L'ammaestramento di "Cessa".

di
genere
feticismo

Io e mia sorella abbiamo accolto a casa nostra quello schifoso escremento umano che si fà chiamare "Cessa"; nome di cui è tanto contento.
Appena entrato in casa mia sorella Sonia che è anche la mia padrona obbliga Cessa di spogliarsi; mentre io sto a quattro zampe con il guinzaglio al collo tenuto da Sonia comodamente spaparanzata sul divano che tiene l'estremità del mio guinzaglio dondolandolo noiosamente.
Mia sorella esmamina il corpo nudo di Cessa; si dice schifata da un simile corpo malridotto; con la pancia prominente e la mancanza di depilazione e la sporcizia sul corpo.
Per prima cosa Sonia mi ordina di provvedere alla depilazione ed allapulizia di quello schifo di uomo così come lei lo ha definito.
Sonia lascia il mio guinzaglio e miordina di portare Cessa al bagno per depilarlo.
Io e Cessa ci avviamo al bagno, una volta entrate, dico a Cessa di farsi una doccia mentre io mi accuccio in angolo del bagno.
Quello si fà una doccia quando esce dalla doccia entra anche Sonia che si siede sul water per assistere e dirigere l'operazione di miglioramento di Cessa.
Sotto o sguardo attento di mia sorella comincio a coprire di spuma da barba le gambe di Cessa e comincio a depilarlo.
E' un lavoro lungo e laborioso per togliere i peli da quella cagata di uomo.
Getto i peli raccolti dal rasoio nel cesso.
Di tanto in tanto Sonia dirige la mia azione soprattutto quando arrrivo al cazzo e gli tolgo i peli pubici.
Poi mentre proseguo sulla pancia e sul torace Sonia mi invita a fare molta attenzione ai suoi capezzoli per curarli accuratamente perchè non vuole vedere nessun pelo in quella zona.
Finisco il mio umiliante lavoro curando anche la barba di quello stronzo.
Alla fine il cesso è pieno di di peli neri e Cessa ha un corpo completamente privo di peli.
Sonia ordina a Cessa di fare un'altra doccia, e quando esce da quell'ultimo lavaggio ha un aspetto meno belluino di quando era arrivato.
Sonia come una regina seduta sul wc, come se fosse un trono, giudica mugulando e sospirando il nuovo aspetto di Cessa.
Esprime apprezzamento per la sua pelle ora levigata e priva di peli, ma è insoddisfatta per la pancia.
Mi chiede di recuperare delle larghe fasce di gomma che in genere usiamo per il legame degli schiavi.
Quando mi presento con quelle fasce, Sonia mi aobbliga ad avvolgerle attorno all'addome di Cessa, e di stringerle bene.
Io eseguo immediatamente stringendo fortemente l'addome di Cessa che comincia ad avere problemi di respirazione, e comincia ad ansimare per quella stretta.
Mia sorella osserva con attenzione l'operazione e quando finisco riconosce che ho fatto un buon lavoro.
Mentre Cessa ansima cercando aria, Sonia gli dice che se vorrà essere di nuovo nostro ospite dovrà sottoporsi ad una dieta, ed a ginnastica per ridurre la pancia che lei non può vedere.
Cessa tra un sospiro ed un altro promette che farà di tutto per accontentarla.
Poi Sonia si alza dal suo insolito trono e comincia ad accarezzare le tette di Cessa.
Si esprime dicendo che dovranno essere gonfiate perchè a suo parere sono troppo piccole.
Dice che dovranno essere gonfiate a forza con iniezioni di liquido; e mi ordina di prendere delle siringhe e dei contenitori.
Io eseguo immediatamente; poi Sonia con uno sguardo perverso dice a quella ansimente merda di Cessa che gi farà gonfiare le tette con la sua urina.
Cessa sembra contenta di quella prospettiva e dichiara di essere entusiasta di qualsiasi cosa gli verrà fatta.
Mia sorella soddisfatta da quella affermazione, guardando intensamente neggli occhi Cessa che io ho fatto inginocchiare davanti a lei comincia a pisciare in uno dei contenitori che le ho portato.
Terminato di urinare mi ordina di riempire una delle grosse siringhe che avevo portato con il suo piscio.
Io ubbiddi e dopo aver riempito la siringa con una grande quantità del suo piscio misi l'ago sulla punta della siringa; e poi dietro suo ordine infilai l'ago in prossimittà del capezzolo destro di Cessa e cominciai ad iniettarli nel corpo quel'osceno liquido.
Glielo inniettai con forza indifferente dei lamenti di cessa che gemeva come una cagna, mentre quello schifoso liquido gli entrava nel corpo e gonfiava le sue tette.
Dopo la prima iniezione Sona mi solleccitò a continuare pasando all'altro capezzolo.
Lei guardando con severità ed attenzione alla pratica commentava il gonfiaggio delle tette di Cessa.
Mi consigliava i punti dove intevenire per far gonfiare le tette di Cessa.
Quella merda intanto aveva cominciato a piangere perla sofferenza.
Mentre invece mia sorella eccitata da quelle lacrime aveva cominciato a masturbarsi.
Con la voce stravolta dall'eccitazione mi consigliava di far gonfiare i capezzoli dello stronzo.
Io ubbiddi e penetrai i capezzolli di Cessa iniettandoli velocemente l'urina contenta a mia volta dei lamenti di Cessa.
Provai piacere da quela attivvità e cominciai ad eccitare il mio cazzo eretto.
Chiesi il permesso a mia sorella di masturbarmi e unire al piscio del contenitore il mio sperma.
Lei ansimando eccitata mi diede il permesso ed io mi masturbai eiettando la mia sborra nel contenitore a cui aggiunsi alcuni fiotti del mio piscio.
Mescolai tutto quello schifo con le dita agiungendo il mio sputo, poi riempii di nuovo la siringa con quella lordura e continuai ad iniettare nei capezzoli di Cessa quelo schifo.
Lui sembrava prossimo a svenire, sia per l'eccittazione di quel trattamento perverso, sia per la mancanza di aria.
Quando finii il liquido osceno del contenitore; Cessa aveva delle tette e dei capezzoli enormi, gonfiati dal volume dell'urina e dallo sperma iniettati.
Mia sorella aveva goduto diverse volte coprendo il pavimento del liquido del suo piacere che costrinse a me e allo sfinito Cessa di leccare.
Finito quel compito Sonia portò me e Cessa in salotto, impose a me di rimanere in ginocchio nel salotto mentre portò Cessa con le sue tette gonfiate e doloranti in camera da letto.
Dopo un poco sentii delle urla provenire dalla camera da letto, era Cessa che urlava di dolore, probabilmente Sonia stava massacrando Cessa.
Supponevo che mia sorella stesse picchiando a bestia le tette gonfiate di Cessa, da qui le urla terribili di dolore.
Quelle urla e l'incosapevolità di cosa stava succedendo in quella stanza mi fecero eccitare, e cominciai a masturbarmi, arrapandomi sempre di più nel sentire le urla strazianti di cessa.

Per chi volese commentare i miei racconti la mia email è "riccalupa@gmail.com".
scritto il
2026-03-30
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