Tre Volte e un Ingoio
di
Panny
genere
esibizionismo
Il bagno del piano interrato era illuminato solo dalla luce fredda al neon.
La sfida era chiara: penitenza estrema, prove da mostrare al gruppo.
Matteo e Sofia entrarono, la porta si chiuse con un tonfo sordo.
Dieci minuti per farla venire tre volte. E lei doveva farlo venire in bocca.
Lui la spinse contro il muro, le alzò la gonna corta fino ai fianchi.
Le mutandine nere già fradice scivolarono giù alle caviglie. Le dita di Matteo entrarono decise, due, poi tre, pompando veloci mentre il pollice premeva sul clitoride gonfio.
Sofia si morse il labbro per non urlare, le gambe tremanti.
«Uno» ringhiò lui, continuando senza pietà. Lei venne subito, schizzando sulle sue dita.
La fece girare, la piegò sul lavandino.
La lingua la divorò da dietro, succhiando forte, infilandola dentro mentre le teneva le natiche aperte.
«Due» contò rauco contro la carne bagnata. Lei si spezzò di nuovo, un gemito soffocato che echeggiò sulle piastrelle.
La terza volta la prese in piedi, da dietro, tenendola per i capelli davanti allo specchio.
La scopò duro, profondo, il rumore bagnato dei loro corpi che si scontravano copriva tutto.
Sofia venne urlando piano il suo nome, stringendolo così forte che lui quasi perse il controllo.
«Tocca a te» ansimò lei, girandosi e inginocchiandosi sul pavimento sporco.
Glielo prese in bocca fino in fondo, gola profonda, occhi fissi nei suoi.
Matteo le tenne la testa, spingendo ritmico, poi esplose con un grugnito basso, riempiendole la bocca fino all’orlo.
Sofia non ingoiò.
Si alzò lentamente, le labbra lucide, il respiro corto.
Aprì la porta del bagno senza dire una parola.
Il gruppo era lì fuori, in cerchio, che aspettava.
Lei si fermò sulla soglia, aprì la bocca, tirò fuori la lingua piatta.
Lo sperma bianco e denso le colava piano agli angoli delle labbra, brillava sotto la luce del corridoio.
Un secondo di silenzio assoluto.
Poi un’esplosione di fischi, applausi e risate sguaiate.
«Porca puttana, Sofia!» gridò Luca ridendo.
Lei chiuse la bocca, ingoiò con un movimento lento e deliberato, gli occhi che non lasciavano mai quelli di Matteo.
Poi si leccò le labbra, un sorriso da vincitrice.
«Penitenza superata» disse calma, la voce ancora roca.
Matteo le cinse la vita da dietro, le sussurrò all’orecchio:
«Prossima volta la facciamo senza testimoni.»
Lei si voltò appena, gli sfiorò la guancia con le labbra.
«O con più testimoni. Vediamo.»
Il gruppo continuò a urlare e applaudire mentre loro si allontanavano mano nella mano, le guance ancora arrossate e il sapore di lui ancora sulle labbra di lei.
Grazie a tutti voi che continuate a seguirmi e a scrivermi con così tanto entusiasmo ❤️
I vostri complimenti, le vostre esperienze personali e le richieste di nuovi racconti mi fanno davvero piacere. Leggo ogni messaggio con attenzione (anche se a volte rispondo un po’ più lentamente del previsto, soprattutto quando la casella si riempie come oggi!).
Se hai una fantasia, un’esperienza da raccontare o semplicemente vuoi dirmi cosa ti è piaciuto (o cosa vorresti leggere), scrivimi pure. Mi piace conoscere i desideri più nascosti dei miei lettori.
Se vi volete divertire, scrivetemi su Instagram! 📩
La mia email: u6753739252@gmail.com
📸 Instagram: racconti_er_birichinis
💬 Telegram: https://t.me/+Kq8SjuDj_UY2MWZk
Non vedo l’ora di leggervi… e chissà, magari la vostra idea diventerà il prossimo racconto 🔥
A presto,
La vostra Birichina
La sfida era chiara: penitenza estrema, prove da mostrare al gruppo.
Matteo e Sofia entrarono, la porta si chiuse con un tonfo sordo.
Dieci minuti per farla venire tre volte. E lei doveva farlo venire in bocca.
Lui la spinse contro il muro, le alzò la gonna corta fino ai fianchi.
Le mutandine nere già fradice scivolarono giù alle caviglie. Le dita di Matteo entrarono decise, due, poi tre, pompando veloci mentre il pollice premeva sul clitoride gonfio.
Sofia si morse il labbro per non urlare, le gambe tremanti.
«Uno» ringhiò lui, continuando senza pietà. Lei venne subito, schizzando sulle sue dita.
La fece girare, la piegò sul lavandino.
La lingua la divorò da dietro, succhiando forte, infilandola dentro mentre le teneva le natiche aperte.
«Due» contò rauco contro la carne bagnata. Lei si spezzò di nuovo, un gemito soffocato che echeggiò sulle piastrelle.
La terza volta la prese in piedi, da dietro, tenendola per i capelli davanti allo specchio.
La scopò duro, profondo, il rumore bagnato dei loro corpi che si scontravano copriva tutto.
Sofia venne urlando piano il suo nome, stringendolo così forte che lui quasi perse il controllo.
«Tocca a te» ansimò lei, girandosi e inginocchiandosi sul pavimento sporco.
Glielo prese in bocca fino in fondo, gola profonda, occhi fissi nei suoi.
Matteo le tenne la testa, spingendo ritmico, poi esplose con un grugnito basso, riempiendole la bocca fino all’orlo.
Sofia non ingoiò.
Si alzò lentamente, le labbra lucide, il respiro corto.
Aprì la porta del bagno senza dire una parola.
Il gruppo era lì fuori, in cerchio, che aspettava.
Lei si fermò sulla soglia, aprì la bocca, tirò fuori la lingua piatta.
Lo sperma bianco e denso le colava piano agli angoli delle labbra, brillava sotto la luce del corridoio.
Un secondo di silenzio assoluto.
Poi un’esplosione di fischi, applausi e risate sguaiate.
«Porca puttana, Sofia!» gridò Luca ridendo.
Lei chiuse la bocca, ingoiò con un movimento lento e deliberato, gli occhi che non lasciavano mai quelli di Matteo.
Poi si leccò le labbra, un sorriso da vincitrice.
«Penitenza superata» disse calma, la voce ancora roca.
Matteo le cinse la vita da dietro, le sussurrò all’orecchio:
«Prossima volta la facciamo senza testimoni.»
Lei si voltò appena, gli sfiorò la guancia con le labbra.
«O con più testimoni. Vediamo.»
Il gruppo continuò a urlare e applaudire mentre loro si allontanavano mano nella mano, le guance ancora arrossate e il sapore di lui ancora sulle labbra di lei.
Grazie a tutti voi che continuate a seguirmi e a scrivermi con così tanto entusiasmo ❤️
I vostri complimenti, le vostre esperienze personali e le richieste di nuovi racconti mi fanno davvero piacere. Leggo ogni messaggio con attenzione (anche se a volte rispondo un po’ più lentamente del previsto, soprattutto quando la casella si riempie come oggi!).
Se hai una fantasia, un’esperienza da raccontare o semplicemente vuoi dirmi cosa ti è piaciuto (o cosa vorresti leggere), scrivimi pure. Mi piace conoscere i desideri più nascosti dei miei lettori.
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Non vedo l’ora di leggervi… e chissà, magari la vostra idea diventerà il prossimo racconto 🔥
A presto,
La vostra Birichina
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