse incredula. “Si Greta, quello che ti dico è vero” gli risposi. “Cioè, è assurdo… ma come, come… cioè come è potuto succedere che sei arrivata a tanto? “ Greta cercava si sforzarsi nel credere che adesso le avrei detto che era tutto uno stupido scherzo… invece iniziai a rivelarle il tutto.. dalla scoperta della passione infinita di Fabio per le calze e le collant, di quella volta che lo sbirciai mentre si faceva la doccia e di come la visione del suo membro mi fece bagnare moltissimo. Le raccontai della sera in cui tutto ebbe inizio, di come mi ero vestita da troia per lui, e della sua espressione incredula, che divenne di estasi non appena la mia mano iniziò a massaggiare delicatamente palle e cazzo… per diventare di goduria totale quando il suo cazzo tocco le labbra umide della mia figa, per poi entrare e scaricare tutto quello che sognava da un po' di tempo. Greta ascoltò tutto senza mai interrompere. Io proseguii con il racconto.. poi Greta si svegliò da quello che le sembrava una presa in giro e disse: “Tu hai fatto questo?” Mi bloccai, lei continuò “... cioè è assurdo… ma allo stesso tempo, scusa se te lo dico, sembra eccitante.. “. Cosa aveva appena detto Greta? “ Scusa? Hai detto eccitante…?” Le chiesi sorpresa. “Si, è una cosa contro natura, assurda.. immorale… ma anche… non saprei che termine usare.. però… sta situazione è anche eccitante.. cioè… non so che dire… si, sai come si dice.. mi piacerebbe essere un moscerino e vedere…”. Quella di sasso , senza parole adesso ero io, incapace di pronunciare la minima parola. Ero venuta da lei per rivelarle quel scandaloso segreto, pur sapendo che avrebbe potuto fermare quel gioco erotico, quei momenti in cui mi sentivo la più porca delle attrici porno, facendomi allontanare da Fabio forse per sempre.. e invece. Iniziai ad avere delle palpitazioni e sbiancai. Greta se ne accorse e mi portò subito un bicchiere d'acqua. Mi calmai. “Non volevo farti star male, scusami, sta cosa, come mi hai raccontato il tutto mi ha spiazzato. Che rimanga un segreto tutto nostro…” Greta cercava di rincuorarmi. Io intanto elaboravo quello che era accaduto negli ultimi 10 minuti.. poi guardai meglio Greta e… per un attimo vedevo lei vestita sexy…wow, le sue forme abbondanti… “Un segreto tutto nostro… sapevo che potevo rivelarti una cosa così strana..” risposi a Greta frettolosamente. Volevo tornare a casa subito, quando però mi fermai, la scrutai e quasi scherzosamente le chiesi… “non è che invece di essere un moscerino, vorresti giocare anche tu?” Calò un silenzio tombale, il più piccolo spillo cadendo avrebbe fatto un rumore assordante. Greta mi guardava senza rispondere, sembrava tremare…”No che dici, io…” . Capii che potevo affondare il colpo. Presi coraggio e le dissi con voce ammaliante “Quello che serve per farlo impazzire dalla voglia di scopare, è in primis l’abbigliamento.” mi avvicinai, le presi la mano tremante e continuai “ti ricordi come ti ho raccontato, la prima volta come mi ero vestita?... Ecco, vedi tra le tue cose sexy,.. “ Greta mi fermo’ “Mi stai invitando a fare una cosa a tre con tuo figlio?..” “Scusa, mi sembrava di aver capito che la cosa ti eccitava…giusto?..” cercai di insistere, Greta mi interruppe di nuovo “Si Roberta, è eccitante ma… non saprei…”continuò “.. e ho tutto.. delle belle collant 10 denari nere ..” “Greta..” la fermai “.. ti aspetto alle 6 a casa mia.. porta quello che serve per sentirti la più porca tra le troie”. Greta non tremava più. Poi disse quasi sottovoce “Hai un figlio veramente fortunato..” si avvicinò, mi diede un bacio in bocca e infine disse ” Sarò da te alle 17 e 59, non voglio perdermi nemmeno un istante..”. La guardai qualche secondo, poi la salutai incamminandomi verso casa. Non feci in tempo a girare la via che guardai l'orario sul telefono… le 16 e 23.
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