Resta mio
di
IL MICROBO
genere
gay
RESTA MIO
Mi ha adocchiato nella hall e mi ha richiesto. Lo raggiungo nella Suite Imperial. Sta in doccia. Mi chiama. Lo aiuto a spogliarsi e mi fa cenno di mettermi anch'io a mio agio. Entriamo nel box e si fa insaponare. Ogni tanto allunga una mano per tastarmi il culetto.
-”Mi sei piaciuto al volo”.
Sul letto c'è una parure di pizzo nero (mutandine a stringa, reggi della mia misura, calze e reggicalze. Mi dice: Vestiti. Sei carina. Come ti devo chiamare? Gli rispondo: Beppa. Bel nome. Mostrati bene Beppa. Gli sculetto per la stanza. Come sei preziosa. Portami da bere. Stappo lo champagne. Colmo due calici. Prosit a noi due. Credo proprio che sarà una bella serata. Vieni qui. Mi scosta dietro. Sei roseo: stringilo per me. Stringo e rilascio. Me lo tasta. Infila un dito. Mi fai gola. Mi inginocchio gli entro fra le gambe con le mani piantate sul pavimento. Lo imbocco. Che zozzetta! Inizio la pompa. Mi fa smettere. A giraculo mi offro. Mi abbraccia da dietro. Ci entra. Sei fantastica. Mi incula con calma. Lo senti? Tutto. Vuoi di più? Sì. Ci va giù duro? Sìì. Perde il controllo: chi lo ferma più? Quanti schizzi. Un altro brindisi. Mi abbraccia. Te la cavi a baciare? Tiro fuori la lingua. Stiamo a ventosa. Vuoi dormire qui? Le farebbe piacere. Sì, ti sentirei mia per tutta la notte.
Al mattino doccia insieme. Mi rimetto in divisa.
Dove vai? Mi inizia il turno. Ci sarai anche stasera? Sì.
Ci siamo ritrovati.
-”Vorrei portarti al ballo in ambasciata”.
Ci andai. In minigonna riscossi molto successo. Tutti mi facevano la corte. Il delegato mi volle. Lo compiacei. A fine serata Lui mi disse: “Mi hai fatto fare una gran bella figura”. Sono pieno di numeri di telefono. Incontrali pure se ti fa bene ma poi torna da me: ho altre parure da farti provare. Sei tanto donna quando le indossi. Ma non ci ho la fica. Ce l'hai tutta dietro. Come mi desideri tu non c'è nessuno. Ti piace come ti scopo? Mi mandi in deliquio. Facciamo colazione insieme? Sì. Uova sode o banana? Tutte e due.
Mi ha adocchiato nella hall e mi ha richiesto. Lo raggiungo nella Suite Imperial. Sta in doccia. Mi chiama. Lo aiuto a spogliarsi e mi fa cenno di mettermi anch'io a mio agio. Entriamo nel box e si fa insaponare. Ogni tanto allunga una mano per tastarmi il culetto.
-”Mi sei piaciuto al volo”.
Sul letto c'è una parure di pizzo nero (mutandine a stringa, reggi della mia misura, calze e reggicalze. Mi dice: Vestiti. Sei carina. Come ti devo chiamare? Gli rispondo: Beppa. Bel nome. Mostrati bene Beppa. Gli sculetto per la stanza. Come sei preziosa. Portami da bere. Stappo lo champagne. Colmo due calici. Prosit a noi due. Credo proprio che sarà una bella serata. Vieni qui. Mi scosta dietro. Sei roseo: stringilo per me. Stringo e rilascio. Me lo tasta. Infila un dito. Mi fai gola. Mi inginocchio gli entro fra le gambe con le mani piantate sul pavimento. Lo imbocco. Che zozzetta! Inizio la pompa. Mi fa smettere. A giraculo mi offro. Mi abbraccia da dietro. Ci entra. Sei fantastica. Mi incula con calma. Lo senti? Tutto. Vuoi di più? Sì. Ci va giù duro? Sìì. Perde il controllo: chi lo ferma più? Quanti schizzi. Un altro brindisi. Mi abbraccia. Te la cavi a baciare? Tiro fuori la lingua. Stiamo a ventosa. Vuoi dormire qui? Le farebbe piacere. Sì, ti sentirei mia per tutta la notte.
Al mattino doccia insieme. Mi rimetto in divisa.
Dove vai? Mi inizia il turno. Ci sarai anche stasera? Sì.
Ci siamo ritrovati.
-”Vorrei portarti al ballo in ambasciata”.
Ci andai. In minigonna riscossi molto successo. Tutti mi facevano la corte. Il delegato mi volle. Lo compiacei. A fine serata Lui mi disse: “Mi hai fatto fare una gran bella figura”. Sono pieno di numeri di telefono. Incontrali pure se ti fa bene ma poi torna da me: ho altre parure da farti provare. Sei tanto donna quando le indossi. Ma non ci ho la fica. Ce l'hai tutta dietro. Come mi desideri tu non c'è nessuno. Ti piace come ti scopo? Mi mandi in deliquio. Facciamo colazione insieme? Sì. Uova sode o banana? Tutte e due.
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