La Prima Volta che Mi Sono Toccata
di
Panny
genere
masturbazione
Mi chiamo Michela, ho diciotto anni e oggi è stato il giorno in cui finalmente ho deciso di toccarmi.
Ero appena uscita dall’università. Per tutta la mattina, durante le lezioni, non ero riuscita a pensare ad altro. Da giorni mi girava in testa questa idea: volevo provare a masturbarmi. Avevo già fatto sesso con il mio ragazzo, non ero vergine, ma non mi ero mai toccata da sola. Mai una volta. E più ci pensavo, più sentivo un calore strano tra le gambe, un’urgenza che non riuscivo a ignorare. Appena finita l’ultima lezione, ho praticamente corso verso casa. Sapevo che i miei genitori erano entrambi al lavoro fino a sera tardi. La casa era tutta per me.
Appena ho chiuso la porta d’ingresso, ho sorriso. Il silenzio era perfetto. Mi sono tolta subito le scarpe e, senza nemmeno andare in camera, ho cominciato a spogliarmi lì in corridoio. Prima la felpa, poi la maglietta. Ho slacciato il reggiseno e l’ho lasciato cadere per terra. I miei seni, una seconda molto soda e piccolina, sono rimasti alti e sodi, quasi sfacciati. I capezzoli scuri, piccolini, con areole proporzionate e leggermente più scure, si sono induriti subito al contatto con l’aria fresca. Ho abbassato i jeans attillati insieme alle mutandine, facendole scivolare lungo le gambe snelle. Ora ero completamente nuda.
Il mio corpo è snello, quasi da modella: vita stretta, fianchi morbidi ma non larghi, gambe lunghe e toniche. Il sedere è sodo, alto, due sfere perfette che si tendono quando cammino. I capelli lunghi e castani mi ricadevano sulla schiena, sfiorandomi la pelle. Il viso è sottile, con zigomi alti e occhi color nocciola che brillano di curiosità. Sono scesa in camera mia, ho acceso la luce grande e mi sono messa davanti allo specchio a figura intera che sta di fronte al letto.
Ho preso due cuscini grandi e li ho sistemati contro la testiera, poi mi sono sdraiata con il busto sollevato, le gambe piegate e spalancate. Volevo vedermi bene. Volevo guardarmi mentre mi toccavo per la prima volta.
Ho aperto le gambe lentamente, fino a sentire i muscoli dell’interno coscia tirare. La mia patata era completamente esposta allo specchio. Era bellissima. Tutta depilata, liscia come seta, senza nemmeno un pelo. Le labbra erano piccole, delicate, di un colore rosa chiaro, quasi pallido. Non erano gonfie, ma morbide e ben disegnate. Quando le ho separate con due dita ho visto l’interno: una carne più rosata, lucida, con la fessura stretta che già brillava di un velo di umidità. Il clitoride era piccolino, nascosto sotto il cappuccio, un bottoncino rosa chiaro che sembrava timido. Le grandi labbra erano sottili e simmetriche, quasi invisibili quando tenevo le gambe chiuse, mentre le piccole labbra spuntavano appena, come petali delicati. Sotto, l’apertura della vagina era stretta, rosa scuro all’interno, e più giù ancora l’ano piccolo e roseo. Tutto era perfetto, pulito, invitante.
Ho iniziato dal seno. Ho preso i due piccoli globi sodi nelle mani, li ho stretti piano. Erano così turgidi, così sensibili. Con i polpastrelli ho solleticato i capezzoli scuri. Appena li ho sfiorati si sono induriti all’istante, diventando due piccoli sassolini scuri e appuntiti. Una scossa di piacere mi ha attraversato il corpo e mi è venuta la pelle d’oca su tutto il petto e sulle braccia. Ho continuato a giocarci, pizzicandoli piano, tirandoli leggermente, girandoci intorno con le dita. Ogni tocco mi faceva sospirare.
Ma volevo di più. Sapevo che per eccitarmi davvero avevo bisogno di qualcosa di nuovo. Ho preso il tablet dal comodino, mi sono messa comoda e ho aperto Google. Un mio amico mi aveva parlato di un sito porno famoso. L’ho cercato e ci sono entrata. La pagina era piena di video. Ho cominciato a scrollare, leggendo tutti i titoli uno per uno. Ero curiosissima. Volevo qualcosa che mi facesse bagnare davvero. Dopo qualche minuto ho trovato il video perfetto: una coppia di trent’anni, tutti e due in forma, corpi definiti, belli da vedere. Lui era muscoloso, lei aveva un seno pieno e un sedere rotondo. Ho premuto play e ho appoggiato il tablet di lato, in modo da vederlo bene mentre tenevo le gambe aperte.
Il video è partito. Li ho guardati baciarsi, toccarsi. La donna gemeva già piano. Ho sentito un calore fortissimo tra le gambe. Ho allargato ancora di più le cosce, fino a sentire l’aria fresca sulla patata esposta. Con la mano destra ho iniziato ad accarezzarmi esternamente. Ho passato le dita sulle labbra piccole, lente, leggere. Erano già calde. Le ho sfiorate su e giù, sentendo la pelle liscia e morbida. Non sapevo bene cosa fare, quindi ho esplorato ogni millimetro. Ho passato i polpastrelli sulla parte esterna delle grandi labbra, poi sono scesa verso il basso, fino a sfiorare l’ano, poi sono risalita.
Mi guardavo allo specchio ipnotizzata. Ho usato due dita per aprire la mia patata. Le piccole labbra si sono separate mostrando l’interno rosa e lucido. Il clitoride era ancora piccolo ma già un po’ più visibile. L’ho studiato con gli occhi: era così delicato. Con la mano sinistra ho continuato a toccarmi un seno, stringendolo e pizzicando il capezzolo duro, mentre con la destra ho iniziato a sfiorare il clitoride. Prima con la punta di un dito, leggerissima. Mi è venuto un brivido, quasi un solletico. Ho provato con due dita, massaggiandolo in cerchio piano piano. Piano piano è diventato più duro, più gonfio. Ho capito che lì dovevo insistere.
Ho provato in tanti modi. Prima con le dita che giravano intorno, poi con il palmo della mano che premeva tutto il monte di Venere e sfregava il clitoride insieme. Poi ho provato a toccarlo solo con il medio, su e giù, come se lo accarezzassi. Ogni movimento nuovo mi regalava una sensazione diversa. Intanto continuavo a guardarmi allo specchio: la mia patata era sempre più lucida, le labbra piccole leggermente aperte, il clitoride eretto.
Dalle labbra ho sentito le punte delle dita leggermente bagnate. Mi sono fermata un attimo, ho tirato su la mano e ho visto le dita brillare. Ho sorriso. Stavo cominciando a bagnarmi. Ho infilato solo la punta di due dita dentro di me, le ho bagnate bene di quel liquido caldo e trasparente, poi le ho portate al viso. Ho annusato. Il mio profumo era dolce, muschiato, leggermente salato. Mi è piaciuto tantissimo. Senza pensarci me le sono portate alla bocca e le ho assaggiate. Il gusto era strano ma buonissimo: dolce, un po’ metallico, cremoso. Mi è piaciuto da morire.
Ho preso coraggio. Ho infilato lentamente tutto un dito dentro di me. La mia vagina era stretta, calda, bagnata. Ma con un dito ho provato poco piacere. Allora, senza tirarlo fuori, ho aggiunto subito un secondo dito. Ahhh… lì è cambiato tutto. Due dita mi riempivano di più. Ho cominciato a muoverle dentro come a formare un uncino, cercando quel punto un po’ ruvido che sapevo esistere. Il piacere è arrivato subito, caldo, profondo. Le ho tirate fuori lentamente. Erano lucide, coperte di un filo spesso e trasparente. Me le sono portate di nuovo alla bocca e le ho assaggiate ancora. Il gusto era più intenso adesso, più dolce, più cremoso, quasi zuccherino. Mi stava piacendo tutto.
Le ho infilate di nuovo dentro, due dita, e ho iniziato a farle entrare e uscire dolcemente. Poi sempre più veloce. Sentivo il rumore: un suono umido, osceno, “slap-slap-slap” leggero ogni volta che le dita affondavano nella mia patata bagnatissima. Di sottofondo gli attori del video ansimavano forte, lei gemeva “sì, scopami”, e io mi eccitavo ancora di più.
Per curiosità ho provato con tre dita. Le ho spinte dentro lentamente. La mia vagina è stretta, lo so, il mio ragazzo me lo diceva sempre. Ho sentito le pareti che facevano resistenza, che si dilatavano intorno alle mie dita. È stato bellissimo. Un piacere diverso, più pieno, più intenso. Ho cominciato a muoverle velocemente, dentro e fuori, mentre con l’altra mano mi massaggiavo il clitoride. Le sensazioni si moltiplicavano. Mi sembrava che il piacere fosse cento volte più forte di quando facevo sesso. Non riuscivo a crederci.
Le mie mani erano completamente bagnate. Il liquido mi colava sulle dita, sulle nocche, mi bagnava l’interno cosce. Stavo perdendo il controllo. Ho aumentato il ritmo, tre dita che entravano e uscivano veloci, il palmo che sbatteva contro il clitoride. Il corpo ha iniziato a irrigidirsi. Le gambe tremavano. La pancia si contraeva. Sentivo un calore enorme salire dal basso, sempre più forte, sempre più vicino.
E poi è arrivato. L’orgasmo mi ha travolta all’improvviso. Ho lanciato un gemito lungo e forte, quasi un urlo: «Ahhhh… cazzo… sììì!» Il mio corpo si è irrigidito tutto, la vagina ha stretto forte le mie dita in spasmi violenti, uno dopo l’altro. Un’onda di piacere puro mi ha attraversato dalla patata fino alla punta dei capelli. Ho sentito le gambe scuotersi, il sedere contrarsi, il seno che si alzava e si abbassava velocissimo. È durato tantissimo, molto più di quando venivo con il mio ragazzo. Ho continuato a muovere le dita piano mentre venivo, prolungando ogni spasmo.
Quando è finito sono rimasta sdraiata, ansimante, con la mano sinistra ancora sul seno, a stringere piano il capezzolo duro, e la mano destra che mi solleticava delicatamente le labbra della patata dall’esterno. Erano gonfie, calde, bagnatissime. Il mio respiro era corto, il cuore batteva fortissimo. Un piccolo sorriso mi è sfuggito dalle labbra. Mi sentivo leggera, soddisfatta, felice.
Mi ero davvero divertita da sola. Era stato più bello di quanto immaginassi. E mentre ancora ansimavo, con le dita che giocavano piano tra le mie labbra lucide, ho capito una cosa: di sicuro non sarebbe stata l’ultima volta che mi sarei toccata da sola.
Grazie a tutti voi che continuate a seguirmi e a scrivermi con così tanto entusiasmo ❤️
I vostri complimenti, le vostre esperienze personali e le richieste di nuovi racconti mi fanno davvero piacere. Leggo ogni messaggio con attenzione (anche se a volte rispondo un po’ più lentamente del previsto, soprattutto quando la casella si riempie come oggi!).
Se hai una fantasia, un’esperienza da raccontare o semplicemente vuoi dirmi cosa ti è piaciuto (o cosa vorresti leggere), scrivimi pure. Mi piace conoscere i desideri più nascosti dei miei lettori.
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Non vedo l’ora di leggervi… e chissà, magari la vostra idea diventerà il prossimo racconto 🔥
A presto,
La vostra Birichina
Ero appena uscita dall’università. Per tutta la mattina, durante le lezioni, non ero riuscita a pensare ad altro. Da giorni mi girava in testa questa idea: volevo provare a masturbarmi. Avevo già fatto sesso con il mio ragazzo, non ero vergine, ma non mi ero mai toccata da sola. Mai una volta. E più ci pensavo, più sentivo un calore strano tra le gambe, un’urgenza che non riuscivo a ignorare. Appena finita l’ultima lezione, ho praticamente corso verso casa. Sapevo che i miei genitori erano entrambi al lavoro fino a sera tardi. La casa era tutta per me.
Appena ho chiuso la porta d’ingresso, ho sorriso. Il silenzio era perfetto. Mi sono tolta subito le scarpe e, senza nemmeno andare in camera, ho cominciato a spogliarmi lì in corridoio. Prima la felpa, poi la maglietta. Ho slacciato il reggiseno e l’ho lasciato cadere per terra. I miei seni, una seconda molto soda e piccolina, sono rimasti alti e sodi, quasi sfacciati. I capezzoli scuri, piccolini, con areole proporzionate e leggermente più scure, si sono induriti subito al contatto con l’aria fresca. Ho abbassato i jeans attillati insieme alle mutandine, facendole scivolare lungo le gambe snelle. Ora ero completamente nuda.
Il mio corpo è snello, quasi da modella: vita stretta, fianchi morbidi ma non larghi, gambe lunghe e toniche. Il sedere è sodo, alto, due sfere perfette che si tendono quando cammino. I capelli lunghi e castani mi ricadevano sulla schiena, sfiorandomi la pelle. Il viso è sottile, con zigomi alti e occhi color nocciola che brillano di curiosità. Sono scesa in camera mia, ho acceso la luce grande e mi sono messa davanti allo specchio a figura intera che sta di fronte al letto.
Ho preso due cuscini grandi e li ho sistemati contro la testiera, poi mi sono sdraiata con il busto sollevato, le gambe piegate e spalancate. Volevo vedermi bene. Volevo guardarmi mentre mi toccavo per la prima volta.
Ho aperto le gambe lentamente, fino a sentire i muscoli dell’interno coscia tirare. La mia patata era completamente esposta allo specchio. Era bellissima. Tutta depilata, liscia come seta, senza nemmeno un pelo. Le labbra erano piccole, delicate, di un colore rosa chiaro, quasi pallido. Non erano gonfie, ma morbide e ben disegnate. Quando le ho separate con due dita ho visto l’interno: una carne più rosata, lucida, con la fessura stretta che già brillava di un velo di umidità. Il clitoride era piccolino, nascosto sotto il cappuccio, un bottoncino rosa chiaro che sembrava timido. Le grandi labbra erano sottili e simmetriche, quasi invisibili quando tenevo le gambe chiuse, mentre le piccole labbra spuntavano appena, come petali delicati. Sotto, l’apertura della vagina era stretta, rosa scuro all’interno, e più giù ancora l’ano piccolo e roseo. Tutto era perfetto, pulito, invitante.
Ho iniziato dal seno. Ho preso i due piccoli globi sodi nelle mani, li ho stretti piano. Erano così turgidi, così sensibili. Con i polpastrelli ho solleticato i capezzoli scuri. Appena li ho sfiorati si sono induriti all’istante, diventando due piccoli sassolini scuri e appuntiti. Una scossa di piacere mi ha attraversato il corpo e mi è venuta la pelle d’oca su tutto il petto e sulle braccia. Ho continuato a giocarci, pizzicandoli piano, tirandoli leggermente, girandoci intorno con le dita. Ogni tocco mi faceva sospirare.
Ma volevo di più. Sapevo che per eccitarmi davvero avevo bisogno di qualcosa di nuovo. Ho preso il tablet dal comodino, mi sono messa comoda e ho aperto Google. Un mio amico mi aveva parlato di un sito porno famoso. L’ho cercato e ci sono entrata. La pagina era piena di video. Ho cominciato a scrollare, leggendo tutti i titoli uno per uno. Ero curiosissima. Volevo qualcosa che mi facesse bagnare davvero. Dopo qualche minuto ho trovato il video perfetto: una coppia di trent’anni, tutti e due in forma, corpi definiti, belli da vedere. Lui era muscoloso, lei aveva un seno pieno e un sedere rotondo. Ho premuto play e ho appoggiato il tablet di lato, in modo da vederlo bene mentre tenevo le gambe aperte.
Il video è partito. Li ho guardati baciarsi, toccarsi. La donna gemeva già piano. Ho sentito un calore fortissimo tra le gambe. Ho allargato ancora di più le cosce, fino a sentire l’aria fresca sulla patata esposta. Con la mano destra ho iniziato ad accarezzarmi esternamente. Ho passato le dita sulle labbra piccole, lente, leggere. Erano già calde. Le ho sfiorate su e giù, sentendo la pelle liscia e morbida. Non sapevo bene cosa fare, quindi ho esplorato ogni millimetro. Ho passato i polpastrelli sulla parte esterna delle grandi labbra, poi sono scesa verso il basso, fino a sfiorare l’ano, poi sono risalita.
Mi guardavo allo specchio ipnotizzata. Ho usato due dita per aprire la mia patata. Le piccole labbra si sono separate mostrando l’interno rosa e lucido. Il clitoride era ancora piccolo ma già un po’ più visibile. L’ho studiato con gli occhi: era così delicato. Con la mano sinistra ho continuato a toccarmi un seno, stringendolo e pizzicando il capezzolo duro, mentre con la destra ho iniziato a sfiorare il clitoride. Prima con la punta di un dito, leggerissima. Mi è venuto un brivido, quasi un solletico. Ho provato con due dita, massaggiandolo in cerchio piano piano. Piano piano è diventato più duro, più gonfio. Ho capito che lì dovevo insistere.
Ho provato in tanti modi. Prima con le dita che giravano intorno, poi con il palmo della mano che premeva tutto il monte di Venere e sfregava il clitoride insieme. Poi ho provato a toccarlo solo con il medio, su e giù, come se lo accarezzassi. Ogni movimento nuovo mi regalava una sensazione diversa. Intanto continuavo a guardarmi allo specchio: la mia patata era sempre più lucida, le labbra piccole leggermente aperte, il clitoride eretto.
Dalle labbra ho sentito le punte delle dita leggermente bagnate. Mi sono fermata un attimo, ho tirato su la mano e ho visto le dita brillare. Ho sorriso. Stavo cominciando a bagnarmi. Ho infilato solo la punta di due dita dentro di me, le ho bagnate bene di quel liquido caldo e trasparente, poi le ho portate al viso. Ho annusato. Il mio profumo era dolce, muschiato, leggermente salato. Mi è piaciuto tantissimo. Senza pensarci me le sono portate alla bocca e le ho assaggiate. Il gusto era strano ma buonissimo: dolce, un po’ metallico, cremoso. Mi è piaciuto da morire.
Ho preso coraggio. Ho infilato lentamente tutto un dito dentro di me. La mia vagina era stretta, calda, bagnata. Ma con un dito ho provato poco piacere. Allora, senza tirarlo fuori, ho aggiunto subito un secondo dito. Ahhh… lì è cambiato tutto. Due dita mi riempivano di più. Ho cominciato a muoverle dentro come a formare un uncino, cercando quel punto un po’ ruvido che sapevo esistere. Il piacere è arrivato subito, caldo, profondo. Le ho tirate fuori lentamente. Erano lucide, coperte di un filo spesso e trasparente. Me le sono portate di nuovo alla bocca e le ho assaggiate ancora. Il gusto era più intenso adesso, più dolce, più cremoso, quasi zuccherino. Mi stava piacendo tutto.
Le ho infilate di nuovo dentro, due dita, e ho iniziato a farle entrare e uscire dolcemente. Poi sempre più veloce. Sentivo il rumore: un suono umido, osceno, “slap-slap-slap” leggero ogni volta che le dita affondavano nella mia patata bagnatissima. Di sottofondo gli attori del video ansimavano forte, lei gemeva “sì, scopami”, e io mi eccitavo ancora di più.
Per curiosità ho provato con tre dita. Le ho spinte dentro lentamente. La mia vagina è stretta, lo so, il mio ragazzo me lo diceva sempre. Ho sentito le pareti che facevano resistenza, che si dilatavano intorno alle mie dita. È stato bellissimo. Un piacere diverso, più pieno, più intenso. Ho cominciato a muoverle velocemente, dentro e fuori, mentre con l’altra mano mi massaggiavo il clitoride. Le sensazioni si moltiplicavano. Mi sembrava che il piacere fosse cento volte più forte di quando facevo sesso. Non riuscivo a crederci.
Le mie mani erano completamente bagnate. Il liquido mi colava sulle dita, sulle nocche, mi bagnava l’interno cosce. Stavo perdendo il controllo. Ho aumentato il ritmo, tre dita che entravano e uscivano veloci, il palmo che sbatteva contro il clitoride. Il corpo ha iniziato a irrigidirsi. Le gambe tremavano. La pancia si contraeva. Sentivo un calore enorme salire dal basso, sempre più forte, sempre più vicino.
E poi è arrivato. L’orgasmo mi ha travolta all’improvviso. Ho lanciato un gemito lungo e forte, quasi un urlo: «Ahhhh… cazzo… sììì!» Il mio corpo si è irrigidito tutto, la vagina ha stretto forte le mie dita in spasmi violenti, uno dopo l’altro. Un’onda di piacere puro mi ha attraversato dalla patata fino alla punta dei capelli. Ho sentito le gambe scuotersi, il sedere contrarsi, il seno che si alzava e si abbassava velocissimo. È durato tantissimo, molto più di quando venivo con il mio ragazzo. Ho continuato a muovere le dita piano mentre venivo, prolungando ogni spasmo.
Quando è finito sono rimasta sdraiata, ansimante, con la mano sinistra ancora sul seno, a stringere piano il capezzolo duro, e la mano destra che mi solleticava delicatamente le labbra della patata dall’esterno. Erano gonfie, calde, bagnatissime. Il mio respiro era corto, il cuore batteva fortissimo. Un piccolo sorriso mi è sfuggito dalle labbra. Mi sentivo leggera, soddisfatta, felice.
Mi ero davvero divertita da sola. Era stato più bello di quanto immaginassi. E mentre ancora ansimavo, con le dita che giocavano piano tra le mie labbra lucide, ho capito una cosa: di sicuro non sarebbe stata l’ultima volta che mi sarei toccata da sola.
Grazie a tutti voi che continuate a seguirmi e a scrivermi con così tanto entusiasmo ❤️
I vostri complimenti, le vostre esperienze personali e le richieste di nuovi racconti mi fanno davvero piacere. Leggo ogni messaggio con attenzione (anche se a volte rispondo un po’ più lentamente del previsto, soprattutto quando la casella si riempie come oggi!).
Se hai una fantasia, un’esperienza da raccontare o semplicemente vuoi dirmi cosa ti è piaciuto (o cosa vorresti leggere), scrivimi pure. Mi piace conoscere i desideri più nascosti dei miei lettori.
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