“Mamma, mi servono mutandine più piccole”

di
genere
incesti

Era un pomeriggio di fine primavera quando Carlotta tornò a casa dopo gli allenamenti di atletica. Aveva diciotto anni, un fisico atletico e snello, gambe lunghe e un seno pieno che cominciava a farsi notare sotto le magliette tecniche.
Sara, sua madre, la stava aspettando in cucina.
«Ciao tesoro! Com’è andato l’allenamento?»
«Bene mamma, ma sono distrutta» rispose Carlotta togliendosi le scarpe.
«Vai a mettere giù lo zaino e lavati le mani. Il pranzo è già in tavola.»
Dopo pochi minuti si sedettero a mangiare. Sara guardò la figlia con attenzione.
«Com’è andata oggi a scuola?»
Carlotta sospirò.
«Tutto okay… però dopo gli allenamenti ho pensato una cosa. Mi servono dei nuovi intimi.»
Sara alzò un sopracciglio, incuriosita.
«Ah sì? Hai bisogno di qualcosa di specifico?»
Carlotta arrossì leggermente.
«Sì… mi servirebbero delle mutandine un po’ meno coprenti. Quelle che ho adesso si vedono troppo dalla divisa della squadra, sia negli allenamenti che in gara.»
Sara sorrise con dolcezza.
«Va bene, nessun problema. Domani pomeriggio ti porto da Tezenis o da Intimissimi, scegli tu.»
Il giorno dopo, dopo la scuola, Sara portò la figlia a pranzo al sushi. Parlarono del più e del meno, dei professori, delle amiche e degli allenamenti. Solo verso la fine del pranzo Carlotta tornò sull’argomento.
«Mamma… sei sicura che possiamo andare a comprare quegli intimi oggi?»
«Certo. Andiamo subito dopo pranzo.»
Arrivarono al centro commerciale e salirono al piano superiore. Il primo negozio in cui entrarono fu Tezenis.
Appena varcarono la soglia, una commessa sorridente si avvicinò.
«Buongiorno! Posso esservi utile?»
Sara rispose con naturalezza:
«Sì, grazie. Stiamo cercando dell’intimo sportivo, qualcosa con meno tessuto possibile. Per gli allenamenti e le gare.»
La commessa annuì e le accompagnò in una zona dedicata.
«Ecco, qui abbiamo vari modelli. Brasiliane, tanga, perizomi sportivi…»
Carlotta diventò paonazza. I modelli che la commessa tirava fuori erano minuscoli rispetto alle mutandine classiche che era abituata a indossare.
Sara notò subito il disagio della figlia e le mise una mano sulla spalla.
«Tesoro, per fare sport questi sono perfetti. Non si vedono sotto la divisa e sono molto comodi.»
Carlotta prese in mano alcuni modelli, toccando il tessuto morbido e le cuciture sottili.
La commessa aggiunse:
«Abbiamo anche i modelli senza cuciture, sono ideali per lo sport perché non segnano.»
Carlotta provò un paio sopra il suo intimo, nel camerino. Quando si guardò allo specchio rimase sorpresa: erano davvero micro. Il tessuto copriva appena l’essenziale.
Alla fine Sara scelse per lei: diverse brasiliane senza cuciture, in colori neutri – grigio, bianco, nero e color carne.
«Queste vanno benissimo con qualsiasi divisa» disse soddisfatta.
Poi cambiarono negozio e andarono da Intimissimi. Appena entrarono, Carlotta rimase a bocca aperta davanti agli espositori pieni di pizzi, trasparenze e modelli audaci.
Una commessa molto gentile si avvicinò subito.
«Buongiorno, cercate qualcosa in particolare?»
Sara rispose con entusiasmo:
«Sì, stiamo cercando qualcosa di più carino, anche un po’ audace.»
La commessa mostrò loro i nuovi arrivi. Sara rimase estasiata da un modello in particolare: un reggiseno a balconcino nero con inserti viola in pizzo e un tanga coordinato con la parte anteriore semi-trasparente.
«Provo questo» disse Sara sorridendo.
Pochi minuti dopo, dalla cabina, chiamò la figlia.
«Carlotta, vieni a vedere.»
Carlotta entrò nel camerino e rimase senza parole. Sua madre aveva un fisico ancora stupendo: il reggiseno le sosteneva il seno generoso, mentre il tanga semi-trasparente lasciava intravedere chiaramente il pube curato tutto depilato.
«Mamma… hai un fisico stupendo. Ti sta benissimo… ma come fai a indossare una cosa simile? Io mi sentirei a disagio.»
Sara rise dolcemente.
«Tesoro, certi intimi non hanno età. Sono audaci, è vero, ma ti fanno sentire donna. Questo è un balconcino con un tanga in pizzo. La trasparenza davanti è molto sexy.»
Carlotta era rossa in viso.
Poi Sara prese un altro modello esposto e lo passò alla figlia.
«Dai, provalo tu questo. Secondo me ti sta benissimo.»
«Mamma… io non posso indossare una cosa simile!»
«Provalo, su. Non ti costa niente.»
Carlotta entrò nel camerino con le mani che tremavano. Si spogliò e indossò il completino: un reggiseno senza coppe semi-trasparente nero e un tanga nero in pizzo. La parte anteriore del tanga era trasparente e lasciava intravedere chiaramente la peluria curata della sua patata.
Quando fu pronta, chiamò la madre con voce flebile.
Sara entrò e la guardò con ammirazione.
«Sposta le braccia, tesoro. Fammi vedere.»
Carlotta, mortificata, abbassò lentamente le braccia lungo i fianchi, girando la testa di lato, incapace di guardarla negli occhi.
Sara sorrise con orgoglio.
«Sei bellissima, Carlotta. Ti sta da dio. Il nero ti dona tantissimo e il pizzo è perfetto sul tuo corpo giovane. Te lo regalo io.»
Carlotta era ancora imbarazzatissima.
«Mamma… un intimo così audace… non saprei nemmeno quando metterlo. E poi non voglio che mi vedano così.»
Sara le accarezzò una guancia.
«Un intimo non si compra solo per farlo vedere a qualcuno, ma anche per sentirsi bella sotto i vestiti. Puoi metterlo sotto un tubino nero per una serata. Vedrai che ti starà benissimo. All’inizio il tanga può sembrare scomodo, ma dopo un po’ ti sentirai più libera nei movimenti.»
Carlotta annuì piano, ancora rossa.
«Va bene mamma… grazie.»
Nel viaggio di ritorno in macchina parlarono degli intimi appena comprati. A un certo punto Carlotta chiese:
«Mamma, ma tu quando metti il perizoma?»
Sara sorrise.
«Io lo porto quasi tutti i giorni. Non torno più indietro, sto troppo comoda con i perizomi e i tanga.»
«E quando avevi il ciclo?»
«Anche con il ciclo mettevo il perizoma. Ho sempre usato l’assorbente interno. È molto comodo, soprattutto per lo sport.»
Carlotta rimase pensierosa.
«Magari un giorno mi spieghi come si mette…»
«Certo, quando vuoi. Anche perché negli allenamenti è davvero pratico.»
Arrivarono a casa. Sara andò subito in lavanderia per mettere a lavare tutti gli intimi nuovi.
Carlotta la seguì e le disse con voce dolce:
«Grazie mamma… è stata una bella giornata.»
Sara si voltò e le sorrise.
«Anche per me, tesoro. Dopo metto tutto nell’asciugatrice così domani puoi provare uno dei perizomi nuovi per andare a scuola.»
Carlotta arrossì, ma questa volta sorrise senza troppo imbarazzo.
«Va bene mamma… ci proverò.»
Sara le fece l’occhiolino.
«Brava la mia ragazza.»



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A presto,
Ia vostra Birichina
di
scritto il
2026-04-03
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