Estate 2025 - 16 - La spiaggia del Cesano
di
Alessia&Nicola
genere
sentimentali
L'estate è quasi finita. Siamo nella nostra spiaggia preferita, sdraiati, nudi.
Teoricamente, questa non è una spiaggia per nudisti, ogni tanto qualche passante ci lancia uno sguardo di rimprovero, un sopracciglio alzato o un mormorio sommesso, ma nessuno dice niente.
Osserviamo il mare in silenzio, persi nei nostri pensieri, le onde che si infrangono lente contro la riva come sottofondo ai ricordi di questa pazza estate.
Penso a Ciàpa, al modo in cui mi guardava mentre Emanuela si abbandonava a lui. Mi torna in mente Paolo e il suo egoismo. Le vigliaccate dei nostri "amici". Sonia e Luca, il loro caos. Miriam, che mi ha toccato l’anima. E Dario, la notte a Rimini, il vino, la coca… Penso alla notte di Fiorenzuola che ancora non riesco, o non voglio ricordare.
Emanuela tace, ma so che anche lei sta rivivendo quei momenti. Indossa la collana che il nostro amico marocchino ci ha regalato mesi fa, un filo d’argento con un ciondolo a forma di mezzaluna che le pende tra i seni.
Le sue dita sfiorano la collana, i suoi occhi marroni si perdono nell’orizzonte, restiamo in silenzio, non abbiamo bisogno di parlare…
Il sole inizia a scendere, la spiaggia è quasi deserta, Emanuela si gira verso di me, un sorriso lieve sulle labbra.
Poi si china su di me, i capelli mi sfiorano il petto, la sua bocca scende piano lungo il mio corpo. Me lo bacia delicatamente, a lungo, poi lo prende in bocca. Io chiudo gli occhi e rivedo lei in acqua con Diego e Lorenzo: i suoi gemiti portati dal vento, il modo in cui il suo corpo si muoveva tra loro due, libera, abbandonata, l’ultima delle pazzie che ci siamo concessi questa strana estate.
Le accarezzo i capelli, la lascio fare, lei sa esattamente cosa fare, come sempre.
Sale sopra di me e mi guida dentro, piano, fino in fondo.
Dio… quanto mi piace…
La tengo ferma per i fianchi, la stringo. La bacio piano sulle labbra, sul collo. Non c’è fretta. Non voglio venire. Voglio restare così, dentro di lei, sentire il suo calore che mi avvolge, il suo respiro che si mescola al mio, magari per sempre.
«Non puoi chiedermi di restare ferma,» sussurra contro la mia bocca, «non ce la faccio…»
Continuo a baciarla mentre lei inizia a muoversi sopra di me, i fianchi che ruotano piano, poi sempre più intensamente. Il suo respiro si fa più corto, i capelli mi cadono sul viso in ciocche disordinate. Io rispondo spingendo verso l’alto, come se volessimo unire i nostri corpi e tutti i ricordi di quest’estate in un unico momento. Veniamo insieme in silenzio, un orgasmo quieto, un ultimo sospiro dell’estate.
Restiamo uno di fianco all'altro, mano nella mano.
«Samu… Adesso? Forse dovremmo darci una calmata…»
La guardo negli occhi, sorrido: «Adesso ci vestiamo e ce ne andiamo alla svelta, prima che arrivino i carabinieri…»
Teoricamente, questa non è una spiaggia per nudisti, ogni tanto qualche passante ci lancia uno sguardo di rimprovero, un sopracciglio alzato o un mormorio sommesso, ma nessuno dice niente.
Osserviamo il mare in silenzio, persi nei nostri pensieri, le onde che si infrangono lente contro la riva come sottofondo ai ricordi di questa pazza estate.
Penso a Ciàpa, al modo in cui mi guardava mentre Emanuela si abbandonava a lui. Mi torna in mente Paolo e il suo egoismo. Le vigliaccate dei nostri "amici". Sonia e Luca, il loro caos. Miriam, che mi ha toccato l’anima. E Dario, la notte a Rimini, il vino, la coca… Penso alla notte di Fiorenzuola che ancora non riesco, o non voglio ricordare.
Emanuela tace, ma so che anche lei sta rivivendo quei momenti. Indossa la collana che il nostro amico marocchino ci ha regalato mesi fa, un filo d’argento con un ciondolo a forma di mezzaluna che le pende tra i seni.
Le sue dita sfiorano la collana, i suoi occhi marroni si perdono nell’orizzonte, restiamo in silenzio, non abbiamo bisogno di parlare…
Il sole inizia a scendere, la spiaggia è quasi deserta, Emanuela si gira verso di me, un sorriso lieve sulle labbra.
Poi si china su di me, i capelli mi sfiorano il petto, la sua bocca scende piano lungo il mio corpo. Me lo bacia delicatamente, a lungo, poi lo prende in bocca. Io chiudo gli occhi e rivedo lei in acqua con Diego e Lorenzo: i suoi gemiti portati dal vento, il modo in cui il suo corpo si muoveva tra loro due, libera, abbandonata, l’ultima delle pazzie che ci siamo concessi questa strana estate.
Le accarezzo i capelli, la lascio fare, lei sa esattamente cosa fare, come sempre.
Sale sopra di me e mi guida dentro, piano, fino in fondo.
Dio… quanto mi piace…
La tengo ferma per i fianchi, la stringo. La bacio piano sulle labbra, sul collo. Non c’è fretta. Non voglio venire. Voglio restare così, dentro di lei, sentire il suo calore che mi avvolge, il suo respiro che si mescola al mio, magari per sempre.
«Non puoi chiedermi di restare ferma,» sussurra contro la mia bocca, «non ce la faccio…»
Continuo a baciarla mentre lei inizia a muoversi sopra di me, i fianchi che ruotano piano, poi sempre più intensamente. Il suo respiro si fa più corto, i capelli mi cadono sul viso in ciocche disordinate. Io rispondo spingendo verso l’alto, come se volessimo unire i nostri corpi e tutti i ricordi di quest’estate in un unico momento. Veniamo insieme in silenzio, un orgasmo quieto, un ultimo sospiro dell’estate.
Restiamo uno di fianco all'altro, mano nella mano.
«Samu… Adesso? Forse dovremmo darci una calmata…»
La guardo negli occhi, sorrido: «Adesso ci vestiamo e ce ne andiamo alla svelta, prima che arrivino i carabinieri…»
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