Elena la barista

di
genere
etero

Da un po di mesi frequentavo un bar appena fuori la città, la proprietaria si chiamava Elena. Una milf di 50 anni circa. Sguardo da porca, bionda. Un culo che pareva se lo facesse sfondare con piacere e due tette belle grandi, sempre in mostra da abbondanti scollature. Notai che col tempo e complice la bella stagione, i centimetri coperti erano sempre pochi. Col caldo spesso aveva sandali e aperture che facevano risaltare i suoi piedi sempre smaltati alla perfezione. Da pochi mesi ero rimasto single e la voglia di aprire una donna era molta. Nel corso del tempo iniziai a farle qualche complimento, con discrezione, cosa che apprezzava molto. Le conversazioni a mano a mano diventarono sempre più esplicite. Sia da parte mia che da parte sua. Spesso le magliette erano semi trasparenti e i pantaloni segnati da un perizoma che non disdegnava di mettere in mostra. Uscivo dal bar sempre col cazzo duro. Arrivai un giorno verso l'ora di chiusura per farmi un aperitivo. Elena era vestita in modo indecente. Tacchi e un abito che appena si chinava faceva vedere un filo su per il culo. Le tette praticamente erano più fuori che dentro. E i capezzoli si vedevano sotto belli duri. Prosegui con qualche aperitivo. Elena era sempre più avvenente e interessata alla conversazione. Il bar ormai era vuoto, gli ultimi clienti erano andati via. Con fare rilassato Elena chiuse la porta e mi disse: "finisci pure da bere, io inizio a lavare il bar". Nel frattempo che inizia a pulire tutte le sue forme erano in bella mostra. Complice l'alcool iniziai a farle domande indiscrete fino che si culmino' con un suo secco:" vedo come mi guardi, sono mesi che non mi scopa nessuno". Restai un po interdetto e poi replicai: "solo se ti fai inculare come una cagna!". Non feci in tempo di posare il bicchiere che lei disse di andare nel retro. Avevo il cazzo pulsante e goccialante. Iniziammo a limonare con foga. Le mie mani stringevano il suo bel culo. Mi abbassati i pantaloni e se lo mise in bocca. Iniziò un pompino meraviglioso, condito da porcate che continuavo a dirle. "Elena sei una porca voglio sborrarti nel culo!" Succhiava con molta foga e la cappella era ormai gonfia. Lei si spoglio' completamente. La misi su un tavolo e iniziai a penetrarla. Spinte molto forti, la cappella usciva ed entrava. Era piena di umori di figa. Per non venire ogni tanto lo toglievo e le leccavo la figa, pelosa e fradica. Talmente godeva che gocciolava sul pavimento. Appena glielo mettevo gridava come una porca. Avevo tutti e due i suoi alluci in bocca. "Dai porco spaccami la figa" diceva. Io stavo pompando l'inverosimile. Lei più godeva e io più spingevo forte. Il pavimento era goccialante della sua figa. Le sue tette continuano a sbattere ad ogni spinta. Non resisteva più. La feci scendere e misi il cazzo in mezzo alle sue mammelle. Stavo per venire. Era da parecchi giorni che non sborravo. Il cazzo in mezzo a quelle tette era sempre più duro e contratto. Sentii una forte scarica e un poderoso schizzo le arrivò in faccia. La porca apri subito la bocca e si fece venire in gola. "Ingoia porca" - " quanta sborra che avevi" disse lei. Continuò a succhiarmelo con foga. E in poco tempo era di nuovo duro. "Che cazzo fantastico che hai, maiale!" La misi a pecorina e ritornai a scoparla fin tanto che l'erezione non mi permise di incularla. La porca ebbe un orgasmo e lanciò un urlo fortissimo appena entrai nel suo intestino. Spingevo forte, il suo culo era abituato a farsi scopare. Nella foga mi disse che se lo faceva rompere sempre. La mia cappella continua imperterrita nel suo ano. La porca godeva e si toccava la figa. Spinsi ancora per 10 minuti abbondanti. Il suo culo era davvero speciale. A 90 vedevo le tette che sbattevano e lei che si girava per godere e dirmi porcate. Spesso chiudeva l'ano per sentirlo ancora di più e io facevo in modo di spingere più forte. Volevo spaccargli il culo. Sentii nuovamente l'asta che stava pompando sperma. Una venuta ancora più abbondante della prima. Quando lo tolsi dall'ano dilatato iniziò a colarle giù fino alla figa la mi sborra. Era piena di umori e di sborra. Mi pulì il cazzo con la bocca e con tutto il trucco colante mi disse: "scopami quando vuoi". Mentre lo rimettevo dentro le dissi: "la prossima volta di sborro sui piedi".
scritto il
2026-05-12
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