L’Educazione Sessuale Proibita di Mia Figlia
di
Panny
genere
incesti
Carlotta tornò da scuola con lo zaino pesante sulle spalle e un’espressione pensierosa sul viso. Aveva diciotto anni da poco compiuti, capelli castani lunghi e occhi curiosi che quel giorno sembravano più inquieti del solito.
Appena varcò la soglia di casa, la voce calda di sua madre la accolse.
«Ciao tesoro! Bentornata. Lascia lo zaino in camera, lavati le mani e vieni a tavola. Il pranzo è già pronto.»
«Grazie mamma» rispose Carlotta con un piccolo sorriso.
Pochi minuti dopo si sedettero a tavola. Sara, sua madre, cinquantadue anni, donna elegante e serena, la guardò con affetto mentre le serviva la pasta.
«Com’è andata oggi a scuola? Raccontami la tua giornata.»
Carlotta giocherellò un po’ con la forchetta prima di rispondere.
«È andata… strana. Oggi in classe si parlava solo di certe cose… avventure, ragazzi, sesso. Sia i maschi che le femmine raccontavano le loro esperienze. Io stavo zitta. Mi sentivo esclusa, mamma. Non sapevo cosa dire, perché in realtà non so quasi niente di queste dinamiche.»
Sara posò la forchetta e la guardò con dolcezza.
«Che discorsi sentivi esattamente?»
Carlotta arrossì leggermente.
«Parlavano di pompini, di come si fa, di quanto piace ai ragazzi… di posizioni, di porno che guardano… Una mia amica diceva che lei non si fa mai venire dentro perché ha paura di restare incinta, un’altra diceva che si fa venire sul viso… Io ascoltavo e mi sentivo stupida. Non so niente di queste cose.»
Sara le sorrise con calma.
«Tesoro, qui a casa puoi chiedermi tutto quello che vuoi. È un ambiente sicuro, nessuno ti giudica. Se hai domande, sono qui per risponderti con sincerità.»
Carlotta prese coraggio.
«Oggi un ragazzo ha detto che impara tutto dai porno che guarda… È vero che si impara da lì?»
Sara scosse la testa con un sorriso comprensivo.
«No, amore. Nei video porno c’è solo sesso estremo, tutto costruito, recitato e spesso esagerato. Non rispecchia quasi mai la realtà delle emozioni, del rispetto e del piacere vero tra due persone. È spettacolo, non educazione.»
Carlotta la guardò incuriosita.
La ragazza esitò un attimo, poi chiese:
«Tu… hai mai visto un video porno, mamma?»
Sara rise piano.
«Sì, tesoro. Molte volte. E tu? Hai mai guardato qualcosa, anche solo per curiosità?»
Carlotta abbassò lo sguardo, imbarazzata.
«Sinceramente no… anche se mi sono chiesta tante volte perché i ragazzi ne guardino così tanti. Mio fratello li guarda spesso… lo so perché lascia sempre le schede aperte sul computer.»
Sara annuì con naturalezza.
«Sì, tuo fratello non si fa tanti problemi. Io faccio finta di niente perché è giusto non metterlo in imbarazzo. È una fase normale.»
Poi aggiunse con dolcezza:
«Quindi non hai mai visto nemmeno uno? Nemmeno per curiosità?»
«No… avevo paura che partissero abbonamenti o cose strane e non volevo fare brutte figure.»
«Stai tranquilla, non c’è nulla di male se li guardi per eccitarti o per semplice curiosità. Però se vuoi imparare qualcosa di vero sulla sessualità, è molto meglio chiedere a me.»
Carlotta sorrise, più rilassata.
«Hai ragione mamma, grazie.»
Ci fu un momento di silenzio, poi Carlotta prese fiato.
«Mamma… la penetrazione fa male?»
Sara rispose con calma e chiarezza.
«La prima volta può dare fastidio, soprattutto se si è tese o non abbastanza eccitate. Ma non dovrebbe mai fare vero male. Se dopo le prime volte senti dolore, è meglio fare una visita ginecologica. Non devi vergognarti di dirmelo, ti accompagno io.»
Carlotta annuì, poi chiese con voce più bassa:
«E tu… hai provato male la prima volta?»
«No, non ho provato dolore. Ho sentito soprattutto un senso di pienezza molto intenso, una sensazione nuova che non avevo mai provato. All’inizio i muscoli sono tesi, poi si rilassano e diventa bello.»
«Wow… non pensavo si provassero sensazioni così forti.»
«Si provano tante sensazioni, tesoro. Alcune bellissime, altre meno. È normale.»
Carlotta arrossì violentemente e abbassò lo sguardo sul piatto.
«Ho un’altra domanda… ma mi imbarazza tantissimo fartela.»
«Puoi dirmela con le parole che conosci, senza tabù. Non usare termini tecnici se non vuoi.»
Carlotta prese un respiro profondo.
«Si può… rimanere incinta anche se si ingoia lo sperma?»
Sara sorrise con tenerezza per la sua ingenuità.
«No, amore. Se ingoi lo sperma non rischi assolutamente di rimanere incinta. L’unico modo per restare incinta è se un ragazzo viene dentro la vagina.»
Carlotta sembrò sollevata.
«Grazie mamma… a scuola una mia amica diceva che lei non rischia niente perché si fa venire sul viso o in bocca…»
Sara spiegò pazientemente:
«Sì, ho capito. Molte ragazze evitano di farsi venire in bocca perché il sapore del seme può essere amaro. Dipende molto da cosa mangia il ragazzo. A volte è più dolce, altre volte davvero sgradevole.»
Carlotta la guardò con occhi grandi.
«Mamma… tu hai mai assaggiato il seme di papà?»
«Sì, è capitato molte volte.»
«E… ti piaceva?»
«Dipende. Molte volte no, era troppo amaro. Però lo facevo lo stesso.»
«Perché?»
«Perché quando vuoi bene a una persona, ci sono cose che fai per farla stare bene, per eccitarla. Il sesso non è solo prendere piacere, è anche darlo.»
Carlotta rimase in silenzio qualche secondo, poi disse piano:
«Mamma… a me fa un po’ senso l’idea di fare un pompino. Prendere in bocca un pene… mi sembra una cosa sporca.»
Sara annuì comprensiva.
«Non è obbligatorio farlo, tesoro. Se non ti va, non lo fare. Se un giorno vorrai provare, assicurati che il ragazzo sia pulito e che tu ti senta davvero a tuo agio. E ricorda: il sesso sicuro è importante. Molte ragazze fanno pompini con il preservativo proprio per proteggersi.»
Carlotta era sempre più curiosa.
«Tu e papà… usavate il preservativo?»
«No, perché prendevo la pillola e stavamo solo noi due. Quindi facevamo l’amore senza protezione… e anche il sesso orale era senza. Devo ammettere che mi è sempre piaciuto molto praticare il sesso orale.»
Carlotta arrossì ancora di più.
«Mamma… lo hai mai preso… dietro?»
Sara sorrise.
«Sì, è capitato. Le prime volte può dare fastidio perché è più stretto. Ma con calma e tanta eccitazione può diventare molto intenso.»
«Si può… godere anche da dietro?»
«Sì, si può. Non era la mia cosa preferita, ma mi ha fatto provare emozioni forti.»
Sara guardò la figlia con affetto e le fece una domanda a sua volta.
«Carlotta, posso chiederti una cosa io adesso? Hai mai avuto qualche esperienza sessuale, anche piccola?»
Carlotta si coprì il viso con le mani, imbarazzatissima.
«Mamma… mi imbarazzi!»
«Siamo solo noi due, tesoro. Puoi fidarti.»
Carlotta abbassò le mani e parlò con voce timida:
«Ho baciato un ragazzo… mi toccava il seno da sopra i vestiti. Una volta mi ha sfiorato le labbra da sopra le mutandine… non ho capito bene cosa provavo, ma alla fine avevo le mutandine un po’ umide.»
Sara sorrise dolcemente.
«È normalissimo bagnarsi quando ti toccano lì, amore. Il corpo reagisce così quando è eccitato.»
Carlotta annuì, sempre più coinvolta nella conversazione.
La mamma continuò con voce calda:
«Sai, alla tua età ero molto curiosa. Mi mettevo davanti allo specchio dopo la doccia per guardarmi, per capire com’ero fatta… e mi toccavo.»
Carlotta sgranò gli occhi.
«Anche… toccandoti lì?»
«Sì. È importante conoscere il proprio corpo. Accarezzavo i seni, i capezzoli che si indurivano… mi sfioravo tra le gambe. Ho imparato tanto masturbandomi.»
Carlotta rimase in silenzio per qualche secondo, poi disse piano:
«Non immaginavo tutto questo dietro alla sessualità…»
Sara le accarezzò una mano.
«È un mondo vasto, tesoro. L’importante è farlo con consapevolezza e consenso, sia da soli che con qualcuno.»
Carlotta sorrise.
«Grazie mamma… sei la migliore.»
Poi, dopo un attimo di esitazione, aggiunse:
«Mamma… prima hai detto che ti piaceva praticare il sesso orale. Ti piaceva anche… riceverlo?»
Sara annuì con un sorriso complice.
«Sì, mi piaceva molto. Sono sensazioni diverse. Quando lo facevo io mi bagnavo tantissimo, mi eccitavo da morire.»
Carlotta arrossì.
«Ma… non fa solletico essere leccati lì?»
«A volte può dare fastidio all’inizio, ma quando sei eccitata il piacere è molto più forte del solletico. È una sensazione bellissima.»
Carlotta rimase pensierosa.
«Sono abbastanza curiosa di provare il sesso orale… ma più di riceverlo che di farlo.»
Sara le sorrise con tenerezza.
«Ti capisco. Però ricorda: il piacere deve essere reciproco. Se un ragazzo ti fa stare bene, è bello riuscire a farlo stare bene anche tu.»
Carlotta annuì lentamente.
«Grazie mamma… ne terrò conto.»
Sara le strinse la mano con affetto.
«Quando vuoi parlare, sono sempre qui. Di qualsiasi cosa.»
Carlotta sorrise, gli occhi lucidi di gratitudine.
«Grazie mamma… sei davvero la migliore mamma del mondo.»
Grazie a tutti voi che continuate a seguirmi e a scrivermi con così tanto entusiasmo ❤️
I vostri complimenti, le vostre esperienze personali e le richieste di nuovi racconti mi fanno davvero piacere. Leggo ogni messaggio con attenzione (anche se a volte rispondo un po’ più lentamente del previsto, soprattutto quando la casella si riempie come oggi!).
Se hai una fantasia, un’esperienza da raccontare o semplicemente vuoi dirmi cosa ti è piaciuto (o cosa vorresti leggere), scrivimi pure. Mi piace conoscere i desideri più nascosti dei miei lettori.
📩 La mia email: u6753739252@gmail.com
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Non vedo l’ora di leggervi… e chissà, magari la vostra idea diventerà il prossimo racconto 🔥
A presto,
Ia vostro Birichina
Appena varcò la soglia di casa, la voce calda di sua madre la accolse.
«Ciao tesoro! Bentornata. Lascia lo zaino in camera, lavati le mani e vieni a tavola. Il pranzo è già pronto.»
«Grazie mamma» rispose Carlotta con un piccolo sorriso.
Pochi minuti dopo si sedettero a tavola. Sara, sua madre, cinquantadue anni, donna elegante e serena, la guardò con affetto mentre le serviva la pasta.
«Com’è andata oggi a scuola? Raccontami la tua giornata.»
Carlotta giocherellò un po’ con la forchetta prima di rispondere.
«È andata… strana. Oggi in classe si parlava solo di certe cose… avventure, ragazzi, sesso. Sia i maschi che le femmine raccontavano le loro esperienze. Io stavo zitta. Mi sentivo esclusa, mamma. Non sapevo cosa dire, perché in realtà non so quasi niente di queste dinamiche.»
Sara posò la forchetta e la guardò con dolcezza.
«Che discorsi sentivi esattamente?»
Carlotta arrossì leggermente.
«Parlavano di pompini, di come si fa, di quanto piace ai ragazzi… di posizioni, di porno che guardano… Una mia amica diceva che lei non si fa mai venire dentro perché ha paura di restare incinta, un’altra diceva che si fa venire sul viso… Io ascoltavo e mi sentivo stupida. Non so niente di queste cose.»
Sara le sorrise con calma.
«Tesoro, qui a casa puoi chiedermi tutto quello che vuoi. È un ambiente sicuro, nessuno ti giudica. Se hai domande, sono qui per risponderti con sincerità.»
Carlotta prese coraggio.
«Oggi un ragazzo ha detto che impara tutto dai porno che guarda… È vero che si impara da lì?»
Sara scosse la testa con un sorriso comprensivo.
«No, amore. Nei video porno c’è solo sesso estremo, tutto costruito, recitato e spesso esagerato. Non rispecchia quasi mai la realtà delle emozioni, del rispetto e del piacere vero tra due persone. È spettacolo, non educazione.»
Carlotta la guardò incuriosita.
La ragazza esitò un attimo, poi chiese:
«Tu… hai mai visto un video porno, mamma?»
Sara rise piano.
«Sì, tesoro. Molte volte. E tu? Hai mai guardato qualcosa, anche solo per curiosità?»
Carlotta abbassò lo sguardo, imbarazzata.
«Sinceramente no… anche se mi sono chiesta tante volte perché i ragazzi ne guardino così tanti. Mio fratello li guarda spesso… lo so perché lascia sempre le schede aperte sul computer.»
Sara annuì con naturalezza.
«Sì, tuo fratello non si fa tanti problemi. Io faccio finta di niente perché è giusto non metterlo in imbarazzo. È una fase normale.»
Poi aggiunse con dolcezza:
«Quindi non hai mai visto nemmeno uno? Nemmeno per curiosità?»
«No… avevo paura che partissero abbonamenti o cose strane e non volevo fare brutte figure.»
«Stai tranquilla, non c’è nulla di male se li guardi per eccitarti o per semplice curiosità. Però se vuoi imparare qualcosa di vero sulla sessualità, è molto meglio chiedere a me.»
Carlotta sorrise, più rilassata.
«Hai ragione mamma, grazie.»
Ci fu un momento di silenzio, poi Carlotta prese fiato.
«Mamma… la penetrazione fa male?»
Sara rispose con calma e chiarezza.
«La prima volta può dare fastidio, soprattutto se si è tese o non abbastanza eccitate. Ma non dovrebbe mai fare vero male. Se dopo le prime volte senti dolore, è meglio fare una visita ginecologica. Non devi vergognarti di dirmelo, ti accompagno io.»
Carlotta annuì, poi chiese con voce più bassa:
«E tu… hai provato male la prima volta?»
«No, non ho provato dolore. Ho sentito soprattutto un senso di pienezza molto intenso, una sensazione nuova che non avevo mai provato. All’inizio i muscoli sono tesi, poi si rilassano e diventa bello.»
«Wow… non pensavo si provassero sensazioni così forti.»
«Si provano tante sensazioni, tesoro. Alcune bellissime, altre meno. È normale.»
Carlotta arrossì violentemente e abbassò lo sguardo sul piatto.
«Ho un’altra domanda… ma mi imbarazza tantissimo fartela.»
«Puoi dirmela con le parole che conosci, senza tabù. Non usare termini tecnici se non vuoi.»
Carlotta prese un respiro profondo.
«Si può… rimanere incinta anche se si ingoia lo sperma?»
Sara sorrise con tenerezza per la sua ingenuità.
«No, amore. Se ingoi lo sperma non rischi assolutamente di rimanere incinta. L’unico modo per restare incinta è se un ragazzo viene dentro la vagina.»
Carlotta sembrò sollevata.
«Grazie mamma… a scuola una mia amica diceva che lei non rischia niente perché si fa venire sul viso o in bocca…»
Sara spiegò pazientemente:
«Sì, ho capito. Molte ragazze evitano di farsi venire in bocca perché il sapore del seme può essere amaro. Dipende molto da cosa mangia il ragazzo. A volte è più dolce, altre volte davvero sgradevole.»
Carlotta la guardò con occhi grandi.
«Mamma… tu hai mai assaggiato il seme di papà?»
«Sì, è capitato molte volte.»
«E… ti piaceva?»
«Dipende. Molte volte no, era troppo amaro. Però lo facevo lo stesso.»
«Perché?»
«Perché quando vuoi bene a una persona, ci sono cose che fai per farla stare bene, per eccitarla. Il sesso non è solo prendere piacere, è anche darlo.»
Carlotta rimase in silenzio qualche secondo, poi disse piano:
«Mamma… a me fa un po’ senso l’idea di fare un pompino. Prendere in bocca un pene… mi sembra una cosa sporca.»
Sara annuì comprensiva.
«Non è obbligatorio farlo, tesoro. Se non ti va, non lo fare. Se un giorno vorrai provare, assicurati che il ragazzo sia pulito e che tu ti senta davvero a tuo agio. E ricorda: il sesso sicuro è importante. Molte ragazze fanno pompini con il preservativo proprio per proteggersi.»
Carlotta era sempre più curiosa.
«Tu e papà… usavate il preservativo?»
«No, perché prendevo la pillola e stavamo solo noi due. Quindi facevamo l’amore senza protezione… e anche il sesso orale era senza. Devo ammettere che mi è sempre piaciuto molto praticare il sesso orale.»
Carlotta arrossì ancora di più.
«Mamma… lo hai mai preso… dietro?»
Sara sorrise.
«Sì, è capitato. Le prime volte può dare fastidio perché è più stretto. Ma con calma e tanta eccitazione può diventare molto intenso.»
«Si può… godere anche da dietro?»
«Sì, si può. Non era la mia cosa preferita, ma mi ha fatto provare emozioni forti.»
Sara guardò la figlia con affetto e le fece una domanda a sua volta.
«Carlotta, posso chiederti una cosa io adesso? Hai mai avuto qualche esperienza sessuale, anche piccola?»
Carlotta si coprì il viso con le mani, imbarazzatissima.
«Mamma… mi imbarazzi!»
«Siamo solo noi due, tesoro. Puoi fidarti.»
Carlotta abbassò le mani e parlò con voce timida:
«Ho baciato un ragazzo… mi toccava il seno da sopra i vestiti. Una volta mi ha sfiorato le labbra da sopra le mutandine… non ho capito bene cosa provavo, ma alla fine avevo le mutandine un po’ umide.»
Sara sorrise dolcemente.
«È normalissimo bagnarsi quando ti toccano lì, amore. Il corpo reagisce così quando è eccitato.»
Carlotta annuì, sempre più coinvolta nella conversazione.
La mamma continuò con voce calda:
«Sai, alla tua età ero molto curiosa. Mi mettevo davanti allo specchio dopo la doccia per guardarmi, per capire com’ero fatta… e mi toccavo.»
Carlotta sgranò gli occhi.
«Anche… toccandoti lì?»
«Sì. È importante conoscere il proprio corpo. Accarezzavo i seni, i capezzoli che si indurivano… mi sfioravo tra le gambe. Ho imparato tanto masturbandomi.»
Carlotta rimase in silenzio per qualche secondo, poi disse piano:
«Non immaginavo tutto questo dietro alla sessualità…»
Sara le accarezzò una mano.
«È un mondo vasto, tesoro. L’importante è farlo con consapevolezza e consenso, sia da soli che con qualcuno.»
Carlotta sorrise.
«Grazie mamma… sei la migliore.»
Poi, dopo un attimo di esitazione, aggiunse:
«Mamma… prima hai detto che ti piaceva praticare il sesso orale. Ti piaceva anche… riceverlo?»
Sara annuì con un sorriso complice.
«Sì, mi piaceva molto. Sono sensazioni diverse. Quando lo facevo io mi bagnavo tantissimo, mi eccitavo da morire.»
Carlotta arrossì.
«Ma… non fa solletico essere leccati lì?»
«A volte può dare fastidio all’inizio, ma quando sei eccitata il piacere è molto più forte del solletico. È una sensazione bellissima.»
Carlotta rimase pensierosa.
«Sono abbastanza curiosa di provare il sesso orale… ma più di riceverlo che di farlo.»
Sara le sorrise con tenerezza.
«Ti capisco. Però ricorda: il piacere deve essere reciproco. Se un ragazzo ti fa stare bene, è bello riuscire a farlo stare bene anche tu.»
Carlotta annuì lentamente.
«Grazie mamma… ne terrò conto.»
Sara le strinse la mano con affetto.
«Quando vuoi parlare, sono sempre qui. Di qualsiasi cosa.»
Carlotta sorrise, gli occhi lucidi di gratitudine.
«Grazie mamma… sei davvero la migliore mamma del mondo.»
Grazie a tutti voi che continuate a seguirmi e a scrivermi con così tanto entusiasmo ❤️
I vostri complimenti, le vostre esperienze personali e le richieste di nuovi racconti mi fanno davvero piacere. Leggo ogni messaggio con attenzione (anche se a volte rispondo un po’ più lentamente del previsto, soprattutto quando la casella si riempie come oggi!).
Se hai una fantasia, un’esperienza da raccontare o semplicemente vuoi dirmi cosa ti è piaciuto (o cosa vorresti leggere), scrivimi pure. Mi piace conoscere i desideri più nascosti dei miei lettori.
📩 La mia email: u6753739252@gmail.com
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